LA STORIA
Capostipite della razza può essere considerato un cucciolo maschio (Zorro) nato
nel 1966 dall'incrocio di un pastore tedesco con una delle ultime lupe
selvatiche provenienti dall'Appennino dell'alto Lazio. A partire dal fortunato
incrocio furono fissate le caratteristiche intermedie cosicché oggi
nella razza coesistono armonicamente le qualità domestiche del cane
accanto alle superiori caratteristiche fisiche e comportamentali del lupo.
Allevata senza fini di lucro dall'ETLI (Ente
per la Tutela del Lupo Italiano), a partire dal 1988 la razza, su
decreto del Presidente della Repubblica, è protetta da una normativa di Stato
che, per motivi di conservazione genetica, ne vieta la commercializzazione e
la riproduzione al di fuori dell'Ente stesso.
Utilizzato in numero consistente per compiti di
soccorso dal Gruppo Cinofilo del Corpo Forestale dello Stato, guardia del
corpo del noto ufficiale delle "teste di cuoio" Ultimo,
impegnato con successo nella ricerca di droga ed esplosivi, il lupo italiano rischia
l'estinzione per l'assoluta mancanza di fondi. Infatti al decreto
presidenziale che ne ha vietata la vendita non sono seguiti provvedimenti
economici concreti e la sopravvivenza della razza, che oggi conta circa 650
esemplari, è affidata quasi esclusivamente a finanziamenti
privati.
Da alcuni anni questa difficoltà a sostenere
l'allevamento del lupo italiano ha condotto l'ETLI a cedere sempre più spesso
esemplari in affidamento gratuito (secondo un protocollo ufficiale) presso
enti, associazioni o persone che si impegnino ad utilizzarli per scopi di
interesse pubblico (come in compiti di soccorso sotto valanghe o macerie,
ricerca di persone disperse, antibracconaggio, pet therapy, sport, ecc.).
DALLA MIA ESPERIENZA. -
Parla
la Sig.ra Maura Bocci (PG))
Si tratta di un cane intelligente, prudente ed equilibrato,
dedito incondizionatamente al padrone-capobranco, accanto a cui si muove come
un'ombra. Vivace e docile, in mani affettuose ed esperte da
risultati eccezionali in qualsiasi forma di addestramento. Invece, se
trascurato e lasciato a se stesso (soprattutto se privato di legami
affettivi) può accadere che il lato selvatico dell'ibrido-lupo abbia in lui
il sopravvento. Si dice di lui che "obbedisce per convinzione, non per
servilismo". Condivido questa affermazione.
Agile, potente, veloce e instancabile, è una cane che necessita di molto
movimento. L'eleganza innata della sua corsa e delle sue acrobazie
renderà una passeggiata in libertà un vero spettacolo della
natura. Perfino da adulto mantiene un'elevata attitudine al gioco,
requisito importante in soggetti destinati all'addestramento.
Nonostante le sue esigenze di moto, sa adattarsi bene anche alla vita
in appartamento, ai bambini e agli altri animali.
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LO STANDARD
Origine:
Il lupo Italiano si ricollega geneticamente al lupo
selvaticoe, più propriamente alla variante oggi scomparsa dall'alto Lazio,
la quale si differenziava sensibilmente da altre tipologie.
Aspetto Generale:
Nel suo aspetto, nei suoi movimenti, nel modo in cui
osserva e presta attenzione il Lupo Italiano deve mostrare nelle sue linee e
nei suoi atteggiamenti un'inconfondibile eleganza nobile e selvaggia.
Caratteristiche psichiche:
Animale estremamente vivace, dotato di un carattere
indipendente e fiero, con notevole propensione all'apprendimento,
affettuosissimo con luomo a cui si attacca in modo esclusivo, con uno spiccato
senso della proprietà e della difesa delle persone che gli sono affidate,
insuperabile nell'avvistamento.
Impiego:
Particolarmente adatto al soccorso in montagna,
antivalanga e anticatastrofe, con gran resistenza agli agenti atmosferici,alla
fame e alla sete.
Non soggetto alle congiuntiviti da riverbero sulla neve.
Grande fiuto, idoneo alla ricerca sia di persone, sia di
animali feriti, di grande utilità quindi per le guardie forestali, per i
guardaparco e per i guardiacaccia.
Addestrabile a tutti i compiti di cane da polizia.
Utile in agricoltura e pastorizia per la difesa del
gregge e della mandria dai furti e dagli animali predatori, sfruttando il suo
innato senso del territorio.
Taglia:
Maschi da 60 a 70 cm
Femmine da 58 a 65 cm
Testa:
Asciutta e ben modellata, più importante nel maschio;
muso tipico del lupo, affinato moderatamente verso la punta; lunghezza della
canna nasale (dallo stop alla punta del tartufo) leggermente inferiore allla
lunghezza del cranio; mascella e mandibole forti; dentatura a forbice,
bianchissima e potente; tartufo, labra, rime palpebrali neri; orecchie medie,
portate prettissime e perfettamente parallele quando l'attenzione è desta,
mobilissime secondo gli umori e i movimenti dell'animale; occhi di media
grandezza, piuttosto obliqui, non sporgenti, mai troppo scuri, preferibilmente
a fondo dorato; espressione intensa e leale; la testa tipica è
inconfondibile.
Tronco:
Robusto, non troppo lungo,torace ben disceso, ben costruito, formante un profilo sinuoso e
particolarmente armonioso tra le linee della gola, del petto, dello sterno e
del ventre; linea dorso-lombare diritta; groppa non troppo bassa.
Arti:
Perfettamente appiombati, robustissimi ma asciutti, non
devono dare per nulla l'impressione di eccessiva pesantezza; non troppo
angolati i posteriori; l'andatura è sciolta e leggera; l'animale anche
della massima taglia e peso, deve dare sia nel passo che nel trotto e nel
galoppo, che è serrato e veloce, un'impressione di forza elegante,
richiamando l'andatura del lupo selvaggio; caratteristica la posizione
allineata delle orme quando il trotto è veloce; piede ovale.
L'insieme del tronco e degli arti mette in evidenza la
scioltezza e la potenza delle articolazioni e delle inserzioni con risultati
di grande funzionalità a livello dei movimenti della spalla e dell'anca, La
forza d'urto è eccezionale.
Manto:
Grigio, variante segnato, più o meno scuro con fondo a
sfumature diversi da soggetto a soggetto sino al fulvo o beige; anche con
sella scura; gorgiera ben delineata; ventre, arti, specie nella parte
inferiore, interno e posteriore delle cosce più chiari: grigio o grigio
ruggine, fulvo chiaro o beige; frequenti la punta del muso e coda nero o
grigio più scuro e nei soggetti grigi sottolineature scure degli arti;
ammesso anche il mantello nero uniforme; in ogni tipo di manto è ammessa una
piccola macchia bianca al petto; il mantello non è definitivo fino a che lo
sviluppo del soggetto non è compiuto; inoltre, le variazioni stagionali sono
correnti.
Pelo:
di lunghezza e durezza medie, liscio o alquanto mosso
limitatamente al tronco e alle cosce, più fine e corto su testa e arti, con
folto sottopelo nei soggetti che vivono all'aperto.
Coda:
Piuttosto lunga e ben fornita, ma senza esagerazioni;
tenuta basa e pendente in riposoe
all'erta, si eleva con curva armoniosa e non eccessiva quando l'animale è
in agitazione, senza che il suo asse principale raggiunga mai la verticale;
deve essere portata in modo aggraziato e sciolto.
Tolleranze:
La mancanza di 2 premolari; un modesto uncino all'estremità della
coda.
PER APPROFONDIRE L'ARGOMENTO INSEPARABILE
CONSIGLIA: