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Discussione: Calopsite: ho realizzato una voliera da esterno

  1. #1
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    Calopsite: ho realizzato una voliera da esterno

    Apro questo thread per pubblicare la mia personale esperienza nella realizzazione di una voliera che oggi ospita una coppia di Calopsite: MarcoAntonio (2006) e Cleopatra (2012), entrambe “imprintate a mano”.

    In diverse trance, vorrei illustrare con immagini commentate, passo dopo passo, la realizzazione del progetto con il quale ho trasformato una semplice gabbia su misura, in una ospitale quanto funzionale dimora da esterno per i due Cacatua in miniatura: dal materiale, alla gabbia finale con pappagalli introdotti.

    Un poco alla volta pubblicherò le varie fasi successe e il materiale occorso.

    Spero di non annoiare nessuno e che invece il progetto possa diventare spunto per altre idee simili, animando consigli e opinioni.
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    Saluti. papa

  2. #2
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    La bella avventura è iniziata nel 2006, quando mi sono preso cura di un giovane maschio ancestrale allevato a mano. Per qualche anno ha vissuto completamente libero, a casa, su di un apposito trespolo con fondo, completo di giochi, mangiatoia e beverino e immancabili attenzioni da parte di tuta la famiglia, ottenute fin da subito, data l’incredibile simpatia che suscitano questi cacatua in miniatura. Poi, ho preferito farlo vivere in una gabbia appropriata, affinché potesse godersi l’aria aperta e il sole esterno senza pericoli di fatali fughe. Nella continua ricerca di offrirgli quanto possibile meglio, mi sono proposto di effettuare il salto vero e proprio di qualità, prospettando una piccola voliere adeguatamente preparata per esterno, magari trovandogli una compagna. Era fine estate del 2011. Vivere in città ha complicato la risoluzione, ma non ha fermato la mia volontà. Ecco il giovanissimo MarcoAntonio nel suo vecchio trespolo:


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    Saluti. papa

  3. #3
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    Innanzi tutto, parte basilare del proposito è stata quella di decidere DOVE piazzare la grande gabbia e quindi conseguentemente regolandomi sulle misure. La scelta è inevitabilmente caduta sull’altana di casa; in particolare sul parapetto esterno di questa, lato tetti. La veduta a 360° è niente male, comprensiva di grandi giardini e laguna veneta; sole, nelle belle giornate, garantito ad ogni mese dell’anno! Di contro, in quella posizione particolare, il brutto tempo o il sole, si fanno sentire in modo accentuato, quindi servono i giusti accorgimenti. Ecco la locazione scelta; veduta lato Nord:


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    Saluti. papa

  4. #4
    Senior Member

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    Non essendo esente da lavoro, il progetto ho dovuto metterlo in pratica nei momenti liberi ed ho voluto compierlo entro un inverno (2011), così che con la bella stagione, la voliera era già ospitale. Per questo ho preferito non addentrarmi nella costruzione propria della voliera in un lavoro di bricolage tra reti ed infissi; invece formattando materiale già composto. Meno economico ma sicuramente più pratico. Per chi pratico e con maggiore disponibilità di tempo, potrà sbizzarrirsi con logica nella costruzione della voliera, partendo dal nulla…

    Lista Materiale:

    1) Una gabbia di grandi dimensioni (voliera) da assemblare:




    2) Attrezzi e strumenti necessari ad un certo lavoro di montaggio; viti, bulloni, cavi, canalette, eccetera, ho provveduto man-mano ho compiuto “l’impresa”. Idem per le rifiniture:




    3) Pannelli di Okumè da cm. 1,9 che costituiscono in modo permanente il lato posteriore dell’uccelliera. In oltre, altri pannelli sempre in Okumè da cm. 1,2 che formano un ulteriore strato di tetto (sopra l’originale) per fissare le “tegole canadesi”:




    4) Pannelli in plexiglass da mm. 6 per costruire delle portiere scorrevoli sulla parte anteriore e sui due lati rimanenti (la parte posteriore, come descritto al punto tre, è in legno):




    5) Tegole canadesi (colore mattone) per il tetto:




    6) Legno. Impregnante da esterni:




    7) Al posto di normali abbeveratoi ho deciso di predisporre una fontana da giardino di piccole dimensioni, con una serie di cascatelle e un laghetto terminale. Ciò mi complicherà il lavoro, ma l’effetto ottenuto e l’ambientazione per i pappagalli renderanno la fatica:




    8) Pompa e filtro esterno, per la fontana. Mi permetterà di “controllare” la sorgente artificiale senza essere troppo invasivi, cioè mettendo troppo spesso le mani dentro la gabbia:




    9) Tubo da giardino e curve, per il flusso in entrata e uscita dalla voliera alla pompa/filtro; oltre che per il rabbocco:




    10) Cortecce e rami secchi stagionati per arredare l’interno e fornire posatoi e trespoli naturali:




    11) Due striscie di led: una a luce bianca e una a luce blu da applicare nel sottotetto. La prima per illuminare la voliera durante la manutenzione in caso di bisogno soprattutto durante l’inverno; la seconda, collegata ad un un orologio/calendario elettronico interno, programmato fino il 2032, che regola l’accensione nella fase del tramonto, così che anche nelle notti più scure, i volatili avranno sempre un riferimento soprattutto in caso di caduta o spavento, che altrimenti potrebbero causare pericolosi svolazzamenti inconsulti contro la gabbia e l’arredamento. Il blu profondo non disturba i pappagalli nel sonno:




    12) Piante sempreverdi , robuste, da introdurre. Un GROSSO punto di domanda sulla possibilità che MarcoAntonio & Cleopatra non le trattino poco bene, per naturale giocosità:




    13) L’amico Mario, con buona volontà e destrezza mi ha aiutato nel compito.
    (Notare la bella panoramica di sfondo che sarà il paesaggio principale per i pappagalli, pure in una posizione più elevata.)




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    Saluti. papa

  5. #5
    Senior Member

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    Nel frattempo, MarcoAntonio è stato preventivamente abituato e acclimatato alle stagioni. Qui lo vediamo tranquillamente spassarsela nella sua vecchia gabbia (spaziosa ma non come la voliera), all’esterno, in una bella giornata invernale. Determinante la dieta giusta. Evitare in modo assoluto sbalzi di temperature, vento e correnti d’aria, al bisogno con opportuni ripari. In quel mentre, di notte sta all’interno, ma non in una stanza riscaldata artificialmente:

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    Saluti. papa

  6. #6
    Senior Member

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    Novembre 2011. Si comincia. Arrivata la voliera impacchettata acquistata nuova, in un negozio tramite ordine online. Come ho scritto, l’idea è di compiere tutto il lavoro durante l’inverno, in modo tale che già in primavera, MarcoAntonio potrà essere introdotto all’interno. Intanto, mi sono attivato anche in Rete, alla ricerca di una compagna per MarcoAntonio; ma con precise caratteristiche: femmina ancestrale, allevata a mano. Bisogna darsi da fare!




    Novembre 2011. Prime fasi di montaggio. Una volta montata la gabbia, ho incaricato un fabbro di costruire delle staffe su misura in acciaio inox, che sosterranno la grande gabbia fissata alla bordatura in ferro dell’altana, esternamente, sopra i tetti. Il fabbro ha così potuto prendere le misure sul posto calcolando i carichi da supportare:




    Gennaio 2012. I pannelli in Okumè, sagomati e trattati con speciale pregnante, sono fissati in modo permanente sul retro della gabbia. Anche la parte triangolare del sottotetto avrà il suo pannello in legno di Okumè nel retro, e di Plexiglass davanti:




    Gennaio 2012. Ora, tocca ai pannelli di plexiglass. Il triangolo del sottotetto sarà dotato di un pannello di medesimo formato amovibile per l’estate tramite dei “galletti”:

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    Saluti. papa

  7. #7
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    Gennaio 2012. Prima di inserire i pannelli in plexiglass trasparente, tagliati su misura, ho preparato i supporti di questi, sempre in resistente legno di Okumè:




    Gennaio 2012. Fissati i supporti in legno di Okumè per i pannelli in plexiglass, si passa alle guide in metallo. Tutte le parti in metallo aggiunte, come guide, cornici, viti, bulloni e galletti, sono in acciaio inox o comunque in materiale non facilmente ossidabile:




    Gennaio 2012. Nella foto l’amico Mario all’opera, mentre leviga i bordi dei pannelli di plexiglass, preventivamente lasciati nel cellofan protettivo fino a termine del lavoro; così, sono rifiniti per l’esigenza:




    Gennaio 2012. I pannelli scorrono come voluto su ogni sezione di lato. Il lavoro prosegue bene. Intanto, mi sono procurato la fontana con cascatelle, che nella foto si vede ancora impacchettata in basso a sinistra:

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    Saluti. papa

  8. #8
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    Gennaio 2012. Specifico silicone è stato adoperato per le rifiniture, (oltre che per il fissaggio); soprattutto per evitare qualsiasi possibile spiffero:




    Febbraio 2012. Con la nevicata di febbraio la voliera aveva già il tetto canadese montato su pannelli in Okumè, a loro volta ancorati al tetto originale. Come si può notare, il nuovo tetto ha dimensioni ben più ampie di quello sotto, originale, permettendo un maggiore riparo. La parte visibile in legno è il retro. Ma non sono ancora a metà del lavoro complessivo e, benché la nevicata come ultima sbruffata invernale, la primavera è alle soglie:




    Febbraio 2012. Nell’angolo basso sinistro ho montato la fontana con cascatelle:




    Febbraio 2012. I tubi dell’acqua che alimenterà la fontana con cascatelle. Piuttosto che il classico tubo in gomma da giardino o per acquari, ho preferito un tipo di tubo usato nel giardinaggio, formato da una superfice più rigida esterna e uno strato gommoso nero interno, perché più resistente al tempo, al gelo oltre che, non facendo filtrare luce, evita il formarsi di uno strato gelatinoso di alghe, interno:

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    Saluti. papa

  9. #9
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    Febbraio 2012. Specificatamente, i tubi per l’entrata e l’uscita acqua, tra pompa/filtro e fontana, oltre quello di rabbocco (in diagonale):




    Febbraio 2012. Particolare del tubo di rabbocco (curva), tenuto “in forma” perché in fase di incollaggio:




    Febbraio 2012. Non è stato facile costruire una “casa”, sotto lo sguardo vigile di chi poi, ci dovrà andare ad abitare!




    Marzo 2012. La voliera è stata allestita anche con cortecce, posatoi, trespoli e mangiatoie. L’impianto elettrico per le luci (vedi mio quarto intervento, punto undici), è stato montato. Le tubature per l’acqua, sono terminate:

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    Saluti. papa

  10. #10
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    Marzo 2012. In Web, ho comprato pure delle particolari, capienti, mangiatoie che oltre tutto permettono di dividere gli scarti evitando spreco e sporco. Adiacenti ad una porta per una facile manutenzione e caricarle comodamente; nonostante l’abbondante sporgenza del tetto, ho comunque preferito piazzarle internamente per un maggiore riparo dall’umidità anche nei mesi piovosi. Le mangiatoie tradizionali di dotazione con la gabbia invece, le ho utilizzate per altri cibi come pastoni e miscele:




    Marzo 2012. Sono state posizionate le piante. Tutte in doppio vaso (entrambe forati) per una eventuale facile rimozione, con sottovaso interno, per contenere potenziali uscite d’acqua quando innaffiate. In oltre, il vaso interno che contiene ogni pianta è sprofondato in palline di argilla, per evitare ogni possibile contatto del pappagallo con la terra, potenzialmente portatrice di batteri. Particolare dell’arredamento interno (Felce, Campanule, Calla ed Edera).



    NOTA: oggi, col “senno del poi”, ho dovuto accreditare i miei timori e togliere le piante, perché la coppia di “Calo”, per gioco le danneggiava gravemente, contribuendo a sporcare l’ambiente. Comunque, potendo alcuni soggetti dimostrare disinteresse nei riguardi delle piante, è valsa la pena tentare, almeno mi sono tolto ogni dubbio!


    Marzo 2012. La maggior parte dei legni per gli arredi, come posatoi, trespoli, tralicci e cortecce, me li sono procurati ai “Murazzi”[*] del Lido di Venezia, abbandonati, portati dal mare. Il legno risulta ottimamente lavato in acqua di fiume, mare e stagionato per mesi e mesi, se non addirittura anni, al sole, al freddo, alla pioggia, al vento e all’aria di mare, risultando di una consistenza quasi marmorea:

    [*] I Murazzi sono degli argini in pietra d’Istria costruiti per difendere la laguna dall’erosione del mare che andarono a sostituire le precedenti difese costituite da palificazioni.




    Marzo 2012. Uno tra i tanti passatempi che ho ricreato nella voliera per MarcoAntonio: una pigna ciondolante con dello spago di stoppa:





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    Saluti. papa

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