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Risultati da 1 a 10 di 2639

Discussione: Maltese -VECCHI POST-

  1. #1
    Senior Member

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    Maltese -VECCHI POST-

    Ho cercato e ho visto che questa razza non è trattata. Mi piacerebbe iniziare a farlo.....che dite?
    Chi ha un maltese di voi?

  2. #2
    Senior Member

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    Ciao Erica!
    raccontaci tutto dai!
    Intanto un po' di Maltesini...

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    Sono troppo carini!!!
    Ma esistono solo bianchi?
    <font color=\"blue\"><b>Jet Cocker AMERICANO</b></font id=\"blue\">-<font color=\"navy\"><b>28/09/05</b></font id=\"navy\">

    <font color=\"red\"><b>Nanà & Kakà micetti raccolti dalla strada!</b></font id=\"red\">

    <font color=\"purple\">www.animalipersieritrovati.org</font id=\"purple\">[:7]
    <font color=\"red\">www.zimfamilycockers.com</font id=\"red\">[:154][:91][:257]
    http://zimfamilycockers.com/Forums/i...imatedTail.gif
    <font color=\"navy\"><b>Life is sweet with a COCKER at your feet</b></font id=\"navy\">

  3. #3
    Senior Member

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    che tesorini!!!
    beh erica mi sembra che ce l'abbia solo tu..
    Parla e noi faremo domande...
    http://www.freewebs.com/greatjapanesedogs/

    Tutte le foto delle nostre pesti a 4 zampe!!!

  4. #4
    Senior Member

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    SI sembra anche a me che sia l'unica....assieme a Dafo77 ad avere un maltese.
    Domani...vi racconto tutto quello che so sui miei adorati cagnolini.
    Mi sta già venendo voglia di prendere una sorellina per Cookie....ma forse...in futuro, adesso lui mi da parecchio da fare, nonstante le sue piccole dimensioni.

    Il mio amoreeeeee



  5. #5
    Senior Member

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    anche Ercolino è un maltese del forum!
    <font color=\"navy\"><i>https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=bbgHZWwyhcQ</i></font id=\"navy\">

  6. #6
    Senior Member

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    Che amore! Ma crescerà tanto??
    <font color=\"blue\"><b>Jet Cocker AMERICANO</b></font id=\"blue\">-<font color=\"navy\"><b>28/09/05</b></font id=\"navy\">

    <font color=\"red\"><b>Nanà & Kakà micetti raccolti dalla strada!</b></font id=\"red\">

    <font color=\"purple\">www.animalipersieritrovati.org</font id=\"purple\">[:7]
    <font color=\"red\">www.zimfamilycockers.com</font id=\"red\">[:154][:91][:257]
    http://zimfamilycockers.com/Forums/i...imatedTail.gif
    <font color=\"navy\"><b>Life is sweet with a COCKER at your feet</b></font id=\"navy\">

  7. #7
    Senior Member

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    Storia



    I natali del Maltese si perdono nella notte dei tempi (Charles Darwin ne stabilisce l’origine addirittura al 6000 a.C.), ragion per cui non è possibile sapere come questa razza sia stata creata. Il Dott. Cajus (1510-1573), nel descrivere le razze inglesi, sostenne che questo piccolo cane dal candido mantello serico, era originario dell’isola di Malta, donde il nome di Maltese (teoria successivamente condivisa da Pierre Mègnin).

    In realtà il primo ad affermare che il Maltese ha avuto origine nell’isola di Malta, anticamente chiamata Melita, fu Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) nella sua opera “Storia Naturale”. La presenza nell’isola della razza, all’epoca dell’impero romano, è confermata da Marco Valerio Marziale che dedicò ad Issa, la cagnolina maltese di Publio, governatore di Malta , i versi:



    “Issa è più delicata del passero di Catullo

    Issa è più pura di occhio di colomba

    Issa è più graziosa di qualsiasi fanciulla

    Issa è più cara delle gemme del dito

    Issa è la cagnetta delizia di Publio”



    Tale teoria però è messa in discussione dal greco Strabone (63 a.C.-19 d.C.), secondo il quale Melita, come scrisse nella sua opera “Geografia” è il nome di una antica città della Sicilia, dove veniva allevata una razza molto pregiata di piccoli cani bianchi a pelo lungo, che egli chiamò “Canis Melitensis”. Secondo altri studiosi, invece, le origini del Maltese sono da ricercarsi nell’isola di Melite (oggi Meleda) situata nel mar adriatico presso le coste della Dalmazia. Evidentemente le ipotesi sulle origini del Maltese sono alquanto controverse, ma è certo che la razza si sia sviluppata nel bacino del Mediterraneo, da dove si è poi diffusa in tutto il mondo. Reperti archeologici rinvenuti in Egitto inducono a ritenere che cani molto simili all’attuale Maltese, fossero già presenti nella terra dei faraoni tra il 600 e il 300 a.C. Verso il 450 a.C., il Maltese era molto diffuso e apprezzato in Grecia dove era considerato di gran lusso, come testimonia Timone (V secolo a.C.) che narra di come le ricche e raffinate signore di Sibari, città greca dell’antica Italia, quando si recavano al bagno si accompagnavano a dei Maltesi. Ad Aristotele appartiene la prima storia scritta che si conosca sul Maltese, la quale è datata 350 a.C. Circa cinquant’anni dopo, Teofrasto, nel descrivere il Greco elegante ed edonista, scriveva:

    &lt;&lt; Se gli muore un piccolo cane, lo sotterra e gli erige un epitaffio con la scritta: “Era della razza di Malta”&gt;&gt;.

    Nell’Italia romanica, il Maltese raggiunse il culmine della popolarità sotto l’imperatore Claudio (41-54 d.C.) quando tutte le famiglie più ricche e alla moda ne possedevano almeno uno. Pare che Poppea ne possedesse vari esemplari di gran pregio. A quei tempi, si credeva, inoltre, che il piccolo cane,che era chiamato anche il cane delle donne romane, possedesse delle virtù terapeutiche: si credeva, infatti, che appoggiandoselo sul ventre, il tepore del suo corpicino lenisse il mal di stomaco.

    Al seguito dei Romani, il Maltese raggiunse la Gallia Belga, come dimostra il rinvenimento a Rognee, nei pressi di Walcourt, di tre statuette in terra bianca raffiguranti cani Maltesi, contenute nelle tombe di bambini romani del II secolo (Museo di Namur). Nel primo secolo a.C. il Maltese, attraverso la “via della seta”, giunse fino in Cina, dove servì come moneta di scambio e come dono ai dignitari dell’impero cinese e dove contribuì alla creazione delle razze tibetane, con le quali presenta molte affinità. La fama del Maltese si mantenne inalterata nei secoli successivi e lo ritroviamo rappresentato in arazzi e dipinti del basso Medio Evo e del Rinascimento in Italia, immortalato da artisti del calibro di Tiziano,Veronese, Carpaccio, Pietro e Antonio Pollaiolo,in Francia ,nel famoso arazzo della Dama con il liocorno, conservato nel Museo di Cluny a Parigi, così come lo ritroviamo riprodotto dal pennello di pittori fiamminghi, tedeschi, olandesi e spagnoli, quali Memling, Durer, Bruegel, Van de Venne, Goya e Rubens. Verso il 1520, sotto il regno di Enrico VIII, il Maltese sbarcò sulle coste dell’Inghilterra, dove divenne presto popolare, grazie alla regina Maria Stuarda (che aveva importato alcuni soggetti da Lione) la quale lo ebbe come suo cane prediletto. Gli Inglesi, in effetti, credevano che il mantello del Maltese preservasse dal freddo e dall’umidità; credenza, a quanto pare, tramandatasi fino ai nostri giorni, dato che non è raro trovare oltre Manica guanti e scialli di pelo di Maltese. Enrico III, re di Francia dal 1574 al 1589, fu follemente innamorato del Maltese, che scoprì un giorno a Lione. Scrive Pierre de Lestolle, suo contemporaneo:

    “Novembre 1575. Egli se ne va in carrozza, con la regina, sua sposa, per le strade e le case di Parigi, a cercare quei piccoli cani damerini. Pare che vada in tutti i monasteri femminili che si trovano nei dintorni di Parigi per fare ugualmente incetta dei cagnolini, con grande rincrescimento e dispiacere delle dame alle quali i cani appartenevano”.

    Mentre Jacques Auguste de Thou, ci riferisce dello scandalo suscitato dalle ingenti spese del re per i suoi Maltesi:

    “Il re, dopo essere rimasto per qualche tempo nel Borbonese, andò a Lione per essere vicino ai suoi due favoriti che avanzavano ognuno con un’ armata:Joyeuse dalla parte dell’Auvergne e del Gèvaudan, ed Epernon attraverso la Provenza. Mentre era a Lione, tranquillo come se tutto il reame godesse di una pace perfetta, riunì quei piccoli cani ai quali si era molto affezionato in quella città.Tutti quanti furono molto sorpresi nel vedere un re di Francia, nel bel mezzo di una guerra così terribile e in una penuria estrema di denaro, dedicare a simili piaceri tutto il tempo che aveva a disposizione e tutto il denaro che poteva raccogliere (...).

    Egli spendeva ogni anno più di centomila scudi d’oro per quei piccoli cani di Lione e manteneva alla sua corte, elargendo notevoli emolumenti, una moltitudine di uomini e donne che non avevano altro compito se non quello di nutrirli (...).

    Ma il culmine della popolarità il Maltese lo raggiunse nel 1800 quando era diffuso in tutta Europa. E’ interessante sapere che il grande Giuseppe Verdi (1815-1901) ebbe con se un Maltese di nome Loulou per il quale nutriva una vera e propria adorazione e che anche il critico Francesco De Sanctis ebbe molto caro un Maltese. Oggi il Maltese è presente e ben allevato in ogni parte del mondo, ma il primato numerico è detenuto dalla Gran Bretagna, dagli U.S.A. e dal Giappone. In Italia, a cui la Federazione Cinologica Internazionale ha assegnato il patronato, la razza è allevata con grande cura e lungimiranza e soggetti di allevamenti Italiani sono presenti e mietono successi nelle più importanti esposizioni del Mondo.


    Foto storiche





    --fonte: www.deicavalieridimalta.it

  8. #8
    Senior Member

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    Storia



    I natali del Maltese si perdono nella notte dei tempi (Charles Darwin ne stabilisce l’origine addirittura al 6000 a.C.), ragion per cui non è possibile sapere come questa razza sia stata creata. Il Dott. Cajus (1510-1573), nel descrivere le razze inglesi, sostenne che questo piccolo cane dal candido mantello serico, era originario dell’isola di Malta, donde il nome di Maltese (teoria successivamente condivisa da Pierre Mègnin).

    In realtà il primo ad affermare che il Maltese ha avuto origine nell’isola di Malta, anticamente chiamata Melita, fu Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) nella sua opera “Storia Naturale”. La presenza nell’isola della razza, all’epoca dell’impero romano, è confermata da Marco Valerio Marziale che dedicò ad Issa, la cagnolina maltese di Publio, governatore di Malta , i versi:



    “Issa è più delicata del passero di Catullo

    Issa è più pura di occhio di colomba

    Issa è più graziosa di qualsiasi fanciulla

    Issa è più cara delle gemme del dito

    Issa è la cagnetta delizia di Publio”



    Tale teoria però è messa in discussione dal greco Strabone (63 a.C.-19 d.C.), secondo il quale Melita, come scrisse nella sua opera “Geografia” è il nome di una antica città della Sicilia, dove veniva allevata una razza molto pregiata di piccoli cani bianchi a pelo lungo, che egli chiamò “Canis Melitensis”. Secondo altri studiosi, invece, le origini del Maltese sono da ricercarsi nell’isola di Melite (oggi Meleda) situata nel mar adriatico presso le coste della Dalmazia. Evidentemente le ipotesi sulle origini del Maltese sono alquanto controverse, ma è certo che la razza si sia sviluppata nel bacino del Mediterraneo, da dove si è poi diffusa in tutto il mondo. Reperti archeologici rinvenuti in Egitto inducono a ritenere che cani molto simili all’attuale Maltese, fossero già presenti nella terra dei faraoni tra il 600 e il 300 a.C. Verso il 450 a.C., il Maltese era molto diffuso e apprezzato in Grecia dove era considerato di gran lusso, come testimonia Timone (V secolo a.C.) che narra di come le ricche e raffinate signore di Sibari, città greca dell’antica Italia, quando si recavano al bagno si accompagnavano a dei Maltesi. Ad Aristotele appartiene la prima storia scritta che si conosca sul Maltese, la quale è datata 350 a.C. Circa cinquant’anni dopo, Teofrasto, nel descrivere il Greco elegante ed edonista, scriveva:

    &lt;&lt; Se gli muore un piccolo cane, lo sotterra e gli erige un epitaffio con la scritta: “Era della razza di Malta”&gt;&gt;.

    Nell’Italia romanica, il Maltese raggiunse il culmine della popolarità sotto l’imperatore Claudio (41-54 d.C.) quando tutte le famiglie più ricche e alla moda ne possedevano almeno uno. Pare che Poppea ne possedesse vari esemplari di gran pregio. A quei tempi, si credeva, inoltre, che il piccolo cane,che era chiamato anche il cane delle donne romane, possedesse delle virtù terapeutiche: si credeva, infatti, che appoggiandoselo sul ventre, il tepore del suo corpicino lenisse il mal di stomaco.

    Al seguito dei Romani, il Maltese raggiunse la Gallia Belga, come dimostra il rinvenimento a Rognee, nei pressi di Walcourt, di tre statuette in terra bianca raffiguranti cani Maltesi, contenute nelle tombe di bambini romani del II secolo (Museo di Namur). Nel primo secolo a.C. il Maltese, attraverso la “via della seta”, giunse fino in Cina, dove servì come moneta di scambio e come dono ai dignitari dell’impero cinese e dove contribuì alla creazione delle razze tibetane, con le quali presenta molte affinità. La fama del Maltese si mantenne inalterata nei secoli successivi e lo ritroviamo rappresentato in arazzi e dipinti del basso Medio Evo e del Rinascimento in Italia, immortalato da artisti del calibro di Tiziano,Veronese, Carpaccio, Pietro e Antonio Pollaiolo,in Francia ,nel famoso arazzo della Dama con il liocorno, conservato nel Museo di Cluny a Parigi, così come lo ritroviamo riprodotto dal pennello di pittori fiamminghi, tedeschi, olandesi e spagnoli, quali Memling, Durer, Bruegel, Van de Venne, Goya e Rubens. Verso il 1520, sotto il regno di Enrico VIII, il Maltese sbarcò sulle coste dell’Inghilterra, dove divenne presto popolare, grazie alla regina Maria Stuarda (che aveva importato alcuni soggetti da Lione) la quale lo ebbe come suo cane prediletto. Gli Inglesi, in effetti, credevano che il mantello del Maltese preservasse dal freddo e dall’umidità; credenza, a quanto pare, tramandatasi fino ai nostri giorni, dato che non è raro trovare oltre Manica guanti e scialli di pelo di Maltese. Enrico III, re di Francia dal 1574 al 1589, fu follemente innamorato del Maltese, che scoprì un giorno a Lione. Scrive Pierre de Lestolle, suo contemporaneo:

    “Novembre 1575. Egli se ne va in carrozza, con la regina, sua sposa, per le strade e le case di Parigi, a cercare quei piccoli cani damerini. Pare che vada in tutti i monasteri femminili che si trovano nei dintorni di Parigi per fare ugualmente incetta dei cagnolini, con grande rincrescimento e dispiacere delle dame alle quali i cani appartenevano”.

    Mentre Jacques Auguste de Thou, ci riferisce dello scandalo suscitato dalle ingenti spese del re per i suoi Maltesi:

    “Il re, dopo essere rimasto per qualche tempo nel Borbonese, andò a Lione per essere vicino ai suoi due favoriti che avanzavano ognuno con un’ armata:Joyeuse dalla parte dell’Auvergne e del Gèvaudan, ed Epernon attraverso la Provenza. Mentre era a Lione, tranquillo come se tutto il reame godesse di una pace perfetta, riunì quei piccoli cani ai quali si era molto affezionato in quella città.Tutti quanti furono molto sorpresi nel vedere un re di Francia, nel bel mezzo di una guerra così terribile e in una penuria estrema di denaro, dedicare a simili piaceri tutto il tempo che aveva a disposizione e tutto il denaro che poteva raccogliere (...).

    Egli spendeva ogni anno più di centomila scudi d’oro per quei piccoli cani di Lione e manteneva alla sua corte, elargendo notevoli emolumenti, una moltitudine di uomini e donne che non avevano altro compito se non quello di nutrirli (...).

    Ma il culmine della popolarità il Maltese lo raggiunse nel 1800 quando era diffuso in tutta Europa. E’ interessante sapere che il grande Giuseppe Verdi (1815-1901) ebbe con se un Maltese di nome Loulou per il quale nutriva una vera e propria adorazione e che anche il critico Francesco De Sanctis ebbe molto caro un Maltese. Oggi il Maltese è presente e ben allevato in ogni parte del mondo, ma il primato numerico è detenuto dalla Gran Bretagna, dagli U.S.A. e dal Giappone. In Italia, a cui la Federazione Cinologica Internazionale ha assegnato il patronato, la razza è allevata con grande cura e lungimiranza e soggetti di allevamenti Italiani sono presenti e mietono successi nelle più importanti esposizioni del Mondo.


    Foto storiche





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  9. #9
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    Due VIP con maltesi:



    e la grande Liz

  10. #10
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    e la grande Liz

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