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Discussione: Storia e standard

  1. #1
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    Storia e standard

    In questa sezione vi inserisco lo standard e la storia di questo straordinario cane italiano.

    Standard

    Brevi cenni storici

    E' discendente diretto del "canis pugnax" (molosso) romano del quale rappresenta la versione leggera impiegata per la caccia alla grossa selvaggina e quale ausiliare bellico. Per secoli è stato prezioso compagno delle genti italiche che lo hanno utilizzato per la guardia della proprietà e del bestiame, per la caccia e per la difesa personale. Diffuso un tempo in tutta la Penisola, come una vasta iconografia e storiografia testimoniano, ha trvato un'ottima isola di conservazione in Puglia, Lucania e Sannio. Deve il suo nome al latino "Cohors" che significa guardia, protettore.

    Aspetti generali della razze

    Cane di mole medio-grande, fortemente costruito ma elegante, con muscoli potenti e lunghi, molto distinto, esprime forza, agilità e resistenza. La conformazione generale è quella di un mesomorfo il cui tronco è più lungo dell'altezza al garrese; armonico rispetto al formato (eterometria) e disarmonico rispetto al profili (alloidismo).



    Proporzioni importanti

    La lunghezza del tronco supera l'altezza al garrese dell'11% circa. La lunghezza totale della testa raggiunge i 3,6/10 dell'altezza al garrese. La lunghezza del muso corrisponde ai 3,4/10 della lunghezza totale della testa. L'altezza del torace è di 5/10 dell'altezza al garrese e corrisponde all'altezza dell'arto al gomito.

    Comportamento del carattere

    Intelligente, energico ed equilibrato, è ineguagliabile cane da guardia e da difesa. Docile ed affettuoso col padrone, amante dei bambini e della famiglia, diviene se necessario difensore terribile e coraggioso delle persone, della casa e della corte. E' facilmente addestrabile.

    Testa

    Brachicefala. La sua lunghezza totale raggiunge i 3,6/10 dell'altezza al garrese. La larghezza bizigomatica, pari alla lunghezza del cranio, è superiore alla metà della lunghezza totale della testa, raggiungendo i 6,6/10 di tale lunghezza. Gli assi longitudinali del cranio e del muso sono tra loro leggermente convergenti. Il perimetro della testa, misurato agli zigomi, è anche nelle femmine più del doppio della lunghezza totale della testa. La testa è moderatamente scolpita con arcate zigomatiche protese all'esterno. Pelle consistente ma piuttosto aderente ai tessuti sottostanti, liscia ed abbastanza tesa.

    Regione cranica

    Cranio
    Largo e lievemente arcuato visto di fronte, in profilo disegna una curva irregolare che, accentuata nella sottoregione frontale, si appiattisce aboralmente lungo la cresta saggitale esterna. La sua larghezza è pari alla lunghezza e corrisponde ai 6,6/10 della lunghezza totale della testa. Visto dall'alto è di forma quadrata per la protrusione all'esterno delle arcatate zigomatiche e per l'insieme delle potenti fasce muscolari che lo fasciano. Le bozze frontali sono ben sviluppate e sporgenti in avanti, la fossa frontale è profonda e il solco mediano è visibile. Cresta sopraoccipitale non troppo evidenziata. Fosse sopraorbitali (conche) marcate ma leggermente.

    Stop
    Molto marcato per le bozze frontali molto sviluppate e sporgenti in avanti e per gli archi sopraciliari rilevati.

    Regione facciale
    Tartufo
    Sulla stessa linea della canna nasale. Visto di profilo non deve sporgere sul margine verticale anteriore delle labbra ma trovarsi, con la sua faccia anteriore, sul medesimo piano verticale della faccia anteriore del muso. Deve essere voluminoso, piuttosto piatto superiormente, con narici ampie, aperte e mobili. La pigmentazione è nera.

    Muso
    Molto largo e profondo. La larghezza del muso deve pressoché‚ eguagliare la sua lunghezza che raggiunge i 3,4/10 della lunghezza totale della testa. La sua profondità supera del 50% la lunghezza del muso. Il parallelismo delle facce laterali del muso e la ripienezza e larghezza del corpo della mandibola fanno sì che la faccia anteriore del muso sia quadrata e piatta. La canna nasale è rettilinea e piuttosto piatta. Il profilo inferiore-laterale del muso è dato dalle labbra superiori. La regione sottorbitale mostra un lievissimo cesello.

    Labbra
    Piuttosto consistenti. Le labbra superiori, viste di fronte, determinano alla loro disgiunzione una "U" rovesciata e, viste di lato, si presentano moderatamente pendenti. Commessura moderatamente evidente e che rappresenta sempre il punto più basso del profilo laterale inferiore del muso. Il pigmento è nero.

    Mascelle
    Molto larghe, robuste e spesse con lievissimo raccorciamento della mascella superiore e conseguente leggero prognatismo. Le branche della mandibola, molto forti, sono in profilo piuttosto ricurve. Il corpo della mandibola, ben accentuato in avanti, bene evidenzia il mento marcato. Gli incisivi sono impiantati in linea retta.

    Guance
    Regione masseterina piena ed evidente ma non ipertrofica.

    Denti
    Bianchi, grandi, completi per sviluppo e numero. Gli incisivi inferiori sorpassano leggermente (circa 1/2 cm) i loro corrispondenti dell'arcata superiore, perciò ne deriva una chiusura leggermente prognata.

    Occhi
    Di media grandezza rispetto alla mole del cane, in posizione sub-frontale, ben distanziati tra loro. Rima palpebrale ovaleggiante, bulbi oculari leggermente affioranti palpebre aderenti con margini pigmentati di nero. Gli occhi non devono lasciare scorgere la sclera. Nittitante fortemente pigmentata. Iride quanto più possibile scura in relazione al colore del mantello. Sguardo intelligente e vigile.

    Orecchi
    Di media grandezza in rapporto al volume della testa e alla mole del cane, ricoperti di pelo raso, di forma triangolare, con apice piuttosto appuntito e cartilagine spessa, inseriti alti, cioé molto al di sopra dell'arcata zigomatica, larghi alla base, pendenti, aderenti alle guance senza raggiungere la gola. Sporgenti alquanto all'esterno e lievemente rilevati nel loro punto di attacco, vengono portati semieretti quando il cane è attento. Vengono abitualmente amputati a forma di triangolo equilatero.

    Collo
    Profilo superiore
    Leggermente convessilineo.

    Lunghezza
    Circa 3,6/10 dell'altezza al garrese e cioé pari alla lunghezza totale della testa; forma: Di sezione ovale, forte, molto muscoloso, con distacco della nuca marcato. Il perimetro a metà lunghezza del collo è circa 8/10 dell'altezza al garrese. Armoniosamente fuso con garrese, spalle e petto il collo ha la sua direzione ideale a 45° rispetto al suolo ed ad angolo pressoché retto con la spalla.

    Pelle
    Il margine inferiore del collo è praticamente privo di giogaia.

    Tronco
    Compatto, robusto e muscolosissimo. La sua lunghezza supera l'altezza al garrese dell'11%, con una tolleranza di ± 1.
    Linea superiore: Regione dorsale rettilinea con lieve convessità lombare.

    Garrese
    Si eleva nettamente sul piano dorsale e supera il livello della groppa. E' alto, lungo, largo asciutto e si fonde armoniosamente col collo e col dorso.

    Dorso
    Il dorso è ampio, muscoloso, come tutta la linea superiore del tronco, lievemente rampante dall'indietro in avanti e a profilo rigorosamente retto. La sua lunghezza raggiunge il 32% dell'altezza al garrese.

    Lombi
    La regione lombare è corta, larga, ben, raccordata con dorso e groppa, molto muscolosa, solidissima e ha profilo leggermente convesso. La sua lunghezza, di pochissimo superiore alla larghezza, corrisponde al 20% dell'altezza al garrese.

    Groppa
    Lunga, larga, alquanto rotondeggiante per il grande sviluppo delle masse muscolari. La sua lunghezza, misurata dalla punta dell'anca alla punta della natica, corrisponde al 32% dell'altezza al garrese. La sua larghezza media al 23% della altezza al garrese. La sua inclinazione sull'orizzontale secondo la linea ileo-ischiatica è di 28°/30° e dalla punta dell'anca all'inserzione della coda di 15°/16°. Risulta perciò lievemente inclinata.

    Petto
    Largo, ben disceso e aperto, con muscoli pettorali molto sviluppati. La sua larghezza, in stretto rapporto con l'ampiezza del torace, raggiunge il 35% dell'altezza al garrese. Il manubrio dello sterno si trova allo stesso livello della punta delle spalle. Di profilo il petto è ben proteso in avanti fra gli arti anteriori e leggermente convesso.

    Torace
    Ben sviluppato nelle tre dimensioni con coste lunghe, oblique, larghe e abbastanza ben cerchiate con spazi intercostali estesi. Le 4 false coste sono lunghe oblique e aperte. il torace è ben disceso al gomito e la sua altezza corrisponde alla metà dell'altezza al garrese. La sua larghezza, misurata a metà della sua altezza, corrisponde al 35% dell'altezza al garrese e decresce leggermente verso la regione sternale senza formare carena. La sua profondità (diametro sagittale) corrisponde al 55% dell'altezza al garrese. Il suo perimetro supera del 35% l'altezza al garrese.

    Profilo inferiore
    Il tratto sternale si presenta asciutto, lungo, largo e di profilo disegna un semicerchio a raggio molto largo che caudalmente rimonta in modo dolce all'addome. Il tratto ventrale non è ne retratto ne rilassato e il suo profilo rimonta dal bordo sternale all'inguine in dolce curva. L'incavo del fianco è poco pronunciato.

    Coda
    Inserita piuttosto alta sulla linea della groppa, grossa alla radice e relativamente affusolata alla punta, se stesa raggiunge e sorpassa di poco il garretto. Portata bassa in riposo, orizzontale o poco più alta del dorso in azione, non deve essere mai incurvata ad anello o alzata a candela. Viene amputata alla 4 vertebra.

    Arti
    Arti anteriori
    Appiombi regolari sia osservati di profilo che di fronte. L'altezza degli arti anteriori al gomito è il 50% dell'altezza al garrese. Ben proporzionati al formato del cane, forti e robusti.

    Spalla
    Lunga, obliqua, forte, fornita di muscoli lunghi, potenti, ben divisi e netti, è aderente al torace ma libera nei movimenti. La sua lunghezza, dalla sommità del garrese alla punta della spalla, corrisponde al 30% dell'altezza al garrese e la sua inclinazione sull'orizzontale oscilla attorno a 48°/50°. Rispetto al piano mediano del corpo le punte delle scapole sono leggermente scartate fra loro.


    Braccio
    Il braccio, leggermente più lungo della spalla, forte, con ottimo sviluppo osseo e muscolare, ben saldato al tronco nei suoi due terzi superiori, misurato dalla punta della spalla alla punta del gomito, ha una lunghezza corrispondente al 31/32%, dell'altezza al garrese e un'inclinazione con l'orizzontale di circa 58°/60°. La sua direzione longitudinale è parallela al piano mediano del corpo. L'angolo scapolo-omerale oscilla fra 106° e 110°.

    Gomiti
    I gomiti, lunghi, molto prominenti, ben aderenti ma non serrati alle pareti del costato, coperti di pelle asciutta, devono, come gli omeri, trovarsi su un piano rigorosamente parallelo a quello sagittale del tronco. La punta del gomito (epifisi olecranica) è situata sulla verticale abbassata dall'angolo caudale (o posteriore) della scapola al suolo.

    Avambraccio
    L'avambraccio è perfettamente verticale, a sezione ovale, ben muscoloso in particolare nel terzo superiore, con ossatura molto forte e compatta. La sua lunghezza, dalla punta del gomito alla prima articolazione carpiana, è di pochissimo superiore a quella del braccio e corrisponde al 32/33% dell'altezza al garrese. Scanalatura carpo-cubitale molto marcata.

    Carpo
    Il carpo che, visto di fronte, segue la linea retta verticale dell'avambraccio, è asciutto, largo, mobile, spesso. Al suo margine posteriore l'osso pisiforme è fortemente proiettato all'indietro.

    Metacarpo
    Il metacarpo, di grossezza alquanto inferiore all'avambraccio, è molto robusto, asciutto, elastico, leggermente flesso (forma un angolo con il terreno di 75° circa). La sua lunghezza deve però superare un sesto dell'altezza dell'arto anteriore al gomito. Visto di fronte segue la linea perpendicolare dell'avambraccio e del carpo.

    Piede
    Di forma rotonda, con dita molto arcuate e raccolte (piede di gatto). Suole asciutte e dure. Unghie forti, ricurve e pigmentate. Buona pigmentazione anche ai cuscinetti plantari e digitali.

    Arti posteriori
    Appiombi regolari sia osservati di profilo che di fronte. Ben proporzionati al formato del cane, forti e potenti.

    Coscia
    La coscia lunga e larga, con muscoli prominenti, per cui la punta delle natiche è ben evidenziata. La sua lunghezza supera il 33% dell'altezza al garrese e la larghezza non è mai inferiore al 25% di tale altezza. L'asse del femore, alquanto obliquo dall'alto in basso e dall'indietro in avanti, ha un'inclinazione di 70° sull'orizzontale e forma con l'asse del coxale un angolo poco più che retto (angolo coxo-femorale).

    Gamba
    La gamba è lunga asciutta con forte ossatura e muscolatura: la scanalatura gambale è ben evidenziata. La sua lunghezza corrisponde al 32% dell'altezza al garrese e la sua inclinazione dall'alto in basso e dall'avanti all'indietro è di circa 50° sull'orizzontale.

    Ginocchio
    L'angolo femoro-rotuleo-tibiale è di circa 120°. La sua direzione è parallela al piano mediano del corpo.

    Garretto
    Largo, spesso, asciutto, netto, con salienze ossee ben evidenziate. La punta del garretto ben pronunciata mostra chiaramente la continuazione della scanalatura gambale. La distanza dalla punta del garretto alla pianta del piede (al suolo) non deve oltrepassare il 26% dell'altezza al garrese. La sua direzione, rispetto al piano mediano del corpo, è parallela. L'angolo tibio-metatarsico è di circa 140°.

    Metatarso
    Di forte spessore, asciutto, piuttosto corto, cilindrico, è sempre perpendicolare al suolo, sia in profilo che posteriormente. La sua lunghezza corrisponde a circa il 15% dell'altezza al garrese (escluso tarso e piede). La sua faccia interna deve presentarsi priva di sperone.

    Piede
    Leggermente più ovaleggiante dell'anteriore, ha falangi meno arcuate.

    Andatura
    Passo lungo, trotto allungato, tratti di galoppo ma con propensione al trotto allungato.

    Pelle
    Piuttosto spessa, con limitato connettivo sottocutaneo e perciò praticamente aderente agli strati sottostanti in ogni regione. Il collo è pressoché esente da giogaia. La testa non deve presentare rughe. Il pigmento delle mucose e delle sclerose è nero. Il pigmento delle suole e delle unghie deve essere scuro.

    Mantello
    Pelo
    Corto ma non raso, a tessitura vitrea, lucido, brillante, aderente, sostenuto, molto denso, con un lieve strato di sottopelo che s'accentua d'inverno (senza però mai affiorare sul pelo di copertura). la sua lunghezza media è di cm. 2/2,5. Su garrese, groppa, bordo posteriore delle cosce e sulla coda raggiunge cm. 3 senza dar luogo a frange. Sul muso il pelo è raso, liscio, aderente e non supera cm. 1/1,5.

    Colore
    Nero, grigio piombo, ardesia, grigio chiaro, fulvo chiaro, fulvo cervo, fulvo scuro e tigrato (tigrature su fondo fulvo o grigio di varie gradazioni). Nei soggetti fulvi e tigrati è presente una maschera nera o grigia la cui estensione è limitata al muso e non deve superare la linea degli occhi. Ammessa una piccola chiazza bianca al petto, alla punta dei piedi e alla canna nasale.

    Taglia e peso
    Altezza al garrese
    Nei maschi da cm. 64 a cm. 68Nelle femmine da cm. 60 a cm. 64. Con tolleranza di cm. 2 in più o in meno.

    Peso
    Maschi da 45 a 50 Kg. rapporto peso/taglia 0.710 (Kg/cm) femmine da 40 a 45 Kg. rapporto peso/taglia 0.680 (Kg/cm)

    Difetti
    Ogni deviazione dalle caratteristiche indicate nella descrizione delle varie regioni costituisce un difetto, che deve essere penalizzato nel giudizio in rapporto alla sua gravità e alla sua diffusione.

    Difetti eliminatori
    Testa

    Parallelismo evidente degli assi cranio-facciali, convergenza molto marcata, facce laterali del muso convergenti, chiusura a forbice, prognatismo accentuato e deturpante.

    Tartufo
    Depigmentazione parziale.


    Coda
    Portata a candela o a anello.

    Statura
    Al di sopra o al di sotto dei limiti indicati.

    Andatura
    Ambio continuato.

    Difetto da squalifica
    Testa: Divergenza degli assi cranio-facciali, enognatismo, canna nasale decisamente concava o montonina.


    Tartufo: Depigmentazione totale.

    Occhi: Depigmentazione moderata e bilaterale delle palpebre, gazzuoli, strabismo bilaterale.

    Organi sessuali: Criptorchidismo, monorchidismo, evidente deficenza di sviluppo di uno o di tutti e due i testicoli.

    Coda: Anurismo, brachiurismo, sia congeniti che artificiali.

    Pelo: Semi-lungo, raso, frangiato.

    Colori: Colori non previsti dallo standard, macchie bianche troppo estese.

    Nota
    I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.





    (fonte enci)

  2. #2
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    Brevi cenni storici

    Il Corso è una razza molossoide italiana molto antica, le cui radici affondano indietro nel tempo, ma riscoperta solo di recente. Il suo riconoscimento ufficiale è stato infatti ratificato dall'ENCI soltanto nel 1994 dopo un articolato iter che ha visto la nascita prima del Libro Aperto, un registro in cui sono stati recensiti i soggetti meritevoli di attenzione in base al progetto di standard redatto nel 1987 dal Dr. Morsiani, e poi del LIR in cui vengono registrati i soggetti capostipiti di cui non si conoscono gli ascendenti ma in possesso delle caratteristiche di tipicità della razza indicate dallo standard. Pur rimandando, per gli approfondimenti storici e culturali, alle pagine del sito dedicate alla storia e alle origini della razza con tanto di raffigurazioni iconografiche e di riferimenti letterari relativi alla presenza di questo Molosso in Italia da tempo immemore, vogliamo qui evidenziare che la razza, al momento della sua riscoperta negli anni '70, non contava su un numero di esemplari adeguato alla diffusione che la stessa aveva avuto nel passato, ad esempio prima della seconda guerra mondiale. Il programma di recupero, pertanto, si è basato sul reperimento di pochi soggetti tipici che, in qualche modo, richiamavano quelle caratteristiche che facevano del Corso un valido ausiliare per l'allevatore di bestiame, per il cacciatore di cinghiali e tassi o per il massaro in generale. Uno dei soggetti su cui si è basato il processo di recupero della razza, frutto di un primo processo di selezione avviato verso la fine degli anni '70, è stato senza dubbio Basir, un cane da cui lo stesso dr. Antonio Morsiani ha preso spunto per redarre il suo progetto di standard che fu presentato all'ENCI per avviare la pratica di riconoscimento ufficiale della razza.
    titolo di informazione pubblichiamo uno schema di pedigree di Basir:
    ASCENDENTI DI BASIR
    Nonna
    MIRAK
    (pr. P. Breber) Nonno
    ALIOT
    (pr. L. Iorio) Nonna
    BRINA
    (pr. P. Breber) Nonno
    PICCIUT
    (pr. A. Gentile)
    Padre
    DAUNO
    (nato il 4/11/1975) Madre
    TIPSI
    (nata il 15/01/1978)

    BASIR
    (nato ad Ottobre 1980)



    Il Corso, nonostante il suo nome possa trarre in inganno, è un cane assolutamente italiano, forgiato nelle campagne delle regioni del Sud Italia, in Puglia, in Basilicata, in Campania ecc. La sua presenza in Italia è testimoniata da numerosi riferimenti a questa razza contenuti in innumerevoli scritti del passato remoto e recente.

    Per chi volesse approfondire le origini storiche e l'etimologia del nome CaneCorso rimandiamo alla lettura di queste pagine:

    Storia della razza

    Le radici della razza

    Il Molosso italiano


    Si tratta, quindi, riassumendo, di un cane di tipo molossoide forte e robusto, massiccio ma allo stesso tempo elegante, di carattere deciso e coraggioso ma estremamente affidabile e generoso. Fedele al padrone, difende con tutto se stesso la sua famiglia ed i suoi beni. E' un cane molto addestrabile a patto che si abbia polso, in tal caso apprende velocemente divenendo un eccelso cane da lavoro.
    fonte AICC
    http://www.canecorsoitaliano.com/canecorso/index.htm

  3. #3
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    Altri cenni storici

    Il Cane Corso è un antichissimo molosso italiano, discendente diretto del "canis pugnax ' romano.
    Pur escludendo a priori che il nome indichi l'origine geografica della razza, l'etimologia dell'espressione "corso" è controversa.
    Alcuni ritengono che la parola tragga origine dal latino 'cohors' che significa protettore, guardia, (si ricorda ad esempio "praetoria cohors": guardia del corpo del generale, ed ancora oggi in Vaticano, Cohors Elvetica: guardia Svizzera).
    A tal proposito è di grande interesse l'ipotesi che vede la radice di Corso nella parola greca Kortos, che indica il cortile, il recinto e da cui deriva il summenzionato cohors, che indicherebbe quindi il cane posto a guardia del cortile. Tale ipotesi, se vera, ci riconduce alla Magna Grecia ed alla suggestiva origine orientale dei molosso.
    Altri fanno risalire il nome "Corso" ad una antica accezione celtico-provenzale che esprimeva il termine forte, potente.
    Quest'ultima ipotesi è altrettanto plausibile in quanto ancor oggi la troviamo in alcune parole come "corsiero" (cavallo da battaglia usato nel Medio Evo), nell'inglese 'coarse" (grezzo, rozzo), ed infine in alcuni dialetti dell'Italia meridionale in cui "Corso" significa robusto, fiero.
    Sta di fatto che, da quando ha cominciato a delinearsi la lingua italiana, il molosso è sempre stato chiamato Corso.
    Termine più adeguato difficilmente poteva essere coniato per descrivere questo cane, insieme di potenza e distinzione.
    Non è, è importante dirlo, una razza estrema in nessuna sua caratteristica e da ciò deriva la sua armonia.
    La sua conformazione è infatti quella di un molosso di taglia medio grande, dalla muscolatura molto ben sviluppata che gli conferisce un aspetto solido, compatto, privo di ogni pesantezza.
    La testa è ben proporzionata al corpo. Lo sguardo è fiero, espressivo: la dentatura leggermente prognata. Il collo è possente. Il torace ben aperto e disceso.
    L'altezza va dai 64 ai 68 cm. nei maschi e dai 60 ai 64 cm. nelle femmine, con tolleranza di cm.2 in più o in meno; il peso medio nei maschi da 45/50 Kg. nelle femmine da 40/45 Kg.
    Il pelo dei manto è corto ma non raso (pelo di vacca), molto robusto e fittissimo tale da garantire una perfetta impermeabilità; d'inverno è presente un fitto sottopelo.
    I colori tradizionali sono il nero e il tigrato, ma vi sono anche esemplari fulvi (frumentini) e cinerini.
    Armonia forza e scioltezza sono gli aggettivi che più si addicono alla sua andatura naturale: passo lungo, trotto allungato, tratti di galoppo.
    Le caratteristiche di equilibrio psichico, la devozione assoluta al padrone e la versatilità ad adattarsi ai più svariati impieghi sono la ragione dei successo e della diffusione che la razza ebbe fino a pochi decenni fa.
    L'uso più classico del Cane Corso fu nella caccia alla selvaggina pericolosa, specialmente il cinghiale. I segugi e i bracchi dovevano scovare il selvatico e quindi, dopo un inseguimento, costringerlo ad arrestarsi permettendo ai cacciatori di sopraggiungere.
    Venivano sciolti allora i Cani Corso che dovevano avventarsi sul cinghiale e bloccarlo afferrandolo alle orecchie e al grifo.
    Ciò consentiva ai cacciatori di avvicinarsi incolumi e di finire la grossa preda con un colpo ben assestato.
    Era questa mischia finale, questo epilogo cruento, che esaltava gli uomini e che li ha portati a celebrare la scena in una lunghissima serie di rappresentazioni artistiche.
    Molto simile a questo era il compito che il Cane Corso doveva svolgere come bovaro e cioè come cane da. macellaio.
    Fino a molti anni fa, i bovini da carne erano allevati allo stato brado in zone incolte e per arrivare al mattatoio in città dovevano essere guidate dai butteri per percorsi di decine di chilometri.
    Nate e cresciute allo stato brado, le mandrie avevano tutta la pericolosità degli animali selvatici. Presupposto indispensabile per controllare i bovini era di togliere di mezzo il toro, utilizzando a tal fine i Cani Corsi che dovevano bloccarlo, afferrandolo al musello con morsa ferrea. poiché il dolore, causato in questa parte sensibile, immobilizzava completamente il grosso animale.
    Sempre come bovaro il Corso doveva difendere le mandrie dai grandi predatori, quali l'orso o il lupo, inoltre dalla piaga dell'abigeato.
    Un tipo di caccia molto particolare in cui il Corso era specializzato era quella al tasso. Questo grosso mustelide, dalle abitudini notturne, era molto apprezzato sia per la pelliccia, che per il sapore della carne e persino per il grasso, che fuso, veniva usato come unguento lenitivo. La caccia si praticava di notte e richiedeva cani particolarmente addestrati, in quanto il buio impediva al cacciatore di impiegare armi da fuoco. Il Corso doveva quindi sorprendere il tasso ed ucciderlo con un secco morso dietro la nuca, prima che questo potesse mettersi in posizione eretta e difendersi con i suoi lunghi ed affilatissimi artigli.
    Impiego molto positivo era quello che ne facevano le "guardie campestri". Nelle masserie, finito il raccolto, la campagna malarica veniva abbandonata da tutti. Per lunghi mesi, finito il tempo della semina, vi rimaneva solo il guardiano: unico suo compagno il cane, indispensabile aiuto per difendersi dai malviventi che al tempo vagabondavano per quelle terre abbandonate.
    Nei lunghi mesi trascorsi insieme, si stabiliva una tale reciproca comprensione ed affiatamento, che il Cane Corso arrivava a manifestare una intelligenza sbalorditiva. Anche i carrettieri che trasportavano le derrate di giorno e di notte, lungo le strade deserte, in piena campagna, temevano continuamente gli assalti dei ladri; per maggior sicurezza viaggiavano in convogli e tenevano di scorta il Cane Corso. L'ecletticità della razza fu motto apprezzata anche dai grandi Signori feudali e rinascimentali che la impiegarono, non solo per la caccia alla grande selvaggina, ma anche per la guardia alle fortificazioni e come strumento bellico.
    A tal fine i Corsi venivano bardati con giachi di cuoio indurito che proteggevano il petto ed il dorso. Ad alcuni soggetti si applicava inoltre una speciale bardatura che permetteva all'animale di trasportare sul dorso degli speciali recipienti contenenti sostanze resinose accese.
    Cosi bardati questi cani, detti piriferi, erano di grande efficacia contro la cavalleria, in quanto, oltre a spaventare i cavalli, procuravano loro dolorose ustioni.
    Un passato così ricco ed affine alla storia dell'uomo, non poteva non lasciare traccia nelle testimonianze storiche.
    La bibliografia è innumerevole. Basterà ricordare, Teofilo Folengo nel "Maccheronee" (1552), il famoso naturalista Konrad von Gesner nel "De Quadrupedibus" (1551), Erasmo di Valvasone nel 'Della Caccia' (1591), Minà Palumbo nei "Mammiferi di Sicilia" (1 868), e persino Giovanni Verga nel "Malavoglia" (1 881).
    Quanto all'iconografia è talmente vasta che è impossibile catalogarla.
    Per citare solo le testimonianze più importanti, ricordiamo i dipinti della Reggia di Caserta, e le stampe di Bartolomeo Pinelli fino ad arrivare agli affreschi del Palazzo The di Mantova.
    Storia meno gloriosa e recente è quella a partire dal secondo dopo guerra, in cui il veloce mutare delle condizioni socio economiche, l'abbandono dell'allevamento dei bovini allo stato brado, ha condotto a trascurare la selezione della razza, che, ridotta a pochi esemplari ha rasentato l'estinzione.
    Circa una quindicina di anni fa, alcuni cinofili, tra i quali è doveroso ricordare il Prof. Giovanni Bonatti, il Prof. Fernando Casolino, il Dott. Stefano Gandolfi, il Sig.Gianantonio Sereni ed i fratelli Giancado e Luciano Malavasi, hanno raccolto la sfida che il recupero della razza poneva e fondato la Società Amatori Cane Corso.
    Tra mille difficoltà furono reperiti i primi esemplari nelle masserie del foggiano e contemporaneamente avviate le ricerche sulla storiografia ed iconografia riguardante la razza, al fine di ricostruire un contesto storico che permettesse una corretta selezione dei soggetti.
    1 cani prodotti nell'ambito delle iniziative venivano affidati a nuovi appassionati, che andavano ad ingrandire la schiera della S.A.C.C.
    L'Enci ha seguito con molto interesse, sin dagli albori, il progetto di recupero della razza ed ha dato incarico al Dr. Antonio Morsiani di redigere lo Standard di razza. Nel corso dei 1988, nell'ambito delle esposizioni di Milano,Firenze e Bari, i giudici Morsiani, Perricone e Vandoni hanno effettuato i rilievi cinometrici di più di 50 Corsi al fine cri verificare la loro aderenza alle caratteristiche indicate nel progetto di Standard. Nello stesso anno il socio Vito Indiveri presentò all'Enci il risultato del censimento dei soggetta rustici con la registrazione di 57 cani, corredati da 97 fotografie. Confortato da questi positivi sviluppi, il Consiglio Direttivo dell'Enci decideva l'istituzione di un Libro Aperto, cui iscrivere i soggetti, che tatuati, si fossero dimostrati conformi allo Standard. Dal 1989 al 1992 sono stati iscrftfl al Libro Aperto più di 500 esemplari e nel gennaio 1994 la razza è stata definitivamente riconosciuta ufficialmente dall'Enci. Oggi il Cane Corso sta vivendo una seconda giovinezza grazie a quella capacità di adattamento che l'ha sempre contraddistinto in secoli di storia. E' un ottimo guardiano della proprietà che vigila da vicino la casa o la cuccia, avvicinandosi raramente alle recinzioni, evitando così che il malintenzionato possa danneggiarlo all'esterno.
    Pur avendo un senso dei territorio molto radicato, il Corso non sfigura nemmeno come cane da difesa, dato l'affiatamento che manifesta per l'uomo.
    E' un cane duttile, facilmente addestrabile, ma non sarà mai un automa: la sua viva intelligenza si esplica anche all'indipendenza e nell'eseguire con un tocco di personale iniziativa i compiti e i servizi a cui è preposto.
    In famiglia è un cane docile e socievole, particolarmente tollerante nei confronti dei bambini nei confronti dei quali, conscio della sua forza, è particolarmente delicato. Il Corso ha un forte temperamento, non ama le smancerie, ma adora le manifestazioni d'affetto che sgorgano dal profondo, moderate, costanti.
    In questa situazione ricambia con altrettanta intensità ed arriva a manifestare una dedizione al padrone senza eguali.
    E' in sintesi un cane che vive con l'uomo e per l'uomo, la cui bellezza è figlia di reale funzionalità
    fonte SACC
    http://www.canecorsoitaliano.it/ilcane.html


  4. #4
    Senior Member

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    le divergenze dello standard per le due società e l'enci

    In questa pagina presentiamo un confronto tra lo standard ufficiale del Cane Corso ENCI e quello FCI che si può consultare sul sito SACC. Vi accorgerete da soli di quanto clamorosamente siano diversi ed in molti punti potrete notare alcune espressioni assolutamente prive di qualunque riscontro zootecnico. Buona lettura e buone riflessioni.

    In questa pagina sono stati messi a confronto lo Standard Cane Corso Italiano pubblicato sul sito Sacc e lo Standard Cane Corso Italiano pubblicato sul sito ENCI.

    Gli Standards sono stati confrontati per regione:
    - Di colore Rosso e con una "S" iniziale lo standard SACC
    - Di colore Verde e con una "E" iniziale lo standard ENCI


    STANDARDS:

    S) Brevi Cenni Storici: E' discendente diretto dell'antico molosso romano. Diffuso un tempo in tutta Italia, più recentemente si è conservato prevalentemente in Puglia e nelle regioni limitrofe dell'Italia meridionale. Il suo nome deriva dal latino "cohors", che significa protettore, guardiano delle fattorie.
    E) Brevi cenni storici: E' discendente diretto del "canis pugnax" (molosso) romano del quale rappresenta la versione leggera impiegata per la caccia alla grossa selvaggina e quale ausiliare bellico. Per secoli è stato prezioso compagno delle genti italiche che lo hanno utilizzato per la guardia della proprietà e del bestiame, per la caccia e per la difesa personale. Diffuso un tempo in tutta la Penisola, come una vasta iconografia e storiografia testimoniano, ha trvato un'ottima isola di conservazione in Puglia, Lucania e Sannio. Deve il suo nome al latino "Cohors" che significa guardia, protettore.

    S) Aspetto generale: Cane medio-grande, rustico, fortemente costruito ma elegante, asciutto, con muscoli potenti e tuttavia lunghi.
    E) Aspetti generali della razze: Cane di mole medio-grande, fortemente costruito ma elegante, con muscoli potenti e lunghi, molto distinto, esprime forza, agilità e resistenza. La conformazione generale è quella di un mesomorfo il cui tronco è più lungo dell'altezza al garrese; armonico rispetto al formato (eterometria) e disarmonico rispetto al profili (alloidismo).

    S) Proporzioni importanti: La lunghezza della testa raggiunge il 36% dell'altezza al garrese. Il cane è alquanto più lungo che alto.
    E) Proporzioni importanti: La lunghezza del tronco supera l'altezza al garrese dell'11% circa. La lunghezza totale della testa raggiunge i 3,6/10 dell'altezza al garrese. La lunghezza del muso corrisponde ai 3,4/10 della lunghezza totale della testa. L'altezza del torace è di 5/10 dell'altezza al garrese e corrisponde all'altezza dell'arto al gomito.

    S) Comportamento e carattere: Guardiano della proprietà, della famiglia e del bestiame, molto agile e reattivo, in passato veniva utilizzato per immobilizzare i bovini e per la caccia alla grossa selvaggina.
    E) Comportamento del carattere: Intelligente, energico ed equilibrato, è ineguagliabile cane da guardia e da difesa. Docile ed affettuoso col padrone, amante dei bambini e della famiglia, diviene se necessario difensore terribile e coraggioso delle persone, della casa e della corte. E' facilmente addestrabile.

    S) Testa: larga, tipicamente molossoide, ha gli assi longitudinali superiori del cranio e del muso lievemente convergenti fra loro.
    E) Testa: Brachicefala. La sua lunghezza totale raggiunge i 3,6/10 dell'altezza al garrese. La larghezza bizigomatica, pari alla lunghezza del cranio, è superiore alla metà della lunghezza totale della testa, raggiungendo i 6,6/10 di tale lunghezza. Gli assi longitudinali del cranio e del muso sono tra loro leggermente convergenti. Il perimetro della testa, misurato agli zigomi, è anche nelle femmine più del doppio della lunghezza totale della testa. La testa è moderatamente scolpita con arcate zigomatiche protese all'esterno. Pelle consistente ma piuttosto aderente ai tessuti sottostanti, liscia ed abbastanza tesa.

    Regione cranica
    S) Cranio: largo, agli zigomi la sua larghezza è pari o superiore alla sua lunghezza. Convesso anteriormente, diventa piuttosto piatto dietro la fronte fino all'occipite. Solco medio-frontale visibile
    E) Cranio: Largo e lievemente arcuato visto di fronte, in profilo disegna una curva irregolare che, accentuata nella sottoregione frontale, si appiattisce aboralmente lungo la cresta saggitale esterna. La sua larghezza è pari alla lunghezza e corrisponde ai 6,6/10 della lunghezza totale della testa. Visto dall'alto è di forma quadrata per la protrusione all'esterno delle arcatate zigomatiche e per l'insieme delle potenti fasce muscolari che lo fasciano. Le bozze frontali sono ben sviluppate e sporgenti in avanti, la fossa frontale è profonda e il solco mediano è visibile. Cresta sopraoccipitale non troppo evidenziata. Fosse sopraorbitali (conche) marcate ma leggermente.

    S) Stop: marcato
    E) Stop: Molto marcato per le bozze frontali molto sviluppate e sporgenti in avanti e per gli archi sopraciliari rilevati.

    Regione facciale:
    S) Tartufo: nero e voluminoso, con narici ampie e aperte, è sulla stessa linea della canna nasale.
    E) Tartufo: Sulla stessa linea della canna nasale. Visto di profilo non deve sporgere sul margine verticale anteriore delle labbra ma trovarsi, con la sua faccia anteriore, sul medesimo piano verticale della faccia anteriore del muso. Deve essere voluminoso, piuttosto piatto superiormente, con narici ampie, aperte e mobili. La pigmentazione è nera.

    S) Muso: notevolmente più corto del cranio (rapporto muso-cranio approssimativamente: 1:2), fortissimo, con faccia anteriore rigorosamente quadrata e piatta e facce laterali parallele, tanto largo quanto lungo. Profilo della canna nasale rettilineo.
    E) Muso: Molto largo e profondo. La larghezza del muso deve pressoché‚ eguagliare la sua lunghezza che raggiunge i 3,4/10 della lunghezza totale della testa. La sua profondità supera del 50% la lunghezza del muso. Il parallelismo delle facce laterali del muso e la ripienezza e larghezza del corpo della mandibola fanno sì che la faccia anteriore del muso sia quadrata e piatta. La canna nasale è rettilinea e piuttosto piatta. Il profilo inferiore-laterale del muso è dato dalle labbra superiori. La regione sottorbitale mostra un lievissimo cesello.

    S) Labbra: le labbra superiori moderatamente pendenti coprono la mandibola, cosicché il profilo inferiore del muso è dato dalle labbra.
    E) Labbra: Piuttosto consistenti. Le labbra superiori, viste di fronte, determinano alla loro disgiunzione una "U" rovesciata e, viste di lato, si presentano moderatamente pendenti. Commessura moderatamente evidente e che rappresenta sempre il punto più basso del profilo laterale inferiore del muso. Il pigmento è nero.

    S) Mascelle/denti: mascelle molto larghe, spesse e piuttosto ricurve. Dentatura lievemente prognata. Chiusura a tenaglia accettabile ma non ricercata.
    E) Mascelle: Molto larghe, robuste e spesse con lievissimo raccorciamento della mascella superiore e conseguente leggero prognatismo. Le branche della mandibola, molto forti, sono in profilo piuttosto ricurve. Il corpo della mandibola, ben accentuato in avanti, bene evidenzia il mento marcato. Gli incisivi sono impiantati in linea retta.

    S) Denti: Gia descritto nel capitolo Mascelle/Denti.
    E) Denti: Bianchi, grandi, completi per sviluppo e numero. Gli incisivi inferiori sorpassano leggermente (circa 1/2 cm) i loro corrispondenti dell'arcata superiore, perciò ne deriva una chiusura leggermente prognata.

    S) Guance: Non presente
    E) Guance: Regione masseterina piena ed evidente ma non ipertrofica.

    S) Occhi: di media grandezza, ovaleggianti, posti in avanti e leggermente affioranti. Palpebre aderenti. Colore dell'iride il più scuro possibile a seconda del colore del mantello. Sguardo intelligente e vigile.
    E) Occhi: Di media grandezza rispetto alla mole del cane, in posizione sub-frontale, ben distanziati tra loro. Rima palpebrale ovaleggiante, bulbi oculari leggermente affioranti palpebre aderenti con margini pigmentati di nero. Gli occhi non devono lasciare scorgere la sclera. Nittitante fortemente pigmentata. Iride quanto più possibile scura in relazione al colore del mantello. Sguardo intelligente e vigile.

    S) Orecchi: triangolari, pendenti, con attacco largo, posti molto al di sopra dell'arcata zigomatica. Quasi sempre vengono amputati corti a forma di triangolo equilatero.
    E) Orecchi: Di media grandezza in rapporto al volume della testa e alla mole del cane, ricoperti di pelo raso, di forma triangolare, con apice piuttosto appuntito e cartilagine spessa, inseriti alti, cioé molto al di sopra dell'arcata zigomatica, larghi alla base, pendenti, aderenti alle guance senza raggiungere la gola. Sporgenti alquanto all'esterno e lievemente rilevati nel loro punto di attacco, vengono portati semieretti quando il cane è attento. Vengono abitualmente amputati a forma di triangolo equilatero.

    S) Collo: forte, piuttosto asciutto, muscoloso, lungo quanto la testa.
    E) Collo: Profilo superiore: Leggermente convessilineo.
    Lunghezza: Circa 3,6/10 dell'altezza al garrese e cioé pari alla lunghezza totale della testa; forma: Di sezione ovale, forte, molto muscoloso, con distacco della nuca marcato. Il perimetro a metà lunghezza del collo è circa 8/10 dell'altezza al garrese. Armoniosamente fuso con garrese, spalle e petto il collo ha la sua direzione ideale a 45° rispetto al suolo ed ad angolo pressoché retto con la spalla.
    Pelle: Il margine inferiore del collo è praticamente privo di giogaia.

    S) Corpo(?): il tronco è alquanto più lungo dell'altezza al garrese, fortemente costruito ma non tozzo.
    E) Tronco: Compatto, robusto e muscolosissimo. La sua lunghezza supera l'altezza al garrese dell'11%, con una tolleranza di ± 1.
    Linea superiore: Regione dorsale rettilinea con lieve convessità lombare.

    S) Garrese: evidente e supera il livello della groppa.
    E) Garrese: Si eleva nettamente sul piano dorsale e supera il livello della groppa. E' alto, lungo, largo asciutto e si fonde armoniosamente col collo e col dorso.

    S) Dorso: rettilineo, molto muscoloso e teso.
    E) Dorso: Il dorso è ampio, muscoloso, come tutta la linea superiore del tronco, lievemente rampante dall'indietro in avanti e a profilo rigorosamente retto. La sua lunghezza raggiunge il 32% dell'altezza al garrese.

    S) Lombo: corto e solido.
    E) Lombi: La regione lombare è corta, larga, ben, raccordata con dorso e groppa, molto muscolosa, solidissima e ha profilo leggermente convesso. La sua lunghezza, di pochissimo superiore alla larghezza, corrisponde al 20% dell'altezza al garrese.

    S) Groppa: lunga e larga, lievemente inclinata.
    E) Groppa: Lunga, larga, alquanto rotondeggiante per il grande sviluppo delle masse muscolari. La sua lunghezza, misurata dalla punta dell'anca alla punta della natica, corrisponde al 32% dell'altezza al garrese. La sua larghezza media al 23% della altezza al garrese. La sua inclinazione sull'orizzontale secondo la linea ileo-ischiatica è di 28°/30° e dalla punta dell'anca all'inserzione della coda di 15°/16°. Risulta perciò lievemente inclinata.

    S) Torace: ben sviluppato nelle tre dimensioni e disceso al gomito.
    E) Torace: Ben sviluppato nelle tre dimensioni con coste lunghe, oblique, larghe e abbastanza ben cerchiate con spazi intercostali estesi. Le 4 false coste sono lunghe oblique e aperte. il torace è ben disceso al gomito e la sua altezza corrisponde alla metà dell'altezza al garrese. La sua larghezza, misurata a metà della sua altezza, corrisponde al 35% dell'altezza al garrese e decresce leggermente verso la regione sternale senza formare carena. La sua profondità (diametro sagittale) corrisponde al 55% dell'altezza al garrese. Il suo perimetro supera del 35% l'altezza al garrese.

    S) Profilo inferiore: Non presente.
    E) Profilo inferiore: Il tratto sternale si presenta asciutto, lungo, largo e di profilo disegna un semicerchio a raggio molto largo che caudalmente rimonta in modo dolce all'addome. Il tratto ventrale non è ne retratto ne rilassato e il suo profilo rimonta dal bordo sternale all'inguine in dolce curva. L'incavo del fianco è poco pronunciato.

    S) Coda: inserita piuttosto alta, molto grossa alla radice, viene amputata alla quarta vertebra. In azione si rialza, però mai a candela.
    E) Coda: Inserita piuttosto alta sulla linea della groppa, grossa alla radice e relativamente affusolata alla punta, se stesa raggiunge e sorpassa di poco il garretto. Portata bassa in riposo, orizzontale o poco più alta del dorso in azione, non deve essere mai incurvata ad anello o alzata a candela. Viene amputata alla 4 vertebra.

    Arti:
    S) Arti Anteriori: Non Presente.
    E) Arti anteriori: Appiombi regolari sia osservati di profilo che di fronte. L'altezza degli arti anteriori al gomito è il 50% dell'altezza al garrese. Ben proporzionati al formato del cane, forti e robusti.

    S) Spalla: lunga, obliqua, molto muscolosa.
    E) Spalla: Lunga, obliqua, forte, fornita di muscoli lunghi, potenti, ben divisi e netti, è aderente al torace ma libera nei movimenti. La sua lunghezza, dalla sommità del garrese alla punta della spalla, corrisponde al 30% dell'altezza al garrese e la sua inclinazione sull'orizzontale oscilla attorno a 48°/50°. Rispetto al piano mediano del corpo le punte delle scapole sono leggermente scartate fra loro.

    S) Braccio: potente.
    E) Braccio: Il braccio, leggermente più lungo della spalla, forte, con ottimo sviluppo osseo e muscolare, ben saldato al tronco nei suoi due terzi superiori, misurato dalla punta della spalla alla punta del gomito, ha una lunghezza corrispondente al 31/32%, dell'altezza al garrese e un'inclinazione con l'orizzontale di circa 58°/60°. La sua direzione longitudinale è parallela al piano mediano del corpo. L'angolo scapolo-omerale oscilla fra 106° e 110°.

    S) Avambraccio: diritto e molto forte.
    E) Avambraccio: L'avambraccio è perfettamente verticale, a sezione ovale, ben muscoloso in particolare nel terzo superiore, con ossatura molto forte e compatta. La sua lunghezza, dalla punta del gomito alla prima articolazione carpiana, è di pochissimo superiore a quella del braccio e corrisponde al 32/33% dell'altezza al garrese. Scanalatura carpo-cubitale molto marcata.

    S) Gomiti: Non Presente.
    E) Gomiti: I gomiti, lunghi, molto prominenti, ben aderenti ma non serrati alle pareti del costato, coperti di pelle asciutta, devono, come gli omeri, trovarsi su un piano rigorosamente parallelo a quello sagittale del tronco. La punta del gomito (epifisi olecranica) è situata sulla verticale abbassata dall'angolo caudale (o posteriore) della scapola al suolo.

    S) Carpo e metacarpo: asciutti ed elastici.
    E) Carpo: Il carpo che, visto di fronte, segue la linea retta verticale dell'avambraccio, è asciutto, largo, mobile, spesso. Al suo margine posteriore l'osso pisiforme è fortemente proiettato all'indietro.
    Metacarpo: Il metacarpo, di grossezza alquanto inferiore all'avambraccio, è molto robusto, asciutto, elastico, leggermente flesso (forma un angolo con il terreno di 75° circa). La sua lunghezza deve però superare un sesto dell'altezza dell'arto anteriore al gomito. Visto di fronte segue la linea perpendicolare dell'avambraccio e del carpo.

    S) Piede: piede di gatto.
    E) Piede: Di forma rotonda, con dita molto arcuate e raccolte (piede di gatto). Suole asciutte e dure. Unghie forti, ricurve e pigmentate. Buona pigmentazione anche ai cuscinetti plantari e digitali.

    S) Arti posteriori: Non Presente.
    E) Arti posteriori: Appiombi regolari sia osservati di profilo che di fronte. Ben proporzionati al formato del cane, forti e potenti.

    S) Coscia: lunga, larga e convessa posteriormente.
    E) Coscia: La coscia lunga e larga, con muscoli prominenti, per cui la punta delle natiche è ben evidenziata. La sua lunghezza supera il 33% del l'altezza al garrese e la larghezza non è mai inferiore al 25% di tale altezza. L'asse del femore, alquanto obliquo dall'alto in basso e dall'indietro in avanti, ha un'inclinazione di 70° sull'orizzontale e forma con l'asse del coxale un angolo poco più che retto (angolo coxo-femorale).

    S) Gamba: asciutta e forte.
    E) Gamba: La gamba è lunga asciutta con forte ossatura e muscolatura: la scanalatura gambale è ben evidenziata. La sua lunghezza corrisponde al 32% dell'altezza al garrese e la sua inclinazione dall'alto in basso e dall'avanti all'indietro è di circa 50° sull'orizzontale.

    S) Ginocchio: Non Presente.
    E) Ginocchio: L'angolo femoro-rotuleo-tibiale è di circa 120°. La sua direzione è parallela al piano mediano del corpo.

    S) Garretto: moderatamente angolato.
    E) Garretto: Largo, spesso, asciutto, netto, con salienze ossee ben evidenziate. La punta del garretto ben pronunciata mostra chiaramente la continuazione della scanalatura gambale. La distanza dalla punta del garretto alla pianta del piede (al suolo) non deve oltrepassare il 26% dell'altezza al garrese. La sua direzione, rispetto al piano mediano del corpo, è parallela. L'angolo tibio-metatarsico è di circa 140°.

    S) Metatarso: spesso ed asciutto.
    E) Metatarso: Di forte spessore, asciutto, piuttosto corto, cilindrico, è sempre perpendicolare al suolo, sia in profilo che posteriormente. La sua lunghezza corrisponde a circa il 15% dell'altezza al garrese (escluso tarso e piede). La sua faccia interna deve presentarsi priva di sperone.

    S) Piedi: un po' meno compatti degli anteriori.
    E) Piede: Leggermente più ovaleggiante dell'anteriore, ha falangi meno arcuate.

    S) Movimento(?): passo lungo, trotto allungato. Il movimento preferito è il trotto.
    E) Andatura: Passo lungo, trotto allungato, tratti di galoppo ma con propensione al trotto allungato.

    S) Pelle: alquanto spessa e piuttosto aderente agli strati sottostanti.
    E) Pelle: Piuttosto spessa, con limitato connettivo sottocutaneo e perciò praticamente aderente agli strati sottostanti in ogni regione. Il collo è pressoché esente da giogaia. La testa non deve presentare rughe. Il pigmento delle mucose e delle sclerose è nero. Il pigmento delle suole e delle unghie deve essere scuro.

    Mantello
    S) Pelo: corto ma non raso, a tessitura vitrea, lucido, brillante, aderente, molto folto con un lieve strato di sottopelo.
    E) Pelo: Corto ma non raso, a tessitura vitrea, lucido, brillante, aderente, sostenuto, molto denso, con un lieve strato di sottopelo che s'accentua d'inverno (senza però mai affiorare sul pelo di copertura). la sua lunghezza media è di cm. 2/2,5. Su garrese, groppa, bordo posteriore delle cosce e sulla coda raggiunge cm. 3 senza dar luogo a frange. Sul muso il pelo è raso, liscio, aderente e non supera cm. 1/1,5.

    S) Colore: nero, grigio piombo, ardesia, grigio chiaro, fulvo chiaro, fulvo cervo, fulvo scuro, tigrato (tigrature su fondo fulvo o grigio di varie gradazioni). Nei soggetti fulvi e tigrati è presente un maschera nera o grigia la cui estensione è limitata al muso e non deve superare la linea degli occhi. Ammessa una piccola chiazza bianca al petto, alla punta dei piedi e alla canna nasale.
    E) Colore: Nero, grigio piombo, ardesia, grigio chiaro, fulvo chiaro, fulvo cervo, fulvo scuro e tigrato (tigrature su fondo fulvo o grigio di varie gradazioni). Nei soggetti fulvi e tigrati è presente una maschera nera o grigia la cui estensione è limitata al muso e non deve superare la linea degli occhi. Ammessa una piccola chiazza bianca al petto, alla punta dei piedi e alla canna nasale.

    Taglia e peso
    S) Altezza al garrese:
    nei maschi da cm. 64 a cm. 68
    nelle femmine da cm. 60 a cm. 64
    con tolleranza di cm. 2 in più o in meno.
    E) Altezza al garrese
    Nei maschi da cm. 64 a cm. 68
    Nelle femmine da cm. 60 a cm. 64.
    Con tolleranza di cm. 2 in più o in meno.

    S) Peso:
    maschi da 45 a 50 Kg.
    femmine da 40 a 45 kg.
    E) Peso
    Maschi da 45 a 50 Kg. rapporto peso/taglia 0.710 (Kg/cm)
    femmine da 40 a 45 Kg. rapporto peso/taglia 0.680 (Kg/cm)

    S) Difetti gravi:
    - parallelismo evidente degli assi cranio-facciali, convergenza molto marcata, facce laterali del muso convergenti;
    - chiusura a forbice, prognatismo accentuato e deturpante;
    - tartufo: depigmentazione parziale;
    - coda: portata a candela o a anello;
    - statura: al di sopra o al di sotto dei limiti indicati;
    - andatura: ambio continuato.
    E) Difetti
    Ogni deviazione dalle caratteristiche indicate nella descrizione delle varie regioni costituisce un difetto, che deve essere penalizzato nel giudizio in rapporto alla sua gravità e alla sua diffusione.
    Difetti eliminatori
    Testa - Parallelismo evidente degli assi cranio-facciali, convergenza molto marcata, facce laterali del muso convergenti, chiusura a forbice, prognatismo accentuato e deturpante.
    Tartufo - Depigmentazione parziale.
    Coda - Portata a candela o a anello.
    Statura - Al di sopra o al di sotto dei limiti indicati.
    Andatura - Ambio continuato.

    S) Difetti da squalifica:
    - divergenza degli assi cranio-facciali;
    - enognatismo;
    - canna nasale decisamente concava o montonina;
    - tartufo: depigmentazione totale;
    - occhi: depigmentazione moderata e bilaterale delle palpebre, gazzuoli, strabismo bilaterale;
    - coda: anurismo, brachiurismo, sia congeniti che artificiali;
    - pelo: semi-lungo, raso, frangiato;
    - colori: colori non previsti dallo standard, macchie bianche troppo estese.
    E) Difetto da squalifica
    Testa: Divergenza degli assi cranio-facciali, enognatismo, canna nasale decisamente concava o montonina.
    Tartufo: Depigmentazione totale.
    Occhi: Depigmentazione moderata e bilaterale delle palpebre, gazzuoli, strabismo bilaterale.
    Organi sessuali: Criptorchidismo, monorchidismo, evidente deficenza di sviluppo di uno o di tutti e due i testicoli.
    Coda: Anurismo, brachiurismo, sia congeniti che artificiali.
    Pelo: Semi-lungo, raso, frangiato.
    Colori: Colori non previsti dallo standard, macchie bianche troppo estese.

    S) Nota: i maschi devono avere 2 testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto
    E) Nota: I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.



  5. #5
    Senior Member

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    Ora che è vietato amputare le orecchie come sarà il cane corso con le orecchie integre?
    Foto?
    O

  6. #6
    Senior Member

    User Info Menu

    Citazione:Messaggio inserito da Koa

    Ora che è vietato amputare le orecchie come sarà il cane corso con le orecchie integre?
    Foto?

    molto + dolce.....
    Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto?
    Allora sii coerente, non domandare “che cosa” mangiamo oggi, ma “chi” mangiamo oggi.

    Charlotte Probst

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