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Discussione: PASTORE TEDESCO

  1. #21
    Senior Member

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    <center>PATOLOGIE</center>

    COMMISSIONE MALATTIE DEL SANGUE
    Questa commissione è presieduta dal prof. George Lubas, diplomato dell’European College of Veterinary Internal Medicine (specialità Medicina Interna), afferente al Dipartimento di Clinica Veterinaria dell’Università di Pisa, ed i membri sono: il Dr. Marco Caldin, libero professionista, nonché professore a contratto presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Padova ed il Prof. Enzo Righi, Medico Ricercatore, Ematologo, nonché professore a contratto presso l’Università di Padova.

    Questa commissione si occupa principalmente del controllo di due importanti disordini dell’emostasi del cane: l’Emofilia A ed il Morbo di von Willebrand. Infatti, l’interesse verso altre patologie ereditarie nell’ambito ematologico, tra cui ad es. la deficienza di Piruvato Chinasi negli eritrociti, la deficienza di Adesione nei Leucociti o la Tromboastenia, potrà essere di volta in volta presa in considerazione su opportune segnalazioni di colleghi medici veterinari od allevatori.

    Queste diatesi emorragiche (Emofilia A e morbo di von Willebrand) sono patologie ereditarie di origine monofattoriale, che da tempo sono oggetto di indagine e di appropriata selezione intesa a ridurne la prevalenza, in diverse nazioni e per certe particolari razze che risultano esserne più colpite (Pastore Tedesco, Dobermann, Setter, ecc.).

    EMOFILIA A
    Questo disturbo dell’emostasi è legato ad un gene recessivo in cui avviene una mutazione genica, posto sul cromosoma X, che determina la deficienza del fattore VIII (FVIII:C), uno degli elementi chiave nella fase plasmatica della coagulazione. In genere le femmine fungono da portatrici, mentre i maschi manifestano la malattia con vari gradi di gravità. La patologia è stata segnalata in quasi tutte le razze canine, tra cui Setter Irlandese, Pastore Tedesco, Collie, Labrador, Beagle, Pastore dello Shetland, Greyhounds, Weimaraner, Chihuaua, Vizla, Bulldog Inglese, Barboncino nano, Schnauzer, San Bernardo, ma è stata documentata una particolare prevalenza nel Pastore Tedesco.
    La sintomatologia clinica dipende dalla entità del disturbo funzionale del FVIII:C e si suddivide in tre forme: grave con attività del FVIII:C inferiore all’1%, moderata tra 1 e 10% ed infine lieve tra 10 e 25-30%. I soggetti gravemente malati in genere nascono morti o muoiono nei primi giorni di vita. Nei cuccioli che sopravvivono per qualche mese si possono osservare prolungati sanguinamenti anche dopo traumi lievi o dopo interventi di piccola chirurgia, la formazione di ematomi e di versamenti intrarticolari “spontanei” e/o endocavitari spesso mortali. Nella forma moderata osserviamo gravi sanguinamenti solo dopo traumi di una certa entità (ad es. cambio dentizione), ed inoltre emartri e sanguinamenti spontanei occasionali. Nella forma lieve può succedere che alcuni cani maschi malati vivano l’intera esistenza senza che la malattia si manifesti in modo conclamato. La forma lieve e talvolta la forma intermedia non diagnosticata possono provocare una ulteriore diffusione della malattia nella popolazione canina tramite la riproduzione.
    Il sospetto diagnostico può essere avanzato quando il Tempo di Tromboplastina Parziale attivata (aPTT) risulterà allungato, mentre il Tempo di Protrombina (PT) risulterà normale. La certezza diagnostica si ha solamente con la misurazione dell’attività del Fattore VIII:C, impiegando plasma carente per tale fattore. Un animale sano presenterà valori di FVIII:C compresi tra il 60% ed il 140%. Per convalidare lo status di portatrice, nella femmina, è opportuno quantificare anche il FvW e determinare il rapporto tra FVIII:C/FvW, che deve essere inferiore a 0,6.
    A causa della instabilità del FVIII:C alla conservazione è necessario che il prelievo venga effettuato con rigorosa procedura standard tipica per le prove dell’emostasi, la preparazione del plasma citrato avvenga in tempi rapidi, l’eventuale conservazione avvenga in modo da mantenere il campione congelato ed altrettanto solertemente siano eseguite le analisi. Si suggerisce pertanto di prendere contatto con la FSA ed i membri di questa Commissione per i suggerimenti su quali laboratori siano in grado di processare i campioni così preparati, al fine di non incorrere in artefatti o risultati inattendibili, che non risulterebbero interpretabili.
    L’eradicazione dall’allevamento della patologia richiede l’identificazione dei cani sospetti sulla base dell’esame clinico, ma soprattutto delle indagini di laboratorio e la conseguente esclusione dei soggetti malati e portatori dal programma riproduttivo. In particolare l’identificazione delle femmine portatrici asintomatiche è elemento fondamentale nella lotta contro questa malattia.

    MORBO DI VON WILLEBRAND
    È considerato il disordine dell’emostasi di più frequente riscontro nel cane ed è stato osservato in numerose razze (vedi Tab. 1).
    La malattia è causata da una mancanza o da un basso livello ematico del fattore di von Willebrand (FvW), una complessa glicoproteina ad alto peso molecolare costituita da centinaia di unità legate tra di loro con ponti disolfuro. Il FvW insieme alla proteina ad attività procoagulante (FVIII:C), entra a far parte del complesso Fattore VIII. Il FvW è in grado di determinare l’adesione delle piastrine alle strutture subendoteliali. Questo fattore viene prodotto soprattutto dalle cellule endoteliali dei vasi.
    I soggetti affetti dalla malattia di von Willebrand (vW) hanno spesso livelli ridotti sia di FvW che di FVIII:C, mentre i cani ammalati di Emofilia A hanno un basso livello di FVIII:C, con FvW in genere normale. La malattia di FvW può essere classificata in 3 tipi in rapporto alla carenza dei costituenti la molecola (multimeri):
    1. carenza di multimeri generalizzata
    2. carenza di multimeri ad alto peso molecolare
    3. mancanza assoluta di FvW
    La malattia è ereditata con due differenti modalità. La prima è legata ad un carattere autosomico recessivo ed è stata rilevata in due razze: il Terrier Scozzese ed il Chesapeake Bay Retriever. In queste razze solo i soggetti omozigoti manifestano la malattia, mentre gli eterozigoti sono portatori. La seconda forma è trasmessa come carattere autosomico dominante incompleto, per cui gli animali con il gene anormale possono sia manifestare la malattia che risultare clinicamente asintomatici a seconda della penetranza e della espressività del gene.
    Gli animali affetti hanno una tendenza al sanguinamento prolungato che viene spesso scoperta in seguito ad un intervento chirurgico (nei cuccioli per es. durante il taglio della coda o delle orecchie) o in occasione di ferite o traumi accidentali. Inoltre può essere presente il sanguinamento delle mucose, per cui è possibile osservare perdite ematiche dal naso (epistassi), con le urine (ematuria) e con le feci (melena). Quando la malattia si presenta in forma grave è possibile una elevata mortalità prenatale o neonatale. A causa della ampia variabilità genetica di questa patologia è notevole il polimorfismo sintomatologico che va dal grave sanguinamento, talora fatale, ad una condizione clinica completamente silente.
    Il sospetto diagnostico può essere avanzato dall’incidenza nella razza, dall’età dell’animale e dalla sintomatologia. Una prima fase diagnostica prevede l’esecuzione di esami di laboratorio aspecifici quali il TE (Tempo di Emorragia) e l’aPTT che risultano allungati, mentre il PT (Tempo di Protrombina) ed il Fibrinogeno risultano di regola normali. La diagnosi certa può essere formulata solo misurando la quantità di FvW presente nel plasma tramite una tecnica ELISA con anticorpi specifici per il cane ovvero cross reagenti impiegati in medicina umana. Gli animali che hanno valori del 50-60% sono considerati sospetti per cui è consigliabile ripetere il test, mentre gli altri con valori sotto il 40% invece sono sicuramente malati. È possibile una interpretazione eugenetica degli esami di laboratorio a seconda dei livelli di FvW e del TE (vedi Tab. 2). I campioni di plasma citrato per il dosaggio immunoenzimatico del FvW sono piuttosto stabili nel tempo e quindi la conservazione e la spedizione ai laboratori attrezzati è semplificata. Anche in questo caso si consiglia di contattare la FSA ed i membri della Commissione per le indicazioni più appropriate per l’effettuazione delle analisi.
    Oggi questa malattia può essere identificata anche attraverso l’analisi del DNA. Tale possibilità esiste solo però per alcune razze ove sono stati identificati con approfonditi studi la variabilità intrinseca del gene von Willebrand. Infatti la tecnologia con DNA è applicabile nei soggetti di razza Scottish Terrier, Dobermann Pinscher, Pastori dello Shetland, Manchester Terrier, Barboncino e Pembroke Welsh Corgi. In questo caso risulta più facile, rispetto al dosaggio della proteina FvW, la caratterizzazione dei soggetti malati ed ancora di più dei soggetti portatori del difetto, facilitando la selezione contro questo carattere. Attualmente solo pochi laboratori al mondo sono in grado di effettuare questo tipo di analisi. Pertanto si suggerisce di prendere contatto con la FSA e con i membri di questa Commissione per l’effettuazione di questo tipo di analisi.

  2. #22
    Senior Member

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    <center>PATOLOGIE</center>

    COMMISSIONE MALATTIE DEL SANGUE
    Questa commissione è presieduta dal prof. George Lubas, diplomato dell’European College of Veterinary Internal Medicine (specialità Medicina Interna), afferente al Dipartimento di Clinica Veterinaria dell’Università di Pisa, ed i membri sono: il Dr. Marco Caldin, libero professionista, nonché professore a contratto presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Padova ed il Prof. Enzo Righi, Medico Ricercatore, Ematologo, nonché professore a contratto presso l’Università di Padova.

    Questa commissione si occupa principalmente del controllo di due importanti disordini dell’emostasi del cane: l’Emofilia A ed il Morbo di von Willebrand. Infatti, l’interesse verso altre patologie ereditarie nell’ambito ematologico, tra cui ad es. la deficienza di Piruvato Chinasi negli eritrociti, la deficienza di Adesione nei Leucociti o la Tromboastenia, potrà essere di volta in volta presa in considerazione su opportune segnalazioni di colleghi medici veterinari od allevatori.

    Queste diatesi emorragiche (Emofilia A e morbo di von Willebrand) sono patologie ereditarie di origine monofattoriale, che da tempo sono oggetto di indagine e di appropriata selezione intesa a ridurne la prevalenza, in diverse nazioni e per certe particolari razze che risultano esserne più colpite (Pastore Tedesco, Dobermann, Setter, ecc.).

    EMOFILIA A
    Questo disturbo dell’emostasi è legato ad un gene recessivo in cui avviene una mutazione genica, posto sul cromosoma X, che determina la deficienza del fattore VIII (FVIII:C), uno degli elementi chiave nella fase plasmatica della coagulazione. In genere le femmine fungono da portatrici, mentre i maschi manifestano la malattia con vari gradi di gravità. La patologia è stata segnalata in quasi tutte le razze canine, tra cui Setter Irlandese, Pastore Tedesco, Collie, Labrador, Beagle, Pastore dello Shetland, Greyhounds, Weimaraner, Chihuaua, Vizla, Bulldog Inglese, Barboncino nano, Schnauzer, San Bernardo, ma è stata documentata una particolare prevalenza nel Pastore Tedesco.
    La sintomatologia clinica dipende dalla entità del disturbo funzionale del FVIII:C e si suddivide in tre forme: grave con attività del FVIII:C inferiore all’1%, moderata tra 1 e 10% ed infine lieve tra 10 e 25-30%. I soggetti gravemente malati in genere nascono morti o muoiono nei primi giorni di vita. Nei cuccioli che sopravvivono per qualche mese si possono osservare prolungati sanguinamenti anche dopo traumi lievi o dopo interventi di piccola chirurgia, la formazione di ematomi e di versamenti intrarticolari “spontanei” e/o endocavitari spesso mortali. Nella forma moderata osserviamo gravi sanguinamenti solo dopo traumi di una certa entità (ad es. cambio dentizione), ed inoltre emartri e sanguinamenti spontanei occasionali. Nella forma lieve può succedere che alcuni cani maschi malati vivano l’intera esistenza senza che la malattia si manifesti in modo conclamato. La forma lieve e talvolta la forma intermedia non diagnosticata possono provocare una ulteriore diffusione della malattia nella popolazione canina tramite la riproduzione.
    Il sospetto diagnostico può essere avanzato quando il Tempo di Tromboplastina Parziale attivata (aPTT) risulterà allungato, mentre il Tempo di Protrombina (PT) risulterà normale. La certezza diagnostica si ha solamente con la misurazione dell’attività del Fattore VIII:C, impiegando plasma carente per tale fattore. Un animale sano presenterà valori di FVIII:C compresi tra il 60% ed il 140%. Per convalidare lo status di portatrice, nella femmina, è opportuno quantificare anche il FvW e determinare il rapporto tra FVIII:C/FvW, che deve essere inferiore a 0,6.
    A causa della instabilità del FVIII:C alla conservazione è necessario che il prelievo venga effettuato con rigorosa procedura standard tipica per le prove dell’emostasi, la preparazione del plasma citrato avvenga in tempi rapidi, l’eventuale conservazione avvenga in modo da mantenere il campione congelato ed altrettanto solertemente siano eseguite le analisi. Si suggerisce pertanto di prendere contatto con la FSA ed i membri di questa Commissione per i suggerimenti su quali laboratori siano in grado di processare i campioni così preparati, al fine di non incorrere in artefatti o risultati inattendibili, che non risulterebbero interpretabili.
    L’eradicazione dall’allevamento della patologia richiede l’identificazione dei cani sospetti sulla base dell’esame clinico, ma soprattutto delle indagini di laboratorio e la conseguente esclusione dei soggetti malati e portatori dal programma riproduttivo. In particolare l’identificazione delle femmine portatrici asintomatiche è elemento fondamentale nella lotta contro questa malattia.

    MORBO DI VON WILLEBRAND
    È considerato il disordine dell’emostasi di più frequente riscontro nel cane ed è stato osservato in numerose razze (vedi Tab. 1).
    La malattia è causata da una mancanza o da un basso livello ematico del fattore di von Willebrand (FvW), una complessa glicoproteina ad alto peso molecolare costituita da centinaia di unità legate tra di loro con ponti disolfuro. Il FvW insieme alla proteina ad attività procoagulante (FVIII:C), entra a far parte del complesso Fattore VIII. Il FvW è in grado di determinare l’adesione delle piastrine alle strutture subendoteliali. Questo fattore viene prodotto soprattutto dalle cellule endoteliali dei vasi.
    I soggetti affetti dalla malattia di von Willebrand (vW) hanno spesso livelli ridotti sia di FvW che di FVIII:C, mentre i cani ammalati di Emofilia A hanno un basso livello di FVIII:C, con FvW in genere normale. La malattia di FvW può essere classificata in 3 tipi in rapporto alla carenza dei costituenti la molecola (multimeri):
    1. carenza di multimeri generalizzata
    2. carenza di multimeri ad alto peso molecolare
    3. mancanza assoluta di FvW
    La malattia è ereditata con due differenti modalità. La prima è legata ad un carattere autosomico recessivo ed è stata rilevata in due razze: il Terrier Scozzese ed il Chesapeake Bay Retriever. In queste razze solo i soggetti omozigoti manifestano la malattia, mentre gli eterozigoti sono portatori. La seconda forma è trasmessa come carattere autosomico dominante incompleto, per cui gli animali con il gene anormale possono sia manifestare la malattia che risultare clinicamente asintomatici a seconda della penetranza e della espressività del gene.
    Gli animali affetti hanno una tendenza al sanguinamento prolungato che viene spesso scoperta in seguito ad un intervento chirurgico (nei cuccioli per es. durante il taglio della coda o delle orecchie) o in occasione di ferite o traumi accidentali. Inoltre può essere presente il sanguinamento delle mucose, per cui è possibile osservare perdite ematiche dal naso (epistassi), con le urine (ematuria) e con le feci (melena). Quando la malattia si presenta in forma grave è possibile una elevata mortalità prenatale o neonatale. A causa della ampia variabilità genetica di questa patologia è notevole il polimorfismo sintomatologico che va dal grave sanguinamento, talora fatale, ad una condizione clinica completamente silente.
    Il sospetto diagnostico può essere avanzato dall’incidenza nella razza, dall’età dell’animale e dalla sintomatologia. Una prima fase diagnostica prevede l’esecuzione di esami di laboratorio aspecifici quali il TE (Tempo di Emorragia) e l’aPTT che risultano allungati, mentre il PT (Tempo di Protrombina) ed il Fibrinogeno risultano di regola normali. La diagnosi certa può essere formulata solo misurando la quantità di FvW presente nel plasma tramite una tecnica ELISA con anticorpi specifici per il cane ovvero cross reagenti impiegati in medicina umana. Gli animali che hanno valori del 50-60% sono considerati sospetti per cui è consigliabile ripetere il test, mentre gli altri con valori sotto il 40% invece sono sicuramente malati. È possibile una interpretazione eugenetica degli esami di laboratorio a seconda dei livelli di FvW e del TE (vedi Tab. 2). I campioni di plasma citrato per il dosaggio immunoenzimatico del FvW sono piuttosto stabili nel tempo e quindi la conservazione e la spedizione ai laboratori attrezzati è semplificata. Anche in questo caso si consiglia di contattare la FSA ed i membri della Commissione per le indicazioni più appropriate per l’effettuazione delle analisi.
    Oggi questa malattia può essere identificata anche attraverso l’analisi del DNA. Tale possibilità esiste solo però per alcune razze ove sono stati identificati con approfonditi studi la variabilità intrinseca del gene von Willebrand. Infatti la tecnologia con DNA è applicabile nei soggetti di razza Scottish Terrier, Dobermann Pinscher, Pastori dello Shetland, Manchester Terrier, Barboncino e Pembroke Welsh Corgi. In questo caso risulta più facile, rispetto al dosaggio della proteina FvW, la caratterizzazione dei soggetti malati ed ancora di più dei soggetti portatori del difetto, facilitando la selezione contro questo carattere. Attualmente solo pochi laboratori al mondo sono in grado di effettuare questo tipo di analisi. Pertanto si suggerisce di prendere contatto con la FSA e con i membri di questa Commissione per l’effettuazione di questo tipo di analisi.

  3. #23
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    Approfondimenti sullo standard del cane da pastore tedesco:

    la Struttura Ossea


    LA LINEA SUPERIORE/ “Die Oberlinie”

    “Il corso (Verlauf) della linea superiore (Oberlinie) inizia (beginnt), concettualmente (begrifflich), dalla punta delle orecchie (Ohrenspitzen) e senza brusche pieghe (ohne scharfen Knick) scorre giù verso il collo (Hals) fino l'attaccatura del collo, (Halsansatz), prosegue lievemente inclinata (leicht abfallende) per un ben sviluppato/alto (gut entwickelt) e lungo (lang) garrese, (Widerrist), continua per il dorso,(Rücken) attraverso la regione lombare (Lendenbereich) giunge sino alla groppa, (Kruppe), senza interruzioni (ohne Unterbrechung) che disturbino la direzione della linea (Linienführung) arrivando all’attaccatura della coda (Rutenansatz) e poi (per definizione/zum Begriff) giù fino alla punta della coda (Rutenspitze)




    Immagine:

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    A) IL COLLO / ”Der Hals”

    “Il collo (Hals) è definito “il bilanciere cefalo cervicale” poiché durante la spinta funge da baricentro corporeo. I tendini cervicali ed i muscoli che vi hanno origine, servono da tensori della colonna dorso lombare ed intervengono in modo determinante nei moti propulsivi. Come nel caso dell’intermedia - rio del legamento cervicale, il quale agendo sulle apofisi spinose del garrese le tende in avanti facendo sì che anche il rachide dorso lombare si sollevi irrigidendosi. Il collo deve essere forte, avere buona muscolatura e non avere il sottogola molle (3Collo 2senza 1giogaia/ 3Hals 2ohne 1Wamme). La base ossea è composta da sette vertebre cervicali. La lunghezza del collo, secondo lo standard, è l’equivalente del 35-38% dell'altezza del garrese (quasi la lunghezza della testa), detta Widerristhöhe. L’inclinazione (Winkelung) rispetto al tronco (Rumpf), rispetto all’asse orizzontale (zum Waagerecht), deve essere di 45° (gradi). Come da standard, la linea superiore (Oberlinie), ha origine dalla settima ed ultima vertebra cervicale (Halswirbel), dove ha inizio il garrese”.

    B) IL GARRESE / “ Der Widerrist ”


    “Il garrese (Widerrist) deve essere alto (hohe), bene accentuato (hochständig) rispetto al dorso (Rücken) e scorrere (verlaufen) lievemente (leicht) inclinato (geneigte), verso il (nach dem) posteriore (Vorhand) e senza significative interruzioni (und ohne sichtbare Unterbrechung) della linea superiore (der Oberlinie)”. Il garrese abbiamo detto deve essere alto in quanto le apofisi spinose delle vertebre che ne fanno parte, possano essere lunghe e non oblique. Questo fatto è determinante poichè il legamento cervicale (Sehne der Näcke) che ha origine dalla vertebra assoide del collo (erste Halswirbel), appoggiandosi sulle apofisi spinose del garrese (Aphophise der Widerristswirbels), favorisce l’irrigidimento e l’innalzamento della porzione di colonna vertebrale facente capo alla rachide dorso lombare. Le apofisi spinose quindi assurgono alla funzione di vere e proprie leve di tensione del rachide (colonna vertebrale), dove la massa muscolare del collo può agire efficacemente favorendo così la trasmissione degli impulsi propulsivi che attraversano il dorso (Rückenübertragung), prodotti dagli arti posteriori (Hinterläufe). Il garrese infine, è delimitato anteriormente dall’attaccatura del collo (Halsansatz) e posteriormente dal dorso (Rücken) ed ai lati, dalle spalle (Schulter). La base ossea è composta dalle prime cinque vertebre dorsali (Rückenwirbels), dalla sesta ha inizio il dorso.

    C) IL DORSO / “ Der Rücken ”

    Il dorso (Rücken) deve essere solido (fest), robusto (kraftvoll) e muscoloso (bemuskelt). La struttura ossea è costituita dalle ultime otto, delle tredici vertebre dorsali (Ruckenwirbels), ai lati è delimitato dal costato (Brustkorb). Dopo le vertebre dorsali ha inizio la regione lombo-sacrale (Lendenrückenbereich).


    D) I LOMBI (le reni) / “Die Lendenrücken”

    “I lombi (Lendenrücken), sono larghi, (weit), corti (kurz), ben sviluppati (gut entwickelt) e muscolosi (und bemuskelt) oltre ad essere ben arcuati (gut gewölbt). poiché sostenuti da una base ossea mobile, la rachide lombare, (die Lendenwirbels) che per induzione, durante il trotto (der Trab) od il galoppo (der Galopp), eseguono gli stessi movimenti di allungamento e retrazione muscolare perché la linea di profilo resti sostanzialmente invariata. Si definisce solido (fest), un rene (Lend) che è corto, flessibile e che non vacilla durante il movimento altrimenti se ciò non fosse, ne andrebbe a discapito dell’allungo anteriore. Il rene come detto, deve essere corto poiché la sua brevità conferisce al cane resistenza e robustezza. A contribuire alla forma arcuata dei lombi intervengono i muscoli sopra lombari che fasciandoli conferiscono loro ancor di più la giusta forma, quella convessa. La base ossea della regione lombare costituisce un vero e proprio ponte (Brücke) fra anteriore e posteriore (Vor – und Hinterhand). Inserita fra l’ultima, cioè la tredicesima delle vertebre dorsali (die Rückenwirbels) e la prima lombare, si trova la vertebra di scambio (der Wechselwirbel) detta anche diaframma (Diaphrammawirbel). Questa vertebra ha dimensione più ridotta rispetto alle vertebre poste ai la suoi lati. Essa è il punto della colonna vertebrale(Wirbelsäu len) che per mezzo della sua flessibilità, permette la trasmissione di forza dal posteriore al dorso (Rückenübertragung). La Regione lombare termina dunque in corrispondenza della settima ed ultima vertebra lombare (Lendenwirbel), perciò al termine della regione lombare inizia la groppa (die Kruppe).


    E) LA GROPPA / “Die Kruppe”

    “La groppa (Die Kruppe) deve essere lunga (lange), possibilmente larga (weit), scorre (führt) lievemente (leichte) inclinata (gewinkelte) di circa 23° (von etwas 23°) rispetto all’asse orizzontale (zum Horizontale) senza interruzioni (ohne Unterbrechungen) della linea superiore (Oberlinie), per terminare sino (zum ende bis) all’attaccatura della coda (Rutenansatz). Il suo corso (Verlauf) inizia (beginnt) in corrispondenza della settima ed ultima vertebra lombare (Lendenwirbel), il termine della regione lombo-dorsale e giunge in prossimità della punta ischiatica (Sitzbeinhöcker). Nel tratto di groppa (ileo) compreso fra l’articolazione coxo-femorale (Huftgelenk) e la punta ischiatica (Sitzbeihöcker) hanno sede le intersezioni dei muscoli ischio tibiali i quali durante la spinta del posteriore, determinano la trasmissione d’impulso attraverso il dorso: detto meccanismo è reso in “Rückenübertragung” che vedremo meglio in seguito. Una regola generale vuole che il punto più alto di un buona groppa deve corrispondere, in linea orizzontale, alla sommità del garrese.


    4) LA LINEA INFERIORE / “Die Unterlinie”

    La linea inferiore (Unterlinie) inizia (beginnt) dal sottogola (Keilhaut) scorre (führt) verso il basso (nach unterem) attraverso il (durch dem) collo (Hals) prosegue (führt) per l’avampetto (nach dem Vorbrust), il sottopetto (Unterbrust), lo sterno (Brustbein), giunge alla (führt zum) punta xifoidea (Brustbeinspitze) salendo leggermente (leicht ansteigend) verso il posteriore (nach hinten) dal tronco (Rumpf) sino al ventre (Bauch).




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    5) GLI ARTI / “Die Gliedmaßen”


    A) Gli arti anteriori / “Die Vorderläufe”
    Gli arti anteriori sono costituiti dalla spalla Schulter, scapola Schulterblatt, braccio od Omero Oberarm, dalla punta della spalla Schulterspitze, dal gomito Ellenbogen, dall’avambraccio Unterarm, dal carpo Vorderfußwurzel, dal metacarpo Vordermittelfuß, dal piede Pfote (falangi del piede/ Vorderzehenknochen).


    La spalla è limitata in alto dal garrese, in avanti dal petto, e dal collo, in basso dal braccio e posteriormente dal costato (Brustkorb) la base anatomica è costituita dalla scapola, osso piatto di forma triangolare, inclinato di circa 45° rispetto al piano orizzontale. La scapola è sormontata nella sua linea mediana dalla spina acromiana dove ha inserzione il muscolo acromiano che ne prende il nome. In essa hanno inserzioni altri muscoli che agiscono sul braccio e sull’avambraccio comandando sull’estensione del passo. La spalla necessita di buona lunghezza in quanto anche i muscoli in essa inseriti possano essere lunghi, cosa che gli permette di avere una più ampia sgambata, tuttavia ciò non è sufficiente se non consegue un’adeguata inclinazione della scapola che di norma può variare di 45°/50° rispetto al piano orizzontale (la misurazione angolare dei raggi ossei rispetto al punto articolare di riferimento si rileva con l’artrogoniometro) La spalla anatomicamente, fa massa a tutti gli effetti con il tronco.



    L’Omero è situato al lato del costato fra la spalla ed il gomito, anteriormente è limitato dal petto (Brust) e dal costato posteriormente e per la sua parte anteriore è inserito nelle ascelle. La parte superiore dell’ omero fa massa con il tronco mentre la parte inferiore è libera e distinta, muovendosi in estensione ed in flessione. L’Omero è un osso relativamente lungo, inclinato poco più della scapola 50°/60°, ma in senso opposto, complessivamente l’angolo totale, avente come punto di unione l’articolazione scapolo omerale, deve raggiungere 90°/110°. Esso è circondato da muscoli che provengono da scapola, sterno, collo e da altri che giungono all’avambraccio ed al piede (vedere la tavola con l’apparato muscolare). Come detto, l’omero se lungo, favorisce una ampia sgambata, tuttavia sarebbe inutile se a ciò ne conseguisse una spalla corta o poco inclinata. Una norma generale, ma indicativa, vuole che l’angolazione ideale dell’ anteriore sia data da una retta perpendicolare passante dalla punta della scapola posteriore e coincidente con la punta del gomito



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    Cenni sullo standard:

    SCAPOLA ED OMERO

    Gli arti anteriori devono essere sempre dritti, da qualsiasi punto di vista si possano vedere; da posizione frontale sono paralleli. Partendo dall’alto, l’anteriore è formato dalla scapola e dall’omero. Essi hanno all’incirca, la stessa lunghezza e per mezzo di una robusta muscolatura sono solidamente inseriti al tronco. L’intersezione della scapola con l’omero idealmente è di 90° (esteso sino ai 110° è più che accettabile) costituendo di fatto la principale angolazione dell'anteriore: la scapolo omerale. L’articolazione del metacarpo è stimata in ca. 20°/22°, rispetto alla verticale rappresentata dagli avambracci.
    La punta della spalla ha per base anatomica l’articolazione scapolo omerale, è situata fra la spalla e l’omero e limitata ai lati interni dal petto. Essa permette alla parte superiore dell’omero di muoversi anche in 1abduzione, 2adduzione 3circumduzione ed in rotazione



    Il gomito, regione situata fra l’omero e l’avambraccio. La base anatomica è composta dalla apofìsi dell’ oleocrano che consiste nel prolungamento dell’osso cubito. Esso si trova allo stesso piano orizzontale sia della quarta costa che della faccia esterna dello sterno. Il gomito si presenta come un braccio di leva dei muscoli olecranici perciò deve presentare la punta ben salien te dimostrando così una apofisi olecranica ben sviluppata. Il gomito non deve essere ne troppo aderen te al costato ne troppo poco (scollato). Di solito quando il gomito è scollato ciò è dovuto ad una defi-cienza nello sviluppo toracico in altezza o larghezza. Questo difetto può sopraggiungere solo quando il cane è in movimento causato dal rilassamento dei muscoli interessati. Se il difetto invece è opposto cioè, i gomiti sono quindi serrati al costato, a gomiti chiusi, ciò è considerato più grave del primo perché la scioltezza del movimento viene meno precludendo un allungo ampio.



    L’avambraccio è situato fra il braccio e gomito in alto ed il carpo in basso. La base anatomica è costituita da radio, ulna (cubito) ed un complesso di muscoli. Sulla faccia anteriore dell’avambraccio sono situati l’estensore anteriore del metacarpo e l’estensore delle falangi, posteriormente si trovano due strati di muscoli di cui il superiore è formato dal flessore obliquo del metacarpo e l’inferiore dei due flessori delle falangi, questi fasci muscolari sono avvolti da una membrana, l’aponeurosi bracchiale (membrana fibrosa che avvolge i muscoli dell’arto). Nell’avambraccio si denotano le due facce, quella anteriore e quella posteriore. Sul margine posteriore è evidente la scanalatura carpo cubitale formata dal tendine del muscolo flessore cubitale del carpo che ha inserzione nell’osso piriforme (osso a forma di pera); questo osso funge da braccio di leva, il suo sviluppo favorisce lo scarto del tendine che vi si inserisce agevolando così la 4flessione della regione carpo metacarpiana.


    Cenni sullo standard:

    Avambraccio /Unterarm – Metacarpo /Vordermittelfuß

    La lunghezza degli avambracci di norma oscilla dal 37 al 38% dell’altezza del garrese (Widerristhöhe). Da qualsiasi punto di vista, essi devono essere dritti e frontalmente, paralleli fra loro. In alto l’avambraccio si articola con il gomito (Ellenbogen) e con il braccio (Oberarm) costituendo di fatto l’articolazione del gomito “Ellenbogengelenk” (articolazione omero radiale). La parte terminale dell’ avambraccio si articola con il carpo “Vorderfußwurzel”. Sotto il carpo segue il metacarpo “Vordermittelfuß “che costituito da 5 falangi, si apre nella sua parte anteriore costituendo un angolo compreso fra i 20°/22°. Questo angolo è rilevabile rispetto l’asse verticale rappresentato nel caso, dall’avambraccio “Unterarm” che se troppo aperto, cioè, maggiore di 20°/22°), si dice che il metacarpo è flesso, per contro, se troppo chiuso (minore di 20°/22°) il metacarpo è rigido costituendo in entrambe i casi sia un difetto di costruzione che funzionale. Inoltre, perché sia rispettata la proporzione della regione ossea in questione, la lunghezza del metacarpo deve essere circa 1/3 di quella dell'avambraccio.

    Il carpo è una regione di forma appiattita, dal davanti al di dietro posta fra l’avambraccio in alto ed il metatarso in basso. La base anatomica è costituita da 7 ossa carpali disposte in due ordini: superiore ed inferiore. Il carpo è la principale cerniera dell’arto anteriore. Si considerano due facce, quella anteriore e quella posteriore ed i due margini laterali, quello interno e quello esterno. Nella faccia posteriore si trova il tubercolo plantare, costituito da un cuscinetto digitale. Il carpo non deve uscire dall’asse verticale rappresentata dall’avambraccio che discende sino a giungere al carpo formando la relativa articolazione. Come accennato anche nel paragrafo seguente, un carpo rigonfio sia nelle sue facce laterali sia anteriormente è indice di rachitismo, deformità che andranno anche a discapito delle prestazioni in fatto di resistenza e velocità, mentre un osso carpiano deve essere ben rimarcato e piriforme. Se il carpo è deviato in avanti si dice che il cane è “arrembato”. L’arrembatura è dovuta al rachitismo o al reumatismo o anche all’ infiammazione dei tendini interessati (come il perforato, vedi tavola). Questa deviazione in avanti (come una semi flessione) comporta una errata posizione del metacarpo spostandolo indietro insieme al piede compromettendo la regolare linearità dell’appiombo. Invece se la posizione del carpo dovesse essere arretrata, questa conformazione comporterà un'eccessiva estensione del metacarpo, indizio questo di una debolezza dei tendini flessori ed estensori delle falangi. Il carpo in ogni caso deve essere molto mobile da permettere al metacarpo un libero movimento di estensione.

    Il metacarpo o pastorale, regione di forma appiattita dal davanti al dietro, delimitata in alto dal carpo ed in basso dal piede. La base anatomica è costituita da da 5 ossa metacarpiane che corrispondono anatomicamente, la prima al pollice la seconda all’indice, la terza al medio, la quarta all’ anulare, la quinta al mignolo. Il pollice che non fa parte del piede essendo al lato interno del metacarpo, ha due sole falangi anziché tre e seppur di dimensioni ridotte presenta un cuscinetto digitale. La caratteristica principale del metacarpo è quella di avere una giusta lunghezza onde favorire un allungo ampio, ma la corretta inclinazione rispetto all’asse verticale oltre che assurgere da elemento di distinzione, è determinante per assicurare al trottatore un assorbimento delle scosse ricevute dal terreno (fungendo da ammortizzatore), funzione che gli viene assicurata dall’apparato metacarpo falangeo conferendo al cane elasticità e leggerezza di movimenti durante il trotto ed il galoppo. I difetti relativi ai metacarpi, riguardano l’appiombo anteriore relativamente alla loro linearità, rispetto all’asse verticale rappresentato dagli avambracci



    I piedi o zampe (Pfoten), sono chiusi, compatti (Geschlossen) e leggermente arcuati (leicht gewölbt). La pianta del piede (die Sohle) è di colore scuro (dunkelfarbig), dura (dick), ma non (aber nicht) secca (trocken). Le unghie (Nägels o Krallen), sono robuste (kräftig) arrotondate (rund) e scure (dunkelfarbig). I piedi anteriori (Die Vorderzehen) rispetto ai posteriori (Hintenzehen) sono più raccolti e compatti (Geschlossen)




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    Esempio di appiombo anteriore laterale corretto.



    B) Gli arti posteriori / “Die Hinterläufe”

    La posizione (Die Lage) del posteriore (Hinterhand) è leggermente arretrata (leicht rückstädig) ciò non toglie che gli arti (Gliedmaßen), visti dal dietro (von hinten gesehen) devono essere paralleli tra loro (zwischen gleichlaufend). La base anatomica è costituita dall’osso iliaco (Darmbein) dalla coscia (Oberschenkel) avente come base ossea il femore (Oberschenkel bein), unito in alto all’ileo nell’ articolazione dell’anca “Huftgelenk”, dalla gamba (Unterschenkel) costituita dalla tibia (Schienbein) anteriormente e dal perone (Wadenbein) posteriormente, uni- ta al femore tramite l’articolazione femoro rotulo tibiale (Kniegelenk), dal tarso (Sprungbein oppure / Hinterfußwurzel), unito alla tibia tramite l’articolazione tibio tarsica (Sprunggelenk), seguono il calcagno o calcaneo (Fersenbein), il metatarso (Hintermittelfuß) e le falangi del piede (Zehenknochen) che concludono la parte anatomica del posteriore.



    Femore/ Der Oberarm e Tibia / Die Schienbein

    La coscia, in lingua tedesca si dice “Oberschenkel”. La base ossea è costituita dal femore (in tedesco Oberschenkelbein), la cui lunghezza varia dal 34 al 36% dell’ altezza del garrese, in tedesco, “Widerristhöhe”. La base anatomica della gamba - “Unterschenkel” - è costituita dalla tibia, detta “Schienbein”, costituisce l’osso più lungo di tutto l’apparato osseo, misura infatti circa il 36 al 38% dell’altezza del garrese superando di poco il perone - in tedesco “Wadenbein”. L’angolo ideale è di 120° circa, è costituito dall’articolazione femoro- rotulo -tibiale (Knieglenk) avente il ginocchio (Knieschiebe) come punto articolare. Esso si rileva dalla somma dei raggi ossei formati da tibia e femore. Le cosce (die Keulen) sono ampie (weite), robuste (kräftig) e muscolose (gut bemuskelt): i muscoli devono essere lunghi e ben rilevati gli uni dagli altri. La gamba, coperta da muscoli lunghi, nella sua parte esterna, quella visibile, evidenzia una scanalatura accentuata, sino giù al garretto, detta la “scanalatura gambale”, determinata dai muscoli che avvolgono tibia e perone, dal tendine dei muscoli gemelli (detto, tendine d’achille) - “ Fersensehnenstrang ” - e dal flessore superficiale delle falangi - “äußer Zehenbeugermuskel”. Una gamba priva di questa scanalatura denoterebbe il rilassamento e la debolezza muscolare. Una gamba lunga favorisce lo scatto iniziale, l’ampiezza della spinta e quindi l’apertura e la chiusura dell’angolo femoro-tibiale e tibio-metatarsico.



    Cenni sullo standard:

    Tarso e/o Garretto

    Il garretto o tarso, die Sprungbein/der Hinterfußwurzel, è robusto e solido. Esso secondo lo standard deve essere largo ed asciutto e perpendicolare al suolo. Da esso ha inizio l’impulso del posteriore che si trasmette poi attraverso tutta la linea superiore. La caratteristica di un buon soggetto è quella di avere la vena safena ben evidente sulla parte esterna del garretto, a conferma dell’ assenza di tessuto cellulare sottocutaneo. La base anatomica è composta dalle 7 ossa tarsiane suddivise in due ordini. Presenta una faccia interna ed una esterna, la piegatura anteriore quale corrisponde l’angolo del garretto rispetto alla tibia e la punta la cui base è composta dall’ estremità superiore del calcagno. Una delle qualità del garretto risultano nella larghezza, la quale si rileva nel senso antero-posteriore dell’osso e dall’angolo del garretto alla sua punta. Questa larghezza ci indica perciò con quanta efficacia si produce e si sviluppa il moto propulsivo: dall’apertura massima dell’angolo del garretto durante lo scatto iniziale fino alla sua chiusura, nella fase di contrazione.



    Dicesi quindi che un “garretto è gracile” quando la larghezza di tale angolo non è quella dovuta.

    L’angolo del garreto si determina dall’angolo di inclinazione della tibia (il cui raggio osseo rispetto all’asse orizzontale è di ca. 30°) rispetto a quello del metatarso che corrisponde all’asse verticale (quindi è di 90°).

    L’angolo ideale dell’articolazione tibio tarsica è dato quindi dalla somma dei raggi ossei di tibia e metatarso corrispondente ca. a 120° (Ro. tibia 30° + Ro. metatarso 90°). Dicesi “garretto aperto” quando si supera oltremodo (&gt; 10%), il valore base di 120°

    Per contro dicesi “garretto chiuso” quando detto angolo è di troppo inferiore (&lt; 10%) disarmonizzando di fatto, l’articolazione rispetto alla struttura generale.1

    1 E’ difficile fornire esattamente una percentuale o indicare un valore +/- rispetto al valore standard, questo è uno dei compiti del giudice: rilevare ed applicare queste tolleranze nel contesto generale dell’intera struttura corporea.


    Cenni sullo standard:

    Il Calcagno

    Una parte che deve essere posta in evidenza è il calcagno, Fersenbein, la punta estrema, in alto, del garretto. Il calcagno, oltre che essere sviluppato e ben rilevato, è il punto dove s’interseca il tendine d’Achille/Fersensehnenstrang, uno dei due tendini che formano il tricipite surale la cui fase di contrazione da inizio alla spinta posteriore, detta “Nachschub”.



    Cenni sullo standard:

    Il Metatarso

    Il metatarso - Hintermittelfuß, come il tarso, deve essere asciutto e largo, posto perpendicolarmente rispetto al suolo (essendo la sua continuazione), ma leggermente più corto, e meno schiacciato. Esso è composto dalle quattro ossa metatarsiane e da un quinto osso più rudimentale a forma di cilindretto, detto sperone (die Wolfskralle / trad. lett. “lo sperone del lupo”).

    Piede (vedi "gli arti anteriori")



    IL PETTO ED IL TORACE/ Der Brust

    Il petto (Brust) deve essere moderatamente largo (weit) mentre il sottopetto (Unterbrust) lungo (lang) e sviluppato (entwickelt). La sua base anatomica è formata dallo sterno (Brustbein), l’insieme delle delle otto sternebre, la prima prende il nome di manubrio dello sterno mentre l’ultima quello di appendice xifoidea (Brustbeinspitze), ad esso si congiungono le coste vere a mezzo delle loro cartilagini. L’altezza del torace, corrisponde all’altezza del tronco Rumpftiefe, che equivale al minimo del 45% ed al massimo del 48%, dell'altezza del garrese (detta Widerristhöhe). Le costole (Rippen) devono mostrarsi 1moderatamente 2convesse (2Wölbung 1aufweisen), si articolano sino allo sterno il quale giunge fino al gomito. Una cassa toracica regolare (eine gerade Brustkorb), permette ai gomiti di muoversi correttamente. Da considerarsi difetto, il torace a botte, dovuto ad un eccessiva convessità delle costole,”3 Rippen 4 tonnen förmige”, letteralmente, “3costole 4a forma di botte”, come anche le costole piatte (Flachrippigkeit). La base ossea del torace presenta 34 ossa, suddivise in 8 sternebre, 18 costole vere e 8 costole false.

    Le dimensioni che definiscono la proporzione del torace

    a) Larghezza: distanza di massima convessità delle costole

    b) Profondità o lunghezza: distanza fra il manubrio dello sterno e la penultima falsa costa (diametro sagittale)

    c) Altezza: spazio che intercorre fra lo sterno e l’estremità del dorso, dopo il garrese (diametro verticale)




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    - Linea rossa= altezza del torace

    - Linea verde= lunghezza o profondità del torace

    - Ovale grigio "d"= sezione trasversale del torace





    GLI APPIOMBI / “Die Front”
    Si definiscono regolari (vista frontale) quando la verticale passante per l’estremità della spalla, in corrispondenza con il retro dell’articolazione omero radiale giungendo a terra interseca l’avambraccio, il carpo, il metacarpo, ed il piede dividendoli in due parti uguali.

    I difetti (vista frontale)

    Se gli arti si trovano al di fuori, esternamente, dalla retta perpendicolare avente origine dalla articolazione omero radiale si dice che “il cane è troppo aperto davanti” mentre se l’arto (Unterarm) segue la stessa linea della retta, ma arrivato al carpo (Vorderfuß) questi devia verso l’interno dicesi „cagnolo“ (Zeheneng), per contro se il carpo tende a deviare verso l’esterno, dicesi „ appiombo mancino“ (Zehenweit), ciò può avvenire anche per un piede solo per parte. Quando invece tutto l’arto anteriore si trova all’esterno della retta dicesi “chiuso davanti”.



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    difetto degli appiombi anteriori frontali



    Si definiscono regolari (vista laterale) quando la retta perpendicolare passante per l’articolazione scapolo-omerale giungendo a terra deve toccare le punte dei piedi anteriori

    I difetti (vista laterale)

    Se il piede si trova in avanti rispetto al punto della retta a terra, si dice che il cane “ fuori di sé anteriormente o “disteso anteriormente”, seppur sia piuttosto raro trovare un difetto tale per contro se il piede si trova anteriormente al punto a terra di contatto della retta si dice che “il cane è sotto di sé anteriormente” oppure, “gettato sul davanti”



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    Appiombi laterali (da sx a dx): anteriore sotto di se, disteso anteriormente, corretto



    Info http://www.canedapastoretedesco.info/index.htm


  4. #24
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    Approfondimenti sullo standard del cane da pastore tedesco:

    la Struttura Ossea


    LA LINEA SUPERIORE/ “Die Oberlinie”

    “Il corso (Verlauf) della linea superiore (Oberlinie) inizia (beginnt), concettualmente (begrifflich), dalla punta delle orecchie (Ohrenspitzen) e senza brusche pieghe (ohne scharfen Knick) scorre giù verso il collo (Hals) fino l'attaccatura del collo, (Halsansatz), prosegue lievemente inclinata (leicht abfallende) per un ben sviluppato/alto (gut entwickelt) e lungo (lang) garrese, (Widerrist), continua per il dorso,(Rücken) attraverso la regione lombare (Lendenbereich) giunge sino alla groppa, (Kruppe), senza interruzioni (ohne Unterbrechung) che disturbino la direzione della linea (Linienführung) arrivando all’attaccatura della coda (Rutenansatz) e poi (per definizione/zum Begriff) giù fino alla punta della coda (Rutenspitze)




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    A) IL COLLO / ”Der Hals”

    “Il collo (Hals) è definito “il bilanciere cefalo cervicale” poiché durante la spinta funge da baricentro corporeo. I tendini cervicali ed i muscoli che vi hanno origine, servono da tensori della colonna dorso lombare ed intervengono in modo determinante nei moti propulsivi. Come nel caso dell’intermedia - rio del legamento cervicale, il quale agendo sulle apofisi spinose del garrese le tende in avanti facendo sì che anche il rachide dorso lombare si sollevi irrigidendosi. Il collo deve essere forte, avere buona muscolatura e non avere il sottogola molle (3Collo 2senza 1giogaia/ 3Hals 2ohne 1Wamme). La base ossea è composta da sette vertebre cervicali. La lunghezza del collo, secondo lo standard, è l’equivalente del 35-38% dell'altezza del garrese (quasi la lunghezza della testa), detta Widerristhöhe. L’inclinazione (Winkelung) rispetto al tronco (Rumpf), rispetto all’asse orizzontale (zum Waagerecht), deve essere di 45° (gradi). Come da standard, la linea superiore (Oberlinie), ha origine dalla settima ed ultima vertebra cervicale (Halswirbel), dove ha inizio il garrese”.

    B) IL GARRESE / “ Der Widerrist ”


    “Il garrese (Widerrist) deve essere alto (hohe), bene accentuato (hochständig) rispetto al dorso (Rücken) e scorrere (verlaufen) lievemente (leicht) inclinato (geneigte), verso il (nach dem) posteriore (Vorhand) e senza significative interruzioni (und ohne sichtbare Unterbrechung) della linea superiore (der Oberlinie)”. Il garrese abbiamo detto deve essere alto in quanto le apofisi spinose delle vertebre che ne fanno parte, possano essere lunghe e non oblique. Questo fatto è determinante poichè il legamento cervicale (Sehne der Näcke) che ha origine dalla vertebra assoide del collo (erste Halswirbel), appoggiandosi sulle apofisi spinose del garrese (Aphophise der Widerristswirbels), favorisce l’irrigidimento e l’innalzamento della porzione di colonna vertebrale facente capo alla rachide dorso lombare. Le apofisi spinose quindi assurgono alla funzione di vere e proprie leve di tensione del rachide (colonna vertebrale), dove la massa muscolare del collo può agire efficacemente favorendo così la trasmissione degli impulsi propulsivi che attraversano il dorso (Rückenübertragung), prodotti dagli arti posteriori (Hinterläufe). Il garrese infine, è delimitato anteriormente dall’attaccatura del collo (Halsansatz) e posteriormente dal dorso (Rücken) ed ai lati, dalle spalle (Schulter). La base ossea è composta dalle prime cinque vertebre dorsali (Rückenwirbels), dalla sesta ha inizio il dorso.

    C) IL DORSO / “ Der Rücken ”

    Il dorso (Rücken) deve essere solido (fest), robusto (kraftvoll) e muscoloso (bemuskelt). La struttura ossea è costituita dalle ultime otto, delle tredici vertebre dorsali (Ruckenwirbels), ai lati è delimitato dal costato (Brustkorb). Dopo le vertebre dorsali ha inizio la regione lombo-sacrale (Lendenrückenbereich).


    D) I LOMBI (le reni) / “Die Lendenrücken”

    “I lombi (Lendenrücken), sono larghi, (weit), corti (kurz), ben sviluppati (gut entwickelt) e muscolosi (und bemuskelt) oltre ad essere ben arcuati (gut gewölbt). poiché sostenuti da una base ossea mobile, la rachide lombare, (die Lendenwirbels) che per induzione, durante il trotto (der Trab) od il galoppo (der Galopp), eseguono gli stessi movimenti di allungamento e retrazione muscolare perché la linea di profilo resti sostanzialmente invariata. Si definisce solido (fest), un rene (Lend) che è corto, flessibile e che non vacilla durante il movimento altrimenti se ciò non fosse, ne andrebbe a discapito dell’allungo anteriore. Il rene come detto, deve essere corto poiché la sua brevità conferisce al cane resistenza e robustezza. A contribuire alla forma arcuata dei lombi intervengono i muscoli sopra lombari che fasciandoli conferiscono loro ancor di più la giusta forma, quella convessa. La base ossea della regione lombare costituisce un vero e proprio ponte (Brücke) fra anteriore e posteriore (Vor – und Hinterhand). Inserita fra l’ultima, cioè la tredicesima delle vertebre dorsali (die Rückenwirbels) e la prima lombare, si trova la vertebra di scambio (der Wechselwirbel) detta anche diaframma (Diaphrammawirbel). Questa vertebra ha dimensione più ridotta rispetto alle vertebre poste ai la suoi lati. Essa è il punto della colonna vertebrale(Wirbelsäu len) che per mezzo della sua flessibilità, permette la trasmissione di forza dal posteriore al dorso (Rückenübertragung). La Regione lombare termina dunque in corrispondenza della settima ed ultima vertebra lombare (Lendenwirbel), perciò al termine della regione lombare inizia la groppa (die Kruppe).


    E) LA GROPPA / “Die Kruppe”

    “La groppa (Die Kruppe) deve essere lunga (lange), possibilmente larga (weit), scorre (führt) lievemente (leichte) inclinata (gewinkelte) di circa 23° (von etwas 23°) rispetto all’asse orizzontale (zum Horizontale) senza interruzioni (ohne Unterbrechungen) della linea superiore (Oberlinie), per terminare sino (zum ende bis) all’attaccatura della coda (Rutenansatz). Il suo corso (Verlauf) inizia (beginnt) in corrispondenza della settima ed ultima vertebra lombare (Lendenwirbel), il termine della regione lombo-dorsale e giunge in prossimità della punta ischiatica (Sitzbeinhöcker). Nel tratto di groppa (ileo) compreso fra l’articolazione coxo-femorale (Huftgelenk) e la punta ischiatica (Sitzbeihöcker) hanno sede le intersezioni dei muscoli ischio tibiali i quali durante la spinta del posteriore, determinano la trasmissione d’impulso attraverso il dorso: detto meccanismo è reso in “Rückenübertragung” che vedremo meglio in seguito. Una regola generale vuole che il punto più alto di un buona groppa deve corrispondere, in linea orizzontale, alla sommità del garrese.


    4) LA LINEA INFERIORE / “Die Unterlinie”

    La linea inferiore (Unterlinie) inizia (beginnt) dal sottogola (Keilhaut) scorre (führt) verso il basso (nach unterem) attraverso il (durch dem) collo (Hals) prosegue (führt) per l’avampetto (nach dem Vorbrust), il sottopetto (Unterbrust), lo sterno (Brustbein), giunge alla (führt zum) punta xifoidea (Brustbeinspitze) salendo leggermente (leicht ansteigend) verso il posteriore (nach hinten) dal tronco (Rumpf) sino al ventre (Bauch).




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    5) GLI ARTI / “Die Gliedmaßen”


    A) Gli arti anteriori / “Die Vorderläufe”
    Gli arti anteriori sono costituiti dalla spalla Schulter, scapola Schulterblatt, braccio od Omero Oberarm, dalla punta della spalla Schulterspitze, dal gomito Ellenbogen, dall’avambraccio Unterarm, dal carpo Vorderfußwurzel, dal metacarpo Vordermittelfuß, dal piede Pfote (falangi del piede/ Vorderzehenknochen).


    La spalla è limitata in alto dal garrese, in avanti dal petto, e dal collo, in basso dal braccio e posteriormente dal costato (Brustkorb) la base anatomica è costituita dalla scapola, osso piatto di forma triangolare, inclinato di circa 45° rispetto al piano orizzontale. La scapola è sormontata nella sua linea mediana dalla spina acromiana dove ha inserzione il muscolo acromiano che ne prende il nome. In essa hanno inserzioni altri muscoli che agiscono sul braccio e sull’avambraccio comandando sull’estensione del passo. La spalla necessita di buona lunghezza in quanto anche i muscoli in essa inseriti possano essere lunghi, cosa che gli permette di avere una più ampia sgambata, tuttavia ciò non è sufficiente se non consegue un’adeguata inclinazione della scapola che di norma può variare di 45°/50° rispetto al piano orizzontale (la misurazione angolare dei raggi ossei rispetto al punto articolare di riferimento si rileva con l’artrogoniometro) La spalla anatomicamente, fa massa a tutti gli effetti con il tronco.



    L’Omero è situato al lato del costato fra la spalla ed il gomito, anteriormente è limitato dal petto (Brust) e dal costato posteriormente e per la sua parte anteriore è inserito nelle ascelle. La parte superiore dell’ omero fa massa con il tronco mentre la parte inferiore è libera e distinta, muovendosi in estensione ed in flessione. L’Omero è un osso relativamente lungo, inclinato poco più della scapola 50°/60°, ma in senso opposto, complessivamente l’angolo totale, avente come punto di unione l’articolazione scapolo omerale, deve raggiungere 90°/110°. Esso è circondato da muscoli che provengono da scapola, sterno, collo e da altri che giungono all’avambraccio ed al piede (vedere la tavola con l’apparato muscolare). Come detto, l’omero se lungo, favorisce una ampia sgambata, tuttavia sarebbe inutile se a ciò ne conseguisse una spalla corta o poco inclinata. Una norma generale, ma indicativa, vuole che l’angolazione ideale dell’ anteriore sia data da una retta perpendicolare passante dalla punta della scapola posteriore e coincidente con la punta del gomito



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    Cenni sullo standard:

    SCAPOLA ED OMERO

    Gli arti anteriori devono essere sempre dritti, da qualsiasi punto di vista si possano vedere; da posizione frontale sono paralleli. Partendo dall’alto, l’anteriore è formato dalla scapola e dall’omero. Essi hanno all’incirca, la stessa lunghezza e per mezzo di una robusta muscolatura sono solidamente inseriti al tronco. L’intersezione della scapola con l’omero idealmente è di 90° (esteso sino ai 110° è più che accettabile) costituendo di fatto la principale angolazione dell'anteriore: la scapolo omerale. L’articolazione del metacarpo è stimata in ca. 20°/22°, rispetto alla verticale rappresentata dagli avambracci.
    La punta della spalla ha per base anatomica l’articolazione scapolo omerale, è situata fra la spalla e l’omero e limitata ai lati interni dal petto. Essa permette alla parte superiore dell’omero di muoversi anche in 1abduzione, 2adduzione 3circumduzione ed in rotazione



    Il gomito, regione situata fra l’omero e l’avambraccio. La base anatomica è composta dalla apofìsi dell’ oleocrano che consiste nel prolungamento dell’osso cubito. Esso si trova allo stesso piano orizzontale sia della quarta costa che della faccia esterna dello sterno. Il gomito si presenta come un braccio di leva dei muscoli olecranici perciò deve presentare la punta ben salien te dimostrando così una apofisi olecranica ben sviluppata. Il gomito non deve essere ne troppo aderen te al costato ne troppo poco (scollato). Di solito quando il gomito è scollato ciò è dovuto ad una defi-cienza nello sviluppo toracico in altezza o larghezza. Questo difetto può sopraggiungere solo quando il cane è in movimento causato dal rilassamento dei muscoli interessati. Se il difetto invece è opposto cioè, i gomiti sono quindi serrati al costato, a gomiti chiusi, ciò è considerato più grave del primo perché la scioltezza del movimento viene meno precludendo un allungo ampio.



    L’avambraccio è situato fra il braccio e gomito in alto ed il carpo in basso. La base anatomica è costituita da radio, ulna (cubito) ed un complesso di muscoli. Sulla faccia anteriore dell’avambraccio sono situati l’estensore anteriore del metacarpo e l’estensore delle falangi, posteriormente si trovano due strati di muscoli di cui il superiore è formato dal flessore obliquo del metacarpo e l’inferiore dei due flessori delle falangi, questi fasci muscolari sono avvolti da una membrana, l’aponeurosi bracchiale (membrana fibrosa che avvolge i muscoli dell’arto). Nell’avambraccio si denotano le due facce, quella anteriore e quella posteriore. Sul margine posteriore è evidente la scanalatura carpo cubitale formata dal tendine del muscolo flessore cubitale del carpo che ha inserzione nell’osso piriforme (osso a forma di pera); questo osso funge da braccio di leva, il suo sviluppo favorisce lo scarto del tendine che vi si inserisce agevolando così la 4flessione della regione carpo metacarpiana.


    Cenni sullo standard:

    Avambraccio /Unterarm – Metacarpo /Vordermittelfuß

    La lunghezza degli avambracci di norma oscilla dal 37 al 38% dell’altezza del garrese (Widerristhöhe). Da qualsiasi punto di vista, essi devono essere dritti e frontalmente, paralleli fra loro. In alto l’avambraccio si articola con il gomito (Ellenbogen) e con il braccio (Oberarm) costituendo di fatto l’articolazione del gomito “Ellenbogengelenk” (articolazione omero radiale). La parte terminale dell’ avambraccio si articola con il carpo “Vorderfußwurzel”. Sotto il carpo segue il metacarpo “Vordermittelfuß “che costituito da 5 falangi, si apre nella sua parte anteriore costituendo un angolo compreso fra i 20°/22°. Questo angolo è rilevabile rispetto l’asse verticale rappresentato nel caso, dall’avambraccio “Unterarm” che se troppo aperto, cioè, maggiore di 20°/22°), si dice che il metacarpo è flesso, per contro, se troppo chiuso (minore di 20°/22°) il metacarpo è rigido costituendo in entrambe i casi sia un difetto di costruzione che funzionale. Inoltre, perché sia rispettata la proporzione della regione ossea in questione, la lunghezza del metacarpo deve essere circa 1/3 di quella dell'avambraccio.

    Il carpo è una regione di forma appiattita, dal davanti al di dietro posta fra l’avambraccio in alto ed il metatarso in basso. La base anatomica è costituita da 7 ossa carpali disposte in due ordini: superiore ed inferiore. Il carpo è la principale cerniera dell’arto anteriore. Si considerano due facce, quella anteriore e quella posteriore ed i due margini laterali, quello interno e quello esterno. Nella faccia posteriore si trova il tubercolo plantare, costituito da un cuscinetto digitale. Il carpo non deve uscire dall’asse verticale rappresentata dall’avambraccio che discende sino a giungere al carpo formando la relativa articolazione. Come accennato anche nel paragrafo seguente, un carpo rigonfio sia nelle sue facce laterali sia anteriormente è indice di rachitismo, deformità che andranno anche a discapito delle prestazioni in fatto di resistenza e velocità, mentre un osso carpiano deve essere ben rimarcato e piriforme. Se il carpo è deviato in avanti si dice che il cane è “arrembato”. L’arrembatura è dovuta al rachitismo o al reumatismo o anche all’ infiammazione dei tendini interessati (come il perforato, vedi tavola). Questa deviazione in avanti (come una semi flessione) comporta una errata posizione del metacarpo spostandolo indietro insieme al piede compromettendo la regolare linearità dell’appiombo. Invece se la posizione del carpo dovesse essere arretrata, questa conformazione comporterà un'eccessiva estensione del metacarpo, indizio questo di una debolezza dei tendini flessori ed estensori delle falangi. Il carpo in ogni caso deve essere molto mobile da permettere al metacarpo un libero movimento di estensione.

    Il metacarpo o pastorale, regione di forma appiattita dal davanti al dietro, delimitata in alto dal carpo ed in basso dal piede. La base anatomica è costituita da da 5 ossa metacarpiane che corrispondono anatomicamente, la prima al pollice la seconda all’indice, la terza al medio, la quarta all’ anulare, la quinta al mignolo. Il pollice che non fa parte del piede essendo al lato interno del metacarpo, ha due sole falangi anziché tre e seppur di dimensioni ridotte presenta un cuscinetto digitale. La caratteristica principale del metacarpo è quella di avere una giusta lunghezza onde favorire un allungo ampio, ma la corretta inclinazione rispetto all’asse verticale oltre che assurgere da elemento di distinzione, è determinante per assicurare al trottatore un assorbimento delle scosse ricevute dal terreno (fungendo da ammortizzatore), funzione che gli viene assicurata dall’apparato metacarpo falangeo conferendo al cane elasticità e leggerezza di movimenti durante il trotto ed il galoppo. I difetti relativi ai metacarpi, riguardano l’appiombo anteriore relativamente alla loro linearità, rispetto all’asse verticale rappresentato dagli avambracci



    I piedi o zampe (Pfoten), sono chiusi, compatti (Geschlossen) e leggermente arcuati (leicht gewölbt). La pianta del piede (die Sohle) è di colore scuro (dunkelfarbig), dura (dick), ma non (aber nicht) secca (trocken). Le unghie (Nägels o Krallen), sono robuste (kräftig) arrotondate (rund) e scure (dunkelfarbig). I piedi anteriori (Die Vorderzehen) rispetto ai posteriori (Hintenzehen) sono più raccolti e compatti (Geschlossen)




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    Esempio di appiombo anteriore laterale corretto.



    B) Gli arti posteriori / “Die Hinterläufe”

    La posizione (Die Lage) del posteriore (Hinterhand) è leggermente arretrata (leicht rückstädig) ciò non toglie che gli arti (Gliedmaßen), visti dal dietro (von hinten gesehen) devono essere paralleli tra loro (zwischen gleichlaufend). La base anatomica è costituita dall’osso iliaco (Darmbein) dalla coscia (Oberschenkel) avente come base ossea il femore (Oberschenkel bein), unito in alto all’ileo nell’ articolazione dell’anca “Huftgelenk”, dalla gamba (Unterschenkel) costituita dalla tibia (Schienbein) anteriormente e dal perone (Wadenbein) posteriormente, uni- ta al femore tramite l’articolazione femoro rotulo tibiale (Kniegelenk), dal tarso (Sprungbein oppure / Hinterfußwurzel), unito alla tibia tramite l’articolazione tibio tarsica (Sprunggelenk), seguono il calcagno o calcaneo (Fersenbein), il metatarso (Hintermittelfuß) e le falangi del piede (Zehenknochen) che concludono la parte anatomica del posteriore.



    Femore/ Der Oberarm e Tibia / Die Schienbein

    La coscia, in lingua tedesca si dice “Oberschenkel”. La base ossea è costituita dal femore (in tedesco Oberschenkelbein), la cui lunghezza varia dal 34 al 36% dell’ altezza del garrese, in tedesco, “Widerristhöhe”. La base anatomica della gamba - “Unterschenkel” - è costituita dalla tibia, detta “Schienbein”, costituisce l’osso più lungo di tutto l’apparato osseo, misura infatti circa il 36 al 38% dell’altezza del garrese superando di poco il perone - in tedesco “Wadenbein”. L’angolo ideale è di 120° circa, è costituito dall’articolazione femoro- rotulo -tibiale (Knieglenk) avente il ginocchio (Knieschiebe) come punto articolare. Esso si rileva dalla somma dei raggi ossei formati da tibia e femore. Le cosce (die Keulen) sono ampie (weite), robuste (kräftig) e muscolose (gut bemuskelt): i muscoli devono essere lunghi e ben rilevati gli uni dagli altri. La gamba, coperta da muscoli lunghi, nella sua parte esterna, quella visibile, evidenzia una scanalatura accentuata, sino giù al garretto, detta la “scanalatura gambale”, determinata dai muscoli che avvolgono tibia e perone, dal tendine dei muscoli gemelli (detto, tendine d’achille) - “ Fersensehnenstrang ” - e dal flessore superficiale delle falangi - “äußer Zehenbeugermuskel”. Una gamba priva di questa scanalatura denoterebbe il rilassamento e la debolezza muscolare. Una gamba lunga favorisce lo scatto iniziale, l’ampiezza della spinta e quindi l’apertura e la chiusura dell’angolo femoro-tibiale e tibio-metatarsico.



    Cenni sullo standard:

    Tarso e/o Garretto

    Il garretto o tarso, die Sprungbein/der Hinterfußwurzel, è robusto e solido. Esso secondo lo standard deve essere largo ed asciutto e perpendicolare al suolo. Da esso ha inizio l’impulso del posteriore che si trasmette poi attraverso tutta la linea superiore. La caratteristica di un buon soggetto è quella di avere la vena safena ben evidente sulla parte esterna del garretto, a conferma dell’ assenza di tessuto cellulare sottocutaneo. La base anatomica è composta dalle 7 ossa tarsiane suddivise in due ordini. Presenta una faccia interna ed una esterna, la piegatura anteriore quale corrisponde l’angolo del garretto rispetto alla tibia e la punta la cui base è composta dall’ estremità superiore del calcagno. Una delle qualità del garretto risultano nella larghezza, la quale si rileva nel senso antero-posteriore dell’osso e dall’angolo del garretto alla sua punta. Questa larghezza ci indica perciò con quanta efficacia si produce e si sviluppa il moto propulsivo: dall’apertura massima dell’angolo del garretto durante lo scatto iniziale fino alla sua chiusura, nella fase di contrazione.



    Dicesi quindi che un “garretto è gracile” quando la larghezza di tale angolo non è quella dovuta.

    L’angolo del garreto si determina dall’angolo di inclinazione della tibia (il cui raggio osseo rispetto all’asse orizzontale è di ca. 30°) rispetto a quello del metatarso che corrisponde all’asse verticale (quindi è di 90°).

    L’angolo ideale dell’articolazione tibio tarsica è dato quindi dalla somma dei raggi ossei di tibia e metatarso corrispondente ca. a 120° (Ro. tibia 30° + Ro. metatarso 90°). Dicesi “garretto aperto” quando si supera oltremodo (&gt; 10%), il valore base di 120°

    Per contro dicesi “garretto chiuso” quando detto angolo è di troppo inferiore (&lt; 10%) disarmonizzando di fatto, l’articolazione rispetto alla struttura generale.1

    1 E’ difficile fornire esattamente una percentuale o indicare un valore +/- rispetto al valore standard, questo è uno dei compiti del giudice: rilevare ed applicare queste tolleranze nel contesto generale dell’intera struttura corporea.


    Cenni sullo standard:

    Il Calcagno

    Una parte che deve essere posta in evidenza è il calcagno, Fersenbein, la punta estrema, in alto, del garretto. Il calcagno, oltre che essere sviluppato e ben rilevato, è il punto dove s’interseca il tendine d’Achille/Fersensehnenstrang, uno dei due tendini che formano il tricipite surale la cui fase di contrazione da inizio alla spinta posteriore, detta “Nachschub”.



    Cenni sullo standard:

    Il Metatarso

    Il metatarso - Hintermittelfuß, come il tarso, deve essere asciutto e largo, posto perpendicolarmente rispetto al suolo (essendo la sua continuazione), ma leggermente più corto, e meno schiacciato. Esso è composto dalle quattro ossa metatarsiane e da un quinto osso più rudimentale a forma di cilindretto, detto sperone (die Wolfskralle / trad. lett. “lo sperone del lupo”).

    Piede (vedi "gli arti anteriori")



    IL PETTO ED IL TORACE/ Der Brust

    Il petto (Brust) deve essere moderatamente largo (weit) mentre il sottopetto (Unterbrust) lungo (lang) e sviluppato (entwickelt). La sua base anatomica è formata dallo sterno (Brustbein), l’insieme delle delle otto sternebre, la prima prende il nome di manubrio dello sterno mentre l’ultima quello di appendice xifoidea (Brustbeinspitze), ad esso si congiungono le coste vere a mezzo delle loro cartilagini. L’altezza del torace, corrisponde all’altezza del tronco Rumpftiefe, che equivale al minimo del 45% ed al massimo del 48%, dell'altezza del garrese (detta Widerristhöhe). Le costole (Rippen) devono mostrarsi 1moderatamente 2convesse (2Wölbung 1aufweisen), si articolano sino allo sterno il quale giunge fino al gomito. Una cassa toracica regolare (eine gerade Brustkorb), permette ai gomiti di muoversi correttamente. Da considerarsi difetto, il torace a botte, dovuto ad un eccessiva convessità delle costole,”3 Rippen 4 tonnen förmige”, letteralmente, “3costole 4a forma di botte”, come anche le costole piatte (Flachrippigkeit). La base ossea del torace presenta 34 ossa, suddivise in 8 sternebre, 18 costole vere e 8 costole false.

    Le dimensioni che definiscono la proporzione del torace

    a) Larghezza: distanza di massima convessità delle costole

    b) Profondità o lunghezza: distanza fra il manubrio dello sterno e la penultima falsa costa (diametro sagittale)

    c) Altezza: spazio che intercorre fra lo sterno e l’estremità del dorso, dopo il garrese (diametro verticale)




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    - Linea rossa= altezza del torace

    - Linea verde= lunghezza o profondità del torace

    - Ovale grigio "d"= sezione trasversale del torace





    GLI APPIOMBI / “Die Front”
    Si definiscono regolari (vista frontale) quando la verticale passante per l’estremità della spalla, in corrispondenza con il retro dell’articolazione omero radiale giungendo a terra interseca l’avambraccio, il carpo, il metacarpo, ed il piede dividendoli in due parti uguali.

    I difetti (vista frontale)

    Se gli arti si trovano al di fuori, esternamente, dalla retta perpendicolare avente origine dalla articolazione omero radiale si dice che “il cane è troppo aperto davanti” mentre se l’arto (Unterarm) segue la stessa linea della retta, ma arrivato al carpo (Vorderfuß) questi devia verso l’interno dicesi „cagnolo“ (Zeheneng), per contro se il carpo tende a deviare verso l’esterno, dicesi „ appiombo mancino“ (Zehenweit), ciò può avvenire anche per un piede solo per parte. Quando invece tutto l’arto anteriore si trova all’esterno della retta dicesi “chiuso davanti”.



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    difetto degli appiombi anteriori frontali



    Si definiscono regolari (vista laterale) quando la retta perpendicolare passante per l’articolazione scapolo-omerale giungendo a terra deve toccare le punte dei piedi anteriori

    I difetti (vista laterale)

    Se il piede si trova in avanti rispetto al punto della retta a terra, si dice che il cane “ fuori di sé anteriormente o “disteso anteriormente”, seppur sia piuttosto raro trovare un difetto tale per contro se il piede si trova anteriormente al punto a terra di contatto della retta si dice che “il cane è sotto di sé anteriormente” oppure, “gettato sul davanti”



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    Appiombi laterali (da sx a dx): anteriore sotto di se, disteso anteriormente, corretto



    Info http://www.canedapastoretedesco.info/index.htm


  5. #25
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    grazie kikka e cuore [:X][^]
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  6. #26
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  7. #27
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  8. #28
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  9. #29
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    Finalmente!!!!!!!!!!!! Eccola!!!!!!!!
    La discussione che mancava ... a me

    Rompiamo il ghiaccio ... con REM


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    Pietro ... attendo
    ho tolto le foto di Poldino perchè come gia avevo detto non è un PT e non ci deve stare
    Poldino Nero
    meticcio 25/09/2003
    http://www.inseparabile.it/public/fo...5_Poldino1.jpg Pietro M.

  10. #30
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    http://www.inseparabile.it/public/fo...5_Poldino1.jpg Pietro M.

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