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Risultati da 11 a 20 di 48

Discussione: La miniaturizzazione come pericolo ( Toy &c)

  1. #11
    Senior Member

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    nessuno si preoccupa di farle rispettare
    Vero ma chi lo dovrebbe fare, quali gli organi competenti?Non si puo' demandare sempre il tutto alla stesso organo, che ha altre gatte da pelare;
    sarebbe ora che si facesse qualcosa e non aspettare sempre che arrivi il Gabibbo della situazione

  2. #12
    Senior Member

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    Rosanna, io e te possiamo fare ben poco, giusto il non andare alla ricerca di questi piccoli esseri innocenti! Purtoppo, anche le razze, come le loro taglie, seguono la legge del mercato, più domanda, maggiore offerta, e dai che tanti si improvvisano allevatori sfoggiando a destra e a manca i loro prodotti sempre più miniaturizzati. L'ENCI detta regole ben precise, ma chi le legge prima di approcciarsi ad un allevatore? Basta vedere quanti cani si vendono ovunque, a partire dai negozi! I controlli li dovrebbero fare in molti, a partire da finanza e ASL, ma da chi dovrebbe partire la richiesta? Non di certo da me e te, ma forse fa tutti noi appassionati di cani?
    Già questa discussione aperta da Anny76 potrebbe far aprire gli occhi a chi desidera in buona fede un peloso miniaturizzato!
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  3. #13
    Senior Member

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    da redenta mi inserisco nuovamente nella discussione per ributtare un po' di alcool sul fuoco...

    ultimamente ho scoperto anche un paio di cose delle quali non avevo proprio idea e non son cose che mi han lasciata serena...
    se è vero che l'allevamento serio, con pedegree e lavoro serio di selezione per salute e mantenimento delle specificità di razza lavora bene rispettando tutti i parametri ecc...è anche vero che, negli anni, nei secoli o quel che l'è, moltissime delle razze certificate, classificate e con regolare pedigree son comunque variate anche con spostamento sensibili dagli standard di razza originari.
    come dire...evidentemente anche questi baroni difensori a tutto tondo della purezza della razza...tendono poi a seguir mode accontentando il cliente...
    per non parlar poi della mia recentissima scoperta: un allevamento anche parecchio conosciuto qui in zona, vende sì cuccioli ma senza pedigree...comunque li vende a cifre esorbitanti!
    è in regola, è un allevamento a tutti gli effetti, mi dicono essere anche scrupoloso nella cura dei suoi cani e degli spazi a loro dedicati ecc...ma come mi avete insegnato voi...senza pedigree, vende bastardini, che allevamento sarebbe?! ovviamente i suoi cuccioli, almeno a me, paion decismaente più piccini del normale, chissàcomemai in questi campi non nascon mai fuori misura per eccesso ma per difetto!
    quindi, in parole povere...certo noi comuni mortali dobbiam stare attentissimi nella scelta...ma anche la legge e chi deve farla rispettare potrebbe darci una mano, ecchecavolo, troppe scappatoie legalissime e una legislazione del settore decisamente carente non ci permette quindi di poter scegliere con coscienza e chiarezza.

  4. #14
    Senior Member

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    Riporto anche qui quello che ha scritto un utente del forum nella discussione, come diventare allevatori, potrebbe essere interessante, non credete?

    [u]Arabian Horse ha scritto:</u>

    Salve a tutti, anche io stò iniziando un'allevamento, sia di cavalli che di cani.
    Mi sono ben informata da un Commercialista, che ha contattato le associazioni di categoria.

    Questo è quanto occorre:

    Allevamento amatoriale: Non si possono superare i 29 cuccioli, e i 5 riproduttori (maschi compresi)si ha l'obbligo dell'autorizzazione sanitaria e di èssere posti ad un minimo di 600 metri dalla prima abitazione con residenti. I guadagni vanno denunciati sulla dichiarazione dei redditi, incasso percepito meno le spese, ma non si può defalcare tutto, solo alcune cose.
    l'allevamento AMATORIALE non può produrre assolutamente in regime di continuità ( questo è il motivo per cui tutti quelli pizzicati dalla Finanza sono stati chiusi e multati) tradotto significa.....che l'allevatore amatoriale non può avere una produzione continuativa negli anni, da quì la frase CONTINUITA', quindi non può proddurre nel modo più assoluto tutti gli anni di seguito e non potrebbe avere un sito web che promuova la vendita dei cuccioli, in questo caso diventa un'impresa e và regolarizzata come tale.



    Allevamento professionale a regime agricolo: è un'impresa agricola a titolo principale,
    deve però produrre un minimo di 30 cuccioli e può avere tutti i riproduttori che desidera, deve allevare su fondo agricolo e non percepire redditi altre ai redditi dominicali dei terreni che superino il reddito dell'impresa stessa. deve avere autorizzazione sanitaria ma non paga le tasse, bensì solo l'IVA a 20%.
    L'Impresa Agricola non può fare compra/vendita, vende solo ciò che produce.



    Allevamento professionale a regime commerciale: sono quegli allevamenti che allevano con continuità in numero variabile, ma non possiedono i requisiti per èssere riconosciuti imprenditori agricoli. Devono avere autorizzazione sanitaria e P.IVA.....in pratica è il passo che dovrebbero fare gli allevatori amatoriale che allevano con regime di continuità, anche solo 29 cuccioli all'anno.
    L'allevamento commerciale può fare compra/vendita.


    Come vedete non sfugge nessuno e la legge è molto chiara, trovate uno studio in proposito sul sito dell'ENCI che fà capire molto bene la regola del regime di CONTINUITA', dove purtroppo molti restano fregati dai controlli fiscali.

    Io scelgo l'impresa agricola, se non altro perchè mi permette di accedere a fondi per integrare l'attività e mi tiene al riparo da multe e quant'altro.
    Inoltre l'impresa agricola consente di acquistare mangimi con IVA al 4%, mentre negli altri due casi l'IVA passa al 20%.

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  5. #15
    Member

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    .rananera,l'allevamento che dici tu e' riconosciuto ENCI?Le differenze tra un allevamento(riproduzione di animali) e allevamento con affisso ci sono,le strade sono due,o dedicarsi alle similrazze,infischiandosene di mantenere cani nello standard che prefissa la razza,oppure decidere di allevare seriamente,cercando di mantenere lo standard dentro le caratteristiche riportate nello standard di razza..Sul fatto che l'eNCI possa cambiare tale standard a seconda delle mode del momento non sono molto d'accordo, semmai chi fa questo sono i cagnari e gli pseudo allevatori che fanno accoppiamenti senza attenersi alle 'dimensioni che una razza dovrebbe avere,credendo di selezionare cio che andrebbe scartato.

  6. #16
    Senior Member

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    eppure annella, leggendo in giro, par proprio che questa evoluzione la si faccia anche, legalmente, anche all'interno dell'enci stessa.
    basti pensare ad alcuni particolari colori prima non riconosciuti e ora perfettamente inseriti nelle linee di sangue, altri lo sono in alcune nazioni e, pare forse sembra si dice, a questo punto diventeranno "legali" anche da noi (mi viene in mente il barbone con colori variegati), anche le taglie cambiano, magari di poco, ma gli standard non sono rigorosi per sempre.
    da totale profana da un lato la vedo anche una cosa naturale...l'evoluzione animale che va a modificare la forma stessa dell'uomo, chissà, in qualche modo forse modifica anche quella dei cani? dall'altro lato però tutti i discorsi sul mantenimento e sul lavoro, serissimo e rigoroso che si fanno riguardo agli allevamenti riconosciuti...vanno un po' a ramengo se le cose stan così

    guardando il sito dell'allevamento di cui parlo, no, non mi par proprio ci sia scritto da nessuna parte nulla riguardo all'enci, certo quindi un criterio di scelta è sicuramente questo...ma appunto, io mi metto sempre dalla parte del comune mortale che vuole avere un cane, sano, lo vuol prendere in modo legale, in italia ed è anche pronto a pagare parecchio per questo: davanti alla definizione "allevamento", davanti ad un posto conosicuto, grande, pare bello e ben tenuto ecc...forseforse al famigerato riconoscimento enci manco pensa...(e se la legge non ammette ignoranza...la colpa è anche di chi ignora questi particolari non da poco, certo).
    ma contesto quindi proprio la possibilità, legalissima, di mettere in piedi un qualsivoglia allevamento con questa definizione.
    senza pedigree si fanno nascere (non si allevano) stupendi bastardini...e di questo poi se ne può parlare...ma cambiando la definizione originaria di attività.

  7. #17
    Member

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    riguardo al barbone di colori non ammessi in standard,avevo letto qualcosa,tempo fa,e' vero, qui in Italia non sono ammessi i tiny toy,i party color..ecc...mentre l'America ne ha riconosciuto anche questa variante.Non mi sento proprio un esperta in questa razza e non ne so moto,su questo lascio parola agli esperti,ma quello che ho potuto capire e' che queste colorazioni,ogni tanto saltavano fuori negli anni indietro,perche' presenti nel DNA del barbone e che gli allevatori,per nascondere la presenza di questi cuccioli con mantelli che non rispecchiavano la colorazione descritta nello standard,li uccidevano.In questo caso il riconoscimento di questa variante di colore e' arrivato per evitare la soppressione di cuccioli che,anche se selezionati, nascevano comunque perche' seppur in piccola percentuale,presenti nei geni del barbone.Sono d'accordo con te,riguardo all'allevamento di cui parli,ma purtroppo la legge dice basta la presenza di 5 riproduttori per essere definito allevatore,poi sta a noi chiedere,allevatore di che? PS.rananera,l'allevamento di cui parli +++ EDITATO: QUESTI PARTICOLARI MEGLIO IN PRIVATO +++?

  8. #18
    Senior Member

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    VI RICORDO CHE IL TOPIC è DEDICATO ALLE PROBLEMATICHE RELATIVE ALLA MINIATURIZZAZIONE DELLE RAZZE.

    la discussione su presunte varietà "fuori standard" e sulla professionalità degli allevatori sono interessanti ma del tutto OT in questa discussione.
    potete proseguire in una di quelle già esistenti o crearne una specifica.

    per annella: i riferimenti troppo specifici ad allevamenti ed allevatori che non partecipano al forum vanno fatti in privato. esistono i messaggi privati anche per questo.

  9. #19
    Member

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    chiedo scusa,anche se non c'era intenzione di fare il nome dell'allevamento..

  10. #20
    Senior Member

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    certo etabeta...
    ma proprio la ricerca del fuori standard al rimpicciolimento sta caratterizzando molti "allevamenti" volutamente scritto tra virgolette.
    come dire...
    non son solo i singoli cagnari privati a cercare sempre e comunque la soddisfazione del cliente ma anche gli allevamenti più grossi ed un sistema di selezione che, ricordiamolo comunque sempre, smuove grosse cifre e non è certo in mano solo ad appassionati con un secondo lavoro o rendite che permetton loro di mantenere le giuste misure a scapito magari di qualche vendita in più...
    (sì mi sono appassionata al tema della miniaturizzazione e parlo proprio di allevamenti di cani già piccoli in partenza, come dire...prima di prendere asdrubale ho studiato parecchio...anche qui, ovvio)

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