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Discussione: non so cosa fare

  1. #11
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    grazie per i consigli
    ma il mio gatto non vuole andare via, vuole altre coccole (io non lo trattengo) e lui all'improvviso tira le orecchia dietro e "attacca". Ho provato anche ad ignorarlo ma lui ha morso il mio polpaccio visto che me ne stavo andando

  2. #12
    Senior Member

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    ciao,
    ho letto ora il post. hai fatto benissimo a sgridarlo !
    mamma gatta in natura farebbe proprio così! dare una disciplina al gatto è necessario se vogliamo che sia pscicologicamente stabole, mi spiego: va imposto un limite a tutto, anche alle coccole, se poi lui trasforma il momento delle coccole in un modo per sfogare la sua voglia di mordere sulle nostre mani, non è accettabile.
    quando sgridate i vostri figli, ve ne pentite? No! sapete che è per il loro bene, per la loro educazione.
    tirare un ceffone al gatto non vuol dire privarlo di affetto e digità, crudelmente.

    Consiglio:
    quando morde gli dai un sbuffo sul naso e te ne vai, per un po' di tempo (qualche ora) non guardarlo.
    la prossima volta che vorrà le coccole mandalo via.
    vedrai che dopo qualche volta imparerà a tenere a freno i suoi denti!

    Un altro consiglio:
    puoi utilizzare il momento del gioco come un momento educativo e costruttivo, lo impegnerà anche mentalmente, ecco come fare:
    procurati un paio di calzettoni appallottolati (quelli tipo da sci vanno benissimo,se no un guanto da cucina vecchio etc) e tienili vicini a te nel momento del gioco.
    inizia a farlo giocare con qualcosa, pallina, nastro o altro (il suo gioco preferitoè meglio), se durante il gioco non ha morso dagli una carezza (poche carezze perchè poi si stufa, si inervosisce ed ottieni l'effetto contrario) e dagli le calze da mordere.
    se invece inizia a mordere durante il gioco, recupera il giocattolo in fretta e senza guardarlo vattene, di nuovo non guardarlo per un po'.
    ecco cosa pensa il gatto in questa situazione: "se voglio giocare/coccole con/da te non devo mordere, ho capito."

  3. #13
    Senior Member

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    ovviamente dobbiamo dare al gatto momenti di sfogo per questo indirizziamo il suo "voler mordere e sgattare" verso oggetti ,magari morbidi, che non siano le nostre mani.

    lasciamo al gatto qualche giocattolo in giro per casa (non tapezziamo il pavimento al punto da non riuscire più a camminare senza inciapare in pupazzi e palline).

    inoltre separiamo gli amienti: lettiera, cibo, gioco, sonno, coccole.
    separiamo per quanto possibile questi luoghi es. la lettiera in un angolo, vicino al cucinino le sue ciotole (acqua e crocchette sempre a disposizione), vicino al letto la cuccia (anche se poi magari dorme con noi sul letto teniamo sempre una cuccia tutta per lui), le coccole gliele facciamo per esempio sul divano.
    se possiamo lasciamoli un posto in alto in casa come rifugio "irraggiungibile da noi", es. un mobile: spolveriamolo quando magari dorme così lui sa che li puo' restare tranquillo.

    Se poi il tuo gatto ogni tanto morde le caviglie, i così detti "agguati" assicurati che abbia sempre un po' di cibo a disposizione,crocchette magari. questo perchè i gatti per essere tranquilli devono sapere di avere cibo nell'eventualità che qualcosa accada, è nella loro natura.
    Ricordati poi il tiragraffi, importantissimo!

  4. #14
    Senior Member

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    Il gatto ha tre anni, non è più un cuccioletto. Le lezione della mamma, spero, le ha già avute e noi volenti o nolenti non siamo gatti e non comunichiamo allo stesso modo. Dargli una sberla o urlargli dietro non è un buon metodo di comunicazione. Il paragone con il bambino non regge, il bambino capisce benissimo cosa gli sto dicendo. Al contrario del gatto e, infatti, alcuni addizionano le sgridate alle botte.
    Gli agguati alle gambe generalmente sono uno sfogo della sua attività di caccia repressa: il gatto ha bisogno di esprimere i suoi istinti da cacciatore e allora si fionda su quello che si muove o su oggetti immaginari. Non capita nei gatti che hanno libero accesso all'esterno ma capita ai gatti tenuti quasi esclusivamente in casa.
    Il problema di Miriam lo risolverei diversamente: inizia a coccolare il tuo gatto da per terra avendo l'accortezza di non chiuderlo e di accarezzargli le zone meno delicate quali la testa e il dorso. Decidi quanto durerà la "sessione" di coccole e tienila relativamente breve per poi aumentarla le volte successive.

  5. #15
    Senior Member

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    Dix i tuoi consigli mi sembrano buoni se abbiamo a che fare con un cane, scarsi e inutili se parliamo di gatti. La mia gatta, per esempio, è "mezza-selvatica", lo è sempre stata e nonostante mostri dei momenti di tenerezza nei miei confronti (convive con me da circa 8-9 anni), per la maggior parte del tempo rimane diffidente e sulle sue. Quando ho iniziato l'università e l'ho portata con me in appartamento è stato un disastro: gli attacchi erano all'ordine del giorno, le carezze inesistenti,... La piccola era diventata iperattiva e stressata perchè non aveva nessuno sfogo. In effetti tappezzare la casa di palline appese ai muri e topi meccanici ha aiutato, ma notavo come lei preferiva giocare per conto proprio, rispetto che con me (se non in alcuni momenti, dei quali sceglieva lei la durata). Ora va un po' meglio (ho cambiato casa), ma le carezze mal le sopporta. Le piace osservarmi, starmi intorno, ma se l'accarezzo per troppo tempo si comporta esattamente come il tuo micio. Io ho tratto questa conclusione: il gatto non è un cane, mostra affetto ma in altro modo e non necessita sempre un contatto fisico (ovvio che non è una legge universale!). Prova magari ad accarezzare un po' meno il piccolo e vedi come va!
    NEKO bull terrier (il migliore!)
    NINO il gatto più pigro del mondo
    2 PESCI ROSSI
    4 UCCELLINI--> regalati, ora stanno in una grande voliera
    --> per informarsi al meglio riguardo a questa inutilità: http://sperimentazioneanimale.wordpress.com/tag/sperimentazione-animale/

  6. #16
    Senior Member

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    Una volta davanti ad una macelleria dove sostavano una decina di gatti randagi grandi e cuccioli in attesa che il macellaio gli allungasse qualche bocconcino (lo faceva d'abitudine mattina e sera) c'era una gatta che si lasciava accarezzare/ non più di tre carezze, l'atteggiamento era sornione, coda a candela alla prima carezza, poi si abbassava (faceva le fusa) seconda carezza, alla terza si rigirava e con una zampata ti colpiva lasciandoti cinque unghie di violnza

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