Ciao,
L'insegnamento si basa su quattro semplici comandi (su, scendi, no, va bene). E non prevede mai punizioni violente (anche perché con il pappagallo sono perfettamente inutili). Come a scuola, l'ambiente di studio è importantissimo. Le lezioni devono essere fatte in ambiente neutro, che non e vissuto dall'animale come un suo territorio. Per esempio una stanza diversa da quella in cui sta di solito. L'obiettivo finale deve essere comunque quello di ottenere obbedienza anche quando il pappagallo si trova nella sua gabbia. Il metodo deve essere seguito con costanza: le lezioni vanno ripetute una o due volte al giorno. Evitate però di sfinire l'animale: non impegnatelo più di 15-20 minuti e lasciate passare almeno due o tre ore tra una lezione e l'altra.
Il maestro. Come per tutti i bravi insegnanti, le buone maniere sono essenziali. Prima di iniziare la lezione. Fate un bel respiro e assicuratevi di essere tranquilli e rilassati. Altrimenti, la lezione non avrà successo: i pappagalli sono animali sensibili. Se avvertono il vostro nervosismo si rifiutano di proseguire. O possono diventare aggressivi. Quindi, sorriso sulle labbra e voce ferma ma gentile. Pronunciate ogni comando come se vi aspettaste che il pappagallo lo esegua. Se non lo fa, niente sgridate (questo uccello adora le urla, continuerebbe a ignorare i comandi per godere delle vostre grida). Meglio una bella occhiataccia. E alla fine di ogni lezione, se è stato un bravo allievo, non negategli una gratificazione: un bocconcino o una carezza.
Le lezioni. Una volta fatte queste premesse, passiamo ai comandi veri e propri. 11 primo è «Su». Quando lo pronunciate, il pappagallo dovrà salire sulla vostra mano. E dovrà anche impa rare a non saltare sulla mano di chiunque (o sulla vostra) quando ne ha voglia. Al secondo comando. «Scendi», il pappagallo dovrà imparare a scendere subito dalla mano, per posarsi su un oggetto. Per esempio, rientrare nella gabbia, oppure trasferirsi sul trespolo. Tenete presente che questi animali preferiscono sempre salire piuttosto che scendere, perciò, per il co mando «Su», tenete la mano leggermente al di sopra del trespolo, per il comando «Scendi» al di sotto. Questa deve essere distesa e parallela al trespolo. Il terzo comando è «No». Usatelo quando il pappagallo fa qualcosa che non va. E ricordatevi che non serve strapazzarlo. E un animale sensibilissimo alle espressioni del viso. Basterà accompagnare il comando a uno sguardo severo e piano piano lui imparerà ad associare l'ordine a un suo comportamento poco educato. La quarta parola chiave, «Va bene», è invece un modo per far capire al pappagallo che può fare qualcosa. Se, per esempio, vedete che vuole salire sulla mano di un ospite (e quest'ultimo è d'accordo) ditegli «Va bene». L'importante è associare sempre gli stessi gesti agli stessi ordini: questo animale intelligente non tarderà a capire che sono collegati.
Spesso i primi segni di nervosismo che vengono notati dal proprietario, sono il tentativo di fuga, le 'ringhiate' o altre vocalizzazioni per comunicare la paura o il disagio. A questo punto è già passata inosservata la miriade di segnali che hanno preceduto questo comportamento più evidente portando il pappagallo al limite dell'aggressione. Un altro punto importante da considerare è che la maggior parte delle informazioni disponibili sui pappagalli non incoraggiano la sensibilità. Spesso si consiglia di assumere un comportamento dominante e aggressivo nei confronti di un pappagallo, come "assicuratevi che sappia chi è il capo", e "non fategliela passare liscia", ecc. Generalmente si tende a voler dominare un pappagallo piuttosto che a cercare di costruire un sodalizio. L'aggressività serve solo ad aumentare le possibilità di essere beccati, perché è l'unico modo nel quale un pappagallo può esprimersi con dei padroni sicuri di se ed insensibili.
I pappagalli beccano principalmente per questi motivi:
Il gioco: Per i pappagalli, esplorare con il becco le dita di una mano o altre parti del nostro corpo e un comportamento istintivo. E il modo naturale col quale i giovani pappagalli ottengono informazioni su quello che li circonda. E responsabilità del proprietario far capire al pappagallo fino a che punto può investigare le dita o altri oggetti. Un secco No e simile al suono che farebbe un pappagallo adulto in natura per comunicare a un giovane che ha esagerato . Aggressività territoriale: In natura e in cattività i pappagalli proteggono istintivamente il loro territorio. In natura un pappagallo si lega con un suo simile e proteggerà dagli intrusi il territorio dove si trova il loro nido. Anche i pappagalli in cattività si legano ad un loro simile o spesso all' uomo. Quando succede, possono difendere con aggressività il loro territorio dagli intrusi. Possono imparare facilmente che beccare e l' unico modo, o il migliore, per cacciare via delle persone dal loro territorio.
Paura: Come gia detto, molti pappagalli beccano perché hanno paura di un atteggiamento troppo aggressivo. Questa e anche una reazione istintiva collegata all'istinto di sopravvivenza. Se il pappagallo si trovasse in natura, potrebbe semplicemente volare via. Tuttavia a molti pappagalli in cattività e stata negata questa capacita e beccare costituisce l'unica risorsa che hanno.
Aggressività appresa: Alcuni pappagalli imparano a beccare per ottenere qualcosa che desiderano. Questa aggressività appresa può manifestarsi in molti modi. Un pappagallo potrebbe imparare che se da una beccata leggera sul braccio del suo proprietario mentre sta mangiando una ciambella, potrebbe riceverne un pezzetto per farlo smettere. Un altro pappagallo potrebbe imparare che se morde un dito del proprietario, verrà lasciato in pace sopra alla sua gabbia o su una spalla, anche se solo per il tempo necessario per essere spostato in un altro modo. Quando un pappagallo ha beccato per la prima volta una persona, potrebbe cominciare a imparare che e un buon metodo di comunicazione con gli umani. Qualsiasi comportamento che venga rafforzato ha la probabilità di essere ripetuto.
Per evitare di essere beccati: Iniziate a stabilire un rapporto positivo con il vostro pappagallo. Evitate di obbligar a fare quello che non vuole. Per molte persone potrebbe essere difficile capire questo concetto, considerando che la maggior parte delle volte si consiglia di dominare il pappagallo. Inoltre, molte persone tendono ad assumere un comportamento dominante con altri animali, come i cani, o anche nei confronti di altre persone. A loro sembra che questa strategia comunicativa funzioni bene. Bisogna opporsi a questa tendenza naturale stabilendo un rapporto con il pappagallo basato sulla comunicazione. Questo è il primo passo per stabilire un rapporto paritario. Il proprietario deve anche sensibilizzarsi per capire il linguaggio del pappagallo. Dovrà imparare a interpretare il suo linguaggio corporeo per capire cosa gli comunica. Poi dovrà rispettare le sue scelte e permettere al pappagallo di avere un ruolo paritario nel rapporto, e non considerarlo come un oggetto. Il proprietario dovrà imparare a chiedere e non a ordinare. Dopotutto, in natura nessuno obbliga un pappagallo a fare quello che non vuole, tranne i predatori. Ce un' altra cosa che il proprietario dovrà fare per migliorare il rapporto con il suo pappagallo: accettare la responsabilità per ogni beccata. Bisogna che capisca che ogni beccata e stata o provocata o insegnata.Quando accetterà questa responsabilità inizierà capire che le cicatrici sono un segno di insensibilità non di coraggio.Questo gli permetterà di gettare le fondamenta per stabilire un buon rapporto con il proprio pappagallo.
Ciao
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