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Trachemys scripta elegans

Trachemys scripta elegans

 

Classificazione

Classe:             Reptilia
Sottoclasse:      Anapsida
Ordine:             Testudines
Sottordine:        Cryptodira
Superfamiglia:    Testudinoidea
Famiglia:           Emydidae
Sottofamiglia:     Emydinae
Genere:             Trachemys (7 specie)
Specie:              scripta (18 sottospecie)
Sottospecie:       elegans

 

Legislazione

Le Trachemys  scripta  elegans, da qualche  anno sono entrate in Allegato B del Regolamento CE n° 338/97 del 09.12.1996. Secondo questa legge, ne è vietata l'importazione nella Comunità Europea. Sono entrate a far parte di questo allegato non perché in via di estinzione ma perché, nel corso degli anni sono state importate a migliaia, e, na volta troppo grandi, iberate nei nostri corsi d'acqua, si sono adattate ai nostri climi ed hanno seriamente minacciato l'esistenza delle tartarughe palustri europee, le Emys Orbicolaris. Essendo in allegato B, chi le riproduce, è tenuto a denunciarne la nascita al Corpo Forestale dello Stato.

Descrizione

Gli adulti raggiungono dimensioni dai 15 ai 30cm. Come nella maggior parte dei rettili, sono le femmine a raggiungere dimensioni maggiori, mentre i maschi raramente superano i 18cm. Il carapace e il piastrone, molto robusti, sono uniti lungo i margini e non presentano cerniere. Il carapace è liscio e un po' convesso, mentre il piastrone, è liscio (sia nelle femmine che nei maschi). Da piccole il piastrone è verde chiaro e, man mano che diventano adulte, tende a scurirsi fino a diventare in alcuni casi anche marrone scuro. Il piastrone è giallo con disegni neri. La cute è per lo più verde con strisce gialle e, ai lati della testa, sono presenti le due caratteristiche strisce di colore rosso. Le Trachemys scripta elegans non vanno confuse con le "nuove" tartarughe importate in massa, in loro sostituzione, ovvero le Trachemys scripta scripta, molto simili ma prive delle caratteristiche macchie rosse ai lati della testa, che in questa specie sono gialle.

Trachemys scripta elegans

Trachemys scripta elegans, notare le caratteristiche strisce rosse.

 

Trachemys scripta elegans

Trachemys scripta scripta, evidente la diversa colorazione della testa

 

Comportamento nell'ambiente naturale

Trachemys scripta elegans è una tartaruga d'acqua dolce originaria del sud degli Stati Uniti. Si adatta a molteplici varietà di habitat, ma preferisce ambienti ricchi di vegetazione con un fondo fangoso e acque calme e stagnanti. Trascorre gran parte del tempo sulle rive o appoggiata a tronchi semisommersi "crogiolandosi" al sole. Questo tipo di comportamento, tipico dei rettili, è dovuto al fatto che non avendo un sistema di regolamento della temperatura corporea, hanno bisogno del calore per attivare il loro metabolismo e dei raggi solari per sintetizzare la vitamina D3, indispensabile per la crescita ossea. Raramente si avventura sulla terra ferma se non per deporre le uova. Essendo un animale molto timido, al minimo rumore si getta nell'acqua dove, da abile nuotatrice, si dilegua velocemente. Ad una temperatura minore di 10° C smette di alimentarsi  e trascorre il letargo sott'acqua, nascosta tra il fango e i sedimenti. Nelle belle giornate, meno rigide, non è raro vederle uscire per esporsi ai deboli raggi del sole.

Alimentazione in natura

Le Trachemys scripta elegans sono onnivore e in natura si cibano di piccoli anfibi, pesci, grilli, lumache, vermi, animali morti, piante acquatiche ecc. Da piccole sono prevalentemente carnivore, infatti restano nelle acque meno profonde dove gli insetti abbondano. Da adulte prediligono una dieta più ricca di vegetali e tendono ad occupare acque più profonde. Si alimentano in acque profonde fino a 3 metri e restano in apnea tranquillamente anche per 5minuti.

Riproduzione

Come per la maggior parte dei rettili, per il raggiungimento della maturità sessuale, sono più importanti le dimensioni che gli anni. Indicativamente però, i maschi diventano maturi intorno ai 3-4 anni, raggiunti i 15-19 cm, mentre le femmine verso i 5 anni, raggiunti i 15-20cm di carapace. La stagione riproduttiva orientativamente, a seconda della località geografica, varia da marzo a luglio. Il maschio corteggia la femmina mettendosi davanti e facendo vibrare ritmicamente l'acqua. La copula vera e propria dura circa 15 minuti. Dopo circa 4-6 settimane la femmina è pronta per deporre le uova, così cerca un terreno morbido e umido nei pressi dell'acqua per deporre. Al termine la femmina ricopre il nido. Le uova sono ovoidali e flessibile. Durante l'incubazione assorbono acqua diventando più grandi e più rigide. La femmina, a seconda delle dimensioni, in un anno può deporre fino a tre volte da 5 a 20 uova, che impiegheranno 2 o 3 mesi per schiudersi. I  baby appena nati sono molto piccoli e indifesi (2-3 cm) e spesso finiscono per diventare prede.

Dimorfismo sessuale e determinazione del sesso

Il sesso si può stabilire una volta che le tartarughe raggiungono 6-7cm di carapace. Le femmine sono di dimensioni maggiori e hanno una coda piccola e tozza. I maschi invece hanno una coda molto più lunga e larga e le unghie delle zampe anteriore lunghe fino a 3 cm. Il piastrone non presenta concavità né nei maschi e né nelle femmine. Come per molte famiglie di rettili la determinazione del sesso è legata alla temperatura di incubazione delle uova. Se le uova sono incubate sotto i 27°C si avrà una prevalenza di maschi e dei tempi di incubazione che variano dai 100 ai 120 giorni. Mentre, ad un'incubazione sopra i 30°C, nasceranno prevalentemente femmine  ed i tempi varieranno dai 60 ai 70 giorni. A temperature intermedie si avranno proporzioni variabili di nascite, tra maschi e femmine. In commercio è più facile trovare esemplari femmine in quanto gli allevatori accelerano le schiuse aumentando le temperature.

GLI ALLEVAMENTI CONSIGLIATI DA INSEPARABILE SONO:

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Allevamento in cattività

Le "tartarughe dalle orecchie rosse" sono state  importate dagli Stati Uniti a decina di migliaia ogni anno, ma la maggior parte moriva ancora prima di essere venduta, a causa delle condizioni inadatte in cui erano tenute e una volta vendute moltissime morivano prima di un anno di età, per mancanza di cure adeguate da parte dei proprietari, spesso genitori, che regalavano questi animali ai propri figli senza un'adeguata informazione o ignari del tutto della complessità che rappresenta l'allevamento di questi rettili. Moltissime, una volta cresciute, e diventate troppo ingombranti venivano liberate nei vari laghetti o fiumi italiani danneggiando l'ecosistema e la fauna locale. Proprio per questo da qualche tempo la vendita delle Trachemys scripta elegans è stata regolamentata da una legge apposita che ne vieta l'importazione in Italia (anche se questo divieto è stato raggirato dagli importatori che ora importano Trachemys scripta scripta, che alla fine si adattano ai nostri climi esattamente come le Trachemys scripta elegans). Sono tartarughe che, se accudite adeguatamente, vivono tranquillamente anche 30anni. La dimora ideale sarebbe un l'aghetto, profondo almeno un metro,  cinto da una recisione per non farle scappare, provvisto di alcuni tronchi semisommersi e di una una zona asciutta per permettergli di crogiolarsi al sole e di deporre. In alternativa al laghetto, la soluzione migliore è rappresentata da un acquaterrario opportunamente attrezzato. Una coppia sui 10 cm può vivere tranquillamente in un ambiente di 80 x 30 x 30 cm. Ovviamente più grandi saranno le tartarughe e più grande dovrà essere la vasca. L'acqua deve essere di una profondità tale da permettere alle tartarughe di nuotare. Ci si può facilmente basare aggiungendo alla lunghezza del carapace, 5 cm. Avremmo così per una tartaruga di 10cm di carapace,  una profondità dell'acqua di 15cm. Nell'acquaterrario dovrà essere presente una zona asciutta facilmente raggiungibile dalle tartarughe e riscaldata da un faretto "spot" da 40 W o 60 W in modo tale da avere la temperatura dell'aria sui 30°C. La temperatura dell'acqua deve essere di 24-26°C. E' molto importante utilizzare come arredo legni o rocce "stabili"  che non rischino di cadere ed intrappolare le tartarughe sott'acqua annegandole. Come fondo è consigliabile utilizzarne uno non troppo fino per non rischiare che venga inghiottito, provocando alle tartarughe un blocco intestinale. Importantissimo è attrezzare l'acquaterrario con una lampada fluorescente con emissione di raggi UVB-UVA essenziali per la sintesi della vitamina D3. Questa lampada non deve essere posta davanti ad un vetro o a della plastica in quanto i raggi verrebbero schermati e quindi risulterebbe inutile il suo utilizzo. La lampada deve restare accesa per 12-14 ore al giorno e sostituita regolarmente secondo quanto scritto sulla confezione (in genere ogni 6-12 mesi). Nelle belle giornate è sempre meglio esporre le tartarughe alla luce diretta del sole, stando bene attenti a evitare problemi di surriscaldamento, soprattutto per gli esemplari più piccoli, fornendogli la possibilità di ripararsi all'ombra se la temperatura aumenta troppo. Uno dei problemi principali è rappresentato dall'igiene dell'acqua, che deve essere mantenuta più pulita possibile se si vogliono evitare problemi di salute, per questo è consigliabile installare un filtro da acquario (per intendersi, un filtro sia meccanico che biologico; la scelta migliore consiste in un filtro di tipo esterno, al cui interno possiamo inserire un primo filtraggio a spugne un secondo stadio di lana poi molti cannolicchi ceramici per il  filtraggio biologico ed in ultimo un assorbente per sostanze ammoniacali). Con l'uso di un buon sistema di filtraggio l'acqua deve essere comunque  periodicamente cambiata  parzialmente (un quinto dell'acqua totale a settimana). Per la grande produzione di scorie, il dimensionamento del filtro deve essere 4-5 volte maggiore del volume totale della vasca, ad esempio, con 50 l  totali, dovremmo acquistare  almeno un filtro per acquari da 200 litri.

Alimentazione in cattività

Le tartarughe piccole devono essere alimentate tutti i giorni;  man mano che crescono la frequenza dei pasti va diminuita, fino ad arrivare a 2-3 volte alla settimana negli individui adulti. L'ideale è di alimentare le tartarughe in una vasca separata per mantenere pulita l'acquario principale, oppure di mettere il cibo in una zona asciutta, anche se le Trachemys preferiscono alimentarsi in acqua. La vasca usata per l'alimentazione va lavata e disinfettata dopo l'uso. Se non si ha la possibilità di alimentarle in una seconda vasca non inserire molto cibo alla volta per non creare avanzi che decomponendosi inquinerebbero l'acqua. L'alimentazione in cattività deve essere più varia possibile e composta sia da alimenti di origine animale che vegetale. Ottimi sono pesce d'acqua dolce, molluschi, lombrichi, lumache, pellet integrati con vitamine, carote, lattuga romana, fagiolini, tarassaco, spinaci, trifoglio ecc. I magimi già confezionati che si trovano in commercio devono costituire al massimo il 25% della dieta mentre sono fortemente sconsigliati come alimento i semplici gamberetti essiccati in quanto sono completamente sbilanciati e privi di vitamine indispensabili.  Questi devono essere somministrati saltuariamente essendo solo ed esclusivamente leccornia. Tartarughe alimentate per lungo tempo solo con gamberetti, finiscono inevitabilmente per sviluppare gravi carenze vitaminiche che possono portare anche alla morte. Anche la carne rossa non è un alimento bilanciato in quanto è povera di calcio ma ricca di grassi. E' buona norma "spolverare" una volta alla settimana dell'osso di seppia sopra ai cibi e una volta ogni 2 settimane integrare con un po' di vitamine, ricordandosi che un eccesso di calcio non comporta particolari problemi mentre un eccesso di vitamine può causare seri problemi. Molte tartarughe rifiutano di assumere vegetali. Un trucco per abituarle è quello di mescolare dei vegetali ad un alimento a loro molto gradito, come può essere della carne macinata. Col passare del tempo, si riduce la quantità dell'alimento a loro più gradito e si aumenta la quantità dei vegetali.

Letargo

Per la salute delle Trachemys scripta elegans  il letargo non è indispensabile, anche se fortemente consigliato per rispettare i loro cicli naturali, mentre è molto importante se le si vuol far riprodurre. Se si trovano in un terrario all'interno, la temperatura va gradualmente abbassata nel corso di alcune settimane fino a  raggiungere i 4°C. Durante questo periodo non devono essere più alimentate per premettere al loro intestino di svuotarsi completamente. Il letargo, a seconda dell'età dei soggetti, può variare dalle 6 alle 12 settimane. E' fondamentale che la temperatura durante il letargo, sia compresa tra i 10° e i 4°.  Una temperatura superiore ai 10° C non permette al metabolismo di rallentare in maniera consona, facendo consumare troppo in fretta riserve corporee che non vengono nuovamente immagazzinate in quanto le tartarughe non si alimentano; mentre temperature sotto i 4°C potrebbero creare danni da congelamento. Per quanto riguarda il letargo all'aperto, bisogna seguire poche, ma fondamentali regole. Il laghetto va costruito di una profondità minima di 1 metro, in quanto a 4°C (temperatura minima che consente alle tartarughe di superare l'inverno) la temperatura dell'acqua ha il suo massimo peso specifico e scende di conseguenza sul fondo. Ecco perché sul fondo ci sono 4° C anche se all'esterno la temperatura scende di molto sotto il - 0° C e la superficie gela. Secondo alcuni esperti la superficie non deve essere lasciata ghiacciata per più di due settimane. Tartarughe molto piccole, malate o comunque in condizioni fisiche non ottimali, non devono essere mandate in letargo e devono trascorrere l'inverno in un terracquario riscaldato a 24-26°C, illuminate per 12-14 ore al giorno con una lampada a spettro solare.

 

 

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Ringraziamo il sito tartaportal.it Per la realizzazione di questa scheda.

 

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