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Agave.

Agave

Agave - Foto tratta da  www.ccb-sardegna.it

L'agave non ha alcun significato particolare nel linguaggi dei fiori, tuttavia regalare questa pianta, soprattutto in piccoli esemplari adatti a vivere in appartamento, è considerato augurio di prosperità in analogia con il rapido e vigoroso rigoglio di questa pianta.


Storia.

Il nome agave deriva dal greco "agauos" che significa meraviglioso; aggettivo che pare sia stato attribuito spontaneamente a un gruppo di agavi in fiore dagli Spagnoli al momento del loro sbarco sul suolo americano al tempo di Cristoforo Colombo.

Questa interessante pianta fu portata in Europa intorno al Seicento e sulle coste del nostro continente essa ha trovato clima e terreno così favorevoli da acclimatarsi con la massima facilità.

 

Descrizione.

La famiglia: Amarillidacee.
Il genere comprende numerose specie (350 secondo alcuni esperti), ma solo 50 sono state individuate e classificate.
L'origine: America Centrale, Messico, Arizona, Stati Uniti di Sud-Ovest.
L'aspetto è cespuglioso, radici fibrose e foglie che partono dalla base, a rosetta; i cespugli possono raggiungere i 2 m di altezza e di diametro.
Le foglie sono carnose, puntate e spinose all'apice e spesso anche ai margini, di colore verde glauco o verde vivo, talvolta striato o marginato di giallo o di bianco.
I fiori sono riuniti in spighe o in pannocchie, a ramificazione che ricorda l'aspetto di un candelabro; il gambo che regge l'infiorescenza parte sempre dal centro del cespuglio e si eleva anche sino a 10 m.
La fioritura è quasi sempre in estate; spesso accade che dopo la fioritura la pianta muoia (in genere le agavi vivono da 10 a 40 anni).
L'utilizzazione: per la decorazione di giardini al mare, per trattenere il terreno sulle scarpate sabbiose; può vivere anche in vaso, purché naturalmente esso sia di capacità proporzionata alla mole dell'esemplare; nelle regioni del Nord, l'agave in inverno deve essere ritirata in locale non freddo (10-12°C).

Esigenze e cure.

L'esposizione: pieno solo o mezz'ombra.
Durante l'inverno le annaffiature devono essere sospese del tutto se la pianta vive in piena terra.
Nella coltura in vaso, se il vaso sverna in locale riscaldato, basterà un bicchiere d'acqua la settimana per recipienti di diametro non superiore ai 25 cm; se il vaso è molto più grande la dose d'acqua può essere raddoppiata

Piantagione.

La piantagione di preferenza nel tardo autunno nelle regioni a clima mite, in primavera in quelle meno favorite dalla temperatura.

Moltiplicazione.

La moltiplicazione avviene generalmente per divisione dei cespi, staccando i giovani polloni che si formano alla base. Quando si coltivano agavi, sia in piena terra sia in vaso, bisogna disporre di terreno leggero e sabbioso, mescolato a 1/3 di terra d'erica o di torba.


Concimazione.

La concimazione deve essere effettuata in primavera, somministrando 5 g di solfato ammonico per piante coltivate in vaso; fino a 30 g per piante di mole imponente.
Ogni 15 giorni, da marzo a ottobre, è bene irrorare tutte le agavi, se coltivate in piena terra, con acqua e stimolante ormonico (5 gocce per litro d'acqua) senza insistere troppo con il getto irroratore; solo quel tanto che consenta di dare un po' di umidità al fogliame.

Varietà.

Tra le numerosissime specie di agave si consigliano le seguenti per il aspetto particolarmente decorativo:
- A. albicans e A. americana: soprattutto nelle varietà a fogliame variegato
- A. attenuata: dal fogliame corto e largo, ovaliforme
- A. filifera: dalle foglie strette e fitte
- A. stricta: con cespugli quasi sferici
- A. Vicrotiae-Reginae: dal fogliame bordato di bianco (così chiamata in onore della Regina Vittoria d'Inghilterra)
- A. yuccaefolia: dalle foglie lineari, ricurve, molli, punteggiate di bruno
- A. xylonacantha: molto decorativa, dal fogliame largo, verde-grigio A tutte queste specie si deve aggiungere l'A. sisalana che viene ampiamente coltivata per la raccolta del "sisal", un'importante fibra tessile che costituisce una delle principali risorse economiche di molti Paesi a clima caldo-umido, come Giamaica e Messico.

Una delle più belle collezioni di agavi è visibile nel giardino della Villa Hanbury a La Mortola (Ventimiglia).
In questo grande e importante orto botanico, fondato da Sir. Thomas Hanbury nel 1867 e portato a compimento da Sir Cecil nel 1937, si coltivavano ben 6300 specie diverse tra cui numerose le piante grasse: agavi, aloe, echeveria, opuntia, portulacaria, nota quest'ultima come "il cibo degli elefanti".

Tra i più pregevoli esemplari di agavi ospitati a La Mortola si ricordavano la Victoriae-Reginae, e la Franzosinii o regina delle agavi che raggiunge l'altezza di 3 m, ha fiori gialli ed è stata importata ne 1878.
Questa specie ha una particolare caratteristica: fiorisce solo dopo aver raggiunto i 15 anni.

Scheda realizzata da Marco Finco

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