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Abete - Abies Picea.

Abies Picea - Abete

Abete (Abies e Picea) - Foto tratta da www.therampantgardener.co.uk

Con il nome di abete si indica un discreto numero di conifere delle zone montane appartenenti ai generi Abies e Picea.

Storia.

Il nome ha origine latino, deriva infatti dall'antico "hables" che indicava nel passato l'abete bianco, un particolare tipo di albero diffuso che vegeta spontaneamente in Italia e per i monti dell'Europa centrale e meridionale.

L'utilizzazione degli abeti è antichissima per il legname, e a scopo decorativo la loto utilizzazione risale ad epoca recente, intorno al '600, periodo in cui in Europa vennero realizzati stupendi parchi.
Già allora gli abeti vennero accostati ad altre piante ad alto fusto per creare maestosi gruppi in diversi toni di colore.

Gli abeti sono alberi da riservare a grandi giardini, dove la loro possente mole può trovare una giustificazione e dove la loro altezza slanciata può essere bilanciata con quella di piante altrettanto imponenti.
Volendo comunque coltivare a tutti i costi un abete, e non avendo a disposizione un giardino di circa 1000-1500 mq, è necessario ricorrere ad una specie nana.

 

Descrizione.

La famiglia: tutte le specie dei generi Abies e Picea sono raggruppate tra le Pinacee.
Il genere: 40 specie di Abies e 28 di Picea.
L'origine: gli Abies provengono dalle catene montuose dell'Europa centrale e meridionale, dall'Asia (in particolare Himalaya e Giappone) e dall'America del Nord; i Picea grosso modo vantano un'origine quasi identica, e in Asia vegetano spontaneamente anche nelle zone meno fredde della Siberia.
L'aspetto: maestoso, può raggiungere facilmente i 15-20 m di altezza.

Le foglie persistenti, normalmente appiattite e sottili, dall'acuto odore di resina; il colore varia a seconda della specie: da un verde intenso (A. cephalonica) fino al verde- azzurro del P. pungens glauca, noto come abete del Colorado.
I frutti gli abeti, come ogni conifera, ha frutti dalla forma particolare, detti "pigne", dal colore solita,ente bronzeo, tendente al porpora nell'abete del Colorado e, nel periodo primaverile, nell'abete rosso e nell'abete bianco.
L'utilizzazione: per il loro maestoso sviluppo, questi alberi vengono impiegati soltanto nell'impianto di grandi giardini, ad eccezione di alcune specie nane dell'abete rosso, che mantengono la forma cespugliosa e possono quindi trovare posto in giardini di limitate dimensioni (P. abies Barryl, P. abies conica elegans, P. abies dumosa) o possono essere addirittura piantate su un rock-garden o vivere persino in ampie cassette, lunghe almeno 80 cm, larghe altrettanto e profonde circa 70 cm.

Esigenze e cure.

L'esposizione: in clima fresco e ricco di umidità, in ombra o a mezz'ombra; gli abeti non tollerano i climi tipici di zone marine o di regioni a scarsa piovosità.
Abeti e conifere in generale vivono bene dove il terreno è molto soffice e permeabile; inoltre, poiché in montagna la terra è spesso ricca di acidi e detriti vegetali, è consigliato ricreare queste condizioni ponendo in fondo alla buca di impianto uno strato di ghiaia alto all'incirca 20 cm con funzione di drenaggio per evitare il formarsi di pozze d'acqua.

Infine, la terra con cui colmare la buca deve essere mescolata per 1/3 a torba.
Gli abeti necessitano di annaffiature frequenti ed abbondanti in quanto non sopportano il terreno arido.

In periodi di siccita' è pertanto consigliato somministrare: - un secchio d'acqua due volte la settimana agli alberi che non superano i 2 m di altezza - due o tre secchi d'acqua per volta nei casi di esemplari più grandi - per le specie nane, basta un secchio d'acqua tre volte per settimana.

La tipica caratteristica delle conifere consiste nell'essere provviste di rami anche nella parte inferiore del tronco: è da evitare, quindi, qualsiasi forma di potatura o di spuntatura.
In genere le conifere, e tra queste quindi anche gli abeti, stanno bene isolati se sono veri e propri esemplari sia per mole che per bellezza; ma per i soggetti normali è bene accostare specie a fogliame colorato, come faggi rossi, noccioli rossi, aceri variegati, oppure con gruppi di arbusti dalla fioritura intensa, come ortensie, azalee o rododendri.

Piantagione.

La piantagione solitamente nel tardo autunno, e comunque prima del gelo, o al termine dell'inverno, tra febbraio e i primi di marzo.
La posizione migliore per gli abeti é la zona periferica di ampi giardini, e comunque mai zone dove la circolazione dell'aria é limitata o dove la loro chioma non può' espandersi liberamente.
Da considerare anche la distanza dalle mura di casa: almeno 8-&à m, per evitare che le sue radici possano rovinare le fondamenta.
Il terreno deve essere permeabile e per capire quale sia il miglior tipo di terreno da utilizzare, basta tener presente qual è la zona dove i vari esemplari vivono allo stato spontaneo.


Concimazione.

La concimazione si esegue e novembre e a fine febbraio, impiegando 100 g di concime organico in polvere per pianta; a distanza di circa un mese si cosparge il terreno (rimosso in superficie per l'occasione) con 50 g di fertilizzante minerale completo.


Parassiti e malattie.

L'abete può anche ammalarsi e subire gli attacchi di germi e insetti dannosi, che sono le principali cause di ruggine, cancro, seccume, marciume.
Per prevenire tali malattie è consigliato intervenire con quattro irrorazioni annuali, solitamente a primavera; due a base di rame o zinco a intervalli di 15 giorni alternandole con altre due d'acqua e zolfo nella dose i 4 g per litro d'acqua.

 

Scheda realizzata da Marco Finco

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