Indietro

Advertising

trovacuccilibannere

traovalosubitobanner

Rosaio.

Rosaio

Rosaio - Foto tratta da: www.millet.ca

 

Luogo e preparazione del terreno atto ad ospitare un rosaio.

Tutte le rose prediligono una posizione assolata e arieggiata. Molte varietà non disdegnano qualche ora d'ombra durante il mattino o il tardo pomeriggio, soprattutto nei posti più caldi. Esistono poi varietà che tollerano l'ombra purchè luminosa e con movimento d'aria ("Gloire de Dijon", "Sophie's Perpetual"). Non è consigliabile piantare rosai troppo vicino ad alberi o altri grandi arbusti perchè le loro radici non amano la competizione dei vicini. Nel caso si volesse far salire una rosa su di un albero la si dovrà piantare ad una distanza di almeno un metro e con una canna, poi, guidare i tralci fino all'albero. Regola fondamentale per il successo di un rosaio è non piantarlo dove altri rosai hanno vissuto per anni. Le vecchie piante hanno sviluppato e lasciato nel terreno organismi dannosi per le giovani che nelle migliori condizioni avrebbero una crescita stentata.

Nel caso in cui si fosse costretti a sostituire una veccia pianta con un'altra si dovrà procedere alla sostituzione della terra per una profondità di 30 - 40 cm e per un'ampiezza di 40 - 50 con nuova terra presa da qualche altra parte del giardino dove non hanno vissuto rose. La terra sostituita potrà essere utilizzata senza problemi altrove.
Durante quest'operazione è importante incorporare nel terreno una buona quantità di humus sotto forma di concime organico maturo o di composta in modo da ristabilire un equilibrio tra batteri benefici e dannosi. Il terreno ideale per le rose dovrebbe essere leggermente acido intorno al 6,5 della scala in ph, ma le Cinesi, Tè e Noisette si trovano a loro agio anche in terreni più alcalini preferibilmente profondi e fertili. Le rose non amano rimanere con le radici in acqua e pertanto un buon drenaggio deve essere assicurato. Preparare per tempo il terreno, in autunno per le piantagioni invernali. Preparare non vuol dire soltanto fare le buche, ma più in generale, arieggiare, distruggere le infestanti, incorporare un buon concime complesso e letame maturo o composta.

Come piantare.

Il periodo più adatto per mettere a dimora i rosai a radice nuda è da novembre a marzo. Per le piante in contenitore qualsiasi momento dell'anno va bene purchè il terreno sia lavorabile. I rosai a radice nuda prima di venire piantati vanno immersi in un miscuglio di acqua, terra e letame per una ventina di minuti. (In un secchio d'acqua da 10 litri aggiungere una palata rasa di terra e di letame maturo). Piantare sempre con radici bagnate. La buca non deve essere eccessivamente profonda, le sue dimensioni dipendono dalla lunghezza delle radici che dovranno trovarsi distese in modo normale. Porre in fondo alla buca una palata di letame maturo e mischiarlo con il terreno che vi si trova in fondo. Prima di mettere la pianta a dimora togliere i rami non maturi e quelli troppo sottili. Osservare bene le radici perchè non ci siano polloni incipienti e scorciare o eliminare le radici danneggiate. Il punto d'innesto, quando la pianta è a dimora, dvrà trovarsi all'altezza del terreno o leggermente più in basso. Per trovare la sua posizione corretta servirsi di una canna da porre trasversalmente alla buca.

Per una piantagione corretta occorre che le radici siano perfettamente a contatto con la terra e non vi siano sacche d'aria quindi un po' di terriccio asciutto da accostare alle radici è indispensabile soprattutto quando la terra scavata è umida. Man mano che si riempie la buca comprimere bene con i piedi ed infine innaffiare abbondantemente (4 o 5 litri d'acqua per pianta). Ad operazione ultimata coprire la parte aerea della pianta con foglie secche, rametti di abete o qualsiasi altro materiale che le proteggerà fino alla primavera. Non piantare mai quando la terra è gelata o troppo bagnata. Per i rosai messi in contenitore di plastica da poco tempo si consiglia di effettuare il trapianto tagliando il contenitore stesso. Questo per evitare la rottura della zolla a causa di un impianto radicale ancora non ben sviluppato. Con un coltello affilato eliminare il fondello del vaso tagliando lungo l'angolo di base del contenitore.

Disporre la pianta (con il resto del contenitore) nella buca facendo attenzione che il livello del terreno circostante corrisponda a quello del contenitore. Quando si è sicuri che la pianta non dovrà più essere spostata, con taglio verticale eliminare il resto del contenitore. Riempire poi lo spazio tra la zolla e la parete della buca con terriccio o con terra ben sfarinata della stessa buca, quindi comprimere con i piedi ed innaffiare. I rosai in contenitore da più tempo non necessitano del taglio del contenitore essi si trapiantano semplicemente estraendoli dal contenitore. Il successo del trapianto non è tale fintantochè le radici non hanno penetrato il terreno circostante. Per facilitare ciò, delle buone innaffiature sono di grande aiuto.


Distanza tra le piante.

Nelle bordure e nelle aiuole le distanze si calcolano considerando circa la metà dell'altezza presunta della pianta. Vale a dire che per rosai la cui altezza presunta è un metro, la distanza dagli altri rosai e dal bordo sarà di cinquanta centimetri. Per i rosai a portamento arbustivo si consiglia i due terzi dell'altezza, mentre per i rampicanti disposti a spalliera una buona distanza è tre metri. Nel caso di bordure ed aiuole è sempre consigliabile picchettare prima di mettere le piante a dimora.

Cartellini.

I cartellini che accompagnano le piante all'arrivo dal vivaio debbono essere rimossi quanto prima altrimenti possono danneggiarle seriamente con strozzature. Per risolvere il problema dell'identificazione dei rosai è buona norma apporre dei cartellini non sulla pianta stessa, ma su un'asticciola posta in terra vicino alla pianta. E' comunque sempre bene, mano mano che le piante vengono messe a dimora, eseguire una mappatura del giardino.


Potatura.

Il tipo di potatura per le rose Cinesi e per le Tè è molto simile. Il periodo dipende dalla situazione climatica in cui esse vivono. Per le zone ad inverno mite è consigliabile potare nel mese di novembre o inizio dicembre perchè le piante possano avvantaggiarsi per la 'cacciata' primaverile, mentre per le zone ad inverno freddo è preferibile potare poco prima della ripresa vegetativa durante il mese di febbraio. In generale possiamo dire che le rose appartenenti a queste classi fioriscono bene sia sui rami principali sia su quelli secondari degli anni precedenti o dell'anno. Pertanto la potatura dovrà essere più di alleggerimento che 'bassa' a favorire la cacciata di getti basali. A seconda delle varietà, più o meno vigorose, una volta eliminati tutti i rami secchi o danneggiati dal gelo ( i rami gelati si riconoscono perchè il midollo diviene scuro), si dovrà sfoltire o scorciare leggermente.


Noisette.

Tutte le rose appartenenti a questa classe sono rampicanti. Esse fioriscono principalmente sui lunghi rami dell'anno precedente ma anche in cima ai rami dell'anno. I rami che hanno portato la fioritura nell'anno precedente vengono scorciati all'altezza di una o due gemme rispetto al ramo principale dal quale si dipartono. In questo modo anche rami molto vecchi continuano a fiorire in modo soddisfacente. Se una pianta ha emesso rami nuovi nel corso della stagione, questi possono andare a sostituire quelli vecchi che potranno così essere eliminati. Quanto detto precedentemente a proposito dei rami secchi e gelati vale anche per le Noisette. L'eliminazione dei fiori ormai sfioriti accelera la nuova fioritura. Il taglio va effettuato sopra la prima o la seconda gemma a partire dall'alto e cioè dal fiore sfiorito.


Mantenimento.

L'umidità nel terreno è fondamentale per assicurare lo svolgimento delle funzioni vitali di una pianta. Tale processo di organicazione (trasformazione di sostanze minerali in sostanze organiche) avviene soltanto se le radici affondano in un terreno sufficientemente umido. Persino la concimazione ha poco effetto se non accompagnata dall'acqua. L'irrigazione quindi è indispensabile sia in situazioni dal clima asciutto e secco sia in luoghi piovosi e freschi dove una certa quantità d'acqua durante l'estate non può che portare notevole giovamento alle piante. Altro elemento importante è la concimazione. Le rose Tè, Cinesi e Noisette, a causa della loro continua fioritura, necessitano di molte sostanze nutritive. Esistono in commercio concimi complessi ottimi (Nitrophoska Gold, Phostrogen) da incorporarsi nel terreno appena le piante cominciano a 'muovere'.
Una seconda concimazione, per incoraggiare la nuova fioritura, può essereeffettuata dopo la prima sfioritura. Si consiglia di concimare fino al mese di luglio per non stimolare la crescita di rami che non facendo a tempo a legnificare verrebbero irreparabilmente danneggiati dai primi freddi invernali. Dopo la potatura è buona norma distruggere le erbacce, smuovere leggermente il terreno e procedere alla pacciamatura applicando attorno alla base della pianta uno strato di concime organico maturo o composta a formare uno spessore di 5-8 cm. Con questa operazione si ottiene il duplice beneficio di umificare (trasformare in humus) il terreno e mantenere l'umidità necessaria. Per pacciamare si possono utilizzare anche foglie secche, sfalcio d'erba, torba, ecc.

Insetti e malattie da funghi.

Le rose non sono soggette a molte malattie e anche gli insetti che le attaccano sono relativamente pochi, ma quando ciò accade occorre intervenire con tempestività. Si consiglia di imparare a riconoscere insetti e malattie per poterli combattere in modo adeguato evitando così attacchi dannosi. Gli afidi sono tra gli insetti più comuni e si presentano in forma massiccia due o tre volte ogni stagione. Bisogna controllare l'infestazione con un buon aficida o insetticida sistemico o ad azione citotropica specifico per rose (Fenitrothion ). Lo stesso insetticida è più che sufficiente per quasi tutti gli altri insetti escluso gli acari, ragnetti rossi o di altro colore, a volte quasi invisibili, che succhiano linfa dalle foglie. In questo caso occorre un acaricida facilmente reperibile presso i Garden Centres o i Consorsi Agrari. Le malattie da funghi più comuni sono l'oidio (Sphoerotheca pannosa ) detto anche mal bianco, la macchia nera (Actonema rosae) e la ruggine (Phragmidium mucronatun ).

Esse dipendono dalla temperatura e dal grado d'umidità che oltre un certo valore favoriscono la nascita dei funghi. Il mal bianco è facilmente controllabile con un presidio sanitario il cui principio attivo è il Miclobutanil , mentre per le altre due consigliamo quelli a base di Mancozebe, Manebe o Propiconazole .
E' buona norma, comunque, dopo la potatura, raccogliere tutte le foglie cadute e bruciarle. Le spore della macchia nera e della ruggine riescono a superare l'inverno (soprattutto quando non è tanto freddo) e sono pronte ad attaccare nuovamente la pianta la primavera successiva. Contro le malattie fungine si consiglia un primo trattamento alla fine dell'inverno a piante ferme, mentre dal risveglio vegetativo, per una sufficiente copertura, si dovrebbe prevedere un programma di trattamenti ad intervalli di tre o quattro settimane.
Una seconda possibilità è quella di intervenire soltanto ai primi segni della malattia facendo seguire al primo, un secondo trattamento ravvicinato (dopo tre o quttro giorni). Naturalmente prevenire è sempre meglio che combattere. Nell'utilizzazione dei presidi sanitari è consigliabile scegliere prodotti dove è specificamente indicato che sono per rose o al massimo per fiori e attenersi scrupolosamente alle istruzioni fornite dalle industrie produttrici.


Vasi e contenitori in genere.

La maggior parte delle rose vive bene anche in vaso o nei più diversi contenitori a patto che vengano rispettate alcune attenzioni durante la piantagione e il mantenimento. Per prima cosa le dimensioni del vaso non devrebbero essere inferiori ai 40 cm di diametro per altrettanto di profondità. Assicurarsi che vi sia un foro adeguato e porre uno strato di argilla espansa prima del terriccio per migliorare il drenaggio. Il tipo di terriccio adatto per le rose non deve essere troppo torboso, ma composto anche di terra da giardino. Una buona mistura potrebbe essere formata da due parti di terra da giardino, una di torba e una di concime organico. La vita di una pianta in vaso dipende interamente da noi ed in particolare da due operazioni fondamentali: irrigazione e concimazione. L'irrigazione e la sua periodicità devono essere calcolate in modo da assicurare alle radici umidità costante. L'acqua della pioggia, pur essendo la migliore per irrigare, è molte volte insufficiente ad inumidire tutto il vaso. Ricordarsi che una breve pioggia bagna soltanto la parte più superficiale del terreno senza arrivare in profondità. La concimazione serve a reintegrare il terreno delle sostanze nutritive dilavate attraverso l'irrigazione. Sono quindi necessarie regolari applicazioni di fertilizzante. Per le quantità e il numero degli interventi si consiglia soprattutto di tener conto delle reazioni delle piante piuttosto che attenersi alle quantità indicate sulle confezioni. Un eccessivo uso di fertilizzanti, anzichè aiutare la pianta, causa l'effetto opposto. Ogni due o tre anni è buona norma estrarre completamente i rosai dal contenitore e ripiantarli , anche nello stesso contenitore, sostituendo più terra possibile con nuovo terriccio arricchito. Le rose in vaso si avvantaggiano notevolmente nella ripresa vegetativa primaverile se potate in autunno.


Rose cinesi.

"Le rose Cinesi, e soltanto loro, hanno la capacità di fiorire senza interruzione; il freddo, certamente, ferma la crescita in inverno, ma nel luogo d'origine la fioritura è ininterrotta. Esse differiscono da quelle che noi chiamiamo 'Perpetue' (Damascene perpetue = Portland) in quanto tutti i rami, senza eccezioni, sono fioriferi, mentre nelle Perpetue lo sono soltanto parzialmente". Questa breve citazione, presa da "Essay sur le Roses" di Jean-Pierre Vibert scritto tra il 1824 e il 1830, per sottolineare ancora una volta quella che è la maggiore caratteristica di questa classe di rose. Le rose Cinesi possono variare notevolmente in altezza a seconda delle condizioni in cui vengono coltivate. La stessa varietà può andare dai 60 - 90 cm in pieno campo ai 2 mt e oltre se protetta da un muro. Il portamento è leggero e arioso. Le foglie sparse, semiopache e appuntite. I rami e le foglie giovani sono di un bel colore rosso prugna chartreuse. Nelle rose cinesi le foglie lanceolate, mai molto grandi, si accordano e si accompagnano molto bene con i fiori .

Il portamento del cespuglio è caratterizzato da una serie di rami che si innalzano robusti e si ramificano verso la punta portando ciascuno uno o più fiori. Questo fa assumere al cespuglio quell'aspetto tipico che è riscontrabile anche in molte rose Tè. Le forme dei fiori sono tra le più diverse per grandezza e struttura. Alcune corolle sono di cinque petali distesi o plicati che si sovrappongono parzialmente ("Mutabilis", "Sanguinea"). Altre di dieci o dodici petali a formare fiori a coppa leggeri ( "Mme Laurette Messimy", "Comtesse du Ca‚la") Altre ancora composte da trenta o quaranta petali disposti a rosetta ("Little White Pet", "Flocon de Neige"). Generalmente nella disposizione a rosetta i petali si retroflettono facendo assumere al fiore la tipica forma pompon. Anche strutture complesse e a simmetria non centrale, ricche di petali, rientrano in questa classe ("Irene Watts", "Mlle Franziska KrŸger"). E' caratteristica unica delle Cinesi quella di avere colori che si intensificano con la maturazione dei fiori piuttosto che schiarirsi come accade nelle nostre rose. Le fioriture più preziose sono quelle precoci primaverili e quelle tardive autunnali. La fragranza in alcune varietà è forte tendente al dolce e al fruttato. Tutte le Cinesi resistono piuttosto bene al freddo e molte sono delle ottime rampicanti.


Rose Tè.

La prima rosa Tè (un probabile incrocio tra "Hume's Blush" x R. bourboniana) fu ottenuta a Reims nel 1833 e venne chiamata molto appropriatamente "Adam". Questo nome però non le fu assegnato in quanto prima rosa Tè, ma semplicemente perchè così si chiamava il suo ibridatore. La classe fu inizialmente definita "Tea Scented China Rose" poi abbreviato in "Tea Roses". In italiano abbiamo preferito impiegare la parola "Tè" anzichè "Tea" perchè ci sembra più corretta sebbene l'italianizzazione del termine inglese sia ormai di uso comune. Quanto detto per le Cinesi a proposito delle dimensioni, vale anche per le Tè. Esse possono formare cespugli assolutamente eccezionali per portamento e fioritura se leggermente protette a tramontana. Le foglie sono di forme diverse anche se quella lanceolata è la più comune. Le foglioline che le formano sono generalmente tre e difficilmente superano le cinque. Ance per le Tè, i giovani rami e foglie sono di colore rosso prugna. Questa caratteristica, tipica di tutte le rose Cinesi, la ritroviamo anche negli ibridi di Tè e in tutte quelle varietà a forte presenza di "sangue" cinese. La forma dei fiori è piuttosto articolata e ben disegnata nella disposizione dei petali sempre numerosi e di qualità setosa e in molti casi venati.

Ogni ramo porta generalmente un solo fiore che si sostiene in modo sempre morbido ed elegante. I colori, molto complessi, vanno dal tipico colore giallo rosato sfumato albicocca ad altre commistioni dove entra il bianco carneo, il giallo nanchino, il rosso ponceau, il bianco ombrato salmone, il giallo ramato, il rosso mattone sfumato rosa, il bianco solforato, il giallo cuoio rossastro, il carminio cocciniglia, il rosa malva sfumato zafferano e tanti altri colori dall'impossibile definizione o come ebbero a dire Gemen & Bourg nel 1908: " Ogni sfumatura che il sole crea nel cielo dall'alba al tramonto rivive in questi fiori".

Forse la differenza più notevole tra le rose moderne e le Tè consiste proprio nel fatto che le prime hanno generalmente colori decisi e uniformi, mentre le seconde una modulata tessitura di luminosità. Le rose Tè emanano un profumo fruttato e leggermente acre a volte simile a quello del mosto che può essere più o meno forte a seconda delle varietà. La grande rifiorenza le accompagna per tutta la stagione rendendo sontuose le prime e le ultime fioriture. Le varietà rampicanti resistono bene al freddo. I confini tra le rose Tè e le altre classi sono impossibili da tracciare, in quanto alcune varietà pur essendo Tè, hanno caratteristiche degli ibridi di Tè come "Catherine Mermet" e "Souvenir du President Carnot", al contrario, "Baronne Pierre de Fou", è un ibrido di Tè e sembra una rosa Tè.

Le rose Tè rampicanti, e questo vale anche per molte rampicanti di classi diverse, sono delle mutazioni genetiche (Sport) dei relativi cespugli. Ad esempio la varietà "Lady Hillingdon" rampicante nasce perchè ad un certo punto il cespuglio ha emesso un ramo molto più lungo degli altri. L'attenta osservazione del rosaista e il successivo innesto di quel ramo hanno portato alla versione rampicante di quella stessa varietà. (L'anno di nascita di"Lady Hillingdon" é il 1910, mentre quello della varietà rampicante è il 1917)


Rose Noisette.

Pur essendo state create in un lasso di tempo relativamente breve, le Noisette includono alcune tra le più belle rampicanti mai ottenute. "La natura ha dato alle Noisette una munificenza senza precedenti; da poco nate, esse ci hanno già fornito tutti i colori dai più delicati ai più scuri. " (J. P. Vibert, 1824). Nella loro raffinatezza e delicatezza difficile da eguagliare, le Noisette hanno dimensioni piuttosto differenziate che vanno dai 2 ai 9 -10 mt di altezza. I fiori, portati con morbidezza a corimbi, accentuano la flessibilità del loro portamento. Il fogliame, normalmente lanceolato, ma anche dalle più diverse forme, è generalmente semilucido, di color verde chiaro a volte bordato con sfumature rosso prugna-marrone nelle foglie più giovani. I fiori possono essere da semidoppi a molto doppi sempre ben strutturati e proporzionati, in alcuni casi divisi in quarti, con petali dalla tessitura setosa.

I mazzetti di fiori così caratteristici delle prime Noisette sono stati via via rimpiazzati da fiori sempre più grandi ma meno numerosi. Questo a causa dei continui incroci con le rose Tè. Nelle ultime varietà ottenute è addirittura difficile capire la differenza tra le due classi. "Marèchal Niel" ne è uno degli esempi. La tonalità del giallo è quella dominante ma i colori vanno dal bianco puro a molte sfumature del rosa fino all'albicocca e al bronzo. La fragranza tende al fruttato ed è molto pungente in alcune varietà. La resistenza al freddo è buona per tutte le Noisette vicine alla R. moschata , mentre quelle incrociate col le Tè, per dare il meglio, necessitano della protezione di un muro caldo.

Le Noisette rifioriscono bene e la fioritura autunnale è indimenticabile. Una curiosità. Nel catalogo del vivaio inglese R. Cant & Sons uscito poco dopo la nascita di "Maréchal Niel" nel 1864, si legge: " Per ottenere da "Maréchal Niel" il massimo della sua bellezza e produttività bisogna farla crescere in una serra fredda (o dietro la grande vetrata di una stanza senza riscaldamento n.d.r.) piantata sia con le radici all'interno che all'esterno. In quest'ultimo caso viene portata poi all'interno attraverso l'astone dell'alberetto su cui è innestata".

Scheda realizzata da Marco Finco

Utility di Inseparabile

Spot

Le Schede