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Margherita Chrysanthemum.

Marcerita Chrysanthemum

Margherita Chrysanthemum - Foto tratta da: www.floralimages.co.uk

Il simbolo della margherita è la "grazia", ma alcuni testi aggiungono a questo significato anche la "purezza del cuore".

È certo che nessun fiore è partecipe quanto la margherita delle prime schermaglie d'amore, dei primi timidi approcci, delle prime lacrime.
E del resto i suoi petali non sono forse chiamati da secoli a dare il tanto atteso responso alla fatidica domanda: "m'ama o non m'ama?" nel Medio Evo quando un cavaliere faceva profferte d'amore a una dama e questa non si sentiva di dare una definitiva risposta, ma preferiva rimandare l'impegnativa decisione, usava cingersi la fronte con una corona di margherite che significava "sono ancora indecisa".

 

Storia.

Il nome comune margherita (Chrysanthemum leucanthemum) pare ricordi quello della regina Margherita di Savoia che amava in modo particolare questi umili fiori dei campi.


Descrizione.

La famiglia: Composite.
Il genere è il Chrysanthemum che conta più di 200 specie.
E' originaria dell'Europa: la margherita è spontanea in Italia in quasi tutte le regioni, ma particolarmente in Sardegna, alla Gorgona e lungo la fascia alpina.
L'aspetto: erbacee perenni.
Le foglie: quelle inferiori sono a spatola e seghettate, mentre quelle superiori sono pennate presso la base e seghettate all'apice; il colore è verde scuro.
I fiori: a forma di capolino, possono avere anche il diametro di 6-7 cm; i petali sono bianchi e il centro è giallo vivo.
La fioritura continua da maggio a settembre.

L'utilizzazione: per bordo misto, bordure, ciuffi isolati, coltura in vaso in recipienti piuttosto grandi (profondi 40 cm).

Esigenze e cure.

L'esposizione: al sole o a mezz'ombra.
Il terreno: normale da giardino.

La margherita sembra una pianta facilissima da coltivare ma spesso la sua durata è limitata, soprattutto se l'esemplare viene coltivato in vaso.

La ragione non dipende da errori di coltura, ma piuttosto da cattiva qualità del terreno o da esposizione inadatta. Infatti, questa specie predilige terreni sciolti, permeabili, dove l'umidità non sia eccessiva e dove le radici abbiano la possibilità di respirare liberamente.

È buona norma ripulire sistematicamente le piante dalle erbe che crescono alla base dei cespi e dalle corolle appassite, per provocare l'emissione di nuove foglie e nuovi fiori.


Piantagione.

La piantagione si esegue in autunno o in primavera.
Se le margherite sono piantate presso altre specie, magari più delicate, è bene controllarne lo sviluppo per evitare che gli esemplari più deboli vengano soffocati dalla prepotente vitalità del C. leucanthemum che, quando attecchisce bene e trova ambiente favorevole, diventa addirittura infestante raggiungendo dimensioni notevoli e formando cespugli che possono superare anche 1 m e mezzo di altezza ed estendersi in masse imponenti.


Moltiplicazione.

La moltiplicazione si effettua per seme oppure per divisione dei cespi in autunno o in primavera; è possibile riprodurre anche per talea, in agosto, facendo radicare in terra molto sabbiosa sotto ripari di plastica.

Concimazione.

Per quanto riguarda le concimazioni, basta intervenire in autunno con fertilizzanti organici e durante il periodo vegetativo con prodotti minerali completi, solubili, da somministrare ogni 15 giorni. Molto utili le irrorazioni con stimolante ormonico, da spruzzare ogni settimana nella dose di 5 gocce per ogni litro d'acqua.

 

 

Scheda realizzata da Marco Finco

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