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Mandorlo -  Prunus. 

Mandorlo - Prunus Communis

Mandorlo (Prunus Communis) - Foto tratta da www.ubcbotanicalgarden.org

Il significato simbolico del mandorlo è davvero singolare e si identifica con la "stupidità".
La ragione più probabile di tale simbologia è quasi certamente da ricercare nell'estrema fragilità delle corolle del mandorlo che, fiorendo al primo tepore di primavera, sono facile preda del vento e cadono al suolo dopo breve tempo lasciando completamente spoglia la pianta

 

Storia.

Il nome volgare mandorlo (per la derivazione del nome scientifico Prunus vedere la voce "ciliegio") deriva dal sostantivo che un temo indicava il nocciolo di molti frutti o "mandorle". Anticamente in Grecia erano noti due tipi di mandorlo; uno a frutti dolci e uno a frutti amari, mentre a Roma questa pianta si diffuse solo molto più tardi, probabilmente al tempo delle invasioni barbariche.
Oggi il mandorlo cresce spontaneo nel Caucaso ei Italia è stato ritrovato intorno a Terracina e in Sicilia.


Descrizione.

La famiglia: Rosacee.
Il genere è quello del Prunus cui appartiene anche il mandorlo o Prunus communis.
L'origine: dal Mediterraneo orientale all'Asia centrale.
L'aspetto: albero che può raggiungerei 6 m di altezza, con grosso tronco e chioma rotonda, che fiorisce e fruttifica solo al quinto anno di vita.
Le foglie caduche, semplici, alterne, di forma oblunga, con margini dentati o seghettati, di colore verde chiaro, spesso grigiastro.
I fiori sono formati da 5-6 petali, leggeri, di colore bianco-rosa, con un ricco ciuffo di stami al centro.

La fioritura avviene in primavera.
I frutti sono drupe di forma ovale, con nocciolo centrale, vellutate e carnose che, a maturazione ,si aprono e si staccano facendo apparire la superficie legnosa e bucherellata della "mandorla"; questa contiene due semi bianchi oleosi e carnosi, dolci o amari secondo le varietà; la raccolta dei frutti si fa in piena estate o in autunno secondo le varietà.
L'utilizzazione: per la raccolta dei frutti.


Esigenze e cure.

L'esposizione: in pieno sole.
Il terreno deve essere piuttosto sciolto e un po' sabbioso, ben concimato.

Per ottenere un buon raccolto dal mandorlo è necessario attenersi a poche ma essenziali norme:
- potare ogni anno, in inverno, per mantenere la chioma nella forma voluta, eliminare il legno secco e provocare la formazione di nuovi rami
- smuovere profondamente il terreno a primavera per dare aria alle radici e per eliminare le erbe infestanti.
- annaffiare moderatamente e solo se la stagione si mantiene molto asciutta.



Piantagione.

La piantagione si esegue in autunno mantenendo la distanza di circa 6 m fra pianta e pianta.
È bene tenere presente che i mandorli cominciano a fruttificare in modo regolare solo dopo il sesto anno e giungono a produrre anche 20 kg di mandorle, la fruttificazione comincia a decrescere dopo il cinquantesimo anno d'età; i mandorli vivono al massimo 80 anni Mentre le mandorle mangiate allo stato crudo sono di digestione molto difficile, è interessante sottolineare che da questi frutti si possono ricavare il "latte di mandorle", "l'emulsione di mandorle" e "l'orzata", sciroppi e bibite dal potere rinfrescante; inoltre si può estrarre "l'olio di mandorle" che viene impiegato nella preparazione di molti unguenti e linimenti.


Moltiplicazione.

La moltiplicazione avviene per innesto su piante di mandorlo amaro.


Concimazione.

Somministrare letame in autunno e concimi chimici completi in primavera evitando i prodotti troppo ricchi di azoto.

 

Scheda realizzata da Marco Finco

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