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Mandarino - Citrus 

Citrus Reticulata - Mandarino

 Mandarino (Citrus Reticulata) - Foto tratta da: www.spanishplants.co.uk

I fiori del mandarino hanno questo significato gentile: "virtù nascosta".
La ragione che ha determinato tale scelta dipende, con ogni probabilità, dal sottile profumo che emana da questi fiori e dalle loro dimensioni; infatti, sebbene le corolle siano piccole, la fioritura del mandarino è quanto mai elegante e ricca di grazia Il nome volgare mandarino non si riferisce ai noti dignitari cinesi, anche se questa pianta proviene dall'Asia orientale (Cina e Cocincina), ma piuttosto al nome che viene dato a questi frutti nelle isole di Bourbon, ossia "mandara".

 

Storia.

È proprio da Bourbon che i mandarini sarebbero pervenuti a Malta e quindi in Sicilia, diffondendosi poi in tutta Europa.
In Inghilterra i mandarini vengono chiamati anche "arance maltesi". I mandarini venero introdotti in Europa nel 1828.

Descrizione.

La famiglia: Rutacee.
Il genere è quello dei Citrus cui appartengono tutti gli agrumi e il mandarino (C. Nobilis var. Deliciosa) L'origine Cina, Cocincica, Indocina.
L'aspetto: albero alto anche 8 m, con rami piuttosto esili.
Le foglie: piccole, lanceolate, oppure lunghe e strette come quelle dei salici, lucenti, aromatiche, di colore verde scuro sulla pagina inferiore.
I fiori sono molto piccoli rispetto a quelli di tutti gli altri agrumi, di colore bianco. La fioritura avviene fra la primavera e l'estate.
I frutti: globosi, di color arancio o arancio-giallo, con buccia sottile e sempre staccata dalla polpa, che è formata da 8-15 spicchi; i frutti giungono a maturazione verso novembre-dicembre, ma oggi esistono numerose varietà e ibridi che fioriscono e fruttificano in epoche diverse.

L'utilizzazione: come pianta da frutto e anche come specie ornamentale soprattutto se coltivata in grossi vasi da agrumi, dette conche, da sistemare in giardino o sul balcone.

Esigenze e cure.

L'esposizione: in pieno sole; come tutti gli agrumi anche i mandarini vivono all'aperto in piena terra solo in clima caldo; nelle regioni settentrionali devono essere ricoverati durante l'inverno.
Il terreno: piuttosto sciolto, molto permeabile, ricco di humus, fresco.

Come tutti gli agrumi, anche i mandarini hanno bisogno di molte cure, soprattutto se vengono coltivati a scopo industriale per la raccolta dei frutti.

Per la coltivazione di queste piante è opportuno tenere presente le seguenti norme:
- la piantagione: si esegue all'inizio dell'inverno in buche profonde a distanza di 4 m, in file o a gruppi;
- la potatura: è utile per dare alle piante una bella forma a ombrello e si completa ogni anno con la soppressione invernale dei rami secchi e la sistematica eliminazione dei succhioni (rami vigorosi, a rapida crescita che assorbono notevole quantità di linfa e non producono quasi mai fiori o frutti);
- la zappatura del terreno attorno ai mandarini si segue tre o quattro volte nel corso dell'anno e ha lo scopo di tenere ben pulito e smosso il terreno per favorire il passaggio dell'acqua e la buona aerazione delle radici;
- le annaffiature: da eseguire ogni settimana, non devono essere eccessive ma tali da raggiungere le radici degli alberi; solo la sistematica somministrazione d'acqua garantisce una buona fruttificazione e la regolare maturazione dei frutti.


Piantagione.

La piantagione si esegue fra dicembre e febbraio.


Moltiplicazione.

La moltiplicazione avviene solitamente per innesto su arancio amaro.


Concimazione.

La concimazione deve essere eseguita subito dopo la raccolta dei frutti impiegando letame da interrare a lato della piante e concimi minerali completi di solfato ammonico, calciocianamide, fosforo e potassio.


Parassiti.

La difesa dei parassiti si rivolge soprattutto alla lotta contro la cocciniglia con disinfestazioni a base di olio anticoccidico.

I mandarini più coltivati.

Oltre al normale mandarino, ossia al C. nobilis var. deliciosa, oggi si coltivano soprattutto gli ibridi e le varietà seguenti, dalle caratteristiche ben diverse:
- "Mandarino di Palermo o di Paternò", detto anche "Avana", che matura proprio per Natale e Capodanno; "Bonaccorsi", a frutti piccoli e buccia liscia, che matura verso la fine dell'inverno e consente di prolungare la produzione di questi frutti solitamente riservati ai mesi di dicembre e gennaio;
- "Mandarancio": ibrido fra mandarino e arancio, dalla caratteristica buccia arancio-vivo - "Clementine": ibrido fra mandarino e arancio amaro - "Tangerine": ibrido fra mandarino e arancio di Jaffa;
- "Keonias": ibrido fra mandarino e una varietà di arancio israeliano - "Jambiris": ibrido fra mandarino e limone - "Tangelos" e "Tangerona": ibridi fra mandarino e varietà di aranci marocchini.

Scheda realizzata da Marco Finco

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