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Leucemia virale felina

 

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"...Dedicato ad Oliver, e a tutti gli innumerevoli (a)mici le cui vite sono state inesorabilmente stroncate da questo virus.
Li rincontreremo tutti oltre il Ponte dell'Arcobaleno...".


 

Sommario:

Ultimo aggiornamento: 20 aprile 1998


Versione originale scritta da Erin Miller [ ermiller@tezcat.com ] con l'aiuto di James Golczewski, PhD; Edwin Barkdoll, futuro DVM; Cindy Tittle Moore; Jeff Parke, DVM; C.M. Newell, DVM; Barb French; Richard Kinoshita e Ann Huber.
Un ringraziamento particolare a Wilf Leblanc, Dan Kozisek, Karen Kolling, Isako Honshino, Patty Winter, Harold Lemon, Jill Kronstadt e ad altri membri della mailing list di 'Cat Fancier' per il loro contributo.

Questo FAQ è stato preparato con l'obiettivo di soddisfare gli interrogativi più frequenti riguardanti una malattia virale ad azione immuno-soppressiva, la Leucemia Virale Felina [FeLV, Feline Leukemia Virus, ndt]. In un gatto affetto, il virus interferisce con il funzionamento del sistema immunitario, causando il deterioramento delle capacità difensive dell'organismo contro le infezioni, associate spesso a complicazioni anemiche e/o tumorali [linfomi, ndt].

Il FAQ è suddiviso in due sezioni:

  • PARTE  I: Leucemia felina: 22 domande per capire...
  • PARTE II: Cosa fare se il vostro gatto risulta positivo al test...

[Ndt -non presente nel FAQ originale: E' di estrema importanza chiarire prima alcuni concetti]:

  1. la presenza del virus nell'organismo è nota come viremìa. Si distinguono due fasi, rilevabili mediante test ematici:
    1. - viremìa primaria:  test ELISA - se positivo, ha individuato le proteiche del virus nel siero del sangue [v. oltre]
      - viremìa secondaria:  test IFA - se positivo, ha individuato le proteine del virus nei globuli bianchi [v. oltre]

  2. La positività o negatività si riferisce alla *sola presenza del virus*. Gli anticorpi prodotti come risultato della vaccinazione anti-leucemica NON vengono rilevati, e la vaccinazione stessa -non utilizzando virus vivi- non interferisce con i risultati.
  3. la presenza della malattia vera e propria è nota come leucemia. Ha stadio terminale:
    1. - leucemia conclamata.

 



PARTE I: Leucemia felina: 22 domande per capire...  [vai al sommario]

Si contagia alle persone e/o agli animali?  [indice]

    NO.
    In 3 decenni di ricerche [colture virali su tessuti umani, ndt], non è emerso un potenziale infettivo nei riguardi delle persone (bambini compresi) o delle altre specie domestiche (ad es. cani). E' contagiosa -la principale causa di morte- solo nei confronti degli altri gatti.

    Il 'National Cancer Institute' e il 'National Institutes of Health' hanno preparato una scheda, "CancerNet Factsheet" reperibile via gopher [v. oltre].

 

La leucemia felina è come l'AIDS?  [indice]

    NO.
    Questa terminologia viene talvolta utilizzata nell'intento di esemplificare il meccanismo d'azione del virus. Si finisce in realtà col confondere le cose: molte persone, in preda al panico, si sono liberate dei propri gatti FeLV[+] [FeLV positivi, ndt] e talora persino del cane di casa! Non vi è alcuna correlazione fra il virus dell'AIDS umana e la FeLV: l'unica similarità è nell'azione immuno-soppressiva nei confronti dei meccanismi difensivi dell'organismo, e la conseguente incapacità da parte degli anticorpi di rispondere agli attacchi esterni.

    [Ndt: per meglio comprendere le sezioni seguenti, è forse utile ricordare che il termine 'virus' si riferisce a organismi sub microscopici con alto potere infettivo, capaci di integrare la propria matrice genetica in quella di una cellula ospite, obbligandola a sintetizzare acidi nucleici e proteine virali, cioè a replicare il virus stesso. Sono forme biologiche molto semplici, incapaci di organizzazione cellulare propria e perciò obbligati ad una vita parassitaria "intra cellulare" in qualche cellula ospite. La loro matrice genetica, racchiusa in un involucro proteico, è costituita da una molecola di acido nucleico]

      - o DNA [acido desossìribo-nucleico] = desossivirus
      - o RNA [acido ribo-nucleico] = retrovirus

    I virus di maggior interesse per quanto riguarda le malattie feline:

    • FeLV (Feline Leukemia Virus,  leucemia virale felina),
    • FIV (Feline Immunodeficiency Virus,  immunodeficienza virale felina),
    • FIP (Feline Infectious Peritonitis,  peritonite infettiva felina)

    sono tutti basati su una molecola di RNA. Mentre FeLV e FIV sono propriamente identificati come "retrovirus" [v. oltre] , FIP viene classificato come appartenente al tipo dei "coronavirus" [v. FAQ "Peritonite Infettiva Felina"].

 

Cos'è un "retrovirus"?  [indice]

    E' un tipo di virus capace di trasmettere la propria matrice genetica in 'senso inverso', grazie ad un enzima, la "reverse transcriptase" [transcrittasi inversa, ndt]. Semplificando: dalla molecola di RNA, la matrice genetica del virus si trasferisce e riproduce nel DNA della cellula ospite, infettandola ma SENZA causarne la morte.

    Una volta che la matrice genetica del virus s'è integrata in quella della cellula parassitata, questa la ritrasmetterà a sua volta in ogni processo di auto-duplicazione alle cellule che ne derivano, per l'intero corso della sua vita. Eliminare la cellula infetta prima che possa arrivare a duplicarsi sarebbe la soluzione ideale: purtroppo all'atto pratico, è pressocché impossibile individuare l'infezione in questo stadio. Ad uno stadio infettivo persistente, l'infezione acquista un notevole potenziale oncogènico e linfogènico soprattutto [favorisce cioè la comparsa di tumori connessi al sistema linfatico, ndt], che è molto difficile trattare chemioterapicamente senza mettere in forse la sopravvivenza dell'animale [le masse tumorali possono causare anche problemi respiratori, intestinali, epatici o renali. Talvolta anche anomalie neurologiche, ndt].

    In definitiva, possiamo definire un retrovirus come un parassita a livello genetico, una sorta di "verme del DNA".

 

Come si trasmette il virus?  [indice]

    Per contatto diretto. Principalmente attraverso la saliva di animali FeLV[+]:

    • direttamente, ad es. a causa di un morso,
    • indirettamente, ad es. durante la pulizia reciproca,

    Se ne trovano tracce anche nelle lacrime, nelle urine e, verosimilmente, nelle feci.

    E' da notare che il virus in ambiente caldo e asciutto viene rapidamente inattivato, per cui è probabile che occorrano contatti con secrezioni liquide di animali FeLV[+] perchè il virus possa essere veicolato all'interno del corpo.

    Particolari precauzioni nell'uso di stoviglie e lettiere devono essere osservate in ambienti dove convivano animali FeLV[+]  e animali Felv[-] [FeLV negativi, ndt] [v. parte II].

 

Come agisce il virus?  [indice]

    Facciamo l'esempio di un gatto FeLV[-] che venga in qualche modo a contatto con la saliva di un gatto FeLV[+].

    Nel primo stadio dell'infezione, il virus inizia a replicarsi all'interno del DNA delle cellule, iniziando dalle tonsille e dai linfonòdi vicini. Dopo alcuni giorni, comincia ad infettare i leucocìti [globuli bianchi, ndt], e tramite questi si espande nella milza e nei linfonòdi intestinali, dove continua a riprodursi. Questa condizione -ancora reversibile- viene chiamata:

    • viremìa primaria: in questo stadio, il virus è presente nel sangue, ma non nel midollo osseo. Se testato, il gatto risulta ELISA[+] e IFA[-]  [v. oltre]

    Il procedere o meno dell'infezione dipende adesso dalla risposta immunitaria:

    • se ottimale, nel 40% circa degli animali il virus viene neutralizzato, con il raggiungimento di una definitiva immunità. Alcuni sviluppano anticorpi specifici -chiamati FOCMA- che inibiscono lo sviluppo di tumori nelle cellule già alterate. Di lì a poco non ci saranno più tracce di virus nel sangue. Se testato, il gatto risulta ELISA[-] e IFA[-]  [v. oltre]. Non è contagioso. E' perfettamente sano. L'aspettativa di vita è quella di un gatto normale.

     

    • se inadeguata: nel 30% circa degli animali l'infezione riesce -per debolezza del sistema immunitario o concomitanti malattie- a superare la barriera leucocitaria: la viremìa diventa persistente e raggiunge il secondo stadio.

    Nel secondo stadio dell'infezione -sono passate 8 settimane dal momento del contagio- il virus raggiunge il midollo osseo, dove interferisce con i normali processi di emopoièsi [produzione di globuli rossi /globuli bianchi /piastrine, e relativa immissione in circolo a maturazione avvenuta, ndt]. Come conseguenza, molte cellule entrano in circolo in forma immatura. Questa condizione -non reversibile- viene chiamata:

    • viremìa persistente: in questo stadio, il virus è presente sia nel sangue che nel midollo osseo. Se testato, il gatto risulta ELISA[+] e IFA[+]  [v. oltre]

     

      La conseguenza più immediata è l'immuno-soppressione, che potenzialmente apre la strada a tutte le altre malattie. Alcuni animali sviluppano tumori del sangue [leucemia e linfosarcòmi, ndt]. Altri presentano anemie dovute alla distruzione delle cellule ematiche nel midollo osseo. Il virus è presente costantemente nella saliva. E' contagioso. L'aspettativa di vita è limitata. Le condizioni generali degenerano piuttosto rapidamente.

    Nel 30% circa degli animali l'infezione viene 'congelata', senza che vi sia né ulteriore progressione né immunità. Questa condizione -piuttosto difficile da differenziare dalla negatività totale- viene chiamata:

      viremìa latente: in questo stadio, il virus è presente sia nel sangue che nel midollo osseo, ma è inattivo. Se testato, il gatto risulta ELISA[+]o[-] e IFA[-]. Costose colture cellulari del midollo osseo possono rivelare la presenza del virus. Non è contagioso, o non lo è costantemente. Appare perfettamente sano. L'aspettativa di vita è del tutto imprevedibile. Fattori di stress possono improvvisamente riattivare il progredire dell'infezione.

 

Come viene rilevato il virus?  [indice]

    Attraverso due tipi differenti di esami del sangue:

    • test ELISA - Enzyme-Linked ImmunoSorbent Assay ["kit test" o test in kit, ndt]
    • test IFA - ImmunoFluorescence Assay ["slide test" o test su vetrino, ndt]

    Il test ELISA -eseguibile ambulatorialmente- rileva le componenti proteiche [P27, ndt] del virus nel siero [è forse utile ricordare che si tratta del liquido giallastro che si separa dalla parte solida del sangue -globuli bianchi, rossi, piastrine- in seguito a coagulazione. Si distingue dal plasma solamente per l'assenza di fibrina: siccome per ottenerlo non è necessario l'impiego di sostanze anticoagulanti, è il materiale diagnostico ideale per tutte le analisi chimico-fisiche non eseguite sul sangue totale, ndt].

    Riesce a rilevare la presenza del virus:
        - durante la viremìa primaria -la fase precedente all'infezione del midollo osseo,
        - durante la viremìa secondaria -la fase conseguente all'infezione del midollo osseo,
    La positività rilevata durante la viremìa primaria è *reversibile*, per cui un gatto positivo può risultare negativo 8 settimane più tardi.

    Il test ELISA è generalmente poco costoso, e viene praticato di routine prima della vaccinazione antileucemica per escludere un'eventuale positività in atto, ma non ha un'alta attendibilità, e NON può essere utilizzato come unico strumento diagnostico.

    Il kit permette di prelevare un campione di sangue e sottoporlo a sieroreazione con un reagente enzimatico:
     

    • se cambia colore: l'animale viene considerato ELISA[+]. Questo in un gatto:
      • sia in ottima che in cattiva salute, significa:
        1.     che il virus è entrato in contatto ed è presente nell'organismo [viremìa].

        E' necessario il test IFA [v. oltre].

    • se non cambia colore: l'animale viene considerato ELISA[-]. Questo in un gatto:
      • in ottima salute non esposto al virus [es. gatto d'appartamento] significa:
        1.     che il virus non è mai entrato in contatto.

        Non è necessario il test IFA.

      • in ottima salute esposto al virus [es. gatto in semilibertà], significa:
        1.     che il virus non è mai entrato in contatto,
        2.     che il virus è entrato in contatto ed è stato debellato,
        3.     che il virus è entrato in contatto ed è in fase d'incubazione,

        Non è necessario il test IFA, ma occorre ripetere il test ELISA dopo tre mesi circa.

      • in cattiva salute esposto o no, è meglio escludere la leucemia fra le cause possibili.

      • E' consigliabile il test IFA

    [Referenze: drWilliam Hardy, Università di Veterinaria della Pennsylvania]

    Il test IFA -eseguibile presso un laboratorio d'analisi- rileva le componenti proteiche [P27, ndt] del virus nei leucocìti [globuli bianchi: distinti in granulocìti, monocìti -entrambi prodotti nel midollo osseo- e linfocìti. Hanno particolare importanza nel sistema immunitario, per la capacità di neutralizzare le particelle estranee per fagocitòsi enzimatica, ndt].

    Riesce a rilevare -con un'accuratezza del 99%- la presenza del virus:
        - durante la viremìa secondaria -la fase conseguente all'infezione del midollo osseo-
    La positività rilevata durante la viremìa secondaria è pressocché *irreversibile*, per cui un gatto IFA[+] lo resta in genere per tutta la vita.

 

Un gatto FeLV[+], può ritornare FeLV[-]?  [indice]

    DIPENDE. I risultati dei test ELISA e IFA spesso sono discordanti, conseguentemente alla progressione patologica della malattia. Veterinari e virologi hanno catalogato il grado di viremìa in accordo con le possibili risultanze dei due test: infezione transitoria, latente, persistente etc. E' impossibile qui catalogarle tutte: ogni specifico caso deve essere discusso col proprio veterinario.

    [Ndt: il seguente è un breve schema a titolo esemplificativo, non presente nel FAQ originario. Prevede varie risultanze possibili fra i test ELISA e IFA. Per correzioni -sempre gradite- si prega di contattare l'indirizzo dannyt@minitaly.com ]

      Estrapolato da: Cornell Feline Health Center, Cornell University, College of Veterinary Medicine

     

      • Quando un gatto risulta ELISA[-] e IFA[-] significa:
        1. che il virus non è mai entrato in contatto, [sano]
        2. che il virus è entrato in contatto ed è stato debellato, [sano, non contagioso]
        3. che il virus è entrato in contatto ed è in fase d'incubazione, [può diventare ELISA[+]]
          •     *ripetere test ELISA 8 settimane dopo*
        4. che il virus è entrato in contatto ed è in fase latente:
          •     viremìa latente [apparentemente sano, poco contagioso]

         

      • Quando un gatto risulta ELISA[+] e IFA[-] significa:
        1. che il virus è entrato in contatto ma non è presente nel MIDOLLO OSSEO:
          • viremìa primaria [apparentemente sano, contagioso], può diventare:
            •     ELISA[-]  e IFA[-]:  nessuna viremìa* [sano, non contagioso]
            •     ELISA[+] e IFA[+]: viremìa secondaria* [malato, contagioso]
          • portatore sano [sano, contagioso]: un certo numero di gatti rimane ELISA[+] e IFA[-] per un periodo di tempo indefinito: il virus è presente nel sangue e nella saliva, ma l'infezione non progredisce.

           

      • Quando un gatto risulta ELISA[+] e IFA[+] significa:
        1. che il virus è entrato in contatto ed è presente nel MIDOLLO OSSEO
          • viremìa persistente [malato, contagioso]

 Un gatto infetto può sembrare FeLV[-]?  [indice]

    SI.
    Purtroppo è possibile, seppure non frequente. Un gatto può risultare negativo mentre in realtà è infetto. Questa 'falsa negatività' è più frequente quando si sottopongano a test dei cuccioli, oppure dei gatti adulti in cui il virus sia ancora in incubazione, in una fase irrilevabile dal test ELISA.

    Quest'ultimo soprattutto ha un margine di errore elevato, più del test IFA, per cui è importante, per avere la certezza che sia davvero FeLV negativo, ripetere il test ELISA tre mesi dopo (mantenendo nel frattempo l'animale lontano da possibili fonti di esposizione). Molti proprietari invece, rincuorati dal risultato del primo esame -eseguito ambulatorialmente come controllo "standard", senza pretese di affidabilità diagnostica- tralasciano spesso di confermarlo.

    Come screening superficiale in allevamenti, ricoveri etc, vi sono oggi in commercio -generalmente nei cataloghi per corrispondenza- test ELISA basati sulle secrezioni lacrimali o salivari, di non grande affidabilità, dato l'alto numero di false positività riportate [sembra che i test lacrimali presentino una maggiore corrispondenza -intorno all'80%- con i test sul siero di quanto non facciano i test salivari, ndr]

 

Toccare animali FeLV[+] e FeLV[-] è pericoloso?  [indice]

    DIPENDE.
    In tracce *fresche* di saliva, sangue o urine, teoricamente il virus conserva uno stato infettivo, anche se non in misura statisticamente rilevante. Il virus FeLV non può moltiplicarsi in ambiente extracorporeo: al di fuori dei liquidi cellulari -o quando questi comincino ad asciugarsi- comincia rapidamente a disattivarsi.

    Comunque, lavarsi accuratamente le mani con disinfettante dopo aver toccato un animale FeLV[+] è sicuramente una precauzione consigliabile, così come disinfettare tutte le superficie eventualmente contaminate [la candeggina è uno dei migliori disinfettante al riguardo: 100gr. di polvere in 4lt d'acqua, ndt].

 

C'è un vaccino?  [indice]

    SI.
    Ne esistono numerosi in commercio, ognuno dei quali -in termini di efficacia- esibisce stime di valutazione proprietarie che rendono difficile la comparazione, non esistendo uno standard univoco al quale uniformarsi. Così, la percentuale di protezione generalmente accreditata al vaccino antileucemico -dal 75 all'85%- è da considerarsi una media indicativa.

    Nota: l'attuale letteratura veterinaria non riporta in termini assoluti la percentuale rischio ~ beneficio relativa ai vaccini utilizzati -siano essi prodotti col virus inattivato o con subunità proteiche dello stesso- data l'assoluta incomparabilità dei prodotti disponibili. Comunque, nessun vaccino -sia esso per uso medico o veterinario- può essere considerato al 100% efficace e/o privo di effetti collaterali: se per alcuni vaccini l'efficacia immunologica ne giustifica in pieno la pericolosità associata, per il vaccino antileucemico queste stime sono da rapportare al livello di esposizione potenziale del soggetto nei confronti del virus. La maggior parte dei gatti avrà più chance di neutralizzare un attacco virale avendo già nel sangue gli anticorpi specifici: questo 7-8 volte su 10 sarà confermato, ma sfortunatamente esiste una piccola percentuale di animali che non risulterà adeguatamente 'coperta' in caso di esposizione. E' sempre necessario discutere di tutti gli aspetti relativi al problema col proprio veterinario.
     
    Dalla prima stesura del FAQ, all'autrice [Erin Miller, ndt] è stata segnalata l'inutilità della vaccinazione antileucemica in gatti d'appartamento o non potenzialmente esposti al virus, citando una percentuale di rischio più bassa del 30%.
    Nella recente letteratura medica questa stima non viene accreditata, e in mancanza di sperimentazione in ambiente controllato, è aleatorio cercare di misurare l'effettiva utilità "sul campo" del vaccino antileucemico. Ogni veterinario interpellato dall'autrice continua a valutare soggettivamente la situazione: "E anche se fosse del 30%? La leucemia è una malattia terminale. Cosidereresti accettabile -per non utilizzare le cinture di sicurezza- un rischio del 30% di incidente mortale, se fossi in strada tutto il giorno? Finchè non verrà provato che la vaccinazione presenta seri effetti collaterali, è da considerarsi una buona precauzione indipendentemente dalla percentuale di rischio della malattia".

 

Senza vaccinazione, quant'è il rischio?  [indice]

    Secondo le statistiche pubblicate, la percentuale di rischio è altissima nei gattini e decresce negli adulti.
    Riguardo ad 1 singola esposizione al virus [ad es. un morso, ndt]:

    • tutti i micetti appena nati hanno il 100% di probabilità di venire infettati [viremìa persistente].
    • tutti i gattini di 8 settimane, già svezzati, hanno l'85% di probabilità di venire infettati [viremìa persistente].
    • fra i gatti adulti, non vaccinati e in altrimenti perfette condizioni di salute:
      • - il 40% ha la probabilità di neutralizzare il virus [immunità permanente].
        - il 30% ha la probabilità di venire infettato [viremìa latente].
        - il 30% ha la probabilità di venire infettato [viremìa persistente].

    [Referenze: Hardy ed altri, 1980]

 

La vaccinazione è costosa? Ogni quanto si fa?  [indice]

    A parte la prima vaccinazione e il conseguente richiamo, la normale cadenza della vaccinazione antileucemica è annuale [attualmente, si tende ad una cadenza biennale, sia per ridurre l'incidenza di sarcoma che alla luce di recenti studi comprovanti una maggiore durata della vaccinazione stessa. Affidatevi comunque al vostro veterinario, ndt].

    E' importante, se adottate e/o ospitate un gatto randagio del quale non sapete nulla, provvedere subito al test ELISA e -nel caso che questo, come augurabile, risultasse negativo- alla vaccinazione antileucemica. Questa è una precauzione indispensabile, soprattutto dove vi siano altri gatti FeLV[-]. I prezzi variano secondo il prodotto utilizzato, l'area geografica e la parcella applicata, ma sono orientativamente compresi fra 9 e 30 dollari [da 16.000 a 50.000 lire circa, ndt]. La media, visita esclusa, è sui 18 dollari [intorno alle 30.000 lire]. Una cifra simile dovrebbe costare il test ELISA.

 

La vaccinazione può provocare la malattia?  [indice]

    NO.
    Allo stato attuale delle conoscenze [luglio 1992, ndt], il vaccino antileucemico può fallire l'obiettivo di proteggere al 100% contro la malattia, ma NESSUN vaccino licenziato per la vendita negli Stati Uniti può causare positività al test di per sé [occasionalmente, e solo dopo esposizione al virus, un animale vaccinato può sviluppare una viremìa transitoria e conseguentemente risultare positivo: la difesa anticorpale creata dal vaccino dovrebbe comunque limitare questa condizione ad un periodo di tempo di circa 12 settimane]. L'autrice americana autorizza chiunque abbia statistiche su vaccini di produzione straniera ad aggiungerle -con le relative referenze- a questa sezione del FAQ.

 

La vaccinazione è rischiosa?  [indice]

    SI.
    Come in qualunque vaccino, c'è sempre la possibilità di ipersensibilizzazioni o addirittura di reazioni anafilattiche.

    E' un'ottima idea, dopo qualunque vaccinazione [o medicazione che comporti l'uso di anestetici e simili, ndt] sostare per 30 minuti nella sala d'aspetto o nelle immediate vicinanze,  prima di far ritorno a casa.

    E' oggetto di recenti studi l'occorrenza, nella zona di vaccinazione, di fibrosarcòmi [tumori maligni del tessuto connettivo, a sviluppo più o meno rapido, che originano metastasi diffuse per via sanguigna, ndt]. Originariamente attribuito alla vaccinazione antirabbica, il rischio viene ora considerato attentamente nei confronti di tutti i tipi di vaccinazione, con un tasso d'incidenza stimato [in crescita, ndt] di 1-2 casi su 10.000.

    Il rapporto rischio ~ beneficio, per un gatto d'appartamento NON libero di uscire, è da valutarsi attentamente col proprio veterinario [diluendo le vaccinazioni nel tempo e/o cambiando zona di inoculazione il più lontano possibile da organi vitali, ndt]. Qualunque rigonfiamento nella zona d'inoculazione, DEVE immediatamente essere riferito al proprio veterinario: il più delle volte si tratta di una normale reazione di poche settimane, ma in ogni caso NON va trascurata.

       

    [Ndt: a questo proposito -ferma restando la validità delle vaccinazioni- consiglio di consultare il sito:

    che contiene informazioni sul monitoraggio dei fibrosarcòmi da parte della "Task Force". La "Task Force" è nata dagli sforzi congiunti dell'American Vet Medical Assoc (AVMA), dell'American Animal Hospital Assoc (AAHA), dell'American Assoc of Feline Practitioners (AAFP), e della Veterinary Cancer Society, ndt]

 

La vaccinazione è obbligatoria?  [indice]

    NO.
    Nessuna vaccinazione -eccezion fatta per l'antirabbica in alcuni paesi- lo è. E' tuttavia fortemente consigliabile predisporre col proprio veterinario il piano di vaccinazioni più opportuno.

 

Ho un gatto d'appartamento. Devo vaccinarlo?  [indice]

    DIPENDE.
    La riposta a questa domanda sta nella valutazione del rapporto rischio ~ beneficio.  Se siete sicuri che non avverranno contatti neppure occasionali con animali FeLV[+] (perché abitate nei piani alti, non vi trasferirete per i prossimi anni...), la vaccinazione antileucemica non è strettamente necessaria. Ma se per qualche ragione vi trovate ad ospitare randagi (un micetto abbandonato...), o il vostro gatto si ritrova improvvisamente per la strada (perchè caduto dal balcone, scappato per le scale, smarrito...), se insomma un qualunque imprevisto lo mette potenzialmente a contatto col virus, allora un certo rischio esiste, e sarebbe meglio che lo affrontasse con quel 75-85% di protezione in più nel sangue, rispetto alle sue difese naturali.

    L'incidenza statistica di reazioni anafilattiche e/o di fibrosarcomi viene sopravvalutata rispetto a quella dell'infezione leucemica, anche da proprietari di gatti in semilibertà per i quali l'opportunità di rimediare un morso da parte di un animale FeLV[+] è assai più frequente che non per i gatti d'appartamento. Si tratta di una scelta personale, che andrebbe fatta alla luce di una corretta informazione sanitaria: è dovere di ogni proprietario responsabile -non del veterinario, dell'allevatore o dell'amico esperto- decidere quale rischio correre: se quello della vaccinazione, o quello della malattia.

 

Perché gli allevatori sconsigliano di vaccinare i gatti di razza?  [indice]

    Perchè suppongono che la sollecitazione anticorpale indotta dal vaccino possa essere controproducente in alcune razze, e -ipotizzando un minor rischio di esposizione virale per animali d'appartamento e/o da esposizione- non giustificata dagli eventuali benefici.

     C'è a volte un clima di diffidenza pregiudiziale reciproca fra il mondo veterinario e la comunità degli allevatori, circa le rispettive competenze. Come spesso accade in questi frangenti, entrambe le parti hanno un po' ragione e un po' torto.
    Molti allevatori lamentano un atteggiamento di sufficienza da parte di certi veterinari nei confronti delle razze selezionate.  Soprattutto i veterinari "comuni", abituati a lavorare con animali non di razza, tenderebbero a liquidare frettolosamente come 'difetti di selezione genetica' -da parte di allevatori malaccorti [o spinti da mere leggi di mercato]- malattie che altrimenti in animali non di razza avrebbero considerato con differente approccio diagnostico. Una sorta di snobismo al contrario. Per contro, è possibile riscontrare molto spesso una mentalità di eccessiva presupponenza in campo medico da parte di certi allevatori, una specie di 'empirismo terapeutico' di categoria, che li porta a fidarsi maggiormente dei consigli sanitari -più o meno fondati- dei loro colleghi, piuttosto che di veterinari professionisti qualificati.

    I pregiudizi si rivelano infondati -come spesso accade- quando si consideri che molti veterinari esercitano presso le maggiori organizzazioni del settore [in America CFA, TICA, ACFA, AKC -cani] o sono anch'essi conoscitori e/o allevatori amatoriali. D'altra parte, i migliori allevatori hanno cura di mantenersi sempre scrupolosamente aggiornati per quanto concerne gli sviluppi delle conoscenze veterinarie, e quindi questa contrapposizione di ruoli non ha motivo d'essere. A questo proposito, è sufficiente un po' di buona volontà da entrambe le parti, tenuto presente che non tutte le razze -e all'interno di una razza, non tutti gli individui- hanno le medesime predisposizioni genetiche nei confronti delle malattie, e che la scelta di un profilo terapeutico non può prescindere da considerazioni sia di carattere ereditario che soggettivo.

    Il sistema immunitario delle razze selezionate NON è mai stato analizzato, per accertare se vi siano differenze significative rispetto a quello dei gatti comuni. Tutti i vaccini attualmente in commercio sono stati sviluppati e testati su animali da laboratorio, e non esiste attualmente modo di sapere se la presunta maggiore suscettibilità di alcune razze pregiate possa trovare conferma. Alcuni allevatori accreditano questa posizione sulla base dell'esperienza. Nell'ambiente veterinario è generalmente ritenuta priva di fondamento.

    La risposta alla domanda posta inizialmente -che linea scegliere di fronte ad un gatto di razza- è affidata interamente alla sensibilità del proprietario: tutto si risolve nell'individuare quale sia la scelta giusta nell'interesse del proprio gatto. Parlatene -senza pregiudizi- col vostro allevatore; parlatene -senza pregiudizi- col vostro veterinario. Se l'allevatore sconsiglia di vaccinare il gatto perchè in quella particolare linea di sangue si sono verificati episodi di intolleranza al vaccino antileucemico, chiedete al vostro veterinario di tenerne conto, nella valutazione del rischio ~ beneficio.

 

Dopo la vaccinazione, il mio gatto sta male...   [indice]

    Analogamente alle persone, anche gli animali hanno reazioni soggettive alla vaccinazione. Statisticamente:

    • la maggior parte dei gatti non presenta disturbi di nessun tipo,
    • alcuni sperimentano un leggero malessere nelle ore successive, dovuto alla sollecitazione anticorpale,
    • altri -un numero piuttosto ridotto- hanno reazioni allergiche ad uno dei componenti del vaccino: febbre, diarrea,
    • qualche caso isolato -veramente raro- presenta reazioni anafilattiche gravi con collasso respiratorio e/o cardiaco.

    Se i problemi dovuti alla vaccinazione -*qualunque vaccinazione*- durano più di 12-24 ore, è necessario consultare immediatamente il veterinario, anche nel caso i sintomi appaiano lievi. Nel caso la reazione sia di tipo allergico, è utile concordare col veterinario differenti strategie per la vaccinazione successiva: potrebbe rivelarsi più conveniente accorpare le vaccinazioni in un'unica somministrazione o, al contrario, scaglionarle in 2-3 mesi. E' anche possibile diluire maggiormente la frequenza delle vaccinazioni, passando da base annuale a base biennale o triennale.

 

Portando un altro gatto a casa, ci sono pericoli?  [indice]

    DIPENDE.
    Occorre considerare l'ambiente dal quale l'animale proviene. Se:
        - è stato recuperato dalla strada, [animali dispersi, feriti, cuccioli abbandonati...]
        - è stato adottato da un ricovero, [alcuni ricoveri di routine eseguono test antivirali, altri no: chiedete sempre!]
        - è stato ceduto da precedenti proprietari che non usavano vaccinarlo e/o testarlo [o non ne siete sicuri...]
    è saggia precauzione tenerlo *fisicamente* separato dal vostro gatto -ad es. in una stanza di servizio- con ciotole e lettiera proprie, finchè il veterinario non abbia escluso la possibilità di malattie virali in incubazione o in atto [lavate sempre le mani con sapone disinfettate -o candeggina diluita- dopo aver accudito il nuovo venuto, soprattutto se avete applicato medicazioni, ndt].  [la vaccinazione non protegge al 100%].

    Non fate sì che un atto di generosità si trasformi -e succede spesso- in una tragica imprudenza per l'omissione di questa elementare precauzione! Animali perfettamente sani di per sé possono essere portatori di virus letali nei confronti degli altri. Se per la strada vi trovate di fronte ad un gattino abbandonato, prendetevi cura SIA di lui SIA del micio di casa!

    Pulci, micosi cutanee, parassiti intestinali e altri problemi minori non costituiscono fortunatamente grandi pericoli, ma è comunque preferibile curare un solo animale anziché due.

 

Quanto resta da vivere ad un gatto IFA[+]?  [indice]

    DIPENDE.
    Dipende da così tanti fattori che è pressocché impossibile indicare un'aspettativa media di vita. In primo luogo, dipende da quanto precocemente viene diagnosticata la presenza del virus: se i test antileucemici vengono eseguiti solo quando l'animale comincia a non essere in buona salute, è purtroppo improbabile riuscire a mettere in atto misure preventive per allungare il più possibile il tempo di latenza della viremìa. E' importante che, specialmente sui gatti liberi di uscire e in generale in tutte le situazioni di potenziale esposizione [ad es, se il gatto viene morso da un randagio, ndt], vengano eseguiti test di controllo e vaccinazioni regolari.

    Dal momento in cui il virus aggredisce il sistema immunitario, l'83% degli animali ha un'aspettativa di vita che varia da pochi mesi a 3-4 anni, a causa dell'insorgere di malattie concomitanti (Hardy ed altri, 1980). Purtroppo, è inutile aspettarsi che la maggior parte possa sopravvivere più a lungo.

    Molto diverso invece il caso degli animali con viremìa allo stadio latente [ELISA[+]o[-]  IFA[-], ndt], e ancor più i portatori sani [ELISA[+] IFA[-], ndt]: sono stati riportati casi isolati di soggetti sopravvissuti per 10-12 anni in ambiente protetto, ed anche un caso -non documentato- di un gatto sopravvissuto per 20 anni col virus. Sono comunque casi estremi e, purtroppo, non molto frequenti.

 

Quali sono i sintomi della leucemia?  [indice]

    Sfortunatamente, la malattia di per sé non dà sintomi definiti: essendo provocata da un retrovirus immunosoppressivo, è spesso accompagnata da un alto numero di malattie concomitanti, che non è sempre facile differenziare. I sintomi caratteristici della sola leucemia sono: un'incontrollata proliferazione di globuli bianchi nel sangue, spesso unita ad una persistente anemia [dovuta all'immissione in circolo di cellule ematiche immature, ndt].

    Il quadro generale è spesso caratterizzato da gengiviti croniche, stomatiti, ulcere alla bocca, ascessi e ferite cutanee che non cicatrizzano. Spesso occorrono altre malattie infettive concomitanti (FIP, FIV). Ricorrenti anche i disturbi all'apparato digestivo (vomito, diarrea) spesso complicati da turbe neurologiche (alcuni gatti sembrano sostare nei pressi della ciotola come se non fossero capaci di mangiare). Compromesso anche l'apparato respiratorio superiore (per cui il respiro diviene difficoltoso e pesante). In definitiva, la leucemia apre la strada a qualunque tipo di malattia, per cui è impossibile fornire un quadro esaustivo della sintomatologia. Qualunque comportamento anomalo (debolezza, depressione, perdita di peso, mancanza di appetito, etc) in un gatto FeLV[+] deve essere immediatamente segnalato all'attenzione del veterinario.

 

Il mio gatto FeLV[+] è morto. Fra quanto posso prendere un altro?  [indice]

    1 SETTIMANA.
    Da un punto di vista strettamente medico, tralasciando ovvie considerazioni di carattere emotivo, non è necessario attendere oltre. Il virus non può riprodursi in ambiente extracellulare, e nelle tracce di saliva, sangue e urina eventualmente lasciate dall'animale infetto non sopravvive a lungo [3 giorni sotto le migliori condizioni, ndt]. Un veterinario addirittura asserisce che già dopo 24 ore l'ambiente è da ritenersi sicuro. Per accelerare il periodo di 'quarantena' si possono seguire questi accorgimenti:

      • disinfettare accuratamente pavimenti e tavoli con candeggina in soluzione [100gr polvere in 4lt d'acqua]
      • sostituire ciotole, vaschette, giocattoli e quant'altro appartenuto al gatto precedente (è in alternativa possibile lavarli e disinfettarli accuratamente, me dato l'esiguo costo di questi accessori è più sicuro disfarsene e comprarne di nuovi).
      • passare ripetutamente il battitappeto o l'aspirapolvere su tappeti e moquette [se si dispone di bidoni a vapore tipo "Vaporella" è possibile eseguire una perfetta sterilizzazione anche di queste superfici, ndt]

 



PARTE II: Cosa fare se il vostro gatto risulta positivo al test...  [vai al sommario]

 Questa sezione è più specificatamente rivolta a chi possieda un gatto in viremìa persistente (IFA[+]).

  • Bisogna fare in modo che ASSOLUTAMENTE sia tenuto DENTRO CASA. Questo vale per tutti i gatti sia persistentemente infetti [IFA[+]] che per i portatori sani [ELISA[+] IFA[-] a lungo termine].

  • Questo è l'unico comportamento responsabile per proteggere sia lui (più viene tenuto riparato, meno facilmente si ammala), sia tutti gli altri gatti della zona, randagi o meno: il vaccino ha solo un 75-85% di efficacia, e rischiare di scatenare un'epidemia di leucemia felina nella zona permettendo al proprio gatto FeLV[+] di gironzolare è ASSOLUTAMENTE da IRRESPONSABILI!

    Se non POTETE, o non VOLETE tenere il gatto dentro casa, vi restano *umanamente* solo due alternative accettabili:
    - trasferirlo presso un'altra casa e/o ricovero (vedi più avanti),
    - farlo eutanasizzare dal veterinario (può sembrare una soluzione crudele, e lo è. Ma a volte è l'unica possibile)

 

Il mio gatto è IFA[+]. Va eutanasizzato?  [indice]

    DIPENDE.
    Molti veterinari consigliano l'eutanasia, specie se l'animale è in leucemia conclamata. In questo caso si tratta di una scelta giusta: la leucemia è una malattia terminale, non è giustificabile lasciarlo soffrire inutilmente.

    Diverso il caso di un gatto IFA[+] ma apparentemente sano: essendo la qualità della vita ad un livello soddisfacente, l'eutanasia diventa un'opzione estrema, da considerarsi solo quando non sia possibile gestire la situazione altrimenti. Se non è possibile prendersi personalmente cura del proprio gatto FeLV[+] [ad es. quando sia necessario allontanare un gatto FeLV[+] dagli altri, ndt], vi sono altre opzioni da prendere in esame, prima di pensare di ricorrere all'eutanasia.

    Qualunque decisione prendiate -averne cura, affidarlo ad altri, farlo eutanasizzare- due cose NON potete fare: ignorare il problema, e liberarvi del gatto [magari scaricandolo da qualche parte, ndt].

 

Il mio gatto è IFA[+]. Cosa lo aspetta?  [indice]

    Purtroppo, è impossibile predire il futuro. La malattia comprende così tante variabili che è impossibile prevedere una media di cosa accadrà, o di quando accadrà. Se chiedete a 5 veterinari, otterrete 5 pareri diversi, perchè anche la letteratura medica internazionale è in disaccordo su questo punto. Di seguito, vengono riportati due estratti dalle pubblicazioni delle massime autorità in materia [c'è da considerare che il 60-80% -Referenza: drNell Barrett Salter- dei gatti esposti al virus sviluppano anticorpi efficienti nel neutralizzarlo, e rimangono IFA[-]. E' altresì da mettere in rilievo la differenza di tempo che separa questi studi, ndt]

    (Hardy ed altri, 1980): dei gatti risultati IFApositivi al primo test, e confermatisi tali nel trimestre successivo:
     

    • quasi il 45% è da considerarsi infetto in stadio persistente. Questi animali sono contagiosi, e presto o tardi manifesteranno acuti segni di leucemia conclamata e malattie ad essa correlate [l'aspettativa di vita media è di 2 anni, ma il 17-20% raggiunge i 3-4 anni -Referenza: Journal of the AVMA, ndt]
    • l'altro 55% è da considerarsi infetto in stadio latente, o portatore sano. Questi animali sono poco contagiosi [tranne i portatori sani], ma per il resto sono in buona salute. Questa condizione può durare da alcuni mesi a molti anni, può sfociare in leucemia conclamata oppure no.

    (Loar, 1993): dei gatti risultati IFApositivi al primo test, e confermatisi tali nel trimestre successivo:

    • solo il 5% è da considerarsi infetto in stadio persistente. Questi animali sono contagiosi, e molto presto manifesteranno acuti segni di leucemia conclamata e malattie ad essa correlate.
    • il restante 95% è da considerarsi infetto in stadio latente, o portatore sano. Questi animali sono poco contagiosi [tranne i portatori sani], ma per il resto sono in buona salute. Questa condizione può durare da alcuni mesi a molti anni, può sfociare in leucemia conclamata oppure no.

 

Il mio gatto è IFA[+]. Come posso proteggerlo?  [indice]

    Non ci sono purtroppo ricette miracolose: anche se apparentemente sano, il sistema immunitario di un gatto IFA[+] è conseguentemente indebolito: il successo o meno nella difesa dalle malattie esterne dipende dall'ambiente circostante, dallo stato di salute del gatto e dalla risposta alle terapie convenzionali.

    Esiste però un accorgimento importante da prendere: al contrario della FIV, sembra che nel progredire dell'infezione leucemica giochi un ruolo non secondario l'esposizione a situazioni di stress, che abbassano pericolosamente la soglia della risposta immunitaria. Lo stress riduce grandemente l'abilità del sistema immunitario di reagire appropriatamente, per cui evitare tutte le possibili sollecitazioni può essere la carta vincente nella terapia della leucemia felina.

    "Ma se mangia e dorme tutto il giorno, come fa a stressarsi?" Questa è la classica domanda che solitamente i proprietari si fanno. Lo stress è da intendersi da un punto di vista *felino*. Sono situazioni stressanti tutte quelle che costituiscono una contrarietà rispetto ad un benessere ideale: trovare la ciotola vuota, mangiare del cibo poco gradito, dover usare una lettiera sporca o umidiccia, non poter dormire per rumori fastidiosi, la presenza di estranei in casa... tutte quelle situazioni insomma che infastidirebbero solamente un gatto normale, possono essere letali per un gatto leucemico. Non progettare traslochi, ristrutturazioni o cambiamenti sostanziali è l'unico modo possibile di proteggere il proprio gatto.

 

Il mio gatto è IFA[+]. Dev'essere sterilizzato?  [indice]

    SI.
    Senz'altro. NESSUN gatto FeLV[+] maschio o femmina dev'ssere utilizzato per la riproduzione [tutti i micetti nascerebbero infetti, o verrebbero infettati di lì a poco,  ndt]. Data la necessità di mantenere l'animale in casa, e separato dagli altri, la sterilizzazione è senz'altro la migliore soluzione. Esiste è vero, una preoccupazione maggiore riguardo all'anestesia, per cui è necessario che il veterinario valuti attentamente la migliore opzione possibile. Non è una cattiva idea segnare in un libretto sanitario la storia clinica (operazioni, vaccini, malattie, medicine etc) del piccolo "paziente", da poter esibire in casi d'emergenza o qualora il veterinario non fosse quello usuale..

 

Il mio gatto è IFA[+]. Devo continuare a vaccinarlo?  [indice]

    NO.
    La letteratura medica raccomanda di sospendere la vaccinazione antileucemica. Oltreché inutile, la sollecitazione anticorpale potrebbe essere addirittura controproducente. E' possibile tuttavia continuare le vaccinazioni contro altre malattie virali (panleucopenia, rabbia etc.). E' necessario consultare il veterinario a questo proposito.

 

Uno dei miei gatti è IFA[+]. Gli altri no. Che devo fare?  [indice]

    DIPENDE.
    E' una scelta difficile, per la quale non ci sono risposte predefinite. E' consigliabile valutare la situazione col proprio veterinario: se si tratta di gatti adulti che convivono da lungo tempo insieme, è probabile che gli altri gatti siano stati già abbondantemente esposti, e che abbiano acquisito una sorta d'immunità [o sarebbero risultati positivi anche loro, ndt].

    Tuttavia, dato il margine di fallibilità [15-25%, ndt] del vaccino antileucemico, la rimozione del soggetto FeLV[+] sembra la via più sicura per evitare che gli altri gatti possano venire contagiati. In un non troppo recente studio (Barlough, 1984) è statisticamente emerso che:

    • su 45 colonie dalle quali i gatti FeLV[+] erano stati allontanati, il 99,5% dei gatti FeLV[-] è rimasto tale.
    • nelle colonie nelle quali i gatti FeLV[+] coabitavano con i FeLV[-] l'incidenza d'infezione era 40 volte maggiore.

    In definitiva, è consigliabile sistemare altrove il gatto FeLV[+], per non far correre inutili rischi anche agli altri.

    E' teoricamente possibile, in alternativa, mantenere una 'quarantena domestica' per il gatto FeLV[+]. Questo comporta che:

      - le porte vengano mantenute chiuse e le rispettive aree siano possibilmente distanti, per evitare contatti,
      - le ciotole, le lettiere, i giocattoli e quant'altro vengano mantenuti rigorosamente separati,
      - laviate e disinfettiate le mani e gli abiti [comprese le scarpe] ogni qualvolta avviciniate il gatto FeLV[+]

 

Il mio gatto è IFA[+]. Può avere una compagnia?  [indice]

    SI.
    Assumendo che l'animale sia d'accordo, vi sono due differenti possibilità:

    • prendere un cane (i cani NON vengono contagiati): è un'ottima idea, specie se sia il gatto che il cane sono cuccioli. Il cane inoltre può essere portato liberamente fuori. Dovete però essere consci dell'impegno che vi assumete: dovervi occupare SIA del gatto SIA del cane, in misura consona alle due specie. E' meglio dare un'occhiata a questo esaustivo FAQ sui cani [ http://www.io.com/user/tittle/dogs-faq/homepage.html ], prima di procedere.
    • prendere un altro gatto FeLV[+]: questa è una soluzione generosa. Molto generosa: dovete essere consapevoli che le cure, le spese e le apprensioni saranno moltiplicate per due, e che l'unica consolazione sarà quella di aver prestato affetto a creature destinate a non sopravvivere a lungo. La morte di uno o di entrambi è un trauma al quale dovrete essere prepararti (e non lo sarete mai abbastanza). Dovete essere assolutamente convinti di volerlo fare. Inutile dire che NESSUNO dei due animali potrà uscire di casa. Studi veterinari o ricoveri possono essere il posto giusto dove lasciare il vostro recapito. Può succedere che vi vengano chieste delle referenze (ad es, il nome del vostro veterinario), per essere sicuri che non siate qualche specie di psicopatico/a in cerca di gatti da torturare. Naturalmente penseranno che siete matti ugualmente, per il fatto di volervi prendere cura di due creature malate...

    In ogni caso, NON potete prendere come compagno del vostro, un gatto FeLV[-], non importa se vaccinato o meno.

 

Il mio gatto è IFA[+]. Non posso tenerlo, non voglio eutanasizzarlo. Che posso fare?  [indice]

    Se l'animale è in buone condizioni di salute, un primo passo consiste nel lasciare messaggi presso gli studi veterinari, i rifugi per animali malati [quelli normali usualmente eutanasizzano qualunque animale sieropositivo, anche se sano, ndt], i giornali locali o le riviste specializzate. Sebbene molto difficili da trovare, alcuni ricoveri -generalmente gestiti dal volontariato- sono specificatamente riservati ai gatti leucemici. Non aspettatevi comunque di riuscire a "piazzare" il gatto nel giro di poche settimane. Un gatto FeLV[+] è inadottabile da parte di chiunque non stia specificatamente cercandone uno (vedi precedente domanda).

    A questo proposito, DOVETE assicurarvi che qualunque privato che si mostri interessato lo faccia per scopi moralmente accettabili: esiste un mercato sotterraneo delle più varie abiezioni (vendita a pseudo-laboratori o studenti, sevizie, messe nere, cibo per fiere in zoo clandestini etc). A questo, è certamente da preferire l'eutanasia...


 
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