GATTO DI CASA
STORIA
Per risalire alle origini del nostro gatto
domestico dobbiamo fare un salto nel passato di circa 50 milioni di anni e
trovare i seguenti mammiferi: il Miacis, poi l’Hoplophoneus, e il Dinictis. Ma
risale a circa 25 milioni di anni fa il primo animale accostabile ai felini, lo
SMILODON, un animale, in realtà, più simile alla tigre, con dei grandissimi
denti a sciabola e poco volume cranico. Ma dallo Smilodon deriva i primi gatti:
Gatto
di Martelli, poi estinto
GATTO
DI PALLAS da cui hanno
origine i felini di oggi
tra i
900 mila e i 600 mila anni fa troviamo il gatto selvatico europeo, Felis
Silvestris

successivamente le glaciazioni fanno mutare la
struttura del gatto (diviene più piccolo) e favoriscono la sua migrazione
Gatto del Deserto
Gatto Selvatico Africano, Felis Libica

Nel
Felis Libica troviamo il vero progenitore dell’odierno gatto domestico, che
infatti proviene dalla Valle del Nilo , luogo dove si ritiene sia iniziato il
suo addomesticamento.
Si ritiene che i gatti abbiano iniziato a vivere
accanto all’uomo attorno al 6.000 a.C. , ma solo verso il 2.000 a.C. questi
cominciarono ad essere addomesticati con il fine ultimo di difendere i magazzini
di cereali dalle invasioni dei topi.
I primi popoli che hanno addomesticato il gatto
sono stati i cinesi e gli indiani in Asia, gli egiziani in Africa. Questi ultimi
dettero perfino le sembianze di questi animali ad alcune divinità (per esempio
a Bastet, popolarissima dea della vita, della fecondità e della maternità, che
veniva rappresentata con il corpo di donna e la testa di gatto).
Ai tempi dei faraoni il gatto era considerato un
animale sacro, degno di totale protezione e culto e infatti alla sua morte
veniva imbalsamato e tumulato mentre chi lo maltrattava veniva punito con la
morte.
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Nei secoli successivi anche gli etruschi e i
romani allevarono i gatti mentre durante il medioevo i gatti vennero considerati
animali demoniaci (soprattutto per essere gli animali prediletti dalle streghe)
e quindi furono oggetto di torture e persecuzioni.
Nel secolo XVIII i topi si diffusero talmente che
la presenza del gatto nelle case divenne indispensabile tanto che in Francia il
fisco vi aveva imposto una tassa.
Da qui e dalla convinzione che tra gli animali
domestici fosse il più pulito e quindi portasse meno malattie degli altri, il
gatto fece il suo ingresso ufficiale nei salotti.
NASCITA, SVILUPPO
Il gatto domestico alla nascita pesa circa 100gr.
Nelle prime 2 settimane il gattino apre gli occhi (che sono sempre di colore
grigio-blu) , inizia a strisciare e gli spuntano i primi incisivi da latte.

il gatto della foto è di nickyc
Verso le 4 settimane il gattino prende a
camminare speditamente , inizia lo svezzamento e la madre gli insegna a lavarsi
e ad usare la lettiera.
Verso le 5 settimane il gattino inizia a correre,
giocare ed accenna a lavarsi da solo.

la mamma (beatrice) che allatta con i 4 gattini (Ops il tricolore rosso nero e
bianco, Sally il tricolore grigio beige e bianco, Milk il bianco, Vaniglia
l'altro bianco con pelo lungo)...
Nella seconda c'è il padre (Dante) che pulisce Milk...! (sono tutti di Costanza)
Dai 6 agli 11 mesi il gattino si allontana sempre
di più dalla madre per giocare ed avere i primi approcci con la caccia. Durante
questo periodo si completa anche la dentatura da latte.
Dalle 12 alle 18 settimane il gattino muta il
colore degli occhi in favore di quello definitivo e iniziano a spuntargli i
denti definitivi, il cui sviluppo terminerà tra i 6 e gli 8 mesi.
Tra i 7 e i 12 mesi di età il gatto raggiungerà
la maturità sessuale ed un peso medio pari a 3 kg per i maschi e pari a 2,4 kg
per le femmine, peso che dovrebbe rimanere pressoché invariato fino alla morte
che sopraggiunge attorno ai 15 anni.

il gatto delle foto è di nickyc
CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE E FISIOLOGICHE
–
Testa
piccola e triangolare nelle femmine, grande e tonda nei maschi
–
Collo
lungo
–
Orecchie
a punta e ben proporzionate con la testa
–
Occhi
giallo-verdi, raramente anche blu, grandi e perfettamente rotondi che presentano
una pupilla con una grande capacità di dilatazione e contrazione al variare
dell’intensità della luce e una terza palpebra con funzione di ulteriore
protezione per l’occhio. Questi quasi non percepiscono il rosso e sembra che
anche gli altri colori vengano rilevati debolmente.Gli occhi dei gatti sono
inoltre catarifrangenti al buio grazie alla presenza dietro alla retina del tapetum
lucidum, una speciale formazione cellulare che contiene guanina, che
permette a questi animali la visione quando c’è pochissima luce (buio per
l’uomo).Questa caratteristica da all’occhio del gatto un aspetto iridescente
quando c’è buio.
Notevole è anche il campo visivo del gatto,
questo infatti ha un raggio di circa 285 gradi, di questi 130 sono in
sovrapposizione (visione di un occhio sovrapposta a quella dell’altro e quindi
percezione della tridimensionalità) mentre il campo visivo dell’uomo è di
210 gradi, di cui 120 gradi in sovrapposizione.
–
Udito
sensibilissimo. L’udito del gatto percepisce suoni fino a 65 mila cicli al
secondo (mentre l’udito dell’uomo arriva fino a 20 mila cicli al secondo) ed
è tra i più sensibili del regno animale. Pare infatti che riesca ad avvertire
suoni alla portata solo dei pipistrelli e a distinguere con una precisione molto
alta due suoni vicinissimi provenienti da due fonti diverse. Il gatto riesce
inoltre a distinguere due note diverse solo di un decimo di tono ed è quindi
comprensibile che detesti i rumori forti mentre sembra gradire la musica,
distinguendo i generi e prediligendo la musica classica.
–
Olfatto
finissimo. L’olfatto del gatto è costituito da 200 milioni di cellule
olfattive (noi uomini ne abbiamo 5 milioni) ed è fine quasi quanto l’olfatto
del cane. Il gatto riesce inoltre a sentire gli odori anche attraverso la lingua
(come fanno i serpenti) , infatti lo si nota a volte aprire la bocca, scoprire i
denti e ansimare. Questo atteggiamento non sta a significare che l’animale è
spaventato o accaldato ma significa che sta usando una particolare struttura
sensoriale che si trova nel palato, organo
di jacobson o organo vomeronasale,
che gli permette di riconoscere gli odori analizzando sia il loro odore che il
loro sapore.
–
Vibrisse.
Le vibrisse dei gatti non sono solo simpatici baffi e sopracciglia ma
soprattutto preziosi organi di senso che permettono loro di avere costanti
informazioni in merito agli spazi che attraversano, ai movimenti presenti
nell’aria e alla pressione atmosferica. I baffi appunto vibrano e queste
vibrazioni vengono trasmesse al cervello dell’animale che le elabora e ne
deduce forma e dimensioni degli ostacoli. Le vibrisse sono quindi
importantissime di notte e durante la caccia.
–
La bocca
del gatto è piccola ma capace di una grande dilatazione, contiene 30 denti
permanenti che dopo la maturità avranno sostituito i 24 denti da latte.
–
Molto caratteristico è il rivestimento della parte superiore della lingua
del gatto composta da papille cornee ad uncino che permettono all’animale
un’accurata pulitura del mantello e di levare dalle ossa delle prede fino alla
più piccola quantità di carne.
–
Il corpo
del gatto, agile e molto robusto, è formato da circa 250 ossa e da circa 500
muscoli a cui è dovuta la sua sorprendente agilità. Le zampe posteriori sono
più lunghe di quelle anteriori e questo permette al gatto di fare salti
altissimi partendo da fermo e di fare atterraggi spettacolari attutendo
l’impatto con il suolo. Il gatto ha 5 dite nelle zampe anteriori e 4 dita in
quelle posteriori, tutte dotate di artigli retrattili e cuscinetti carnosi. La
temperatura media corporea è di 38,3° C circa.
–
La coda
è lunga in media 26 cm, cioè pari alla metà della lunghezza del corpo e funge
da contrappeso negli spostamenti difficili, da elemento smorzatore delle cadute
e da timone nel nuoto (i gatti sono ottimi nuotatori nonostante odino
l’acqua). Inoltre la coda è un segnale inequivocabile degli umori del gatto,
quando questo infatti la agita debolmente è disposto a farsi accarezzare,
quando la tiene dritta è attento mentre quando la agita freneticamente è
meglio tenersi alla larga!
–
Il mantello
del gatto è folto e soffice, d’inverno il pelo si fa più fitto, si
alleggerisce invece in estate. In origine era di colore marrone, nero, grigio o
striato. Leccandosi il mantello il gatto ingerisce notevoli quantità di pelo
che gli possono causare delle occlusioni intestinali, è bene quindi fornire al
gatto la possibilità di mangiare dell’erba, o consultare il veterinario che
consiglierà una crema specifica, in modo da far espellere al gatto il pelo
ingerito.
LA CAMMINATA E L’EQUILIBRIO
Per camminare il gatto spende pochissime energie
e può arrivare ad una velocità di 50 km/h.
La forte muscolatura consente al gatto di
arrampicarsi e saltare senza fatica però per lui è molto più facile salire
che scendere sia per la curvatura delle unghie che per il fatto che la
muscolatura lombare non agisce da freno e quindi l’andatura risulta in
continua accelerazione.
Ma ciò che più colpisce nel gatto è il suo
sensazionale equilibrio dovuto alla coda con cui controbilancia il peso ma
soprattutto all’elevatissima velocità con cui gli stimoli nervosi arrivano al
cervello.
Particolarissima è inoltre la caratteristica del
gatto di cadere in piedi anche da notevoli altezze senza subire conseguenze.
Quando un gatto cade i suoi occhi e l’apparato vestibolare (posto dentro
l’orecchio) informano istantaneamente il cervello della posizione della
testa rispetto al suolo. Il cervello quindi stimola i muscoli del collo affinché
questi permettano che la testa si giri nella direzione della caduta e quindi
anche il corpo segue lo spostamento della testa e così il gatto cade in piedi.
C’è da sottolineare però che i gattini appena nati non hanno la vista e
l’apparato vestibolare completamente sviluppato e quindi non sono in grado di
cadere in piedi.

il gatto della foto è
di Saretta85
RIPRODUZIONE
La capacità riproduttiva delle gatte inizia dopo
la maturità sessuale che avviene intorno ai 7 mesi e dura fino all’8° anno
mentre per i maschi inizia attorno ai 12 mesi circa e dura fino al 14° anno.
Nei momenti dell’estro la femmina attira i
maschi con grida particolarissime, dei miagolii prolungati e dal tono intenso.
Può accadere che una femmina torni nel periodo dell’estro e che quindi si
accoppi anche durante la gravidanza e questo non impedisce la nascita di gattini
perfetti per entrambe le generazioni che possono venire alla luce
contemporaneamente o dopo 13 giorni.
Il parto avviene dopo 62-63 giorni dopo
l’accoppiamento ed ogni gattino nasce con la testa in avanti e tutto avvolto
da un sottile involucro che la madre lacererà con i denti per passare poi a
tagliare il cordone ombelicale e leccare il neonato per stimolarlo a respirare.
Terminato il parto mamma gatta mangia la placenta, abitudine condivisa da molti
altri mammiferi, mentre il piccolo già succhiano il latte. Gli altri gattini,
una gatta ne partorisce in media da 2 a 4, nasceranno ad intervalli non
regolari. I gattini appena nati sono tutti ciechi, aprono gli occhi solo dopo
alcuni giorni.
ALIMENTAZIONE, ABITUDINI E COMPORTAMENTO
Nonostante l’ormai lunga convivenza e lo
stretto rapporto instaurato con l’uomo questo non ha mutato le abitudini del
gatto.
Per quanto riguarda l’alimentazione il gatto
preferisce pasti poco abbondanti ma frequenti durante l’arco della giornata.
Dalla mia esperienza personale posso dire che i gatti prediligono il cibo secco
come alimentazione di tutti i giorni mentre l’umido lo apprezzano una volta
ogni tanto ma non è detto che sia così per tutti i soggetti.
Quando parlo di cibo umido e secco mi riferisco a
mangimi di qualità perché molto spesso le industrie che producono questi
prodotti sono multinazionali che utilizzano scarti della macellazione , cereali
non adatti all’alimentazione umana e altri prodotti di bassissima qualità.
Ovviamente questi “alimenti” fanno male alla salute dell’uomo come a
quella dei nostri animali e si rischia di risparmiare sul cibo per poi far
soffrire il nostro micio e spendere i soldi risparmiati in cure mediche!!
Si deve quindi fare molta attenzione e leggere
sempre bene le etichette dei cibi per gatti che acquistiamo tenendo presente che
le ditte citano genericamente come “sottoprodotti” gli scarti di cui stiamo
parlando.
Il gatto è un animale molto territoriale e
abitudinario infatti divide tuttora il suo territorio in zone ben definite in
base alla funzione che queste hanno per lui: zona rifugio, zona attorno a casa e
zona di caccia.
Nella zona rifugio (stanza o angolo preferito) il
gatto si considera al sicuro e protetto e si lascia avvicinare e toccare e non
lascia entrare in questo territorio nessun altro gatto.
Nella zona attorno a casa il gatto si mantiene
allerta e sulle difensive anche nei confronti del padrone.
Nella zona di caccia invece il gatto
cattura le sue prede e cerca di combattere gli aggressori che superano il limite
segnato dai suoi escrementi.
Esistono poi anche aree franche dove vige la
legge del più forte.

il gatto della foto è
di Saretta85
Il gatto è anche un animale molto curioso,
sempre pronto ad esplorare nuovi territori e cercare nuovi nascondigli, magari
per schiacciarci un pisolino anche perché è solido trascorrere gran parte
della giornata dormendo. Non è strano trovare il proprio gatto che dorme
comodamente sul divano di casa o sul nostro letto, preferibilmente sdraiato
sopra un nostro indumento per essere a contatto con il nostro odore e imprimere
a sua volta il suo odore su di noi che ci considera parte del suo “clan”.

il gatto della foto è
di Saretta85
Non spaventatevi nemmeno quando troverete il
vostro adorato micio che prima di mettersi a dormire su qualcosa di vostro fa le
fusa ed alza e abbassa alternativamente le zampette anteriori con le unghie
leggermente sfoderate, a parte qualche danno al tessuto sul quale il gatto sta
compiendo questa operazione, il significato di questa azione è meraviglioso, il
micio infatti vi sta manifestando tutto il suo affetto e la sua felicità e
anche questa volta gli odori, il vostro paragonato a quello della madre, fanno
parte del gioco. Questa azione infatti il vostro gatto la faceva da piccolo per
stimolare l’allattamento e allo stesso tempo manifestare alla madre la sua
felicità per il nutrimento ricevuto.

il gatto della foto è di pushkin
Un’altra caratteristica del gatto è la
pulizia. E’ infatti un animale molto pulito grazie alle leccate vigorose con
cui si striglia e questo gli permette di essere un animale che non emana cattivi
odori e che ha sempre un pelo lucido ed ordinato. Mamma gatta insegna la pulizia
anche ai suoi cuccioli fin da piccolissimi.

il gatto della foto è di isetta
L’IMPORTANZA DEGLI ODORI
La vita sociale dei gatti è organizzata secondo
una struttura gerarchica definita dai segnali odorosi lasciati appositamente da
ciascun membro. Ogni gatto in varie parti del corpo è dotato di particolari
ghiandole sebacee, nelle guance, nel mento, nelle labbra, nei cuscinetti delle
zampe e nella zona perianale alla base della coda. Queste ghiandole producono
delle secrezioni che permettono ad ogni esemplare di comunicare agli altri la
propria presenza e i confini del territorio sotto il proprio controllo.
Quando due gatti si incontrano infatti per
conoscersi si annusano reciprocamente mentre se sono della stessa comunità si
strofinano per scambiarsi i propri odori.
Un modo particolare, chiamato chinning,
che usa il gatto per marcare il proprio territorio, è sfregare il mento e la
bocca sugli oggetti che gli appartengono e spesso anche sul proprietario, così
da far sapere agli altri gatti che quegli oggetti o quelle persone sono
“proprietà privata” a cui l’accesso è negato anche agli esemplari della
propria comunità.
LE FUSA
Le fusa sono il suono che più di tutto
caratterizza il gatto ma il fattore che le genera rimane ancora oggi un mistero
nonostante si sappia che queste sono controllate dal sistema nervoso centrale
dove c’è proprio un centro delle fusa.
Le fusa sono emissioni sonore inspiratorie ed
espiratorie a intervalli regolari di 30-50 millisecondi che possono avere
livelli di intensità molto diversi. Le fusa vengono emesse dalla laringe e dal
diaframma che si contraggono alternativamente in maniera rapidissima (velocità
mai riscontrata in altri mammiferi) contribuendo alla circolazione dell’aria
nell’apparato respiratorio e migliorando la circolazione del sangue.
Le fusa hanno diverse funzioni: servono da
richiamo per i piccoli e favoriscono la lattazione, manifestano la serenità e
la felicità dell’animale in un determinato momento.
I GATTI E IL GIOCO

Per il gatto il gioco è molto importante perché
grazie a questo sviluppa il suo istinto di cacciatore. E’ molto importante
quindi incoraggiare il proprio gatto a giocare perché questo lo aiuta a
mantenersi in forma sia fisicamente che psicologicamente.
Indispensabile per i gatti che vivono in casa è
anche posizionare in un preciso angolo di casa il “tiragraffi”, aggeggio su
cui il gatto affila le proprie unghie risparmiando i mobili.

il gatto delle foto è di pushkin
COMUNICAZIONE UOMO-GATTO
Più che il senso delle parole, l’importanza
nel linguaggio uomo-gatto sta nel tono della voce. Usare termini e gesti
ripetitivi con un tono dolce aiuta il gatto a capire il senso delle azioni
dell’uomo e lo stimolano a comunicare a sua volta.
Il gatto è un animale molto sensibile e,
nonostante non lo manifesti, è molto legato al proprio padrone.
Un gesto che ha molto significato per il gatto è
portare a casa al proprio padrone una preda catturata da lui. Il gatto cattura
quella preda appositamente per portarla al padrone perché si sente responsabile
del suo sostentamento e come gesto d’affetto. Quindi chi si trova nella
situazione di ricevere un regalo di questo tipo dal proprio micio è in dovere
di accettarlo di buon grado e ricompensare il proprio micio con qualche coccola!
LA TRAGEDIA DELL’ABBANDONO E LE
COLONIE
I gatti, come i cani, sono gli
animali da compagnia più diffusi e più amati dall’uomo…in realtà
purtroppo non tutti gli uomini li amano davvero.
I gatti
sono animali in grado di dare moltissimo affetto a chi si prende cura di loro,
affetto che però viene spesso dimenticato, cancellato nel momento in cui il
“padrone” non ne ha più bisogno o magari quando arriva il momento di
partire per le vacanze.
Da quel
momento il gatto diventa solo un peso, un oggetto di cui ci si deve liberare e
il metodo migliore e più veloce per farlo risulta essere l’abbandono.
Milioni
di gatti ogni anno vengono vigliaccamente abbandonati a loro stessi da persone
nemmeno degne di essere definite esseri umani. Ma capita anche che, per
ignoranza, malconoscenza, falsi moralismi o menefreghismo alcuni proprietari di
gatti rifiutino di sterilizzare i propri animali e li facciano riprodurre senza
controllo aumentando sia il randagismo (o peggio uccidendo i nascituri) che la
diffusione di malattie, a maggior ragione se non fanno nemmeno vaccinare i
propri animali.
E’
quindi molto importante capire che il proprio gatto “non di razza” va
sterilizzato prima di tutto per il suo interesse, per la sua salute e per non
mettere al mondo micetti che vivrebbero di stenti e sofferenze.
La
sterilizzazione è l’aiuto più grande e concreto che si possa dare ai gatti
randagi, non è un’operazione particolarmente costosa e impegnativa per il
veterinario e il vostro micio si riprenderà in fretta diventando più
tranquillo, più “casalingo” e più attento quando girerà per le strade,
correndo meno pericolo di essere investito dalle auto.
Sterilizzando
il vostro animale non lo farete soffrire perché lo private della maternità/paternità
perché l’evento che per gli uomini è così meraviglioso come la nascita dei
propri figli per gli animali è puro istinto e non coinvolge la sfera dei
sentimenti, non lasciatevi condizionare da falsi moralismi, non siate
superficiali.
A causa
dell’abbandono dei gatti sono nate alcune colonie, luoghi in cui questi mici
senza padrone vengono sfamati, curati e sterilizzati da persone che, senza scopo
di lucro ma solo per amore e passione, accudiscono questi animali fieri e
meravigliosi.
Un
magnifico esempio di salvaguardia, tutela e cura dei gatti abbandonati è
rappresentato dalla Colonia Felina di Torre Argentina a Roma.
http://www.romancats.de/romancats/index_it.php

Torre Argentina è uno tra i più
antichi templi romani (secoli 400-300 a.c.) dove alcuni volontari di diverse
nazionalità si occupano senza sosta di accudire i circa 250 gatti che vi sono
ora ospitati.
E’ dal
1929 che in quest’area le persone più volonterose si prendono cura dei gatti
ma hanno bisogno dell’aiuto di tutti per riuscire a proseguire nel loro
intento.

Per i
volontari di Torre Argentina ogni offerta e ogni piccolo gesto di aiuto (magari
un aiuto pratico nell’accudire gli animali) è di vitale importanza.
Vale
quindi la pena se si ha l’occasione di essere a Roma di visitare questa
bellissima colonia e magari scoprire quanto è bello venire “rapiti” dai
bellissimi occhi di uno degli ospiti a quattro zampe della colonia e, chi lo sa,
decidere di adottarlo, anche a distanza se non si ha la possibilità di
portarselo a casa.
Vorrei infine esortare tutte le persone che
notassero dei gruppi di gatti randagi o addirittura delle colonie incustodite a
contattare la LAV di zona o la USL affinché intervengano e sistemino questi
animali nel miglior modo possibile come è loro dovere fare.
Riporto di seguito la legislazione
attuale in merito alla salvaguardia dei gatti.
Legge 281
del 14 agosto 1991
“LEGGE
QUADRO IN MATERIA DI ANIMALI DI AFFEZIONE E PREVENZIONE DEL RANDAGISMO”
La Camera
dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga la seguente legge:
Art. 1
Principi generali
1. Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna
gli atti di crudelta' contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al
fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la
salute pubblica e l'ambiente.
Art. 2
Trattamento dei cani e di altri animali di affezione
1. Il controllo della popolazione dei cani e dei gatti mediante la limitazione
della nascite viene effettuato, tenuto conto del progresso scientifico, presso i
servizi veterinari delle unita' sanitarie locali. I proprietari o detentori
possono ricorrere a proprie spese agli ambulatori veterinari autorizzati delle
societa' cinofile, delle societa' protettrici degli animali e di privati.
[…]
7. E' vietato a chiunque maltrattare i gatti che vivono in liberta'.
8. I gatti che vivono in liberta' sono sterilizzati dall'autorita' sanitaria
competente per territorio e riammessi nel loro gruppo.
9. I gatti in liberta' possono essere soppressi soltanto se gravemente malati o
incurabili.
10. Gli enti e le associazioni protezioniste possono, d'intesa con le unita'
sanitarie locali, avere in gestione le colonie di gatti che vivono in liberta',
assicurandone la cura della salute e le condizioni di soppravvivenza.
[…]
3. Le regioni adottano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sentite le associazioni animaliste, protezioniste e venatorie,
che operano in ambito regionale, un programma di prevenzione al randagismo.
[…]
Art. 5
Sanzioni
1. Chiunque abbandona cani, gatti o qualsiasi altro animale custodito nella
propria abitazione e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da lire trecentomila a lire un milione.
[…]
4. Chiunque fa commercio di cani o gatti al fine di sperimentazione, in
violazione delle leggi vigenti, e' punito con la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire cinque milioni a lire dieci milioni.
5. L'ammenda comminata per la contravvenzione di cui al primo comma
dell'articolo 727 del codice penale e' elevata nel minimo a lire cinquecentomila
e nel massimo a lire tremilioni.
[…]
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta
ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a
chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi' 14 agosto 1991
COSSIGA
Andreotti, Presidente del Consiglio dei Ministri
(versione
integrale http://www.enpa.it/it/animali_e_legge/Legge_281.html
)
una
dedica personale..
Il
Gatto
Bel
gatto, vieni sul mio cuore ardente:
ritira
l’unghie e lasciami
annegar
nei tuoi occhi rilucenti
screziati
d’oro e d’agata.
Quando
le mie dita lente accarezzano
Il
tuo capo e l’elastica groppa,
e
quando la mia mano si inebria del piacere di palpare il tuo corpo elettrico,
rivedo
la mia donna: ha nello sguardo,
come
te, bestia amabile,
un
taglio freddo e pungente di dardo,
e dai
piedi fino alla testa,
un’aria
fine, un pericoloso profumo
navigano
tutto intorno al bronzeo suo corpo.
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PER APPROFONDIRE L'ARGOMENTO INSEPARABILE
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Charles Baudelaire “Les Fleurs du mal”

Per la realizzazione di questa scheda ringraziamo isetta
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