DEMON della CORTE FIORITA nato il 10-04-03
( da DESI del MAURIZIANO e da XANTOS DOLOMITEN )
Proprietario: Massimo Rocchetta all.to "della Corte Fiorita"
IL CANE DA PASTORE TEDESCO
Il più amato, il più utilizzato, il più famoso.
Premessa
La maggioranza delle persone, pensando ad un cane di razza,
immagina immediatamente il Cane Lupo, o Pastore Tedesco, o Alsaziano, o più
semplicemente il Lupo.
Già il Cane da Pastore Tedesco è l’unico fra i cani che
viene spesso chiamato semplicemente lupo, proprio come il progenitore di tutti i
cani, lo sfuggente e affascinante cugino selvaggio, per il suo aspetto certo, ma
anche per la sua regalità e per la sua intelligenza.
Pur essendo il P.T. un cane la cui selezione è relativamente
recente, la sua affermazione mondiale è indiscutibile e da decenni è di gran
lunga la razza canina più conosciuta e diffusa al mondo.
Le sue virtù sono molte, la lealtà, il coraggio, la
caparbietà, la perspicacia, la versatilità, l’affidabilità, queste e molte
altre qualità vincenti sono riconducibili alla spiccata intelligenza che
caratterizza la razza.
Tradizioni antichissime
Per comprendere appieno l’attuale evoluzione della razza,
è necessario conoscere, almeno nei suoi tratti essenziali, le sue stesse
origini e la storia dei cani e degli uomini protagonisti di questa meravigliosa
esperienza.
Dal XVII al XVIII secolo, negli ambienti agresti della
sterminata pianura tedesca, la pastorizia forniva la lana ovvero la più
importante materia prima di cui si poteva disporre ai fini tessili.
Le pecore formavano moltitudini di greggi, grandi e piccoli
in tutto il territorio tedesco, i pastori dovevano guidare gli ovini di giorno e
proteggerli di notte, spostandosi per migliaia di chilometri nelle lunghe
transumanze.
I nemici del gregge potevano essere di volta in volta i
ladri, i lupi, i cani inselvatichiti e ancora una volta a coadiuvare i pastori,
nella guardia come nella conduzione, c’erano numerosi cani anche molto
differenti fra loro, eppure gran parte degli esemplari utilizzati proveniva da
ceppi comuni, probabilmente originari della regione balcanica nella area
geografica del Montenegro, della Serbia e della Macedonia.
In questi territori infatti esisteva una millenaria
tradizione pastorizia, e l’uomo si serviva da tempi immemorabili di cani di
tipo lipoide, di media taglia estremamente efficaci nella duplice attitudine:
conduzione degli armenti e guardia al gregge.
E’ a partire da questi due presupposti che si svilupperà
scientificamente, alla fine dell’800, la selezione del pastore tedesco
moderno.
Se comprendiamo appieno questo duplice impiego del pastore
tedesco ai suoi albori, ci appariranno sempre chiare ed intelligibili le
qualità morfologiche e caratteriali che appartengono alla razza oggi come ieri.
Valori antichi, Virtù moderne.
nella foto il bellissimo Pastore Tedesco Wolf di Valentina Mastellini
Pensiamo alle enormi distanze da coprire mantenendo andature
medie o lente, ciò ha fatto si che i pastori preferissero i cani che più di
altri disponevano di un trotto ampio e leggero, caratteristica questa che
consentiva a questi esemplari una grande resistenza.
Quindi è inesatto pensare che la fissazione e la selezione
morfo-funzionale degli angoli sia promotrice dell’efficacia del leggendario
trotto del pastore tedesco, è vero invece il contrario: lo studio dello
scheletro e la comprensione dei fulcri e delle leve è successiva ad una prima,
lenta ed intuitiva selezione del leggendario trotto allungato del cane da
pastore tedesco, selezione rustica realizzata efficacemente dai suoi antichi
padroni.
Nella conduzione vera e propria del gregge questi cani
mordevano delicatamente (per un’inibizione dell’istinto predatorio) i
garretti delle pecore che uscivano dalla formazione, e la chiusura a tenaglia
del morso si rivelò meno dannosa per la lana.
Il suo manto con il pelo da corto a medio, semi fitre e
fitto, evitava al cane di impigliarsi negli arbusti del sottobosco oltre a
consentire al cane di asciugarsi abbastanza in fretta dopo le forti piogge; i
colori erano prevalentemente scuri, dal bruno al grigio al nero, così i pastori
individuavano immediatamente la posizione dei cani nel movimento del gregge.
Le dimensioni medie furono privilegiate per l’esigenza
di avere soggetti dotati al contempo di agilità e forza, di resistenza e
dinamismo, il cane da pastore doveva essere un cane non troppo pesante per i
lunghi spostamenti da affrontare, ma allo stesso tempo di dimensioni sufficienti
ad essere efficace nella guardia alle pecore ed ai pastori stessi.
Il suo carattere doveva essere equilibrato e docile fra i
gruppi di pastori, diffidente e impavido con gli estranei, che molto spesso in
quegli anni erano ladri o malintenzionati.
Con le pecore doveva avere un comportamento deciso, ma
delicato, con reazioni e azioni misurate, con i lupi invece doveva essere
aggressivo, ma senza lasciarsi andare ad attacchi sconsiderati e frenetici, anzi
avrebbe dovuto conservare una certa freddezza in modo da coordinarsi agli altri
cani nella difesa del gregge.
Non poteva abbandonarsi alla foga, ma doveva calibrare i
contrattacchi senza allontanarsi in inseguimenti che molto probabilmente l’avrebbero
attratto in imboscate letali.
Doveva infine obbedire ai secchi comandi del pastore con
tempi di comprensione e reazione rapidissimi.
Il cane dei pastori tedeschi eseguiva con dedizione e
competenza questa enorme mole di compiti che gli venivano affidati, esaltandosi
per una carezza ricevuta vicino al fuoco di un bivacco e rinfrancandosi nel
fisico e nello spirito con il meritatissimo pasto, ricevuto alla fine della
lunga e faticosa giornata.
Giunta la notte poteva concedersi solo sonni brevi e leggeri
con udito e olfatto sempre pronti a captare il minimo segnale di pericolo
vegliando sugli uomini e sulle pecore, intervallando spesso il riposo con ronde
di controllo decise di propria iniziativa.
Non è difficile compreso ciò intuire su che ricche premesse
si sviluppò, agli sgoccioli del XIX secolo la selezione moderna voluta dal
grande Von Stephanitz.
Il cane assoluto, da Von Stephanitz ad oggi.
A fine 800 esistevano probabilmente alcune decine di
"razze" di cani da pastore in germania, anche se non dobbiamo pensare
al concetto attuale di razza, giacchè non vi erano veri e propri precetti
morfologici da seguire, ne tantomeno uno standard riconosciuto.
Nel 1889 il capitano di cavalleria Max Von Stephanitz
(nella foto sopra) aggregò e coordinò metodicamente alcuni allevatori che da alcuni anni si
impegnavano a migliorare le linee di sangue dei propri cani.
Von Stephanitz fissò le direttive della selezione partendo
da tre principali razze di cani da pastore:
della Turingia (piccoli, robusti, orecchio dritto, a
pelo corto o a pelo lungo, generalmente grigio-focati);
del Wurttenberg (grandi, forti, orecchio cadente, a
pelo corto o a pelo lungo irsuto, generalmente scuri);
della Svevia (più grandi di quelli della Turingia, ma
più leggeri, a pelo corto o a pelo più lungo e ricciuto, generalmente bruni o
neri).
Venne così fondata la Verein für deutsche Schäferhunde
(SV).
Horand von Grafrath (nella foto sopra) fu il primo cane iscritto nei
registri della razza, era un cane di grndissimo pregio, sia morfologicamente che
caratterialmente.
La selezione proseguì scrupolosamente e la nuova razza
ottenne in forza delle numerose virtù un immediato successo.
Ma furono proprio le grandi qualità dei cani da pastore
tedesco a trascinare i migliori esemplari nel baratro della Prima Guerra
Mondiale, dove, impiegati nei compiti più disparati, si rivelarono efficienti e
addirittura eroici.
Del resto già prima e contemporaneamente alla Grande Guerra,
i P.T. rivelarono eccellenti doti anche nell’impiego civile, come cane di
ricerca e soccorso, come cane per ciechi, e come eccellente ed equilibrato
guardiano della proprietà e coraggioso difensore della persona.
Tra le due guerre la SV proseguì il lavoro di selezione,
introducendo negli anni 20 la prova di lavoro obbligatoria per l’individuazione
del Sieger.
Negli anni quaranta il cane era diffuso in tutta Europa e
negli USA, principale veicolo di diffusione nei diversi paesi furono le forze
militari e di polizia.
Nella seconda guerra mondiale, fu "richiamato" alle
armi e fu costretto dalla crudeltà dell’uomo ad eseguire anche missioni
suicide e compiti di sorveglianza all’interno dei lager nazisti dove
eseguivano spesso il "lavoro sporco".
LEGGI
ANEDDOTO.
Da dopo la seconda guerra mondiale, ad oggi il pastore
tedesco si è riconfermato la razza canina per antonomasia, lo troviamo in tutto
il mondo, fa parte del costume e della società, è una star del cinema e della
televisione, è il cane poliziotto per eccellenza, è il cane più impiegato
anche in ambito civile, conta centinai di migliaia di appassionati e centinaia
di allevatori che con il loro duro lavoro tutelano questa meravigliosa razza,
minacciata da commercianti senza scrupoli, e allevatori disonesti che si
preoccupano più del profitto che della salute della razza.
Per questo tutti noi, che amiamo il Cane da Pastore Tedesco,
e che desideriamo acquistare il fedele compagno di parte del nostro cammino di
vita, dobbiamo per amore del cane, recarci solo ed esclusivamente da allevatori
che si di decano con passione e competenza alla selezione, ed è dovere di tutti
diffondere questo tipo di atteggiamento.
Il P.T. è una razza giovane, ancora "appesa" (i
caratteri genetici non sono ancora definitivamente fissati), alcune gravi
patologie come ladisplasia dell’anca, o tare come l’insellamento,
lo schiacciamento delle vertebre lombari, ed altro.
Accoppiamenti sbagliati, negligenze, disattenzioni e
incompetenza fra gli addetti ai lavori e parlo dell’allevamento, ma anche dei
commercianti, e in alcuni casi anche di veterinari, porterebbero in breve a
disaggregare i fenotipi attuali, compromettendo la salute generale della razza.
Perciò chiunque scelga, nel tentativo spesso vano di
risparmiare qualche decina di Euro, di acquistare cuccioli, senza assumere
tutte le informazioni necessarie ad accentrarne la provenienza e la genuinità,
fa del male alla razza che ama. Chi invece vorrà scegliere un cucciolo proveniente da un
allevamento serio, e da un allevatore capace e prodigo di consigli, non potrà
che vivere una meravigliosa amicizia.
La S.A.S., le consorelle e la tutela del Cane da Pastore
Tedesco nel mondo.
La S.A.S. (Società Amatori Schäferhunde) è la società specializzata che
mira a svolgere ogni più azione necessaria a tutelare, migliorare e valorizzare
la razza del cane da Pastore Tedesco ed a svilupparne la selezione e
l'allevamento.
La S.A.S. è un associazione senza scopo di lucro, con sede sociale a Modena ed
è presente in modo capillare su tutto il territorio nazionale, dispone di
organismi periferici divisi in regioni e sezioni. È associata all'E.N.C.I. (Ente
Nazionale della Cinofilia Italiana), del quale osserva le norme e le direttive,
e con il quale organizza gare e altre manifestazioni, ed alla W.U.S.V.
(Unione Mondiale delle Associazioni del Pastore Tedesco).
La S.A.S. recepisce e si fa portatrice dei valori della SV (Verein
deutsche), che è l’omologa società tedesca.
Quest’ultima però ha poteri decisionali molto più rilevanti, essendo in
Germania l’unico organismo che si occupi ufficialmente della tutela dello
Schäferhunde, la sua attività copre tutti gli aspetti che concernono la
salvaguardia ed il miglioramento della razza.
La S.V. è l’unica redattrice dello standard ufficiale del P.T., i suoi
soci sono circa 80.000!!
L’organo di stampa della società tedesca, La rivista SV Zeitung
pubblica in ogni numero i nomi dei Pastore Tedesco portatori di qualche grave
anomalia la cui progenie, anche se non manifesta evidenti aberrazioni
morfologiche e/o funzionali, viene esclusa dalla registrazione ufficiale.
Non solo, la S.V. ha istituito due pedigree per l’identificazione dei
Pastore Tedesco: uno di colore rosa per i soggetti aventi il brevetto e una
selezione meticolosamente documentata, l’altro, bianco, senza brevetto e con
minore attenzione alla genealogia dell’esemplare. La S.A.S. nasce nel 1949, quando alcuni appassionati estimatori del P.T.,
tra i quali il Conte Gatto Roissard ed il Professor Ignazio Barbieri,
costituiscono a Milano una Società specializzata per la divulgazione del cane
da Pastore Tedesco.
Ma è solo nel 1969 che la Società decolla, grazie soprattutto al suo
Presidente carismatico: Il Dottor Walter Gorrieri, che trasferisce la
sede sociale a Modena e incrementa il numero di soci da 250 ai 6000 del 1981,
anno della sua dipartita. Il 13 febbraio 1977 in Modena viene costituita ufficialmente la moderna
S.A.S. con l'approvazione dello Statuto nel corso dell'Assemblea dei Soci.
IN TV E AL CINEMA
Prima c’era Rin tin tin
Nel successo del pastore Tedesco, ruolo determinante hanno avuto i cani
impegnati con La polizia e quelli con le stellette: ogni giorno sono sotto gli
occhi di tutti.
Ma hanno contribuito anche gli eroi delle fiction. Soprattutto il
precursore del commissario Rex, il mitico Rin Tin Tin, eroe di memorabili gesta
al fianco di Rusty, il ragazzo caporale onorario" di un reparto di
cavalleria Usa a Fort Apache. I due compagni, con il tenente Rip Masters, il
maggiore Samson e il sergente O’Hara (nella foto), diedero vita a infiniti
telefilm: negli anni 50 ebbero un tale successo da suggerirne la trasposizione
in fumetti, prodotti in Francia e disegnati dagli italiani Carlo Marcello e Miro
Missaglia.
Rin Tin Tin però non era sconosciuto: negli anni 20 e 30 diversi film avevano
narrato le imprese, in giro per il mondo, di un uomo, suo nipote e il pastore
Tedesco Rin Tin Tin
REX Star
della TV
I suoi indici d’ascolto suscitano L’invidia dei colleghi umani ma
il commissario Rex (all’anagrafe canina Reginald von Ravenhorst) non se
ne dà pensiero: continua imperterrito a svolgere sul teleschermo le
indagini a fianco di Richard Moser (all’anagrafe umana Tobias Moretti)
agente della Polizia austriaca, e a risolvere i casi più difficili che
capitano in quel di Vienna.
Mantello nero e marrone, 6 anni di età, 38 chili di peso, segno zodiacale
dei Gemelli (compie gli anni il i giugno) Reginald è il pastore Tedesco
più famoso del momento. I telefilm e lo vedono protagonista hanno in
Italia un successo che da mesi non conosce battute d’arresto, e lui è
diventato oggetto di battute scherzose in altre trasmissioni, segno
inequivocabile di fama.
Sapientemente addestrato ad interpretare la parte davanti alla cinepresa
da Teresa Ann Miller, addestratrice fra le più quotate a Hollywood con
all’attivo altri celebri cani da film (Beethoven e Poliziotto
a Quattro zampe), Reginald è davvero a suo agio sulla scena: apre la
porta di casa, va al negozio ad acquistare le brioche, porta
al padrone il cellulare quando squilla. La sua interpretazione più
spettacolare è il salto attraverso una finestra di vetro che in scena è
sostituito da zucchero caramellato: il balzo è notevole e ha un certo
effetto.
SE VUOI SAPERNE DI PIU' LEGGI L'INTERESSANTE INTERVISTA A UNO DEI PIU' NOTI ALLEVATORI ITALIANI
…. SULLA SELEZIONE, SUL RUOLO DELLA S.A.S. E SUL RAPPORTO
CON L’E.N.C.I.
L’argomento, può sembrare ad una prima, affrettata impressione, cavilloso
e specialistico,
vi posso però assicurare che, come spesso accade, non c’è impressione meno
attendibile della prima avuta...
Dirò meglio: io non sono un allevatore di Pastore Tedesco, nemmeno posso
definirmi un allevatore in senso ortodosso, ma come la maggior parte dei lettori
sono un appassionato e certamente un estimatore di questa razza che
inevitabilmente rappresenta, nell’immaginario collettivo (la diffusione del
P.T. e la sua presenza culturale nella cultura dell’uomo moderno, lo
dimostrano), il cane per antonomasia, per ciò ritengo interessante comprenderne
il percorso selettivo che verrà intrapreso.
Inseparabile ritiene di dover dare spazio, per quanto possibile, alla
comprensione di alcuni delicati passaggi che pre si compiano in questi tempi,
sia a livello di scelte decisionali che rappresentative, in seno
all’allevamento amatoriale e/o professionale.
Proporremo alcune considerazioni sul non sempre fluido rapporto SAS – ENCI,
discuteremo di passione e di competenza, accenneremo ad un parallelo iniquo fra
SAS ed SV, richiameremo la scellerata legge Sirchia e manterremo aperta questa
monografia ad altre opinioni o ad ulteriori sviluppi.
Voglio ringraziare Massimo Bocchetta un allevatore competente e appassionato,
che ho conosciuto quest’anno all’Internazionale di Reggio Emilia e che mi ha
introdotto nella logica dei meccanismi in atto, permettendomi di comprenderne
motivazioni e dinamiche.
Perché lui?
Uno, perché è lontano anni luce da logiche commerciali, e perciò
immediatamente attendibile.
Due, perché da mesi si è prestato a farmi entrare in zucca queste
problematiche.
Tre, perché scrive molto bene e di conseguenza si legge piacevolmente.
Non mi resta che augurarvi una buona ed utile lettura.
Andrea Galdiolo
GLI ALLEVAMENTI CONSIGLIATI DA INSEPARABILE SONO:
Nessun allevamento da segnalare se vuoi sapere come segnalare il
tuo, contatta: marketing@inseparabile.it
LO
STANDARD:
origine: Germania
classificazione
F.C.I.:
Gruppo 1 - Cani da
pastore e bovari
Sezione 1 - Cani da
gregge con brevetto di lavoro
impiego: Cane da utilità,
cane da pastore e cane di servizio polivalente
CARATTERI GENERALI
Il Cane da
Pastore Tedesco (PT) è di taglia media, leggermente allungato, forte e ben
muscoloso, con ossatura asciutta e struttura solida
MISURE FONDAMENTALI
L'altezza al
garrese è da cm 60 a 65 per i maschi e da cm 55 a 60 per le femmine. La
lunghezza del tronco supera la misura dell'altezza al garrese di circa il
10-17%.
CARATTERE
Il PT deve
essere equilibrato, saldo di nervi, sicuro di sé, disinvolto e (salvo
provocazione) di indole assolutamente buona. Deve essere altresì vigile e
docile, per essere idoneo come cane da accompagnamento, da guardia, da difesa,
di servizio e da pastore, deve possedere inoltre coraggio, combattività e
tempra.
TESTA
La testa è
cuneiforme e proporzionata alla taglia (lunghezza all'incirca del 40%
dell'altezza al garrese), senza essere tozza o troppo allungata, asciutta
nell'insieme e moderatamente larga tra le orecchie. La fronte, vista sia dal
davanti che di lato, appare solo leggermente convessa, senza o con un solco
mediano appena accennato. Il rapporto cranio-muso è 50:50%. La larghezza del
cranio corrisponde all'incirca alla sua lunghezza. Vista dall'alto la testa si
restringe regolarmente verso il muso cuneiforme, dalle orecchie al tartufo, con
salto naso-frontale non molto accentuato. Mascella e mandibola sono ben
sviluppate e forti. La canna nasale è diritta; è indesiderata una canna nasale
avvallata o montonina. Le labbra sono tese, combaciano bene e sono di colore
scuro.
TARTUFO
Deve essere nero.
DENTI
Deve essere
robusta, sana e completa (42 denti in conformità alla formula dentaria). Il PT
ha una dentatura a forbice, ossia gli incisivi della mascella devono combaciare
a forbice con quelli della mandibola. La dentatura a tenaglia, oppure quella
sporgente superiormente od inferiormente è da considerarsi deifettosa; lo
stesso vale per i larghi interstizi tra i denti (posizione distanziata dei
denti). E' pure difettosa la disposizione in linea retta (non a leggero arco)
degli incisivi. Mascella e mandibola devono essere ben sviluppate e robuste,
affinchè i denti siano collocati in profondità nelle gengive.
OCCHI
Sono di media
grandezza, a mandorla, leggermente obliqui e non sporgenti. Il colore degli
occhi deve essere il più possibile scuro. L'occhio chiaro, pungente, è
indesiderato perchè altera l'espressione del cane.
ORECCHIE
Il PT ha
orecchie di media grandezza, portate erette, rivolte nella stessa direzione (non
inserite di lato), che terminano a punto; i padiglioni sono rivolti in avanti.
Sono indesiderate le orecchie pendenti e quelle piegate. Le orecchie portate
all'indietro durante il movimento o nella posizione di riposo non sono da
considerarsi difettose.
COLLO
Il collo deve
essere robusto, muscoloso e senza giogaia. La sua inclinazione rispetto al
tronco (ovvero sull'orizzontale) corrisponde a circa 45°.
TRONCO
La linea
superiore si sviluppa senza apprezzabili interruzioni dall'inserzione del collo
verso il garrese ben rilevato ed il dorso, appena leggermente inclinato rispetto
all'orizzontale, sino alla groppa leggermente inclinata. Il dorso è solido,
robusto e ben muscoloso. Il rene è largo, robusto e ben muscoloso. La groppa
deve essere lunga e leggermente inclinata (circa 23° rispetto all'orizzontale)
e decorre, senza interruzione della linea superiore, verso l'attaccatura della
coda.
PETTO
Deve essere
moderatamente largo con la parte inferiore il più possibile lunga e ben
sviluppata. L'altezza toracica deve corrispondere al 45-48% dell'altezza al
garrese. Le costole devono essere moderatamente convesse. E' da considerarsi
difetto sia il torace "a botte" che quello piatto.
CODA
Deve arrivare
almeno fino all'altezza del garretto, ma non oltre la metà del metatarso. Nella
parte inferiore è ricoperta da un pelo un po' più lungo e viene portata
pendente, leggermente piegata ad arco, mentre quando il cane è eccitato od in
movimento, la coda viene portata più sollevata, comunque non oltre
l'orizzontale. Gli interventi chirurgici correttivi sono vietati.
ARTI
ANTERIORE
Visti da tutti
i lati, gli arti anteriori sono diritti e, visti dal davanti, assolutamente
paralleli. La scapola e l'omero sono di pari lunghezza e ben aderenti al tronco
a mezzo di una forte muscolatura. L'angolatura scapolo-omerale è idealmente di
90°, di norma fino a 110°. Sia da fermo che in movimento, i gomiti non devono
essere né aperti all'infuori né troppo aderenti. Visti da tutti i lati, gli
avambracci sono diritti, asciutti, muscolosi e tra di loro assolutamente
paralleli. Il metacarpo ha una lunghezza di circa 1/3 di quella
dell'avambraccio, e forma con questo un angolo di circa 20-22°. Un metacarpo
troppo inclinato (più di 22°) o troppo poco inclinato (meno di 20°)
pregiudica il rendimento, in particolare modo, la resistenza.
PIEDI
Sono
tondeggianti, ben chiusi ed arcuati. La piante del piede è dura, ma non ruvida,
le unghie sono forti e di colore scuro.
POSTERIORE
La posizione
degli arti posteriori è leggermente arretrata, mentre gli appiombi, visti da
dietro, devono essere fra loro paralleli, femore e tibia hanno
approssimativamente la stessa lunghezza e formano un angolo di circa 120°. La
coscia è forte e ben muscolosa. I garretti sono robusti e solidi ed il
metatarso è perpendicolare al garretto.
PIEDI
Sono chiusi,
leggermente arcuati, la piante del piede è dura e di colore scuro. Le unghie
sono forti, arcuate, anch'esse di colore scuro.
MOVIMENTO
Il PT è un
trottatore. Gli arti devono essere armonizzati tra di loro, in lunghezza ed
angolature, tanto da consentire che il posteriore si porti sino al livello del
tronco e l'anteriore allunghi altrettanto ampiamente, senza sostanziali
spostamenti della linea superiore. Ogni tendenza ad una eccessiva angolatura del
posteriore, diminuisce la solidità e la resistenza e compromette, di
conseguenza, l'idoneità all'impiego. Le proporzioni e le angolature corrette
consentono un movimento spazioso e radente al terreno, tale da dare
all'osservatore l'impressione di un procedere molto fluido ed agevole. In un
trotto tranquillo ed uniforme, con la testa protesa in avanti e la coda
leggermente sollevata, si può osservare una linea superiore elastica e senza
interruzioni, che partendo dalla punta delle orecchie, attraverso il collo ed il
tronco, si porta sino all'estremità della coda.
PELLE
La pelle è
aderente e sollevabile, ma senza formare pieghe.
PELO
COSTITUZIONE DEL PELO
Per il PT il
pelo corretto è quello duro con sottopelo. Il pelo di copertura deve essere il
più possibile fitto, duro ed ben aderente. Sulla testa, nella parte interna
delle orecchie, sul davanti degli arti, ai piedi ed alle dita, il pelo deve
essere corto, mentre sul collo è un po' più lungo e folto. Sulla parte
posteriore degli arti, il pelo s'allunga rispettivamente sino all'articolazione
del carpo e fino al garretto; sulla parte posteriore della coscia forma dei
moderati "pantaloni".
COLORI
Nero con
focature rosso-brune, brune, gialle fino al grigio chiaro. Nero e grigio
unicolore, con sfumature grigie più scure. Sella e maschera nere. Sono ammesse,
ma no auspicabili, piccole macchie bianche sul petto, come pure parti interne
degli arti molto chiare. Con ogni tipo di colore, il tartufo deve essere sempre
nero. La mancanza di maschera, l'occhio chiaro fino a pungente, le macchie
chiare fino a biancastre sul petto e nella parte interna degli arti, l'unghia
chiara e la punta della coda rossa, sono segni di scarsa pigmentazione. Il
sottopelo è di tonalità leggermente grigia. Il colore bianco non è ammesso.
TAGLIA
Maschi:
altezza al garrese da 60 a 65 cm - peso da 30 a 40 kg
Femmine:
altezza al garrese da 55 a 60 cm - peso da 22 a 32 kg
TESTICOLI
I maschi devono
possedere due testicoli normalmente sviluppati, entrambi situati completamente
nello scroto.
Ogni deviazione
dei punti elencati in precedenza è da considerarsi difetto, la cui valutazione
dovrebbe corrispondere esattamente al grado della deviazione stessa.
DIFETTI GRAVI
Divergenze
dalle caratteristiche della razza come descritte in precedenza che compromettono
l'idoneità all'impiego.
Difetti delle
orecchie: orecchie attaccate troppo in basso; orecchie piegate, convergenti o
deboli.
Difetti
rilevanti della pigmentazione.
Notevole
mancanza di solidità generale.
Difetti
dentari: tutte le deviazioni dalla dentatura a forbice e dalla formula dentaria,
sempreché non si tratti di difetti da squalifica (vedi sotto).
DIFETTI
DA SQUALIFICA
Cani con
debolezza di carattere, cani mordaci, cani deboli di nervi.
Cani con
comprovata displasia grave.
Cani
monorchidi o criptorchidi, come pure quelli con testicoli palesemente
diseguali o atrofizzati.
Cani con
deformazioni delle orecchie e della coda.
Cani con
malformazioni.
Cani con
difetti di dentatura per la mancanza di un 3° premolare e di un altro
dente, oppure di un canino, oppure di un 4° premolare, oppure
rispettivamente di un 1° molare o di un 2° molare, oppure complessivamente
di 3 e più denti.
Cani con
difetti della mandibola: enognatismo di 2 o più mm, prognatismo, dentatura
a tenaglia completa su tutti gli incisivi.
Cani di
taglia di 1 cm superiore al limite massimo e di 1 cm inferiore al limite
minimo.
Albinismo.
Colore
bianco (anche se con occhi ed unghie scure).
Pelo lungo
e compatto (pelo lungo morbido, manto non completamente aderente con
sottopelo, frange alle orecchie ed agli arti, "pantaloni" folti
sulle cosce e coda folta con frange verso il basso)
Pelo lungo
(pelo lungo, manto morbido, senza sottopelo, spesso spartito sul dorso,
frange alle orecchie, agli arti e sulla coda).
PER APPROFONDIRE L'ARGOMENTO INSEPARABILE
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(esclusi bovari svizzeri)