Il
Cirneco dell'Etna è una delle quattordici razze italiane, non sappiamo se, tra
queste, sia la più antica, ma esistono testimonianze che da quasi tremila anni
rivelano la sua presenza in Sicilia
Il Cirneco dell'Etna è' un cane primitivo, cioè un animale che non è stato frutto di un progetto e
di una successiva selezione programmata da parte dell'uomo come invece è
avvenuto per la maggior parte delle razze presenti nel panorama internazionale;
la selezione del Cirneco dell'Etna è stata fatta prevalentemente dalla natura, dall'ambiente e
dall'uso che ne è stato fatto.
E' dunque un cane di origine selvatica, fa parte di un insieme di razze da
caccia molto simili tra di loro e provenienti tutte dal bacino del mediterraneo
dove si sono evolute a partire dall'età Faraonica.
Ma quali sono le ipotesi più credibili delle origini del Cirneco dell'Etna?
Fra
gli studi e le teorie più accreditate, che scaturiscono dalle dalle ricerche
dei più illustri naturalisti fra cui il Bellin, il Keller, Saint Hilaire,di
Jettelers spicca con insistenza l'ipotesi che i levrieri discendessero tutti dal
lupo abissino.
Il bacino del Mediterraneo,dall' Egitto al Marocco, deve essere considersto uno dei teatri più
significativi dove, la storia del cane ha scritto tra le pagine più belle e
affascinanti.
Kallmeyr Bellin asserisce che, già all'epoca degli Assiri, erano presenti in
tutte le regioni bagnate dal Tigri e l'Eufrate, cani levrieri che venivano
utilizzati per la caccia.
In seguito questi cani arrivarono nella valle del nilo soprattutto ad opera
degli Hyksos che, spinti dal loro spirito battagliero, conquistarono l'Egitto.
Qui fu inevitabile l'incrocio con il lupo Abissino o con cani che derivavano da
esso che era arrivato dall'Etiopia in tempi precedenti e si era diffuso in tutta
l'Africa settentrionale.
Si formò così un ceppo di cani, le cui forme le troviamo raffigurate nelle
tombe egizie e i n rappresentazioni artistiche di vario genere; più duttili
perché non erano espressione solo di velocità ma avevano acquisito anche
capacità di cercare e scovare la selvaggina e quindipiù adatti alla selvaggina locale di mole inferiore e ai terreni meno
ampi.
Intorno al 1000 a.C. incominciò il grande viaggio al di la del mediterraneo e
principalmante attraverso due vie: la prima come una sorta di riflusso verso
l'Asia minore, ed il Mar Nero fino in Russia dove, attraverso incroci con il
pastore susso, dotato di pelo lungo e folto ebbe origine il Borzoi; la seconda
attraverso il mediterraneo per opera dei Fenici che diffusero questo cane in
tutta l'Europa meridionale e attraversando le colonne d'Ercole fino all'inghilterra
dove diede origine ad altri tipi di Levrieri.
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Caratteristiche
Il
Cirneco dell'Etna ha la testa è lunga e
stretta, con cranio ovaleggiante, stop poco accentuato e muso a punta. La canna nasale è
rettilinea, il tartufo piuttosto grande. Gli orecchi del Cirneco dell'Etna, inseriti alti e ravvicinati, sono
portati ben eretti. Il petto è piuttosto stretto, le costole poco cerchiate; il profilo
superiore del dorso è rettilineo, mentre la groppa è inclinata di circa 45°rispetto
all'orizzontale.
Lo standard del Cirneco dell'Etna
Aspetto generale del cane
Il Cirneco dell'Etna è un cane di tipo primitivo dalle forme eleganti e
slanciate, di media taglia, poco ingombrante ma robusto e resistente. La
conformazione è quella del sub-dolicomorfo costruito leggermente, con tronco
che sta nel quadrato e con pelo fine.
Proporzioni importanti
Lunghezza del tronco uguale all'altezza al
garrese (costruzione quadrata); altezza del torace leggermente inferiore
all'altezza dal gomito a terra; rapporto tra la lunghezza della canna nasale e
la lunghezza totale della testa; la canna nasale non raggiunge la metà della
lunghezza totale della testa (il muso sta al cranio come 8 a 10, ma sono
maggiormente apprezzati i soggetti il cui muso raggiunge la lunghezza del
cranio).
Comportamento e carattere
Il Cirneco dell'Etna è un cane da caccia adatto a terreni aspri e
specialmente indicato per la caccia al coniglio selvatico - cane dotato di
grande temperamento, e dolce ed affettuoso, nel contempo.
Testa
Regione cranica
In senso longitudinale, forma ovaleggiante; gli
assi cranio-facciali sono fra di loro appena divergenti o paralleli. Il profilo
superiore del cranio leggermente convesso quasi da apparire piatto, la larghezza
bizigomatica del cranio non deve superare la metà della lunghezza totale della
testa, arcate sopracciliari poco elevate, solco frontale poco sviluppato, cresta
occipitale quasi nulla, protuberanza occipitale poco sviluppata. Stop: Grado di
accentuazione all'incirca 140f.
Regione facciale
Tartufo
Il Cirneco dell'Etna ha un tartufo di forma abbastanza rettangolare, piuttosto
grande, colore in relazione al manto (marrone piuttosto scuro, marrone chiaro,
carnicino).
Muso
La lunghezza del muso raggiunge almeno 1'80%
della lunghezza del cranio, profondità od altezza (misurata alla metà del
muso) raggiunge almeno la metà della sua lunghezza del muso stesso, la
larghezza (misurata alla metà del muso) è inferiore alla metà della sua
lunghezza. Il muso quindi è a punta con profilo della canna nasale rettilineo,
il suo profilo laterale inferiore è dato dalla mandibola.
Labbra
Le labbra del Cirneco dell'Etna sono fini, sottili e tese, ricoprono appena i denti
della mandibola. La commessura labiale è appena visibile.
Mascella
Mascella di sviluppo normale anche se
d'apparenza non robusta, mandibola poco sviluppata con mento sfuggente. Incisivi
impiantati posti verticalmente sulle mascelle e perfettamente allineati e
combacianti fra di loro
Guance
Piatte
Denti
Chiusura a forbice e denti completi per
sviluppo e numero
Occhi
Occhi apparentemente piuttosto piccoli, colore
ocra non carico, ambra e anche grigi, mai marrone o nocciola scuro, la loro
posizione è laterale, espressione dolce, rime palpebrali ovali con
pigmentazione uguale a quella del tartufo.
Orecchie
Inserite ben in alto e ravvicinate, portamento
eretto e ben rigido ad apertura anteriore, forma triangolare con punta stretta,
non vanno amputate. La loro lunghezza non oltrepassa la metà della lunghezza
totale della testa.
Collo
Profilo
Profilo superiore molto arcuato (convesso).
Lunghezza
Lungo quanto la testa.
Forma
Leggermente troncoconico, muscoli appariscenti
in special modo al suo margine superiore.
Pelle
Pelle fine e tesa, molto aderente, assenza di
giogaia.
Tronco
Linea superiore
Rettilinea, che dal garrese scende bene verso
la groppa.
Garrese
Elevato sulla linea dorsale, stretto per la
convergenza della punta delle scapole, l'attacco del collo Ë armonioso, cioè
senza alcuna demarcazione.
Dorso
Profilo superiore rettilineo, muscoli senza
grande sviluppo, la lunghezza della parte toracica, è all'incirca tre volte la
lunghezza della parte lombare, la lunghezza della parte lombare è pressappoco
un quinto dell'altezza al garrese e la sua larghezza si avvicina alla misura
della sua lunghezza, muscoli corti e poco appariscenti ma sodi.
Groppa
Profilo superiore piuttosto piatto, la sua
inclinazione è di circa 45f sull'orizzontale, quindi groppa scoscesa, secca e
robusta, la sua lunghezza raggiunge, all'incirca un terzo dell'altezza al
garrese e la sua larghezza si avvicina come misura alla metà della sua
lunghezza, i muscoli della groppa non sono appariscenti.
Torace
La lunghezza del torace è poco più della metà
dell'altezza al garrese (circa 57%) e la sua larghezza (misurata nella parte più
ampia del torace) è poco meno di un terzo dell'altezza al garrese, il torace
scende all'altezza del gomito o quasi senza però oltrepassarlo, coste poco
cerchiate, mai piatte, perimetro toracico che supera in misura l'altezza al
garrese di circa un ottavo, petto piuttosto stretto.
Linea inferiore
I1 profilo inferiore è dato da una linea che
rimonta, in corrispondenza del ventre, senza brusche demarcazioni. Ventre
asciutto e retratto, fianchi pari in lunghezza alla regione renale.
Coda
Inserita in basso, di forma piuttosto grossa ed
uniforme in tutta la sua lunghezza, coda lunga sino a raggiungere il garretto o
leggermente oltrepassarlo, in riposo è portata a scimitarra, in attenzione a
tromba sul dorso, pelo raso.
Arti
Arti anteriori
Nell'insieme l'appiombo visto di profilo
evidenzia la verticale immaginaria calata a terra dall'articolazione
scapolo-omerale, sino a toccare la punta delle dita così come la verticale
immaginaria abbassata dall'articolazione omero-radiale divide l'avambraccio ed
il carpo in due parti quasi uguali uscendo a metý del metacarpo. L'appiombo
visto di fronte deve mostrare la verticale immaginaria calata a terra dalla
punta della spalla, che divide in due parti uguali l'avambraccio, il capo, il
metacarpo ed il piede. L'altezza di tutto l'arto anteriore sino al gomito Ë di
poco superiore alla metý dell'altezza al garrese.
Spalle
La scapola deve avere la lunghezza di quasi un
terzo dell'altezza al garrese ed una inclinazione di 55° sull'orizzontale, le
punte delle scapole sono ravvicinate, l'angolo scapolo-omerale è di 115/120°.
Braccio
La lunghezza del braccio è la meta
dell'altezza dell'arto anteriore sino al gomito, il braccio è parallelo o quasi
al piano mediano del tronco, poco obliquo sull'orizzontale, la muscolatura del
braccio è appariscente e netta.
Gomito
Posizione a livello della linea sternale o
posto al di sotto e parallelo al piano mediano del tronco, angolo omero-radiale
150° circa.
Avambraccio
La lunghezza dell'avambraccio è uguale ad un
terzo dell'altezza al garrese, la sua direzione è perpendicolare al terreno,
scanalatura carpio-cubitale evidente, ossatura leggera ma solida.
Carpo
Segue la linea retta dell'avambraccio, osso
pisiforme ben sporgente.
Metacarpo
La lunghezza del metacarpo non deve essere
inferiore al sesto dell'altezza di tutto l'arto anteriore sino al gomito, largo
più del carpo ma piatto e secco, il metacarpo è leggermente inclinato
dall'indietro all'avanti, ossatura piatta e secca.
Piede
Di forma ovale, da lepre, a dita ben unite fra
di loro ed arcuate, unghie forti e ricurve di colore marrone o carnicino-rosa
tendente al marrone, mai nere, suole dure e pigmentate del colore di quello
delle unghie.
Arti posteriori
Nell'insieme l'appiombo visto di profilo
evidenzia la verticale immaginaria calata a terra dalla punta della natica sino
a toccare la punta delle dita o quasi, l'appiombo visto da dietro evidenzia la
verticale immaginaria, calata a terra dalla punta ella natica e che divide in
due parti uguali la punta del garretto, metatarso e piede. La lunghezza totale
dell'arto posteriore Ë all'incirca il 93% dell'altezza al garrese.
Coscia
Lunga e larga. La sua lunghezza è un terzo
dell'altezza al garrese, muscoli piatti con margine posteriore della coscia poco
convesso, la larghezza della coscia (faccia esterna) è pari ai 3/4 della sua
lunghezza, angolo ileo-femorale è di circa 115°.
Gamba
Lunghezza di poco inferiore a quella della
coscia, la gamba è inclinata di 55° sull'orizzontale. I muscoli che la
ricoprono sono asciutti e ben divisi, ossatura leggera, scanalatura gambale ben
marcata.
Ginocchio
II ginocchio deve trovarsi sulla verticale
calata dalla punta della natica a terra; l'angolo femoro-tibiale è di circa 120°.
Garretto
La distanza della pianta del piede alla punta
del garretto non oltrepassa il 27% dell'altezza al garrese, la sua faccia
esterna è larga, angolo tibio-tarsico circa 135f.
Metatarso
La sua lunghezza è uguale al terzo della
lunghezza dell'arto anteriore al gomito, è di forma cilindrica e la sua
posizione è verticale cioé perpendicolare al terreno, assenza di speroni.
Piedi
Leggermente ovale e con tutte le
caratteristiche di quello anteriore.
Andatura
Galoppo anche con tempi di trotto.
Pelle
Fine, ben aderente agli strati sottostanti in
ogni regione del corpo. Il pigmento varia col variare delle macchie del
mantello. Le mucose e la pelle del tartufo sono dei colori descritti per il
tartufo e non debbono mai presentare macchie nere ne essere depigmentate.
Mantello
Pelo
Pelo raso sulla testa, sulle orecchie e sugli
arti, semilungo (cm. 3 circa) ma ben liscio ed aderente alla cute sul tronco ed
alla coda, tessitura vitrea.
Colore
a - fulvo unicolore più o meno intenso o
diluito, come isabella sabbia, ecc.;
b - fulvo e bianco nelle sue gradazioni (lista bianca in testa, lista bianca al
petto, piedi bianchi, punta della coda bianca, ventre bianco; (meno apprezzato
il collare bianco); tollerato il color bianco unicolore o con macchie arancio;
ammesso il manto fulvo frammisto di peli più chiari e più scuri.
Taglia e peso
Altezza al garrese
Maschi: da 46 a 50 cm. Tolleranza massima 52
cm.
Femmine: da 42 a 46 cm. Tolleranza massima 50 cm.
Peso
Maschi: da 10 a 12 Kg.
Femmine da 8 a 10 Kg.
I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello
scroto.
Difetti nel Cirneco dell'Etna
Ogni deviazione delle caratteristiche indicate
nella descrizione delle varie regioni costituisce un difetto, che deve essere
penalizzato nel giudizio in rapporto alla sua gravità e diffusione.
Difetti eliminatori nel Cirneco dell'Etna
Convergenza degli assi cranio-facciali, canna
nasale concava, prognatismo accentuato, pigmentazione nera anche parziale,
orecchio totalmente pendente o a pipistrello, unghie nere, cuscinetti plantari e
digitali neri, coda arrotolata sul dorso, unicolori marrone o fegato, macchie
nere, macchie marroni, presenza di peli neri o marrone, altezza inferiore ai due
centimetri rispetto al minimo previsto o superiore ai 52 cm. nei maschi ed ai 50
nelle femmine; mantello tigrato, mucose nere.