TORTORA DAL COLLARE
ORIENTALE

Foto tortora da collare: ( www.digiscoped.com/
woodpeckers.html )
Le
Tortore in generale fanno parte dell’Ordine dei Columbiformi,
sottordine Columbae, famiglia Columbidae
che comprende appunto i Colombi e le Tortore. La discriminante
tra Tortore e Colombi non è netta, tuttavia si possono notare alcune principali
differenze anatomiche che permettono di individuare i due tipi di animali, come
la maggiore robustezza e dimensione nei colombi e la maggior grazia nelle
tortore.
Caratteristiche
delle tortore sono generalmente il corpo allungato, la testa piccola, il becco
debole e la coda piuttosto lunga. Importantissime caratteristiche di tali
animali e comuni a tutti i Columbiformi sono la capacità di produrre una
particolare sostanza secreta dal gozzo, chiamata anche “latte dei
colombi” e, differentemente da quello che fanno gli altri uccelli, la
capacità di bere senza interruzione immergendo il becco e rialzandolo solamente
a sete saziata.
Due
cose nei columbiformi balzano all’occhio:
le
prime due o tre remiganti primarie che assumono una particolare forma e la prima
remigante primaria che non è mai la più lunga.
La
Tortora domestica (Streptopelia risoria domestica)
Tre anni fa
passai le vacanze in Emilia Romagna, in una casa al Lido delle Nazioni. Appena
arrivato vidi sui fili della luce due Tortore che mi stupirono perché, pur
essendo simili alla nostra Tortora dal collare domestica (simili non uguali,
anche se a prima vista non avevo notato le differenze), si erano allontanate
dal loro posatoio emettendo dei suoni che non erano familiari con le Tortore dal
collare domestiche in mio possesso. Al momento non ci pensai più di tanto, ma
il giorno dopo, quando risentii quei suoni, mi resi conto che nel loro canto
c’erano due differenze sostanziali, non vi erano suoni contenenti la
consonante R e neanche la “risatina” che accompagna il verso delle
nostre tortore; al suo posto c’era una specie di guuu
prolungato. All’epoca pensai fossero delle Tortore selvatiche, anche se
ero un po’ confuso perché la Tortora selvatica (Streptopelia
turtur) è assai diversa dalla Tortora dal collare, mentre quelle erano
molto simili a quest’ultima, diversificandosi nel colore generale del mantello
che appariva più freddo; inoltre il colore del lato inferiore delle remiganti
primarie era di tonalità scura ed era possibile notare questa caratteristica
dal basso quando le tortore planavano. Disposizione dei colori questa del tutto
simile a molte altre tortore, come ad esempio la Tortora diamantina che possiede
le remiganti primarie di colore nero e marrone visibile inferiormente
soprattutto ad ala spiegata.
Pur
non risolvendo il mio dilemma, ipotizzai che vi fosse un’altra specie di
tortora selvatica in circolazione, simile alla Tortora dal collare domestica (all’epoca
non sapevo delle differenze tra la Tortora dal collare domestica e la Tortora
dal collare orientale) ma con differenze fisiche e soprattutto
etologiche date dal canto.
Più
tardi venni in possesso di un vecchio libricino del signor Alulah M. Taibel,
intitolato “Tortore ornamentali e da voliera” edito dalla Edagricole,
che risolse i miei dubbi. Quelle Tortore che avevo visto al mare ed
occasionalmente anche dalle mie parti, erano Tortore dal collare orientali (Streptopelia
decaocto decaocto) e non avevano niente a che fare con la Tortora dal
collare domestica.
Qualcuno
infatti potrebbe a prima vista concludere che la decaocto
sia la progenitrice della risoria. Secondo
Taibel, e non solo per lui, la decaocto non
è assolutamente la forma ancestrale della risoria,
dalla quale differisce sopratutto per il canto che non contiene, come
abbiamo già detto prima, la consonante R.
Nelle
regioni del nord Africa esiste però una specie di tortora, la Tortora ridente (Streptopelia
roseogrisea) che al contrario della decaocto
possiede una caratteristica risatina simile a quella della risorta
(chiamata appunto così perché
“ride”).
Si
è perciò concluso che la Tortora dal collare domestica, non deriva
assolutamente dalla Tortora dal collare orientale (proveniente dagli Urali e
dalle Indie) bensì dalla Tortora ridente.
A
provare il tutto è stato poi un esperimento effettuato da Mainardi che ha
confrontato il patrimonio antigenico della risoria
con quello della decaocto, osservando
che esso è solo in parte uguale contenendo antigeni specifici diversi nelle due
specie.
Dopo
che si è stabilito che la roseogrisea è
la forma ancestrale presente in natura della Streptopelia
risoria domestica, si è deciso di cambiarne il nome da Streptopelia
roseogrisea a Streptopelia risoria considerando
quest’ultima, dove non appare il nome domestica,
la specie ancestrale della Streptopelia
risoria domestica.
Per
ultimo è da sottolineare che le specie del genere Streptopelia
presentanti il caratteristico collarino nero e cioè la risoria,
la decaocto e la decipiens
e forse anche qualche altra, potrebbero essere considerate addirittura come
sottospecie di una specie collettiva, dato che gli ibridi ottenuti dalla risoria
per la decaocto e dalla risoria
per la decipiens, sono risultati
completamente fecondi, sia maschi che
femmine. Si può quindi dedurre, come dice Taibel, che queste specie siano
in via di un lento differenziamento in attesa che si verifichino le condizioni
di isolamento ambientale necessarie per la speciazione di tali animali.
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In
conclusione
Ci
sarebbe ancora moltissimo da dire su questi bellissimi animali, ma per questa
volta ho deciso di parlare solamente di questa confusione che esiste tra le
specie risoria e decaocto,
decaocto che pur sembrando a prima vista la specie “madre”, non
costituisce la forma ancestrale della risoria.
Le
Tortore sono comunque animali molto belli, ma anche molto sottovalutati. La
selezione è portata avanti da pochi allevatori che svolgono intensamente questa
attività, e lo stimolo verso l’ibridazione è fortemente frenato dal fatto
che gli ibridi non sono ammessi nelle mostre.
Le
Tortore sono anche disprezzate da molti allevatori essendo ritenute certamente a
torto portatrici di pestilenze varie pericolose in una mostra ornitologica.
Personalmente sono invece dell’idea che questi animali vadano tenuti in
maggiore considerazione ed in questo concordo perfettamente con quanto scritto
dal sig. Neri (“1.0.” novembre ‘96). Esistono infatti numerosissime specie
di Tortore esotiche dai colori sgargianti o dalle forme graziose come la
Tortora ali verdi, le Tortore frugivore, le Tortore diamantine (che fra
l’altro contano già diverse mutazioni). Inoltre le tortore possiedono un
carattere docile e confidente verso l’allevatore, cosa non riscontrabile in
tutte le specie di uccelli. Nella speranza quindi di poter osservare nelle
prossime mostre ornitocolturali una più vasta gamma di esemplari di questi
bellissimi uccelli.
Scheda
realizzata da Andrea Coldi
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