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IL CANARINO
Serinus canaria

nella foto : Garibaldi canarino rosso mosaico di Salvo
Come il suo nome lo indica, il canarino (serinos
canarias) e' originario delle Isole Canarie. Per tanto lo si incontra anche
all'isola di Madeira e alle isole Azzorre.
GLI ALLEVAMENTI CONSIGLIATI DA INSEPARABILE SONO:
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se vuoi sapere come segnalare il
tuo, contatta: marketing@inseparabile.it
Che cosa sono queste isole?
Scoperte nel 1402 dal normanno Jean de Bethencourt, le Canarie fanno parte
dell'arcipelago spagnolo dell'Atlantico. Queste isole sono raggruppate sotto
questi nomi: Grande-Canaria, Tenerife, Fuerteventura, Lanzarote, Gomera, Palma
et Hierro. Godendo d'un clima eccezionale, che altre volte le ha fatte chiamare
"Isole Fortunate", esse sono la culla del canarino. La socievolezza e
il canto di quest'ultimo, sedussero gli spagnoli i quali, accortosi che questo
uccello conservava, anche in gabbia, tutte le facolta' naturali, compresero
l'importanza della scoperta fatta in queste isole. Gli uccelli furono catturati
e inviati in massa in Spagna, dove il loro allevamento divenne ben presto
un'industria fiorente. Non solo i giovani canarini venivano esportati a prezzo
d'oro, ma, volendo conservare il monopolio della produzione, gli spagnoli
esportavano i maschi uccidendo sistematicamente le femmine non necessarie alla
produzione.
Come fini' questo monopolio?
Una leggenda vuole che un vascello spagnolo carico di canarini, naufragasse al
largo dell'Isola d'Elba e che gli uccelli liberati, sia dall'equipaggio' sia
dalla distruzione delle gabbie' prendessero il volo, alcuni verso la costa
italiana della Toscana, altri verso l'Isola d'Elba e le coste della Provenza.
Alcuni di questi uccelli, maschi e femmine, furono catturati; altri fecero ceppo
in questi luoghi, dando vita in seguito a un tipo di canarino montanaro, in
Corsica, in Sardegna, e nel Nord dell'Italia e al Serino, diffusosi in tutti i
paesi latini e in Germania. Questa e' la leggenda! Tuttavia possiamo darle un
certo credito poiche', tanto nel canto del montanaro che in quello del serino
ritroviamo certi toni simili a quelli del canarino. Un'altra supposizione vuole
che gli allevatori spagnoli per un interesse personale immediato, fornissero
delle femmine a paesi esteri. Qualunque siano state le cause fini' il monopolio
spagnolo e l'allevamento del canarino si propago' rapidamente in tutta Europa.
Da principio fu appannaggio delle classi sociali elevate le quali ambivano
tenerlo in gabbia o allevarlo per "snobismo", pero' ben presto si
diffuse in tutte le altre classi e fu allevato, sia per passione o sport, che
per desiderio di ricerca o di creazione, sia a scopi finanziari.
Dall'aspirazione degli amatori a riunirsi per confrontare i loro soggetti,
nacquero ben presto le Societa' Ornitologiche le quali iniziarono ad organizzare
esposizioni e concorsi dove i canarini venivano giudicati per le loro qualita'
di canto, di forma e di colore.
CARATTERISTICHE SOMATICHE
Nonostante la taglia dei Canarini selvatici
raggiunga al massimo i 16 centimetri, vi sono alcune razze di Canarini domestici
che toccano i 20 - 22 centimetri di lunghezza; tuttavia pur essendo stati
sottoposti a numerose selezioni, la struttura anatomo-morfologica dei canarini
domestici e' rimasta invariata; le ali presentano dieci remiganti primarie,
diciotto secondarie e nella coda vi sono dodici timoniere. I Serini, essendo di
natura socievole, se isolati soffrono notevolmente la solitudine, per cui, salvo
casi di addestramento al canto o in cui la patologia lo richiede, e' sempre
consigliabile tenere questi uccelletti in coppie. La vita media dei canarini,
allevati in modo corretto, si aggira intorno ai dieci anni e non sono rari casi
in cui, animali tenuti in condizioni ottimali, raggiungono i venti anni di vita.
Premesso che, quando si parla di intelligenza, non bisogna aspettarsi troppo da
queste creaturine, passeremo a fare alcuni esempi di cio' che un canarino
completamente addestrato e' in grado di fare. Un allevatore aveva preso
l'abitudine di nascondere un ambito boccone sotto una pedina di una scacchiera:
il canarino sottoposto ad addestramento non tardo' a trovare il boccone e a
ripetere l'esercizio nonostante il pezzo venisse spostato. Un altro canarino
imparo' a spostare un carrelino quel tanto da consentirgli di arrivare al cibo.
Se ben addestrati i canarini sono capaci di eseguire operazioni ben piu'
complesse, come fare il morto in seguito allo sparo di un cannoncino,
lasciandosi trasportare su un carrelino, per poi resuscitare sempre a comando.
Quanto sopra descritto non fa altro che risaltare le caratteristiche mnemoniche
ed intelletive di questi uccelletti.
Virtu' canore dei canarini
Di seguito tratteremo le doti canore dei
Canarini, siano essi selvatici che domestici, ma poiche' questi ultimi
discendono dai primi, di differenze sostanziali vere e proprie, non si puo'
parlare. Il Canto del canarino selvatico risulta piu' marcato, fresco e
melodioso, ma un po' aspro, in quanto composto in parte da suoni metallici e
acuti, emessi in rapida successione. Vi sono comunque alcune razze domestiche
che si distinguono perche' capaci di veri e propri virtuosismi musicali; queste
razze sono: la Malinois e la Harzer. Volendo comunque fare un confronto, e'
possibile paragonare, i suoni emessi dai canarini appartenenti alle due
sopracitate razze, alla musica da camera e il canto dei canarini selvatici alla
canzone popolare; per cui, si puo' facilmente capire, che la predilizione per
l'una o per l'altra varieta' e' solo questine di gusti. Anche nei canarini come
nella maggior parte degli uccelli, il canto e' una prerogativa dei maschi,
mentre le femmine si limitano ad emettere dei cinguettii piu' o meno squillanti,
che talvolta incitano i maschi ad emettere prorompenti fraseggi canori. Sulle
capacita' canore influiscono numerosi fattori; tra cui: quelli ereditarii,
l'addestramento e la giusta attivita' ormonale, nonche' lo stato psicofisico
dell'animale stesso. Per cui e' facile intuire che l'alimentazione riveste un
ruolo fondamentale; se sana, ricca di vitamine e accompagnata dal mantenimento
in ambiente soleggiato ed arieggiato contribuisce in maniera positiva sulla
produzine di ghiandole endocrine, rendendo piu' rapide le vibrazioni delle
apposite membrane. In breve non si ha voglia di cantare se non si e' in buona
salute e in ambiente confortevole.
SERINOLOGIA E CANARICOLTURA
Per serinologia s'intende la scienza che
studia i canarini, o meglio, le varie specie di uccelletti del Genere Serinus
comprendente oltre ai cosiddetti canarini alcune specie con diverso appellativo
volgare, ma con affinita' generica comune. La canaricoltura e' la branca della
serinologia che si occupa delle regole pratiche dell'allevamento di questi
volatili allo stato di domesticita'. Affinche' i canarini (si tratti di pochi o
di molti soggetti, non importa) beneficino delle migliori condizioni di vita e'
necessario che l'ornicoltore abbia conoscenza e piu' moderni metodi di
allevamento quanto a razionalita' dei contenitori, salubrita' dei locali,
appropiatezza dell'alimentazione, cura degli eventuali stati patologici, ecc. Ma
e' anche opportuno che un allevatore preparato non ignori le nozioni di
serinologia che forniscono una piu' completa conoscenza di questo genere di
alati atte a meglio consentirgli l'instaurazione di un rapporto sensibilizzato
con gli animali soggetti alle sue cure. Questo rapporto dovrebbe sempre
sussistere fra l'uomo e le manifestazioni vitali della natura oggetto del suo
interessamento. Nozioni sulle varie specie di Serini selvatici e sui loro
costumi allo stato libero sono indispensabili a chi intenda consentire traguardi
importanti nel campo della canaricoltura attraverso un lavoro impegnativo in
fatto di selezione e di riproduzione dei volatili; si tratta di nozioni che
pongono in grado di predisporre nel migliore dei modi incroci e ibridazioni non
solo per irrobustire un ceppo di alati, ma anche all'ambizioso fine di apportare
ad esso modifiche migliorative per nuove caratteristiche anatomo-morfologiche.
E' da ritenersi irragionevole il dedicarsi all'allevamento degli uccelli - cosi'
come a quello di qualsiasi altro genere di animali - senza aver prima preso
cosicenza delle caratteristiche, del temperamento e delle abitudini nonche'
delle esigenze naturali di queste alate creature. Apparte le soddisfazioni di
carattere morale, e anche materiale, che possono trarre dalla canaricoltura gli
ornicoltori competenti, e' la persona intelligente e conscenziosa a provvedersi
di un bagaglio di cognizioni specifiche prima di intraprendere qualsiasi
attivita' in particolar modo quando l'attivita' e' legata a delle creaturine,
che per quanto modeste, meritano la considerazione di ogni individuo civilmente
consapevole.
L'acquisto
del canarino
Prima di procedere all’acquisto di un
volatile bisogna accertare il suo perfetto stato di salute. Il piumaggio
dev’essere folto, composto, brillante, l’occhio vivo, aperto e perfettamente
rotondo. L’animale non deve mostrare magrezza o pinguedine e deve muoversi
liberamente, con naturalezza, con giusta vivacità. Il becco e le zampe non
devono essere malformate e queste ultime non devono presentarsi eccessivamente
scagliose (segno di età avanzata o di scarse cure da parte dell’allevatore),
con pustole o unghie mancanti. Nel caso di acquisto di soggetti di razza
destinati alla riproduzione di canarini da mostra, è necessario accertare la
rispondenza del pennuto alle caratteristiche della razza, il che, ove si manchi
della necessaria competenza e pratica, si cercherà di stabilire confrontando
l’animale col disegno dello standard di cui si dovrà essere muniti all’atto
dell’acquisto e che si avrà avuto cura di studiare attentamente in
precedenza. Meglio ancora se si potrà contare sulla consulenza d’un esperto
non interessato al mercato che si intende attuare. I canarini comuni si trovano
in vendita presso ogni uccelleria e l’amatore non ha che la difficoltà della
scelta. Nei negozi di animali si trovano altrettanto facilmente le varietà meno
pregia te del Canarino a fattore rosso e talvolta è dato reperire buoni
soggetti anche di altre razze più costose. In genere, perô, per l’acquisto
di soggetti delle razze pregiate è preferibile, se non in dispensabile,
rivolgersi ad un allevatore sportivo, di cui si può ottenere l’indirizzo
rivolgendosi ad un’associazione di ornicoltori o attraverso la piccola
pubblicità d’una rivista specializzata. Un buon sistema è anche quello di
visitare le mostre di volatili ornamentali che si organizzano in ogni regione
d’Italia tra i mesi di ottobre e dicembre; qui si può fare conoscenza di
allevatori d’ogni specie e razza di volatili da gabbia e soprattutto di
canarini. Non si effettui mai l’acquisto presso un’uccelleria o Un alleva
mento mal tenuti; il commerciante e l’allevatore che trascurano il negozio e
il locale d’allevamento trascurano anche la salute dei volatili che
vendono.Gli acquisti di canarini possono essere fatti anche per corrispondenza,
essendo molti gli alleva tori che praticano questo tipo di vendita. In tal caso
bisogna prima assicurarsi che il venditore sia persona esperta e degna di
fiducia e bisogna anche concordare che 1a spedizione avvenga con il sistema più
rapido possibile e che il venditore si premuri di avvertire telegraficamente il
compratore dell’avvenuta spedizione in modo che a questi sia possibile
conoscere il giorno e possibilmente l’ora d’arrivo del trasportino
contenente i volatili. L’argomento è ulteriormente trattato alle voci
Spedizioni e Vendite.Quando possibile, è meglio effettuare gli acquisti
personal mente. Coloro che si recano in visita di esposizioni ornitologiche, cui
talvolta sono abbinate delle mostre-mercato esibenti esemplari in vendita fuori
con corso, devono guardarsi bene dal fare soverchio affidamento sulle qualità
dei soggetti esposti. L’espositore ha tendenza a valorizzare la propria merce
proprio a causa dell’ambiente in cui vie ne offerta, e capita spesso che il
prezzo richiesto sia tutt’altro che proporzionato a1 reale valore del
volatile. Se possibile, conviene astenersi dal concludere subito l’acquisto
nella sala-mostra effettuando prima della compera Gli acquisti di canarini
possono essere fatti anche per corrispondenza, essendo molti gli allevatori che
praticano questo tipo di vendita. In tal caso bisogna prima assicurarsi che il
venditore sia persona esperta e degna di fiducia e bisogna anche concordare che
1a spedizione avvenga con il sistema più rapido possibile e che il venditore si
premuri di avvertire telegraficamente il compratore dell’avvenuta spedizione
in modo che a questi sia possibile conoscere il giorno e possibilmente l’ora
d’arrivo del trasportino contenente i volatili. L’argomento è ulteriormente
trattato alle voci Spedizioni e Vendite. Quando possibile, è meglio effettuare
gli acquisti personal mente. Coloro che si recano in visita di esposizioni
ornitologi che, cui talvolta sono abbinate delle mostre-mercato esibenti
esemplari in vendita fuori con corso, devono guardarsi bene dal fare soverchio
affidamento sulle qualità dei soggetti esposti. L’espositore ha tendenza a
valorizzare la propria merce proprio a causa dell’ambiente in cui vie ne
offerta, e capita spesso che il prezzo richiesto sia tutt’altro che
proporzionato a1 reale valore del volatile. Se possibile, conviene astenersi dal
concludere subito l’acquisto nella sala-mostra effettuando prima della compera
una visita agli allevamenti degli espositori prescelti onde poter disporre
d’una scelta più vasta e accertare altresì le condizioni igieniche in cui
vengono tenuti i volatili e la razionalità dell’impianto. Un locale
d’allevamento razionale, perfettamente pulito, costituisce una buona referenza
anche se naturalmente non garantisce dell’onestà del venditore e della qualità
dei volatili venduti. E buona norma, quando si acquista presso un privato, non
scegliere subito i canarini, appena si entra nella stanza d’alleva mento, ma
lasciar passare un po’ di tempo per dar modo agli uccelletti di assuefarsi
alla presenza del visitatore, o almeno osservarli con calma da una certa
distanza perché l’eccitazione che una persona estranea suscita nei volatili
può talvolta mascherare delle mende che si rendono evi denti solo quando i
pennuti non sono in stato di vigilanza. Naturalmente nelle uccellerie tale
precauzione si rende superflua essendo i volatili ormai abituati al continuo
andirivieni di perso ne estranee. Se possibile si osservi attenta mente il
canarino mentre dorme o si trova in stato di completo riposo: se la coda, anziché
resta re immobile, si muove aizzandosi e abbassandosi all’unisono col ritmo
della respirazione, vuol dire che l’animale è affetto da un disturbo
all’apparato respirato rio. Altra precauzione da prendere nei confronti dei
soggetti prescelti con un primo esame: dopo aver fatto svolazzare un pochino il
canarino nella gabbia, lo si prenda in mano accostandolo all’orecchio onde
accertare che non abbia respiro affannoso e sibilante, sintomo di asma o di
malattia parassitaria dell’apparato respiratorio. Naturalmente conviene sempre
preferire soggetti giovani. Quando il canarino è munito di anello inamovibile
riportante l’anno di nascita, non vi sono problemi; mancando l’anellino, si
possono riconoscere con un po’ di pratica i soggetti dell’annata dalle zampe
che sono ricoperte da scaglie particolarmente morbide e sottili. I mesi pin
indicati per l’acquisto dei volatili d’allevamento come i canarini sono gli
ultimi dell’anno (da settembre a dicembre) quelli cioè che vengono subito
dopo il periodo riproduttivo e la muta del piumaggio. Nell’acquistare un
volatile con viene anche informarsi del regi me alimentare cui esso è abituato,
in modo da non sottoporre l’animale oltre che al cambia mento di ambiente
anche a quello di vitto; le modifiche del la dieta vanno effettuate con
gradualità.
Distinzione
dei sessi
Il sistema più semplice per distinguere il
maschio dalla femmina nei canarini è quello di osservare quale sono i soggetti
che cantano: solo i maschi infatti possiedono qualità canore (rare le femmine
che canticchiano e in ogni caso solo in maniera rudimentale). Quando però ci si
trova nella necessità di distinguere i sessi di soggetti per i quali non si ha
il tempo o non si può fare il rilevamento delle doti canore (come ad esempio
per i giovani che non hanno ancora ultimato la prima muta), bisogna esaminare la
zona circostante la cloaca che ne periodo degli amori, inturgidendosi, evidenzia
la diversa conformazione nel maschio e nella femmina. La persona esperta riesce
a rilevare tale differenza in ogni periodo dell’anno, ma l'ornicoltore alle
prime armi può non riuscirvi nemmeno allorché i canarini sono in calore in
quanto la differenziazione può variare da soggetto a soggetto (soprattutto in
relazione con l’età e con il grado di forma amorosa) sovente molto meno
marcata di quanto non appaia nel disegno illustrativo qui riprodotto. In tal
caso all’allevatore non resta che basarsi sul canto o sul comportamento dei
canarini o anche sulla conformazione e disposizione delle piumette che con
tornano l’organo genitale: nei maschi queste piumette sono relativamente
lunghe e sottili mentre nelle femmine sono più corte e disposte a corolla o in
intorno alla cloaca (questa differenza è leggera ma costante in ogni stagione
dell’anno e per tanto su di essa ci si può basare per quei volatili dei quali
non si ha modo di rilevare il canto e che non sono in forma amorosa). Da notare
la differente con formazione della parte esterna degli organi genitali appare in
genere alquanto evidenziata anche nei nidiacei impiumati che non hanno ancora
abbandonato il nido (tra i 14 e i 18 giorni di età); ciò consente
l’individuazione del sesso prima dello svezzamento.Per osservare la
conformazione della cloaca e delle piumette circostanti bisogna prendere in mano
il canarino e soffiare leggermente e uniformemente sul suo basso ventre cosI da
scoprire bene la parte da esaminare.
ADDOMESTICAMENTO
Il canarino, volatile che si riproduce ormai da
secoli in cattività, è domestico ma non addomesticato. Nella sua gabbia esso
vive felice e tranquillo e non si spaventa nel vedersi osservato anche da
persona estranea; in genere però basta introdurre una mano nella gabbia perché
subito l’atavico timore che gli uccelli nutrono per l’uomo si ridesti. Per
trarre il massimo godimento dal possesso d’un volatile bisogna non solo che
esso sia adatto alla vita di gabbia, ma che abbia una completa confidenza col
padrone. Un qualche processo di addomesticamento si rende quindi sempre
opportuno affinché il canarino possa dare delle soddisfazioni all’allevatore
al di fuori dei risultati riproduttivi e del piacere che si può trarre dalla
contemplazione dei suoi voletti e dall’ascolto del canto. Un canarino
addomesticato, anche se non addestrato a compiere degli esercizi, sarà fonte di
continuo svago con il suo cormportamento alieno da ogni sorta di timore per la
vicinanza di esseri umani. Il processo di addomesticamento non richiede
accorgimenti o qualità speciali ma solo un po’ di pazienza e di costanza.
Tutti gli uccelli adattabili alla vita captiva sono più o meno suscettibili di
addomesticamento, e il canarino, che già completamente adattato alla vita di
gabbia, si presta meglio della massima parte dei volatili. I soggetti giovani si
addomesticano molto facilmente di quelli anziani. Se il canarino da
addomesticare è nato nel nostro allevamento, conviene iniziarne
l’addestramento non appena ultimato lo svezzamento; anzi sarà bene abituarlo
a essere osservato e toccato, per qualche minuto al giorno, prima ancora che
esso abbandoni il nido. Anche fra gli alati della stessa Specie o razza esistono
individui più o meno timorosi; si cerchi quindi, nei limiti del possibile, di
sottoporre a addomesticamento soggetti che fin dal primo momento lasciano
intravedere una certa disposizione alla mansuetudine. L’addomesticamento
risulta più agevole se praticato singolarmente. Fra due o più soggetti è
facile che ce ne sia uno incline ad impaurirsi più degli altri e il suo
turbarnento risulta contagioso. Il discorso varia nel caso si possa disporre
d’un soggetto già addomesticato, il cui comportamento avrà benefico influsso
sui compagni accelerandone il processo di ammansimento. Innanzi tutto bisogna
abituare il volatile a non temere la presenza dell’allevatore presso la
gabbia, anche se questa viene maneggiata, il che con i canarini è presto
ottenuto. Si comincerà quindi con l’introdurre pian piano una mano nella
gabbia sino a quando la bestiola non mostrerà più timore della stessa. A
questo punto conviene offrire al canarino qualche ghiotto boccone —
particolarmente indicato il pinolo tenendolo fra le dita e insistendo
nell’offerta per qual che minuto, giorno dopo giorno, sino a quando la
leccornia non venga accettata. Da questo momento i progressi saranno rapidi e
non tarderà il momento in cui l’uccelletto verrà spontanea mente a posarsi
sulla mano o sul dito proteso ad accoglierlo. Prima di abituare il canarino
all’introduzione della mano nella gabbia, lo si può addestrare a prendere il
cibo dalle dita attraverso le sbarre, in un primo, facile processo di
ammansimento. Evitare di prendere in mano più volte al giorno i canarini, come
alcuni usano fare, con l’intento di abituarli all’uomo; anche a non
considerare il fatto che gli uccelli sono esserini delicati da maneggiarsi solo
quando necessario, con questo sistema, che oltre tutto procura giornalmente ai
volatili i molti spaventi delle vane catture, non si otterrà mai una spontanea
confidenza da parte del pennuto ma solo una supina rassegnazione a un
trattamento odioso. Avere dei canarini addomestica ti non è solo un piacere;
costituisce anche un vantaggio nella riproduzione. Le canarine addomesticate non
si spaventano quasi di nulla e ciò semplifica di molto gli interventi
manutentori dell’allevatore e riduce al minimo le possibilità
d’interruzione della cova o di abbandono dei piccoli per causa diversa dalle
cattive condizioni fisiche.
SCELTA DEI
RIPRODUTTORI
I
soggetti scelti per la riproduzione devono essere in ottima salute; per poco che
presentino anche lievissimi segni di non perfette condizioni fisiche, vanno
assolutamente esentati dalla fatica del ciclo riproduttivo sino a quando non
siano tornati in piena forma, altrimenti si corre il rischio di comprometterne
definitivamente le capacità generative. In linea di massima è buona norma non
utilizzare per tutta la stagione quale riproduttore un soggetto che all’inizio
dell’anno non sia in buone condizioni fisi che, anche se in seguito si rimette
completamente; il rimandarne l’utilizzazione nelle cove della stagione
successiva è saggio accorgimento prudenziale. Soprattutto nella scelta della
femmina su cui ricade in gran parte, se non interamente, l'o nere riproduttivo
si deve porre la massima attenzione: una buona riproduttrice oltre che sana e
vivace non dev’essere né magra né troppo grassa, pur presentando un giusto
accumulo di adipe nella regione addominale. Il temperamento della bestiola deve
esprimere domesticità e mansuetudine.
La
canarina pronta alla cova presenta il ventre deplumato ben gonfio e di color
giallino. Femmine con l’addome scarno non presentante colorazione gialla,
indice d’un giusto accumulo di grasso, bensì rossastra con visione in
trasparenza del bluastro delle interiora, non vanno prese in considerazione
quail fattrici perché difficilmente si avrebbe da esse deposizione di uova o
comunque un felice completamento del ciclo ripro duttivo, giacche di regola non
imbeccano la prole. Canarine dall’addome rosato anziché giallo possono
risultare buone ri produttrici, purché abbiano il petto carnoso. Quanto al
maschio, esso deve cantare a tutto spiano.I due riproduttori che si gradiscono a
vicenda, se posti nella stessa gabbia, appena incominciano a entrare nel clima
amoroso non tardano a scambiarsi effusioni fatte di cinguettii di ri chiamo e di
affettuosi contatti di becco, cui di solito segue l'offerta d’un po’ di cibo
da parte del maschio accolta dalla femmina con l’accompagna mento di tremule
vibrazioni alari. Se invece maschio e femmina non si gradiscono, sorgono le
complicazioni per l’allevatore.(V. Familiarizzazione dei riproduttori).
E buona norma osservare le deiezioni dei soggetti destinati alla riproduzione:
quelle dei canarini in perfetta salute sono piccole, di colorazione normale
nerastra o giallino-scura o grigio-verdastra, con una punta bianca, mentre
escrementi di consistenza acquosa, voluminosi e di tinta giallino-chiara sono
indice di disturbi digestivi particolarmente pregiudizievoli per le femmine che
di norma in tali condizioni non adempiono in maniera soddisfacente alla de
posizione e all’incubazione delle uova. Per quanto concerne l’età, sebbene
i canarini siano in grado di riprodursi già ai 9-10 mesi, e anche prima in
alcune razze, è consigliabile accoppiare soggetti che abbiano raggiunto almeno
l’anno di vita. Considerando che un canarino in gabbia vive in media sulle 10
primavere, di regola le capacità riproduttive della femmina Si arrestano verso
i cinque anni e quelle del maschio sugli Otto; Si tratta comunque di una regola
dalle infinite eccezioni. La spossatezza sessuale puô infatti variare
notevolmente da individuo a individuo, influenzata com’è da moltissini
fattori, fra cui sono anche i sistemi e la razionalità dell’allevamento. Chi
comincia a dedicarsi all’allevamento delle razze semicole di maggior pregio,
tende in ge nere ad acquistare soggetti che hanno ottenuto alti punteggi al le
mostre ornitologiche e che per conseguenza vengono ceduti a prezzi elevati. E un
sistema costoso che spesso non dà i risultati sperati perché sovente da
soggetti eccezionali non si ottiene prole di molto pregio. Il sistema migliore
è di acquistare soggetti che, pur presentando delle ottime caratteristiche,
abbiano qualche manchevolezza non pregiudizievole ai fini della riproduzione -
che li rende inadatti a partecipare alle mostre. Non bisogna dimenticare che le
caratteristiche dei due canarini destinati all’accoppiamento devono legare fra
di loro. In linea di massima non bisogna mai unire due soggetti che presenta no
lo stesso difetto, per quanto lieve sia, perché lo si troverebbe esaltato nella
discendenza. Chi non puè disporre di soggetti senza mende deve sforzarsi di
compensare i difetti dell’uno con i pregi dell’altra e viceversa. Nella
riproduzione di Canarini ciuffati si unisca sempre un soggetto con ciuffo a uno
senza ciuffo e mai due Ciuffati fra di loro. Per quanto attiene alla struttura
del piumaggio, è normativo accoppiare un soggetto Intenso a uno Brinato
scegliendo sempre, quando possibile, la femmina Brinata e il maschio intenso.
Evitare anche gli accoppiamenti strettamente con sanguinei.
ALIMENTAZIONE
PRE-COVA
L’accoppiamento e la successiva nidificazione
sono condizionati dal raggiungimento da parte dei riproduttori della così detta
“forma amorosa”; affinché tale forma venga raggiunta dai canarini in tempo
giusto è necessario che essi siano alloggiati in locali idonei e usufruiscano
di un’alimentazione sostanziosa e vitaminica che li prepari convenientemente
alle fatiche del ciclo riproduttivo. L’entrata in amore dei riproduttori può
essere affrettata o ritardata facendo accorto uso di alimenti stimolanti.Ai cibi
freschi e alla normale miscela di semi è bene aggiungere già un mese prima
dell’accoppiamento una piccola dose di pastoncino all’uovo da somministrare
due volte alla settimana durante la prima quindicina e a giorni alternati per il
restante periodo. CosI, oltre a irrobustire le bestiole, si abituerà la femmina
a cibarsi del pastoncino evitando il rischio, sempre possibile per chi lo
somministra solo alla schiusa delle uova, ch’essa rifiuti l’insolito cibo e
alimenti i piccoli con i soli semi, pregiudicando la riuscita della covata.
All’inizio della cova è bene so spendere la somministrazione del pastoncino
per riprenderla il giorno della schiusa, o meglio in quello successivo.Oltre
all’indispensabile osso di seppia, non manchino mai in questo periodo gli
altri integrativi minerali, di cui è detto alla voce relativa.
ALLEVAMENTO
ALLO STECCO
Viene cosI definito l’allevamento a mano dei
nidiacei, alleva mento che un tempo veniva effettuato per mezzo di uno stecco.
All’allevamento artificiale in teoria si puo fare ricorso sin dal primo giorno
di vita dei nidiacei; in realtà, perè, se i piccoli non hanno almeno 6-8
giorni di vita le possibilità di successo sono scarsissime. Qualunque Sia
l’età dei nidiacei, ad ogni modo, l’allevamento artificiale si
ottengono quasi sempre soggetti di salute malferma, facili ai disturbi
intestinali, poco sviluppati e nella migliore delle ipotesi di qualità scadente
nelle prerogateve razziali. Il fatto è che i geni tori prima di dare il cibo ai
piccoli, tenendolo per un pò di tempo nel gozzo lo sottopongo no a un breve
processo di rammollimento e lo porgono quindi ai figli ben intriso di saliva
che, come è noto, contiene sostanze atte a facilitare il processo digestivo, il
che è importante soprattutto nei volatili essenzialmente granivori come i
canarini. Specialmente durante i primi giorni di vita dei piccoli, nel gozzo
della femmina v’è abbondanza di succhi digestivi che rendono il cibo
somministrato ai nidiacei più facilmente digeribile; questo è il motivo per
cui il maschio, nel cui gozzo non vi sono le stesse secrezioni della femmina,
durante i primi giorni d’allevamento non imbecca di rettamente la prole, come
fa in seguito, ma riversa il cibo nel becco della canarina che a sua volta lo
rigurgiterà in quello dei nidiacei.
L’imbeccata allo stecco presuppone una
notevole disponibilità di tempo; bisogna iniziarla al l’alba e continuarla
fino al tra monto ed oltre, quindi è ben difficile che l’allevatore possa
praticarla se non puô contare sull’aiuto di qualche familiare. Meglio
rinunciare all’allevamento artificiale dei canarini per poco che sia
possibile. Per chi si dovesse trovare nelle condizioni di dover praticare,
vediamo come ci si deve comportare. Per prima cosa il nido va posto in ambiente
caldo e riparato, possibilmente nella gabbia infermeria. I nidiacei, se non
ancora bene impiumati, vanno coperti con un pannolino di lana o con una sfoglia
di ovatta sistemata in modo che essi possano respirare liberamente.
All’originario stecco non è il caso di fare ricorso; andrà meglio un
pennellino da pittore (numero tre o quattro) a setole morbidissime. Se i piccoli
da imbeccare sono molti si potrà ricorrere più comodamente alle apposite
siringhe di vetro o di plastica che renderanno piü semplice e piü sbrigativa
l’operazione.
Bisogna fare bene attenzione a nutrire in egual
modo tutti i piccoli; la quantità di cibo da somministrare volta per volta sara
indicata dal gozzo, che dovrà risultare giustamente ri gonfio (con una
circonferenza all’incirca doppia del normale). Quando il cibo Sara stato quasi
completamente ingerito il che avviene in genere dopo un’ora e mezzo o due ore
si somministrerà una nuova imbeccata e cosi via. La prima imbeccata va data
all’alba, Seguita con la massima regolarità dalle altre, l’ultima delle
quali andrà fornita alle venti.
Quando nei piccoli ormai completamente
impiumati non si potrà pin scorgere il gozzo, e non sarà perciò possibile
controllare se l’uccellino ha finito la sua scorta di cibo, si faccia bene
attenzione a non nutrirli eccessivamente dato che anche ben rimpinzati gli
uccellini non mancano, alla vista dell’allevatore, di spalancare il becco in
una pigolante richiesta di cibo. Per imbeccare i piccoli si usi il normale
pastone all’uovo cui Si dovrà aggiungere del liquido per renderlo molto
morbido, quasi fluido, specialmente nei primi tempi. Al posto dell’acqua si US!
del succo di mela raccolto spremendo un po’ di polpa in un bicchiere, con
l'aggiunta di al cune gocce di acqua minerale non gassata; il liquido cosI
ottenuto, dapprima biancastro e quindi ambrato, è particolarmente indicato per
l’ammollamento del pastone. Nell’allevamento degli ibridi di canarino con
uccelli indigeni o con esotici non esclusivamente granivori sarà bene
arricchire il pastoncino con un po’ di so stanze altamente proteiche (uova di
formica polverizzate, omogeneizzati carnei per lo svezza mento dei bambini,
cervello e midollo lessi, sangue di bue cotto, ecc.). L’aggiunta di piccole
dosi di queste sostanze puè ri sultare conveniente anche nel l’allevamento
dei canarini delle razze più delicate. Verso il diciottesimo giorno di vita si
aggiungono al pastone dei semi, preventivamente sbucciati in acqua bollente,
finemente pestati. Alla quarta settimana di vita i semi, sempre sbucciati,
potranno essere dati interi. Prima della somministrazione allo stecco il
pastoncino va intiepidito a bagnomaria. Se l’allevamento allo stecco vie ne
iniziato quando i piccoli non sono ancora completamente impiumati, non presenta
difficoltà di esecuzione in quanto i nidiacei, non provando ancora timore
dell’uomo, non si fanno pregare a spalancare il beccuccio. In seguito,
crescendo, essi continuano a identificare con l'allevatore l’idea del pasto e
non avranno di lui alcun timore. Se c’è un vantaggio in questo sistema
d’alimentazione artificiale è quello di ottenere soggetti completamente
domestici. Se per disavventura, invece, Si deve iniziare l’allevamento allo
stecco quando i piccoli sono completamente impiumati ed ormai prossimi al
l’indipendenza, un ostacolo gravissimo è costituito dai loro beccucci serrati
dal timore atavico dell’uomo. Non avendo la possibilità di affidare i piccoli
a qualche balia (una canarina che possieda dei piccoli su per giù della stessa
età) si può tentare la somministrazione d’un pastone piuttosto fluido posto
sulla cima d’un pennellino; preso il soggetto in mano e appoggiata la punta
del pennellino contro il suo becco, può darsi che il piccolo affamato si induca
a mangiare (si può anche provare a imbeccarlo senza prenderlo in mano, passando
il pennellino tra le sbarre della gabbia); se questo espediente non ha effetto,
non resta che tentare la imbeccata farzata, operazione ardua che ri chiede da
parte di chi la pratica notevole abilità e che presenta poche probabilità di
successo in particolarmodo se si tratta di un allevatore poco esperto. Capita a
volte che anche dei ni diacei non impiumati temano l’allevatore e non aprano
spontaneamente il becco; in questo caso conviene che le prime imbeccate allo
stecco vengano somministrate con l’aiuto d’una seconda persona: mentre
l’una mediante una spatolina priva di bordi taglienti mantiene aperto il becco
(facendo leva alla punta del becco e non alla base dov’è troppo dedicato),
l’altra somministra il cibo; in breve gli uccelletti si abitueranno ad aprire
il beccuccio da soli.
DEPOSIZIONE
In ornicoltura si suole indicare con tale
termine l’atto con cui le femmine in fase riproduttiva si sgravano delle uova.
A due-sei giorni di distanza dal la fecondazione (naturalmente non si può
parlare di “fecondazione” quando la copula ha luogo con una canarina non
ancora pronta alla riproduzione, con il gruppo ovarico immaturo e le singole
ovocellule non ancora atte a scendere nell’ovidotto) e, di norma, dopo una-due
setti mane dal giorno in cui si è formata la coppia, una buona Canarina
generalmente depone il primo uovo senza fatica, nel giro d’un quarto d’ora,
anche se è alla sua prima esperienza riproduttiva. Puô capitare che una
femmina alla sua prima esperienza riproduttiva non deponga le uova nel nido ma
sul fondo della gabbia o nelle mangiatoie: in genere non c’è da preoccuparsi,
trattandosi di difetto destinato a scomparire in seguito, spesso sin dalla
seconda covata. Vi sono anche femmine che dopo aver regolarmente deposto le uova
nel nido trascurano d’iniziarne l’incubazione; la cosa è per lo più dovuta
a un’imperfetta forma amorosa della cana rina, dipendente in genere da qualche
errore di conduzione commesso dall’allevatore. Una volta riacquistata la
condizione favorevole, la canarina potrà risultare ugualmente un’ottima
riproduttrice. Le uova abbandonate potranno essere affidate ad altra chioccia.
La canarina depone di buon mattino, in genere all’alba (per Jo pin tra Je sei
e le nove); il numero delle uova deposte varia generalmente da 3 a 5, più rara
mente 2 o 6 ed anche 7; in casi eccezionali puô giungere a de porne 8 o 9 (solo
nelle razze più. robuste e prolifiche) mentre la. deposizione d’un solo uovo
(e in parte anche quella di 2) è segno d’imperfette condizioni fisiche. Le
uova vengono deposte consecutivamente una al giorno ma talvolta accade che La
deposizione prosegua dopo un giorno d’intervallo. Può inoltre verificarsi che
una canarina, deposte le uova, non ne inizi l’incubazione e dopo qualche
giorno attenda invece a una seconda de posizione. Il fatto è determinato da una
disfunzione ormonale che sconsiglia l’ulteriore impiego della canarina per il
resto della stagione riproduttiva. Le uova così deposte (di norma le seconde
sono piü piccole del normale e danno vita a canarini di piccola taglia) possono
essere affidate ad altra femmina in cova. Citiamo infine il caso di canarine che
depongono un solo uovo sterile — di cui non iniziano l’incubazione
perché la vera de posizione avverrà solo una decina di giorni dopo. In tal
caso la deposizione singola non è sintomo di imperfette condizioni fisiche come
avviene allorché l’unico uovo (da cui può nascere un pulcino) viene subito
incubato. Se dopo aver deposto le uova una canarina, per una ragione qualsiasi,
Si trova nella condizione di non dover proseguire nell’incubazione, si
lasciano passare due o tre settimane prima di reimpiegarla nella riproduzione,
perché deposizioni di uova troppo ravvicinate non giovano alla salute delle
fattrici e hanno influenza negativa anche sul numero delle uova e sulla qualità
dei nidiacei. Se si ha la sgradita sorpresa di trovare dei frantumi di guscio al
posto dell’uovo, si tenga presente che quasi sempre il colpevole è il
maschio; s’impone per tanto il suo allontanamento. Se poi invece si constata
che la colpevole è la femmina, non c’è nulla da fare e non resta che
esonerarla dalla riproduzione. Trattandosi di soggetto di parti colare valore,
si può cercare di togliere le uova dal nido subito dopo la deposizione, prima
che la canarina mangiatrice di uova abbia il tempo di romperle, onde affidarle
ad altra femmina buona covatrice. La tendenza a mangiare le uova è dovuta di
norma a carenze alimentari, rimediando alle quali l’inconveniente dovrebbe
scomparire; si dice “dovrebbe”, in quanto può accadere che quella ch’era
all’inizio un’esigenza fisiologica, tesa a rimediare a carenze nutritive,
diventi in seguito un semplice vizio cui non c’è modo di porre riparo e che
impone di non utilizzare nella riproduzione i soggetti che ne sono affetti o di
impiegarli con l’accorgimento suddetto. Le uova, dal guscio quasi sempre
picchiettato ma di tinta variabile, possono essere deposte giorno dopo giorno,
ma non è raro che tra la deposizione delle vane uova (specialmente tra il primo
e il secondo) intercorrano due o tre giorni. Si capisce subito quando la de
posizione è terminata perché l’uovo che viene espulso per ultimo presenta
una colorazione leggermente più chiara degli al tre e vien detto “uovo
azzurro”; in qualche raro caso avviene che dopo quest’uovo la femmina ne
deponga ancora uno d’incerto colore verde pallido.
INCUBAZIONE
L’incubazione delle uova nei canarini si
protrae per 13 giorni ed è compito eclusivo della femmina. Per creare un
ambiente favorevole alla cova bisogna che il locale d’allevamento sia
tranquillo e che le gabbie con i riproduttori siano collocate in penombra. In
natura gli uccelli cercano di occultare il nido il più possibile nella penombra
protettrice delle fronde e l’istinto li spinge a restare immobili quando sono
illuminati dato che nessun effetto mimetico resiste al movimento. Nel canarino
domestico l’istinto si è molto affievolito (in maniera più o meno accentuata
a seconda delle razze e degli individui) ma se la stanza è troppo luminosa si
pone ugualmente il rischio che la femmina resti immobile nel nido trascurando di
rivoltare di tanto in tanto le uova, come è necessario che faccia affinché gli
embrioni non muoiano. Anche per le razze più mansuete del canarino bisogna
tener conto di questa necessità delle covatrici di trovarsi in penombra: non
volendo ombreggiare la stanza, si può coprire il nido esterno con del materiale
opaco (fronde, carta, ecc.) oppure disporre sulla gabbia un panno verde, se il
nido è sistemato all’interno. Non si tema che nella penombra del nido la
femmina non riesca a rivoltare le uova o a imbeccare i piccoli; la vista degli
uccelli è assai più acuta di quella umana. Durante l’incubazione i
riproduttori vanno preservati con particolare cura da molestie quali possono
essere l’andirivieni di persone estranee, lo sbattere delle porte, rumori
intensi, forti vibrazioni, ecc. In particolare le vibrazioni violente, anche
conseguenti a forti rumori, possono causare la morte degli embrioni. Durante il
periodo del l’incubazione è opportuno effettuare dei controlli periodici
(possibilmente evitando di disturbare la canarina mentre cova e approfittando
per l’ispezione del nido degli intervalli in cui essa sorte spontaneamente)
allo scopo di accertare che tutto vada bene. Potrebbe accadere che la canarina
imbratti le uova con gli escrementi e in tal caso bisogna subito ripulire il
nido altrimenti le deiezioni, seccandosi, incolleranno le uova che non potranno
più venire regolarmente rivoltate o andranno soggette a rottura nel corso dei
tentativi fatti dalla chioccia per rimuoverle. Anche la rottura d’un uovo
dovuta a una qualsiasi causa accidentale può danneggiare le altre uova
incollandole. Se durante una delle ispezioni al nido si nota che il numero delle
uova è diminuito e non si trova traccia dell’uovo o delle uova mancanti in
nessuna parte del nido o della gabbia, si tenga presente che talvolta le
canarine avvertono d’istinto quali sono le uova cattive e le allontanano dal
nido o le mangiano. Il buon maschio durante l’incubazione assiste amorosamente
la compagna portandole il cibo, rallegrandola con il canto e so sostituendola
qualche volta sulle uova durante i brevi momenti di moto ch’essa si concede.
Alcuni canarini sogliono anche andarsi ad accucciare nel nido presso la femmina
restando cosi tranquilli in tenero contatto. Le canarine durante l’incubazione
emettono più o meno spesso un lieve pigolio per ri chiamo del maschio (se
questo è presente), pigolio che ricorda quello emesso all’inizio del ciclo
riproduttivo quale sollecitazione all’atto fecondativo. Questo secondo tipo di
richiamo della femmina in cova è però solo una richiesta di cibo e di
compagnia: i buoni maschi lo interpretano nel modo giusto e danno alla compagna
tutta l’assistenza possibile, quelli inidonei alle funzioni di “padre di
famiglia” lo scambiano invece per un richiamo sessuale e molestano la canarina
in cova con approcci amorosi. In questi casi l’allontanamento del maschio può
rendersi necessario anche se cosi facendo, a incubazione iniziata, si corre il
rischio di turbare la femmina sino al punto di distoglierla completamente dai
suoi doveri materni. Durante l’incubazione il bagno va consentito
regolarmente, non solo perché le abluzioni ristora no le femmine che
trascorrono il loro tempo accucciate sulle uo va, ma anche per favorire il
felice esito dell’incubazione; infatti perché la schiusa avvenga normalmente
è necessario un certo grado di umidità Dando3i il caso di covatrici talmente
prese dal loro compito da non lasciarsi tentare dal bagno, conviene, il giorno
precedente la schiusa, immergere le uova per brevi istanti in acqua calda a 38°
centigradi: c è è sufficiente ad assi curare il necessario grado di umidità.
Le uova vanno quindi riposte nel nido dopo averne tolto l’eccesso di umido e
curando che non abbiano a raffreddarsi. Questo sistema è preferibile alla
pratica di spruzzare lievemente d’acqua tiepida il materiale d’imbottitura
del nido, cui ad ogni modo possono fare ricorso quegli allevatori che hanno
timore di rompere le uova nello spostarle. La breve immersione delle uova in
acqua calda può effettuarsi oltre che alla vigilia della schiusa, anche nei
tre-quattro giorni precedenti e ciò al fine di ammorbidire il guscio onde
facilitarne la rottura da parte del pulcino nascente; l’accorgimento può
tornare particolarmente utile per le razze a selezione molto spinta, generanti
prole meno robusta. Se si possiedono più coppie, è opportuno che almeno due o
tre inizino l’incubazione contemporaneamente onde l’allevatore abbia la
possibilità di affidare a una canarina anche qualche uovo delle altre e lo
stesso possa fare con i nidiacei ai quali malauguratamente i genitori cessassero
di somministrare il cibo. Questo accorgimento della messa in cova contemporanea
di più coppie è specialmente utile nel caso di razze molto selezionate, che più
facilmente danno luogo a inconvenienti durante il ciclo riproduttivo.
L’accorgimento è reso più agevole dall’impiego delle uova finte grazie
alle quali, in caso di necessità, si può ritardare di qualche giorno la
ricollocazione nel nido delle uova vere.
L'ALIMENTAZIONE
|
Vitamina
A / Betacarotene
|
Mantiene
efficiente l’apparato respiratorio,riproduttivo e digestivo.
|
Patate dolci,
arance , carote ,tuorlo d’uovo, broccoli ,piselli,cicoria,peperoni e
peperoncini,meloni cantalupa,albicocche,asparagi,zucchine etc.
|
|
Vitamine
B
(Ci sono 8 vitamine B )
|
Partecipano
alle reazioni metaboliche e danno energia alle cellule favorendone la
crescita. Importanti per la salute degli occhi,della bocca e delle
penne.
|
Uova,formaggi,noci,semi
di girasole,miglio,vegetali a foglie verdi , cereali ,
grano,asparagi,broccoli,limoni,banane etc.
|
|
Vitamina (Acido
ascorbico)
|
Importantissima
nelle situazioni di stress,come anti-infiammatorio , antistaminico e
antiossidante.
|
Broccoli,patate,agrumi,peperoni
e peperoncini, pomodori,asparagi,piselli,
radicchio,zucchine,kiwi,cavolfiore,frago le,cavolini di Bruxelles etc.
|
|
Vitamina
E
|
Antiossidante e
protegge le membrane cellulari.Aumenta la fertilità e la riproduzione.
Raccomandata in casi di problemi alla pelle e come anti-infiammatorio.
|
Tuorlo
d’uovo,vegetali a foglia verde,mandorle,semi di girasole,avena,grano etc.
|
|
Proteine
|
Forniscono gli
importantissimi amminoacidi.
|
Tuorlo ed
albume dell’uovo ,formaggi magri , pollo ben cotto , pesce ,
noci,fagioli,arachidi etc.
|
|
Calcio
|
Favorisce la
crescita e il benessere delle ossa (particolarmente importante per i
Cenerini).
|
Gusci
d’uova,formaggi magri,yogurt,cicoria,broccoli,mandorle,f agioli,piselli,
semi di sesamo,arance etc.
|
|
Vitamina D3
|
Favorisce
l’assorbimento e l’utilizzo del calcio e del fosforo.
|
Tuorlo
d’uovo(bollito almeno 15-20 minuti),luce solare diretta , salmone ,
sardine,patate dolci , vegetali a foglia scura etc.
|
|
Fosforo
|
Importante per
la sintesi RNA/DNA,salute nervosa,contrazioni muscolari,funzioni renali
ed altre.Si dovrebbe far assumere in egual misura sia il fosforo che il
magnesio,la quantità di entrambi però deve essere la metà della
quantità del calcio.
|
Cibi con alto
valore proteico,come uova sode , yogurt,formaggi,pollo ben cotto e
legumi etc.
|
|
Magnesio
|
Coivolto in
molti processi metabolici,aiuta a regolare il bilanciamento
acido-alcalino,favorisce l’assunzione degli altri minerali,in
particolare del calcio.
|
Vegetali dal
colore verde scuro,grano,mele,legumi, semi,noci,mandorle etc.
|
|
Ferro
|
Favorisce la
produzione di emoglobina, ed è richiesto in casi di stress e
affaticamento.
|
Legumi,uova,vegetali
a foglia verde,semi di girasole e sesamo, noci , mandorle,grano etc.
|
|
Vitamina K
|
Favorisce il
coagulamento del sangue,utile al fegato ed alle ossa.
|
Vegetali a
foglia verde , uova,soia etc.
|
|
Zinco
|
Aiuta la
digestione,facilita l’azione delle vitamine del gruppo B,favorisce la
circolazione ,la funzione epatica,il sistema immunitario,la sintesi
delle proteine e la crescita cellulare.Favorisce inoltre la pelle,le
ossa,e gli organi riproduttivi.
|
Piselli,legumi,noci,vegetali
a foglia,semi di sesamo e girasole,tuorlo d’uovo etc.
|
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Selenio
|
un
importante antiossidante,combinato di solito con la vitamina E.Protegge
il sistema immunitario dai danni derivanti dai radicali liberi.
|
Uova,semi di
sesamo e di girasole,vegetali,aglio etc.
|
|
Iodio
|
Necessario per
un normale metabolismo cellulare e per la tiroide.
|
Semi di
sesamo,fagioli etc.
|
I canarini vanno nutriti con
una miscela di semi, regolarmente integrata con sostanze vegetali come la
verdura e la frutta, con minerali e con un alimento di particolare valore
proteico. Nei canarini da canto la tecnica di alimentazione e' strettamente
connessa con la produzione di valenti cantori. La formula d'una miscela idonea
dei canarini da canto e' la seguente:
-
Ravizzone........60%
-
Scagliola........20%
-
Canapa............5%
-
Niger.............5%
-
Avena.............5%
-
Papavero..........3%
-
Lino..............1%
-
Lattuga...........1%
Durante il periodo di addestramento al canto
dei giovani maschi bisogna pero' somministrare per circa un mese esclusivamente
del Ravizzone, con dell'aggiunta, un paio di volte la settimana, d'una miscela
di altri semi che puo' essere la seguente:
-
Scagliola........50%
-
Canapa...........10%
-
Niger............10%
-
Avena............10%
-
Papavero..........8%
-
Lino..............6%
-
Lattuga...........6%
Per tutti gli altri canarini potrà essere
usata la seguente:
-
Scagliola........35%
-
Niger............20%
-
Panico...........10%
-
Ravizzone........10%
-
Avena............10%
-
Canapa............5%
-
Lino..............5%
-
Cardo.............5%
Due o tre volte la settimana sarà' opportuno
somministrare in separata mangiatoia una piccola dose di un'altra miscela
composta in parti uguali di grani di lattuga, cicoria e papavero. Questi semi
sono considerati condizionatori, servono cioè a mantenere i canarini nella
forma migliore durante tutto l'anno e soprattutto nel periodo della
riproduzione. E' anche bene appendere nella gabbia una spiga di panico dalla
quale gli uccelletti spiccheranno i semi con particolare piacere. I semi sono
l'alimento base dei canarini ma non deve essere considerato l'unico. Tutti gli
uccelli granivori hanno bisogno regolarmente di sostanze vegetali fresche. Le
verdure piu' gradite dai canarini sono: lattuga, cicoria, scarola, cavolo,
broccolo, spinaci, indivia, radicchio. Esistono pero' degli altri ortaggi molto
graditi da questi uccelli, come: fave e piselli freschi e dolci, cetriolo freso,
pomodoro maturo, carota. E' bene somministrare ai canarini anche dei pezzetti di
aglio e di cipolla, che avendo notevoli proprieta' anti fermentative e acaricide,
giovano molto alla salute. Le verdure vanno somministrate ben lavate e
accuratamente asciugate, perche' i vegetali intrinsi d'acqua possono causare
disturbi intestinali. Per quanto riguarda la frutta, la mela e' la più indicata
e gradita da tutti i canarini, ma ugualmente accetti possono risultare gli altri
frutti di stagione. Ogni tipo di frutta va somministarto in piccole porzioni
tali da essere consumate prima che vadino a deteriorarsi. E' consigliabile
somministrare ai canarini una o due volte la settimana una fettina di rosso
d'uovo sodo oppure fornire loro giornalmente del biscotto all'uovo. I canarini
nel periodo della riproduzione, necessitano di maggiori sostanze proteiche sia
per essi sia per la prole che devono imbeccare. A questi soggetti bisogna
fornire un pastone apposito, il cosidetto pastoncino all'uovo, che molti
allevatori preferiscono confezionare in casa. La ricetta e' la seguente:
mescolare amalgamando bene parti uguali di rosso d'uovo sodo e biscotto
polverizzato con l'aggiunta di carota grattuggiata, bagnare il tutto con qualche
goccia di succo di mela. Il pastone deve risultare soffice e moderatamente
umido; per le razze molto selezionate e' opportuno arricchirlo con l'aggiunta di
un pizzico di sali minerali ed eventualmente con un po' di omogeneizzato carneo
vitaminizzato del tipo in uso per lo svezzamento dei bambini. La preparazione
deve essere giornaliera perche' il composto si deteriora facilmente. Tutti i
canarini, durante l'anno, dovranno disporre di integrativi minerali, tra cui
l'osso di seppia. Ma importanti sono pure i sali minerali e ancora piu'
importante e' il grit, costituito da un insieme di piccoli corpi duri insolubili
che gli uccelli ingoiano per facilitare la triturazione del cibo. Nelle localita'
dove l'acqua potabile non e' ottima, sara' bene fare uso di un filtro oppure
sostituirla con acqua minerale non gassata. E' buona abitudine aggiungere
all'acqua da bere delle sostanze che giovano alla salute degli uccelli, cioe'
succo di limone, aglio e bicarbonato di sodio. Una volta la settimana si
aggiunga all'acqua, nella dose di 5 gr per litro, del bicarbonato di sodio che
e' un regolatore delle funzioni digestive, e gli altri sei giorni si ponga
nell'acqua alternativamente alcune goccie di succo di limone che fungono da
disinfettante, facilitando la digestione e un pezzo di spicchio d'aglio dal buon
potere disinfettante soprattutto delle vie respiratorie.
LA RIPRODUZIONE
Per la nidificazione dei
canarini bisogna osservare certe regole e adottare determinati accorgimenti.
Occorre, anzitutto, assortire la coppia. Per quanto riguarda la natura del
piumaggio, ricordare che bisogna unire soggetti a piumaggio intenso e soggetti a
piumaggio brinato. In linea generale e' preferito che sia la femmina ad avere
piumaggio brinato. Una volta accoppiati i due volatili bisogna favorire il
processo di familiarizzazione, ed e' buon metodo farli svernare da soli nella
medesima gabbia, in modo che abbiano modo di abituarsi uno a l'altro prima degli
accoppiamenti. L'inizio delle cove deve avvenire alla fine di Marzo meglio
ancora entro Aprile o Maggio. Vi sono allevatori che utilizzano un mashio per
piu' femmine. Si puo' dire che di norma conviene lasciare uniti maschio e
femmina in modo che portino insieme a conclusione il ciclo riproduttivo, cosi'
come si verifica in natura. Alla gabbia da cova si puo' applicare il porta nido
esterno a gabbietta fin dall'immissione della coppia, ma non si deve fornire il
materiale destinato all'imbottitura del nido fino a quando la canarina non
mostri per chiari segni di volerne iniziare la preparazione. Vi sono canarine
che dimostrano di non essere all'altezza di costruire il nido in tal caso
l'allevatore deve aiutarla. Puo' succeder che la femmina inetta distrugga
l'opera dell'allevatore disperdendo il materiale; in tal caso si deve ripeter
l'operazione fino a quando non avra' inizio la deposizione delle uova, perche' a
partire da questo momento la canarina pensera' soltanto a covare e non dannegera'
piu' il nido. Il numero delle uova depositate varia di regola da 3 a 5, piu'
raramente 2 o 6 o 7; in casi eccezzionali possono venir deposte 8 o 9 uova.
L'uovo espulso per primo ha una colorazione piu' chiara degli altri e viene
chiamato "uovo azzurro". Le femmine tendono a dare inizio alla cova
dopo aver deposto il secondo o il terzo uovo, il che rende opportuno, togliere
le uova a mano a mano che vengano deposte, sostituendole con uova finte onde
evitare una schiusa sfalsata con il rischio che gli ultimi nati vengano
sopraffatti dai fratelli al momento dell'imbeccata. Le vere uova devono essere
conservate entro una scatoletta imbottita di ovatta e rivoltate ogni giorno per
evitare che il tuorlo si decentri rendendo piu' difficile la futura schiusa.
L'incubazione dura tredici giorni, ma puo' prolungarsi fino a quattorddici
quindici giorni se la femmina non e' stata covatrice assidua o se la temperatura
ambientale e' stata particolarmente bassa. Durante la cova deve essere
consentito alla canarina di effettuare il bagno perche' cio' serve a mantenere
nel nido il grado di umidita' che e' necessario per la schiusa. Se la canarina
rifiuta il bagno e' opportuno, un paio di giorni prima della schiusa delle uova,
spruzzare lievemente le uova con acqua tiepida. Si tenga presente che le
canarine sentono il bisogno d' una certa penombra; il portanido va quindi
schermato mediante un panno verde che ricordi il protettivo schermo della
vegetazione. Verso il sesto settimo giorno di incubazione, ponendo le uova
contro luce e' possibile accertare se l'embrione e' in fase di sviluppo perche'
l'uovo fecondato appare in trasparenza scuro mentre quello infecondo e' chiaro.
I canarini nascono pressoche' nudi, con gli occhi chiusi. La loro alimentazione
sara' costituita dal pastoncino all'uovo con cui verranno imbeccati i genitori.
Per evitare che i genitori non accettino il nuovo alimento, piccole dosi di
pastoncino devono essere somministrate ai riproduttori due o tre volte la
settimana fin da un mese prima dell'accoppiamento. Il pastoncino all'uovo serve
anche a mantenere i rirpoduttori in buone condizioni fisiche e in perfetta
forma. Verso il diciottesimo giorno di vita il giovane canarino e' completamente
formato, pur distinguendosi chiaramente dagli adulti. Anche dopo usciti dal nido
i piccoli continuano ad ever bisogno dell'imbeccata dei genitori, di regola fino
ai venticinque giorni di eta', con una certa differenza in piu' o in meno per le
razze tardive o precoci. Quasi sempre possono venir separati dai genitori verso
il ventiseiesimo - ventottesimo giorno di vita. La femmina raramente completa lo
svezzamento della nidiata prima di essere presa dallo stimolo di una nuova
nidificazione che insorge verso il diciottesimo - ventesimo giorno dalla schiusa
della prima covata. La prole continuerà ad essere svezzata dal maschio fin
quando non sara' indipendente. Qualora accada che la madre spiumi la prole, e'
necessario dividere in due la gabbia da cova mediante un divisorio a sbarre che
tenga i figli da una parte e i genitori dall'altra. Davanti al divisorio si
porranno due posatoi sistemati in modo da consentire i genitori di continuare a
imbeccare la prole attraverso le sbarre. Una volta svezzati i nidiacei dovranno
essere spostati in una gabbia molto spaziosa che permetta agli stessi di
esercitarsi nel volo. E' saggia norma non permettere alla canarina di effettuare
piu' di due covate l'anno. Per fronteggiare all'inconveniente di un abbandono di
una cova, e' norma precauzionale fare in modo che due o piu' canarine inizino a
covare lo stesso giorno.

LE PIU' FREQUENTI CAUSE DI
MORTALITA' NEI NIDIACEI
| Incidente o malattia |
Sintomi |
Cause |
Rimedi |
| Giallo incollato al
guscio |
Il nascituro non riesce a
staccarsi dal guscio |
Insufficiente umidita' |
Vaporizzare, non bagnare le
uova, aumentare il tasso igrometrico del locale |
| Infezione ombellicare |
Arrossamento e tumefazione |
Infezione microbica |
Disinfezione locale con
prodotti idonei |
| Infezione da ferite |
Arrossamento, spurgo sieroso
o purulento |
Infezione microbica |
Disinfezione locale con
prodotti idone |
| Avitaminosi |
Debolezza, palpebre sierose,
paralisi, sviluppo ritardato, deformazione degli arti |
Deficienza vitamine A-B-D3 |
Trattamenti con concentrati
polivitaminici |
| Intossicazioni alimentari |
Ventre tumefatto, diarrea,
gozzo con bolle d' aria |
Fermentazione del cibo, cibi
avariati, pastoncino troppo umido |
Igiene, trattamenti
antibiotici alle nutrici |
| Insufficienza di cibo |
Estrema debolezza |
Nascita ritardata,
negligenza della nutrice, infezione microbiotica |
Alimentare a mano,
trattamento antibiotico alla nutrice |
| Piccoli gettati dal nido |
Talvolta con cranio
perforato |
Gelosia del maschio |
Togliere il genitore dalla
gabbia |
| Parassiti |
Emaciazione, aspetto
sclerotico |
Acaro rosso |
Disinfezione dei nidiacei,
accessori e attrezzature |
| Piccolo scivolato dal
nido |
. |
Incidente o gelosia del
maschio |
Riscaldarlo, alimentarlo a
mano e riporlo nel nido |
| Congestione |
Grumi di sangue nel cervello
o nei polmoni |
Troppo calore, manipolazioni
maldestre |
Nessun rimedio |
| Polmonite |
Debolezza, diarrea, febbre |
Colpi di freddo, umidita'
eccessiva |
Trattamenti antibiotici |
| Malattia del sudore |
Piedi e ventre della madre
bagnati |
Enterite |
Trattamenti antibiotici |
| Diarrea di consistenza e
colori diversi |
Morti prima e dopo la
schiusa verso i 10-15 giorni di vita |
Infezione da salmonellosi,
Coccidiosi, Colibacillosi, Micoplasmosi |
Trattamento antibiotico
prima degli accoppiamenti e dopo la schiusa |
IL PERCHE' DELLA MORTE DELL'
EMBRIONE
| Nei primi 5 giorni |
Dopo il 5° giorno |
Al 12° giorno |
Alla schiusa |
| Uova mal conservate,
raffredate, con carenze vitaminiche |
Carenza di riserve per
cattiva preparazione dei rirpoduttori: insufficienza di umidita';
cattiva aerazione del nido; tare ereditarie; uova con germi di malattie
infettive; uova non girate |
Fattori letali: eccesso di
umidita'; salmonellosi; paratifo; carenza di vitamina A |
Mancanza di umidita' |
La riproduzione con finalita'
sportive
La riproduzione con finalita'
economiche
Riproduzione di ibridi e
meticci
L'IGIENE NEGLI ALLEVAMENTI
La pulizia e' indispensabile
in un allevamento di canarini, perche' questo possa prosperare con soddisfazione
dell'ornicoltore. Il cassetto di fondo delle gabbie va ricoperto con un foglio
di giornale o con uno strato di terra asciutta o di sabbia, da cambiare non
appena necessario. Se e' presente la grada, la pulizia del cassetto si puo' fare
con minor frequenza ed e' la griglia metallica a dover essere ripulita spesso.
Anche i posatoi devono essere accuratamente ripuliti non appena presentano
tracce di sudiciume e cosi' dicasi d'ogni accessorio in genere. Almeno una volta
l'anno occorre ripulire completamente la gabbia con soluzioni disinfettanti,
allontanando preventivamente gli uccelli. L'igienica tenuta di locali ed
accessori non basta; bisogna concedere agli uccelli la possibilita' di curare la
propria igiene, facendo uso degli appositi bagnetti. Le vaschette devono essere
pero' ritirate qualche ora prima del tramonto per evitare che gli uccelli si
trovino con il piumaggio umido col sopraggiungere della sera. Ricordiamo che
l'acqua del bagno deve essere a temperatura ambiente. Giovano alla salute dei
canarini anche i bagni di sole, che essi effettuano ai raggi col piumaggio
arruffato. Gli uccelli devono pero' sempre avere la possibilita' di rifugiarsi
all'ombra, quando ne sentono il bisogno. Il locale dove sono tenuti i canarini
deve fluire di buona areazione, curando che non si creino correnti d'aria.
LA MUTA DEL PIUMAGGIO

nella foto il canarino di eva
Il piumaggio degli uccelli ha
una struttura delicata e finisce per sciuparsi col passare del tempo, da qui' la
necessita' di un suo rinnovo totale almeno una volta l'anno. Questo rinnovo si
attua mediante il processo fisiologico della muta che occupa uno spazio di tempo
durante il quale i canarini sono meno vivaci e cessano di cantare. Durante la
muta, nella stagione estiva la temperatura ambiente non dovrebbe scendere al di
sotto dei 18° centigradi, altrimenti si profila il pericolo che un improvviso
raffreddamento arresti il processo fisiologico in corso. Nel periodo in cui si
verifica la muta i volatili devono disporre di integrativi minerali e di
integrativi vitaminici (vitamine E e D). Durante l'anno si verificano due
processi di muta: uno, appena accennato a Marzo, che non rigurda mai le penne di
ali e coda e la muta vera e propria, che avviene tra la fine di Luglio e i primi
di Settembre. La durata della muta puo' variare da soggetto a soggetto, di norma
dura da un mese e mezzo a due mesi. Al termine della muta bisogna controllare la
punta del becco e le unghie per accertare che non presentino lunghezza
eccessiva, nel caso si spunta l'eccedenza con un tagliaunghie, tenendolo in modo
che il taglio avvenga dai due lati e non da sopra a sotto.
Nei canarini di una certa eta' puo' accadere
che le squame cornee, che rivestono le zampe, non vengano eliminate e rimangano
attaccate ricoprendo le nuove scaglie, in tal caso bisogna bagnare le zampe per
alcuni giorni di seguito con dell'olio tiepido o con una pomata apposita, dopo
di che', aiutandosi con una pinzetta, si procedera' alla rimozione delle vecchie
scaglie.
GLI ALLEVAMENTI CONSIGLIATI DA INSEPARABILE SONO:
Nessun allevamento da
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se vuoi sapere come segnalare il
tuo, contatta: marketing@inseparabile.it
I CANARINI AMMALATI
Le patologie che possono
colpire i canarini sono molteplici, ma si possono raggruppare in respiratorie
ed enteriche.
Nella maggior parte dei casi l'indisposizione fisica e' accompagnata da mancanza
di vivacita' e dal rigonfiamento del piumaggio, dove il canarino tende a
nascondere il capo assumendo la tipica postura da riposo notturno. I sintomi
respiratori fanno riferimento alle affezioni che colpiscono l'apparato
respiratorio e si manifestano con respiro difficoltoso e fischiante, con rantoli
e colo nasale. L'uccello generalmente accompagna il respiro con movimenti
ritmici della coda. I sintomi enterici riguardano quelle affezioni che
colpiscono l'apparato digenerente e possono indicare malattie infettive in
corso, o disturbi dovuti ad una errata alimentazione. Passeremo ora in rassegna
i sintomi relativi alle malattie che possono colpire i nostri uccelli e le
relative cure. In ogni caso e' necessario isolare il soggetto malato e attuare
una disinfezione dei locali, delle gabbie e degli uccelli.
Ali e coda cadenti o
abbassatisi ritmicamente; respirazione difficoltosa
Sono questi i sintomi della polmonite,
che a volte possono essere accompagnati da rantoli e colpi di tosse. E'
possibile curare l'animale tramite la somministrazione di antibiotici o per
aerosol. E' importante collocare l'uccello malato in um contenitore di modeste
dimensione e in cui la temperatura sia costantemente più alta del normale. Se
oltre ai sopraindicati sintomi si riscontra anche inappetenza, sete, diarrea
giallastra, stato febbrile, essudato sieroso, siamo in presenza della streptoccosi;
la cura e' la stessa ma normalmente i soggetti colpiti muoiono dopo pochi
giorni. Anche la tifosi o meglio conosciuta come Salmonellosi,
presenta gli stessi sintomi e anche in questi casi la somministrazione di
antibiotici può essere di aiuto.
Ali gonfie o cadenti, zampe
gonfie, dolenti
Se tali sintomi sono accompagnati da febbre e
diarrea, si tratta di osteo-artrite infettiva da streptococchi. La
guarigione di tale male si riesce ad ottenere molto raramente, ma e' possibile
intervenire con spennellature sulle articolazioni di un composto formato da
glicerina e tintura alcolica di jodio in parti uguali. Gioverebbero inoltre
iniezioni intramuscolari di anatossina stafilococco, naturalmente praticata da
persone esperte. Se i sintomi si riducono a quelli indicati nell'intestazione
del paragrafo, allora si tratta di artrite, in genere causato dal
mantenimento degli alati in locali freddi e umidi. Le parti interessate
dall'affezione vanno spennellate con alcool in cui siano stati lasciati a bagno
per alcuni giorni dei peperoncini rossi forti; conviene inoltre addizionare
all'acqua da bere, per circa una settimana, dell'urotropina nella dose di un
grammo per litro. La stessa cura e gli stessi sintomi valgono per i reumatismi.
Se il canarino dimostra inoltre inappetenza e più sete del normale, e' stato
colpito da gotta articolare, conviene, in questi casi, adottare una dieta
povera di sostanze proteiche e ricca di verdure fresche, addizionando all'acqua
da bere del bicarbonato di sodio e un integratore vitaminico.
Movimenti stentati e
barcollanti
Se accompagnati da inappetenza, gran sete,
diarrea, respirazione affannosa ed emissione di muco dal becco, siamo in
presenza del colera o della colibacillosi. In entrambi i casi la
guarigione e' molto rara e la morte sopraggiunge dopo quarantott'ore o al
massimo una settimana. E' possibile curare gli animali colpiti somministrando
loro, a giorni alterni, antibiotici e urotropina.
Scolorimento di becco e
zampe
Generalmente tali sintomi si manifestano quando
sono presenti parassiti dissanguatori. Cio' normalmente e' dovuto alla
permanenza degli uccelli in locali antigienici e ad una alimentazione
inadeguata.Quanto sopra descritto porta all'anemia, che si puo' curare
ponendo gli alati in ambienti igienici e somministrando pastoncino all'uovo
arricchito di vitamine, spinaci, piselli freschi e del solfato di ferro
all'acqua da bere. Se lo stato anemico e' accompagnato da congiuntivite e
diarrea, si puo' pensare alla pseudomoniasi che si puo' curare tramite la
somministrazione di tetrociclina o altro antibiotico.
Respirazione difficoltosa,
fischiante affannosa e a becco socchiuso ritmicamente
Sono questi i sintomi dell'asma che va
curata facendo bollire per cinque minuti in mezzo litro d'acqua sei grammi di
foglie di eucaliptolo, dodici grammi di basilico, trenta grammi di salvia e
venti grammi di prezzemolo. Il decotto cosi' ottenuto dovra' sostituire l'acqua
da bere per alcuni giorni; in seguito si dovra' somministrare nell'acqua da bere
dell'urotropina nella dose di un grammo per litro. L'acariosi respiratoria
presenta gli stessi sintomi della'asma, ma la respirazione affannosa e
fischiante, in questi caso e' accompagnata da frequenti raschiamenti di gola.
Questa patologia, che comporta perdita di vivacita', arruffamento del piumaggio
e in seguito la morte, e' dovuta ad un acaro microscopico che si puo' tentare di
eliminare mediante specifici acaricidi nonche' somministrando un composto
vitaminico. Quando il canarino tossisce ed espettora puo' essere affetto da vermi
nella trachea da eliminare tramite la somministrazione di una opportuno
vermifugo. Se ai sintomi indicati fin ora si aggiunge letargia, tremori, diarrea
e forme di paralisi, si puo' pensare alla pseudotubercolosi, che lascia
poche speranze di guarigione agli uccelli colpiti da questo male. E' possibile
tentare la cura somministrando antibiotici, sulfamidici e composti vitaminici.
Spostamento laterale del
capo
Se cio' accade in maniera frequente e
pronunciata, il canarino puo' essere affetto da infiammazione dell'orecchio,
dovuta ad una infezione o alla presenza di parassiti; conviene instillare
nell'orecchio gocce di glicerina fenica composta.
Dimagrimento rapido,
progressivo, inappetenza
Questi sintomi se accompagnati da letargia ed
emissione di escrementi secchi, probabilmente il nostro volatile e' affetto da dispepsia,
che puo' insorgere se l'uccello ingerisce cibi guasti. Per curare questa
malattia bisogna somministrare ai nostri volatili alimenti sani, ricchi di
vitamine e con poca verdura. Puo' essere utile sostituire l'acqua da bere con un
decotto ottenuto facendo bollire per un minuto in mezzo litro d'acqua 10 gr
foglie di menta. Se l'uccello presenta sete ardente, puo' trattarsi di verminosi
del tubo digerente, malattia che si puo' curare somministrando appositi
vermifughi o quattro - cinque milligrammi di piperzina per ogni soggetto. Il
dimagrimento rapido puo' anche essere sintomo di verme solitario o aviatminosao
di salmonellosi. Nel primo caso bisogna somministare al posto dell'acqua
da bere una soluzione di solfato di rame all'uno per mille, nel secondo caso
bisogna fornire ai soggetti malati un'alimentazione ricca di frutta e verdure
nonche' di un composto vitaminico, in fine nel terzo caso la cura e' imperniata
sulla somministrazione di un antibiotico e sulla somministrazione di un composto
vitaminico.
Difficoltà di evacuazione,
escrementi vischiosi o diarroiche
La stipsi presenta i sintomi sopra
descritti, tale malattia e' dovuta ad una alimentazione troppo ricca di lipidi o
da brusche variazioni di regime alimentare o di clima. La cura consiste nel
somministrare ai soggetti malati del sale inglese nell'acqua da bere nella dose
di 1 gr per litro e adottando una alimentazione ricca di sostanze vegetali. Se
gli escrementi degli alati si presentano diarroici si potrebbe trattare di enterite
insorta in seguito all'assimilazione di verdure bagnate; i soggetti colpiti
presentano un ventre gonfio e arrossato. La cura consiste nel sostituire
all'acqua da bere una soluzione ottenuta aggiungendo 10 gr di solfato di ferro
in un quarto di litro d'acqua. Puo' aiutare la somministrazione di semi di
papavero, di riso bollito e di uva. Se curati nel modo indicati i canarini
colpiti dalla malattia guariscono dopo una settimana. Se la difficolta' di
evacuazione e' accompagnata da gonfiore nella regione addominale e il soggetto
riesce a stento a liberarsi dagli escrementi, puo' essere affetto da catarro
gastrico, in tal caso conviene sostituire all'acqua da bere un decotto di
lattuga o malva.
Occhi gonfi, lacrimosi,
catarro, starnuti, secrezioni di muco alle nari
Questi possone essere i sintomi di uno stato
influenzale da curarsi lavando con acqua borica tiepida gli occhi e la nari. Se
i soggetti malati presentano scolo purulento dagli occhi e dal naso potrebbero
essere affetti da sinusite infraorbitale, puo' insorgere gonfiore
dell'epidermide sotto l'occhio, che puo' arrivare a spostare il globo oculare
fino a distruggerlo. Bisogna lavare le parti interessate da questi sintomi con
acqua borica tiepida e spalmarvi sopra due volte al giorno della pomata
all'aureomicina. E' opportuno aggiungere all'acqua da bere della streptomicina.
Occhi opachi, cecità
Tali sono i sintomi della cataratta, che
puo' essere congenita, conseguente alla vecchiaia o derivante da malattia a
traumi. Non esistendo cura e' necessario porre l'uccelo in una gabbia dove il
cibo e l'acqua siano facili da raggiungere e sempre collocati allo stesso posto.
Se si osserva opacita' a carico della cornea puo' trattarsi di cheratite.
In questo caso conviene applicare pomate antibiotiche a uso oftalmico, sono
assolutamente da evitare pomate basate su cortisonici. Dopo qualche giorno la
cornea ritorna lucida e trasparente segno di avvenuta guarigione.
Pustole
La presenza di pustole sulle palpebre, intorno
alle apertura auricolari e nasali, sulla base del becco e sulle zampe, e'
sintomo di diftero-vaiolo, una malattia che puo' assumere due forme: vaiolosa
e difterica. Nel primo caso dopo circa un mese le pustole scompaiono senza
lasciare traccia. Nel secondo caso il respiro si fa affannoso e sibilante e
fuoriesce saliva schiumosa dal becco. La forma vaiolosa permette di essere
curata asportando le pustole dopo essere state ammorbidite con olio o vasellina
e disinfettando la ferita con glicerina jodica, bisogna inoltre aggiungere della
tetramicina all'acqua da bere. La forma difterica non permette di essere curata
se non con un collirio antibiotico.
Placche, scuotimento del
capo, salivazione mucosa
Se accompagnata da difficolta' di deglutizione,
letargia, perdita di appetito e dimagrimento siamo di fronte alla candidosi,
una fungosi che puo' essere curata asportando con una pinzetta le placche. La
mucosa orale cosi' trattata va spennellata due volte al giorno con una miscela
composta da venti parti di glicerina e una di tintura di jodio.
Perdita di piumaggio
Questo sintomo caratterizza la falsa muta,
un malanno determinato da un'alimentazione inadeguata o dalla permanenza in
ambienti antigienici o da raffreddamento. Bisogna collocare gli uccelli malati
in ambienti salubri e spaziosi, fornendo ai volatili una alimentazione ricca di
verdure, minerali, vitamine (soprattutto la B) e pastoncino all'uovo. Gli stessi
sintomi fanno riferimento alla acariosi deplumante, in piu' i soggetti
colpiti da tale male mostrano di soffrire di prurito. Bisogna vaporizzare gli
uccelli con specifico insetticida per uso ornitologico. Se sulle parti inpiumate
la pelle presenta croste squamose i soggetti possono essere affetti da favo.
La cura consiste nello spennellare le zone interessate dal male con una
soluzione acquosa di formalina al 5% o con della glicerina jodica.
Infiammazione di codone e
ano
Tali sintomi accompagnati da diarrea giallastra
sono caratteristici della dissenteria, che puo' essere causata da
alimenti guasti, locali antigienici, verdura bagnata o sbalzi di temperatura. In
questo caso la cura piu' adatta consiste nella collocazione dei malati in
ambienti sani e sulla somministrazione di frutta fresca e semi di papavero.
All'acqua da bere bisogna sostituire l'acqua della cottura del riso. Quando e'
la ghiandola che si trova sulla parte superiore del codone ad apparire indurita
o in suppurazione abbiamo l'infiammazione della ghiandola sebacea, da
curare applicando una pomata alla penicillina.
Essudato vischioso corporeo
Puo' capitare che una canarina nel periodo
della riproduzione abbia il piumaggio del ventre bagnato, malanno che si indica
con il nome di sudore. Si tratta di essudato vischioso prodotto dai
piccoli, e' necessario pulire la canarina e i nidiacei con un batuffolo di
ovatta intriso di acqua tiepida. Questo essudato e' causato da un'alimentazione
inadeguata o da un colpo di freddo. Per la canarina non esiste alcun pericolo.
Sospensione del canto
La sospensione del canto puo' essere causata da
raucedine, dovuta a sbalzi di temperatura, ingestione di acqua troppo
fredda o per eccessivo impegno canoro. Se la malattia e' cronica non esiste
alcuna cura valida.
Piume contorte, cisti plume
I canarini di razza inglese vanno soggetti a
gonfiori sottocutanei e a formazione di piume contorte e sottili. Tali gonfiori
prendono il nome di lumpus, provocate da piume che crescono contorte
all'interno della cisti che e' ripiena di una contenuto sebaceo. Le cisti a
volte si rompono perdendo il proprio contenuto, l'intervento chirurgico e'
sempre sconsigliabile cosi' come la riproduzione di tali soggetti in quanto la
tara e' trasmissibile per via ereditaria.
ARRICCIATO DEL NORD
Il
canarino
selvatico
E’
la specie più importante del genere Serinus poiché è la capostipite delle
molteplici razze di canarini domestici diffuse in ogni parte del
mondo.Lungo 12-14 cm il canarino selvatico (serinus canarius) ha fronte,
gola e petto giallo oro; ali e coda brune con riflessi verdi; ventre
bianchiccio; parti superiori verdi sfumate di grigio e bruno, becco corneo e
zampe brunicce. La femmina presenta una colorazione meno accesa e pura
Vive
nelle isole Canarie nelle Azzorre e Madeira.
Il
canarino selvatico predilige vivere nelle zone ricche di acqua e di alberi, pur
preferendo le zone collinose possiamo trovarlo anche in pianura e ad altitudini
superiori ai 1500 metri.
Vive
in gruppi e il suo cibo è costituito di piccoli semi,verdure germogli e frutta.
il canarino domestico
Con il nome canarino comprendiamo tutte le razze che l’uomo con secoli di
allevamento ha derivato dall’originario canarino selvatico.
Sembra
che la storia del canarino domestico inizi nel 1402 con la conquista
dell’arcipelago delle Canarie ad opera degli Spagnoli i quali conobbero e
apprezzarono subito questo grazioso uccellino sia per il suo canto notevole sia
per la facilità con cui si abituava alla
vita captiva. Il minuscolo alato, denominato “canario” dagli iberici
(canarino in italiano),divenne in breve tempo oggetto di un florido commercio e
si diffuse pian piano in tutta Europa.
I
primi canarini si trovavano solo presso i ricchi a causa del loro
costo elevato in seguito, la canaricoltura si estese anche alle classi
meno agiate.
Dalla
Spagna il canarino si diffuse ben presto in Olanda, Italia e Inghilterra. Nel
secolo passato la maggiore diffusione del canarino si ebbe in Germania
specialmente in Sassonia (da cui la denominazione “canarino sassone”).
Oggi
come tutti sanno il canarino, con le sue numerosissime razze, è il volatile da
gabbia più diffuso al mondo.
Storia
dello Yorkshire
Lo Yorkshire è una Contea dell'Inghilterra
nord-orientale ove, oltre al resto, l'agricoltura e l'allevamento degli
animali domestici vengono praticati su vasta scala e con risultati di
rilievo, vistoche' vi sono nate due famose razze di suini, una di cani e
una di canarini.
Il nome di esse in ogni caso è lo stesso: Yorkshire. Per brevità il
canarino omonimo viene chiamato anche York, ma un pò impropriamente,
perchè questo è il nome della città principale della Contea, ricca di
storia e di nomi illustri, fondata dai Romani nel 72 d.C. con il nome di
Eburacum.
Abbiamo già accennato a questa razza quale responsabile della scomparsa
del vecchio Bossù. Adesso torniamo alla sua origine.
Già nella metà del secolo passato nello Yorkshire veniva allevato con
questo nome un canarino piuttosto lungo, sottile e a portamento alquanto
eretto, diretto discendente da quei Grandi Olandesi che in epoche
diverse avevano varcato la Manica, e ancora assai simile ad esso,
nonostante i tentativi selettivi fatti per modificarlo.
Oggi Yorkshire è il nome di una razza che discende da quei canarini, ma
che si è talmente trasformata che non sarebbe facile credere in una
loro parentela.
A quel tempo esistevano in Inghilterra anche i Lancashire, anch'essi
derivati dal Grande Olandese (ma qual'è il canarino di grossa taglia
che non deriva dal Grande Olandese?) e i Bossù provenienti dal
continente, importati come "cosa rara".
Mettiamo insieme: primo, il desiderio di migliorare il povero Yorkshire
di allora che, rispetto alle due altre razze, appariva alquanto modesto;
secondo, l'osservazione dei risultati degli incroci fra queste tre
razze, fatti per la curiosità di vedere cosa ne sarebbe scaturito
fuori; terzo, il genio selettivo congenito degli Inglesi e i loro Clubs
... e il risultato fu che i canaricoltori del tempo si trovarono presto
in accordo sul programma da seguire per trasformare il canarino della
loro Contea in un canarino di taglia accresciuta, con portamento ancora
più slanciato e con piumaggio aderente. La grossa taglia sarebbe stata
presa dal Lancashire a testa liscia, il resto dal Bossù. Le percentuali
più opportune di ciascun sangue si sarebbero studiate cammin facendo.
Quindi, non creazione (ex novo) di una razza, ma di un miglioramento
della razza tradizionale della Contea.
Delle mete che si erano prefissi questi primi allevatori, molte furono
raggiunte e prese forma una razza ben fissata, del tutto diversa da ogni
altra e dalla struttura così sofisticata da indurre a riconoscere una
volta di più che veramente a questi Inglesi non si potrà mai insegnare
nulla in fatto di selezione e, vorremmo anche aggiungere, sul modo di
risolvere ogni problema del genere.
Anche i tentativi iniziali di selezione dello Yorkshire, il
"Gentleman of the Fancy", sono fatto emblematico della loro
mentalità. Il loro orgoglio e la loro tenacia li spinge alle mete più
ambite, ma sono sollecitati a cambiare politica quando si accorgono che
una certa situazione sta diventando insostenibile e conviene salvare il
salvabile, sopratutto per salvare l'onore.
Tutto lascia credere che le prospettive di questo nuovo canarino fossero
così seducenti da far trascurare a tal punto il vecchio e letargico
Lancashire (che ormai aveva dato tutto quanto la sua potenzialità
genetica poteva dare) da farlo considerare utile solo in funzione di
quanto poteva dare ancora di sè per migliorare il nuovo astro nascente,
e fu il colpo finale al vecchio gigante che già taballava abbastanza
per conto suo.
La razza di cui stiamo parlando prende oggi il nome di Yorkshire Vecchio
Tipo o Continentale (poi vedremo il perchè). Era lungo sui 17 cm. molto
eretto di portamento e così sottile che gli Inglesi dicevano che poteva
passare attraverso un anello matrimoniale: con minore esagerazione si
diceva che aveva la forma di una carota.
I connotati più salienti erano: totale continuità tra testa e spalle,
cioè nessun solco a livello del collo (carota!); testa-corpo-coda
perfettamente in linea tra loro , talchè una riga immaginaria passante
per l'occhio e la coda divideva l'uccelino in due parti pressochè
simmetriche, una anteriore e una posteriore.
Ma ecco che la solita mania degli allevatori si risveglia ancora una
volta. Si sono visti i risultati di alcuni incroci con il Norwich i
quali non sono niente male, tanto che sono ormai vari anni che alcuni si
interessano a questa nuova via selettiva; si comincia a mormorare che la
testa e le spalle più grosse lo rendono ancora più attraente; si dice
che lo Yorkshire attuale è solo una tappa di un miglioramento che non
è ancora ultimato; si discute, chi parteggia per il Vecchio Tipo chi
per il Nuovo Tipo; i Club sono in fermento.
Alla fine, non fosse altro per per appagare la smania del nuovo, vince
il parere dei sostenitori del Nuovo Tipo (1962) e si arriva al 1968,
anno di codificazione del nuovo standard.
A questo punto è giuoco-forza chiamare la vecchia versione dello
Yorkshire, Vecchio Tipo e la nuova Nuovo Tipo; anzi, poichè il Vecchio
Tipo in Inghilterra si estingue in pochi anni, mentre continua ad essere
allevato sul Continente, questo Vecchio Tipo prende anche il nome di
Yorkshire Continentale (soppresso dalla COM ad Antibes nell'Aprile del
1974).
Ne ha fatta di strada questo canarino in un secolo! Cosa resta nel
sangue del moderno Yorkshire di quei diretti discendenti del Grande
Olandese che si allevano nello Yorkshire?
Ben poco.
In conclusione, l'innesto del Bossù, del Lancashire e, infine, del
Norwich, ciascuno per la propria parte, sono stati determinanti.
Certamente, senza la mole del Lancashire, la sfilatezza del corpo e gli
arti posteriori estesi del Bossù, e il piumaggio, la testa e le spalle
del Norwich, lo York moderno non ci sarebbe. E battiamo ancora una volta
le mani a questi maestri della selezione.
I connotati dello York moderno (standard del 1968) sono i seguenti.
Testa tonda e piena con ampia nuca e sopraciglia accennate. Collo
definito da un modico ma deciso solco dorsale in modo che la testa
appaia direttamente incastrata nelle larghe e altissime spalle e non
abbia la sensazione della presenza del collo; segue l'alto petto
ugualmente largo in tutti i suoi diametri e, perciò arrotondato. Tutto
questo complesso di connotati fa apparire la metà superiore del corpo
come un unico blocco e, a dir la verità, fa apparire il canarino anche
un pò gobbo. Il corpo, nella sua parte posteriore, si assottiglia
gradatamente verso la coda. Acciocchè questa forma a lungo cono sia più
evidente possibile, la eventuale forma cilindrica del corpo che si
assottiglia di colpo alla fine dell'addome (soggetti molto brinati)
costituisce grave difetto.
Il piumaggio è brillante e formato da piume relativamente corte e
povere di barbole, in modo da presentare la massima aderenza e
compostezza, necessarie per mettere in risalto la forma del corpo.
Tutti i colori sono ammessi, come pure la colorazione artificiale. Ali
piuttosto lunghe e ben aderenti, formate da remiganti lunghe e strette.
Arti inferiori ben estesi in modo che almeno il calcagno appaia
totalmente libero.
Coda uniforme, lievemente rialzata rispetto alla linea del corpo,
formata da timoniere lunghe e strette: piume di gallo assenti.
Portamento molto eretto (circa 80°). Come è noto, questo canarino
viene esposto nelle manifestazioni ornitologiche solo in gabbie
apposite, strette e alte, munite in pratica di un solo posatoio; tutto
ciò per favorire il portamento altero che deve essere mantenuto
stabilmente (o almeno nel momento del giudizio). Al povero canarino,
messo a dimora in questa gabbia molto tempo prima del periodo
espositivo, non rimane, se vuol fare un pò di moto, che scalpitare sul
posatoio spostandosi a destra e sinistra di qualche centimetro o
afferrare con una zampa le gretole laterali (eredità del Bossù, come
il Gibber etc.) e tutta questa esuberanza ... è apprezzata dai giudici,
pienemente convinti che questo supplizio è necessario e fa parte del
giuoco.
La lunghezza prescritta è compresa fra i 17 ed i 18 cm. ma molti
soggetti, specialmente maschi, la superano. E' inevitabile che un
soggetto sia tanto più apprezzato quanto più è lungo, ma ciò non
deve assolutamente andare a detrimento degli altri connotati e, in
parti | |